E' un segreto inconfessabile. Una incomprensibile incapacità. Una vergogna.
Il vaginismo è il disturbo sessuale di cui si parla meno.

Si tratta di uno spasmo involontario della vagina che, proprio qui sta il punto, non si sottomette alla buona volontà della donna, ai suoi sforzi razionali; e neanche al suo dolore, alla rabbia.
Semplicemente la vagina si blocca, si irrigidisce, e qualsiasi sforzo per "addomesticarla", per forzarla, causa dolore.

Il dolore è proprio il contrario del piacere, e dunque, mese dopo mese, anche il desiderio sessuale della donna di avere un "normale" rapporto sessuale scende a picco e da idea piacevole inizia a rivestire connotati di attesa ansiosa.
Generalmente vediamo che questo tipo di coppia HA una propria vita sessuale: fatta di petting superficiale, di petting spinto, di rapporti orali; tutte cose che risultavano molto gratificanti prima, prima di capire che di lì non si riesce a proseguire; che oltre a questo "non si può andare". Ed allora, quando si capisce che dopo l'antipasto non si avrà altro, anche questo risulta pesante e "poco digeribile", soprattutto per la donna che si vive come "la persona con problema"..

 

Un segreto vergognoso
La donna vaginistica si vergogna, perchè quello che è "così naturale per tutte" a lei risulta impossibile.

Non ne parla con nessuno, neanche con la propria madre;

ascolta con vera sofferenza i racconti delle amiche riguardanti la loro vita intima e talvolta inventa la sua;

rifugge le donne che rimangono incinte.

Tutto concorre a rammentarle il suo problema.

Non avendo una "vera" (intesa come penetrativa) vita sessuale, non ritiene neanche necessaria la visita ginecologica, che peraltro teme, e dunque non riceve indicazioni per risolvere.

Rimane così sospesa in un limbo di attesa, di infelicità, mentre la relazione col partner perde via via il calore e la passione, e diventa quasi un rapporto di amicizia.

Più fortunate le vaginistiche giovani, spesso universitarie: all'emergere del problema, il ricorso ad Internet permette loro di documentarsi, di capire di cosa si tratta e dunque di chiedere aiuto in modo corretto e veloce. Non di rado è il loro compagno a "spingerle" e/o ad aiutarle. E dunque consultano quando è intercorso un tempo breve. Ed è un grande vantaggio, se si pensa che frequentemente il tempo di risoluzione del problema è direttamente proporzionale al tempo di permanenza nel problema.

 

Problema fisico o psichico?
Nel vaginismo sono quasi sempre presenti componenti psichiche (mentali, affettive, emozionali); oppure le cause psichiche rappresentano una parte rilevante di un evento multifattoriale. Altre volte sono il versante interiore di patologie fisiche precoci, quale ad esempio l'endometriosi. E' pur vero che un'imene particolarmente spesso - disturbo puramente fisico - può dare gli stessi disturbi ma, da mia esperienza, l'intervento chirurgico - peraltro necessario - non è determinante ad eliminare il vaginismo.

La presenza di tale forte componente psichica porta la ragazza o donna che ne soffre a rivolgersi allo Psicologo, che fiducioso utilizza i suoi strumenti classici al fine di comprenderne le cause, rimuovere blocchi, elaborare traumi, rendere accettabile l'ansia. Io stessa, giovane laureata operante in un Consultorio, trattavo il vaginismo attraverso un approccio analitico; peraltro con risultati incerti e imprevedibili, pur a fronte di una terapia prolungata.
Alla base stava un implicito: "capire, capirsi, porta a risolvere". Ma...questo postulato non risulta sempre vero:

 

... Capire, sapere, NON è cambiare

capire non equivale automaticamente a risolvere, cioè a cambiare; ogni giorno ce ne rendiamo conto sulla nostra pelle nelle cose piccole e grandi; ciò accade maggiormente quando il disagio interiore ha imboccato una strada somatica, al punto tale che nemmeno rimuovendo la situazione scatenante si risolve il problema fisico prodotto, perché nel frattempo il sintomo fisico - che sia l'ulcera, la cefalea, l'insonnia o altro (ad es. il vaginismo) - ha preso un suo percorso autonomo, vive ormai di vita propria, si è strutturato in percorsi fisici ed interiori specifici.

 

L'approccio sessuologico e l'esperienza clinica
Ecco i motivi per cui un approccio sessuologico è più efficace, direi altamente efficace nel caso del vaginismo. Perché si rivolge contemporaneamente al corpo e alla psiche, all'organo malato e ai conflitti che lo hanno fatto ammalare, alla malattia e alla persona, alla donna e alla coppia;

e perché invita tutti questi numerosi attori non solo a capire, ma a mettere in atto strategie di cambiamento. Tali strategie, prescritte dal terapeuta alla persona e poi alla coppia, sono ormai consolidate ed ampiamente collaudate, considerato che le utilizziamo dalla metà degli anni '80. E sono molto efficaci nel risolvere il problema.

La quasi totalità delle pazienti e delle coppie raggiunge l'obiettivo; in tempi... non troppo lunghi.

Dott. Carla Maria Brunialti

 

SUI PROBLEMI SESSUALI DELLA DONNA

ORGASMO:

https://www.medicitalia.it/news/psicologia/5274-orgasmo-e-donna-difficolta-cause-soluzioni.html

DESIDERIO

https://www.medicitalia.it/news/psicologia/5932-desiderio-sessuale-femminile-scarso-da-oggi-c-e-la-pillola-addyi.html

PERFEZIONISMO

https://www.medicitalia.it/news/psicologia/6456-il-perfezionismo-a-letto-e-disastroso.html

ASTINENZA

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4697-matrimoni-senza-sesso-sempre-di-piu-perche.html