Utente
gentili professori,

vorrei chiedervi,puo' un ragazzo di 17 anni che da 3 anni soffre della sindrome dello stretto toracico (diagnosticato solo 2 mesi fa')presentare disturbi psicologici quali aggressivita',rifiuto delle cure,apatia e totale mancanza di stimoli? se si come obbligarlo a curarsi?avevo pensato allo psicologo ma dovrei "anestetizzarlo" per convincerlo.

lamenta dolori insopportabili e dorme poco e male.

qualcuno mi puo' aiutare a curarlo?

[#1]  
Dr. Antonio Valassina

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Gentile signora,
forse il problema da curare è la sindrome dello stretto toracico di suo figlio che può essere molto fastidiosa nelle foree minori, fino a provocare complicanze anche gravi in quelle più accentuate.

Il ritardo nella diagnosi in questa sindrome è spesso, purtroppo, molto frequente e porta i pazienti, anche più grandi e maturi di un ragazzo di 14 anni ora diciasettenne, ad un notevole stress fisico e psichico.

Occorre solo che il ragazzo sia disponibile ad ascoltare il parere di un chirurgo vascolare che saprà spiegargli le ragioni del suo malessere e inidcargli la strada per risolvere il suo problema.

Per un eeventuale supporto psicologico segnalo questo caso ai Colleghi psicologi di Medicitalia per i consigli del caso
Cordialmente

Dr. A.Valassina
Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante

[#2] dopo  
Utente
la ringrazio dott. Valassina,con le sue parole mi conforta.

[#3] dopo  
Utente
perchè nessuno psicologo mi aiuta?

[#4]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile signora, ritengo che la prima cosa da fare sarebbe seguire il consiglio del collega Valassina che mi ha preceduto, e curare innanzitutto il problema dal punto di vista medico. Se il ragazzo rifiutasse proprio questa possibilità, ad esempio perché il disturbo è stato diagnosticato da poco e ancora ha difficoltà a farsene una ragione, potrebbe essere opportuno l'intervento di uno psicologo, per aiutarlo a "metabolizzare" l'accaduto.

L'ideale sarebbe convincerlo a lasciarsi accompagnare da un collega, per parlarne. Se si rifiutasse, potrebbe intanto rivolgersi lei a uno psicologo, individualmente. Facendo così è probabile che: 1) o insieme al collega riuscirete a convincerlo a seguirla e a recarsi inieme a lei alle sedute, oppure 2) che riceva delle indicazioni su come comportarsi, in maniera indiretta, per aiutare al meglio suo figlio.

Ma è necessario un consulto di persona, online non sarebbe possibile far molto.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#5]  
Dr. Cristina Finocchiaro

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Gentile sig.ra, la prima cosa da fare è seguire il consiglio che il Dott. Valassina le ha fornito, che il problema è appunto di tipo medico e quindi con le adeguate cure potrebbe migliorare.
Da psicologo posso chiederle di "sentire" ed avvicinarsi alla sofferenza di suo figlio, che a 17 anni potrebbe sentirsi molto menomato da questa sindrome ed ecco quindi l'aggressività.
Per essere accompagnato alle cure ha bisogno, soprattutto da parte di chi gli sta vicino, di conforto, sostegno, comprensione, proprio quello che lei sembra richiedere per sè stessa.
Vedrà che non ci sarà bisogno di "anestetizzarlo"
Ci tenga aggiornati.
Cordiali saluti
Dr. Cristina Finocchiaro
Dottore in Psicologia Clinica, Specializzata in Psicoterapia della coppia e della famiglia- Roma

[#6]  
Dr.ssa Tiziana Vernola

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Bè uno psicologo ci vorrebbe forse, ma solo per far capire al paziente che la sua aggressività e “poca energia” sono “normalicomprensibili” perché causati da una ansiapaura dovuta a una diagnosi recente e abbastanza dolorosa.
Credo infatti che un ragazzo di 17 anni, non sempre possa avere gli strumenti giusti per capire e metabolizzare una diagnosi come quella che ha ricevuto il ragazzo in questione.
Di certo poi lo psicologo dovrebbe essere inteso come un “piacere” e non come un “obbligo”; pertanto cercherei di presentarlo come “uno specialista del suo benessere”, che può per esempio attraverso l’ ausilio dell’ ipnosi (inteso come rilassamento, nulla a che vedere con ciò che si vede in tv), aiutarlo a sedare il suo dolore fisico.
Eviterei inoltre di fargli notare o di parlare della diagnosi o dei suoi disagi fisici psicologici perché questo, almeno ora, potrebbe solo aumentare la sua paura, ansia e aggressività.
Dovessi avere questo ragazzo in studio da me, di certo parlarei di tutt’altro che della sua diagnosi…..

