Utente
Buonasera a tutti, sono una ragazza di 28 anni, da circa 10 mesi lavoro come assistente sociale in un Centro di Salute Mentale.

All'inizio ero felicissima di iniziare questa esperienza perché non è facile trovare lavoro come assistente sociale e soprattutto perché questo incarico è arrivato al momento giusto, ovvero quando lavoravo come stagista per un'associazione in cui il clima generale di lavoro era molto pesante e negativo, pertanto non vedevo l'ora di trovare un altro lavoro.
L'entusiasmo inziale si è subito smorzato quando la collega che ho sostituito al CSM mi ha spiegato un po' il lavoro che andava svolto e mi ha informato del fatto che avrei ereditato in carico ben 100 pazienti, sinceramente non mi aspettavo un'utenza così elevata.
L'affiancamento che mi è stato fatto dalla collega è durato solamente cinque giorni pertanto non è praticamente servito a nulla, mentre l'altra collega d'ufficio la vedo molto poco e soprattutto è oberata dai problemi degli altri suoi pazienti, pertanto non mi è stata appresso come speravo.
Quindi mi sono trovata subito gettata nella mischia con la responsabilità di tanti pazienti in carico e senza avere una preparazione specifica essendo questo il mio primo vero incarico da assistente sociale.
Ad oggi che è quasi un anno che lavoro lì mi sembra che sia passato solo un giorno, mi sento inadeguata e penso che per il mio carattere avrei fatto meglio a scegliere un altro lavoro, infatti sono molto timida e ho una scarsissima autostima, aspetti che di certo non mi aiutano nel lavoro al CSM dove dobbiamo mostrarci sicure e attive nei confronti dei pazienti e degli altri colleghi.
Sempre più spesso penso che nella mia vita ho fatto un sacco di scelte sbagliate a partire dall'università e dalla conseguente scelta professionale e che ad esempio avrei dovuto scegliere un percorso "meno impegnativo"come ad esempio beni culturali, mi sto molto pentendo di non averlo fatto.
Il lavoro è molto stressante, anche se l'ambiente è umano e sono trattata bene da tutti, nonostante ciò sono convinta del fatto che tutti mi parlino dietro e che mi considerino un'incompetente nonché una ragazzina perché sia nell'aspetto sia nel comportamento sembro molto più giovane di quello che sono.
Non so cosa devo fare, il mio contratto scadrà a breve ma penso che me lo rinnoveranno, da un lato sento che sto occupando una posizione lavorativa che qualcun altro migliore di me potrebbe occupare e che non sto dando il massimo per i miei pazienti, dall'altro lato so che al giorno d'oggi trovare lavoro è molto difficile quindi me lo tengo stretto e ringrazio di averlo anche se è così stressante e anche se devo farmi 3 ore di viaggio tutti i giorni per raggiungere l'ambulatorio.
Volevo quindi chiedere un consiglio su come affrontare questa situazione e come gestire lo stress, infatti penso sempre al lavoro anche quando sono a casa, sono costantemente stressata e mi capita spesso di avere problemi di insonnia.
Ringrazio molto chi risponderà.

[#1]  
Dr.ssa Fulvia Adriano

28% attività
16% attualità
4% socialità
POMEZIA (RM)
ROMA (RM)

Rank MI+ 48
Iscritto dal 2020
Gentile utente,
è bello sapere che una giovane ragazza prenda così a cuore un lavoro importante e di grande rilievo come il suo. Non è affatto scontato, quindi voglio innanzitutto farle i miei complimenti.

Venendo al tema del suo quesito, non è certamente facile aiutarla secondo questa modalità, ma mi ha colpito molto il quadro che lei dipinge e che trova, quasi contrapposti, due scenari: lo scenario "sono molto timida e ho una scarsissima autostima" oppure "sento che sto occupando una posizione lavorativa che qualcun altro migliore di me potrebbe occupare" e lo scenario "...nel lavoro al CSM... dobbiamo mostrarci sicure e attive nei confronti dei pazienti e degli altri colleghi". Da una parte, quindi, l'immagine di sé come totalmente inadeguata al ruolo, dall'altra quella di un ambiente lavorativo che chiede necessariamente alcune caratteristiche che lei sente di non avere (l'essere sicuri, attivi).
Eppure, se guardasse alle qualità che possiede con occhi non giudicanti, sono sicura ne scoprirebbe il valore. Un consulto psicologico potrebbe aiutarla in questo processo e, se in questo momento può risultare difficile un consulto vis-à-vis, può provare, almeno in una fase iniziale, un approccio online.

La faccio i miei migliori auguri (anche di buon lavoro!) e si senta pure libera di aggiornarmi, se lo desidera.
dr.ssa Fulvia Adriano
--- Specialista in Psicoterapia Psicodinamica, ACT ed EMDR ---

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottoressa,
La ringrazio molto per la sua risposta e per la sua gentilezza. Più volte ho pensato di rivolgermi ad uno psicologo ma non ho mai avuto né il coraggio né il tempo di farlo. Credo che un consulto online potrebbe essere un'alternativa.
Nel frattempo cercherò di essere meno critica verso me stessa.
Grazie mille.