Utente
Ho 32 anni e da 6 sono fidanzata con il ragazzo all'apparenza perfetto.
Benvoluto da tutti e dalla mia famiglia.
Lavoratore, che farebbe qualsiasi cosa per me.
Lui è 3 anni più piccolo di me.
Da quasi tre anni è finito l'amore da parte mia e mi sento intrappolata in questa relazione, ho tentato due volte di lasciarlo ma, la prima volta, sono stata dissuasa dalla mia famiglia a cui ho confidato in mio disagio, la seconda volta è stato lui a convincermi a rimanere insieme.
Dopodiché mi sono tenuta tutto dentro.
La relazione è insoddisfacente perché nonostante sia un ragazzo d'oro, è privo di iniziativa e di carattere, sono sempre io che devo decidere tutto, che lo tiro su di morale, che gli sono di supporto.
L'ho aiutato a laurearsi, ad avere successo sul lavoro, a superare le crisi di panico.
Quando io sono al limite e "mi spengo", neanche se ne accorge... così va a finire che mi tiro su da sola.
Inoltre negli ultimi tre anni avremo fatto sesso si e no tre volte.
A me manca molto, perché sono un tipo passionale, ma con lui non c'è intesa, non c'è mai stata una passione travolgente e quando c'era, era un sesso "meccanico" senza preliminari né coinvolgimento (almeno da parte mia).
Ho provato a parlargliene ma non è cambiato nulla, anzi la distanza tra noi è aumentata e non ho più tirato fuori l'argomento.
Ovviamente neppure lui, anche perché sono sempre e solo io quella che parla dei problemi.
Dopo tre anni questa relazione mi sta logorando.
Mi fa sentire morta dentro.
Mi manca l'iniziativa, mi manca la passione.
Mi manca essere innamorata davvero.
Lui è perfetto agli occhi degli altri e lasciandolo la cattiva sarei io, trovandomi contro la mia e la sua famiglia, nonché gli amici in comune.
Inoltre ho paura di lasciarlo per via della mia situazione economica.
Abbiamo comprato casa insieme, lui ha messo l'anticipo del 20% e il mutuo è cointestato.
Abbiamo una bellissima casa che ho fatto come volevo.
Il mio rifugio che ora mi sembra una gabbia.
Ho un lavoro con una retribuzione nella media ma che non mi basterebbe per arrivare a fine mese se me ne andassi di casa e dovessi fare fronte ad un affitto, alle rate della macchina, alle bollette... Non posso contare su nessuno perché sono sola.
I miei genitori sono lontani e noi possono aiutare economicamente.
Gli amici sono più amici suoi che miei.
Non avrei un posto dove andare né saprei a chi rivolgermi in caso di problemi.
Sono sola.
Questo mi spaventa e anche se penso che la vita è una e mi merito una relazione soddisfacente, poi torno con i piedi per terra e penso che è meglio essere infelici che soli e in mezzo ad una strada.
Non so che fare e questo mi sta consumando dall'interno.
Datemi un consiglio per favore.

[#1]  
Dr.ssa Donatella Fiocchi

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MILANO (MI)

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Gentile signorina,
capisco la difficoltà della sua situazione ma, purtroppo, sta solo a lei trovare il coraggio di scegliere quello che vuole avere. Certo lasciare tutto quanto è piacevole, comodo e rassicurante è difficile; spaventa e,in parte, é anche doloroso.
Anche quando siamo piccoli, passare dalla nicchia rassicurante delle braccia materne, della casa parentale alla responsabilità di scegliere e, anche di sbagliare, è difficile. Se non si trova questo coraggio non si cresce.
Però se lei ritiene che quello che le manca è davvero essenziale, come l'aria per respirare, allora non c'è altra strada che accettare il rischio, il disagio, i contrasti ma scegliere la libertà e la ricerca di qualcuno che le corrisponda maggiormente.
Dalla sua descrizione, lei ha fatto, fino ad ora, da madre a questo fidanzato, e questo, all'inizio di una relazione, può anche andare bene, ma poi la relazione deve evolversi e diventare maggiormente paritaria. Se non succede è una relazione opportunistica da parte di entrambi.
Può andare benissimo ugualmente, se entrambe le persone sono soddisfatte, ma se, come nel suo caso, una delle due desidera altro, prima o poi il rapporto si rompe comunque oppure diventa una delle tante situazioni in cui ognuno ha, di nascosto, un'altra vita. A lei di decidere se questo può andare bene per lei oppure è meglio trovare la forza di vivere e cercare qualcuno che le faccia sentire l'entusiasmo di essere viva. E' ancora abbastanza giovane per farlo e costruire una vita, una famiglia, se lo desidera, oltre che una casa, che la soddisfino.
Le faccio tutti i miei auguri!
Dr.ssa donatella fiocchi

[#2]  
Dr.ssa Paola Gargiulo Maffei

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SAN PIETRO VAL LEMINA (TO)
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Io credo che lei dovrebbe cominciare a chiedersi cosa la porta ad affermare di essere sola (ma non solo). Dice di essere quella che prende le decisioni, che prende l'iniziativa, che lo tira su di morale; però dice anche che non fate sesso (lei non prende l'iniziativa, nella sfera intima?), che i vostri amici in realtà sono i suoi (perchè lei non ne ha?), che non riuscirebbe a gestire la quotidianità dal punto di vista economico se vivesse sola (perchè non prende l'iniziativa di crescere professionalmente?).
Troppe contraddizioni, cara signorina, che andrebbero approfondite. Buona giornata.
Dr.ssa Paola Gargiulo Maffei