Cordiali saluti
Dr.ssa Tiziana Vernola
Psicologa- Psicoterapeuta- Ipnosi
Milano

[#7] dopo  
Utente
in realta' la diagnosi non lo ha sconvolto piu' di tanto.anzi,finalmente si sente creduto ha passato 3 anni sentendosi dire che non aveva nulla e che la faceva lunga per non lavorare.adesso non ha fiducia nei medici,e' convinto che stiano sottovalutando la clavicola,che in realta' non siano ancora riusciti a capire niente e che si concentrino esclusivamente sullo stretto toracico "che secondo lui non e'la causa principale dei suoi dolori" di conseguenza non "vuole fare altri sacrifici facendo bergamo-milano due volte a settimana per poi setirsi dire che le cose non stanno come dice lui" questo e' quello che in modo particolarmente aggressivo ci dice.addirittura ci minaccia che se lo obblighiamo ad andarci quando gli diranno che si sta' sbagliando si mettera' a picchiare tutti,e credetemi penso che ne sarebbe capace.

[#8]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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E quale sarebbe, secondo lui, la causa dei suoi dolori?
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#9] dopo  
Utente
se non le prendo troppo tempo,forse dovrei spiegare tutto dallinizio.

lui e sempre stato un iperattivo fissato con la moto
sin da piccolo ha avuto problemi di salute,problemi che per fortuna siamo smpre riusciti ad affrontare e risolvere pero' sempre con molta difficolta dato che nessun medico capiva subito i suoi guai,niente di estremamente grave ma a 4 anni ha avuto il tas a 2000 e lo anno curato per 3 anni con la diaminocilina da 1000,una volta gli si e' spezzato l'ago della siringa nel culetto e da li e' iniziato il rifiuto di curarsi.


3 anni fa',
e' caduto dalla moto sbattendo lo sterno a terra.


solo 5 mesi fa' dopo infnite visite ed ecografie,

grazie ad una tac e rsm si e' scoperto che ha una sublussazione sterno-claveare,tutti i tendini spezzati scaleno anteriore atrofizzato cisti subcondrali ecc.

un bravo rtopedico,attento alla descrizione del dolore ha sospettato la sindrome dello stretto toracico confermato poi dall'ecodopler.


siccome la clavicola se la spinge si sposta in avanti,
il ragazzo si e' convinto che la cavicola sia spezzata e che ne medici ne esami diagnostici abbiano capito che sia cosi'.

nessuno riesce a convincerlo che si sta' sbagliando,

"lo so io quello che ho,nessuno mi crede.ve ne accorgerete quando sara'tardi "

[#10]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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> "lo so io quello che ho,nessuno mi crede.ve ne
> accorgerete quando sara'tardi"

Mi perdoni se sarò così franco con lei, ma questo mi sembra un magnifico modo per tenervi in ostaggio. Rileggendo tutta quanta la sua descrizione, fra le righe mi pare di intravedere un ragazzo abituato fin da piccolo a prendersi un po' ciò che gli pare, dalla vita, mi sbaglio? Se fosse così, ho paura che a 17 anni sarà più difficile indurlo a cambiare, e che per aiutare vostro figlio dovreste allora essere aiutati innanzitutto voi.

Resta quindi valido il suggerimento iniziale di rivolgersi a uno psicologo inizialmente senza il ragazzo, per farvi dare indicazioni su come comportarvi.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#11] dopo  
Utente
lei,gentile dr santonocito,ha capito esattamente, non mi offendo per la sua franchezza anzi la ringrazio di aver confermato quello che gia' pensavo.
mi e' difficile raccontare tutto questo a qualcuno che mi sta difronte.sarebbe bello se lei avesse lo studio dalle mie parti.
cerchero' di trovare il coraggio di confidarmi con uno psicologo.

la ringrazio infinitamente per la sa attenzioe e ringrazio anche gli altri medici che mi hanno risposto.

Distinti saluti