Utente
Salve, mia figlia ha quasi 3 anni e da circa un anno ha cominciato a trattenere le feci quando sente lo stimolo.
Io e mio marito pensiamo che tutto sia partito dopo un episodio di stitichezza, anzi più precisamente di feci un po' dure, con conseguente fastidio ad evacquare.
(Primo e unico episodio di feci dure.
)
Voglio precisare che non abbiamo mai dato connotazioni negative al tema cacca (sporca, brutta, puzza...).

Inizialmente il problema si presentava ogni 7-10 giorni, faceva un giorno o due a trattenere, poi la faceva e tornava alla normalità per un po', facendola tranquillamente.
Poi ha iniziato, diversi mesi fa, a trattenerla sempre, tutti i giorni, e liberarsi di notte dopo essersi addormentata.

Ora è diventato un continuo trattenere, anche ogni 5 minuti, e la maggior parte delle volte anche se vuole trattenere ne esce sempre un po', e questo le causa una brutta irritazione alla pelle del sedere, che arriva ad essere molto dolorosa.

Con la pediatra abbiamo provato inizialmente un blando lassativo che però non ha aiutato, perché tratteneva lo stesso ma semplicemente faceva più fatica, allora ci ha detto di lasciar stare e aspettare che si risolva da solo.

Mi sono confrontata anche con una psicologa che fa da counselor nelle scuole dell'infanzia e ha detto sostanzialmente che è molto comune e che sono dinamiche che si risolvono da sole, di solito.
Temo non sia il nostro caso, sia per la durata che per le varie conseguenze invalidanti di questa situazione (l'irritazione ormai perenne, notti spesso problematiche, giornate passate a trattenere).


Non sappiamo a chi rivolgerci, Vi chiedo la cortesia di darmi una Vostra opinione e pure un consiglio su che tipo di professionista potrebbe aiutarla, siamo arrivati al limite e temiamo pure che tutto questo causi danni fisici a livelli intestinale.

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Dr. Magda Muscarà Fregonese

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Gentile signora, si’ sono disturbi che passano, ma se si comprende meglio il vissuto della bambina e’ meglio. E’ cambiato qualcosa nella vostra famiglia recentemente, bebe’ in arrivo, mamma che ha meno tempo, papa’ piu’ travolto dal lavoro, problemi di gelosia verso una sorellina..? Piccole cose che turbano la bimba e questo e’il suo modo di sottolinearlo. Secondo Freud le feci sono un dono che il bambino fa alla madre se e’ sereno, feci trattenute sono un modo di rifiutarsi di protestare.. sembra strano tutto questo ,ma ho visto molti casi simili.. Le consiglio di riflettere e di cercare di rassicurare la bimba in modo indiretto.. Trovi il tempo per leggerle una fiaba seduta sul divano vicine vicine, per fare una piccola passeggiata voi due.. andiamo a comprarci i biscotti . Niente drammatizzazioni per incidenti di percorso, ma complimenti per i .. successi. E anche una calda presenza del suo papa’ e’ una buona idea. Ci scriva qualche dettaglio in piu’ della sua vita , potremo aiutarla meglio.. Coraggio ne verremo fuori.. Restiamo in ascolto..
MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

[#2] dopo  
Utente
Grazie della risposta.
Guardi ci abbiamo riflettuto molto in questi mesi, e davvero l'unico episodio o aspetto della vita che ci sembra collegato a questo problema è quell'unico episodio di feci dure.
Le faccio un quadro della nostra situazione familiare: mio marito lavora sempre nello stesso ufficio ad un quarto d'ora da casa (quindi non ci sono stati cambiamenti sul lavoro, e dalle 18 è a casa. Weekend non lavora e passiamo il tempo insieme, è molto giocherellone e hanno un bellissimo rapporto)
Io stavo cercando lavoro dopo un contratto scaduto e sono rimasta incinta di nostra figlia (intendo questa bambina di 3 anni di cui parliamo, che è figlia unica). Abbiamo deciso molto serenamente che sarei stata a casa con lei fino a data da destinarsi, senza darmi un termine minimo o massimo, ma ascoltando le esigenze di tutti. Quindi in questi tre anni mi sono presa cura di lei in modo sereno, cercando di variare anche le presenze (nonni, zia...) e leggendo molto a riguardo. Il tempo insieme di coccola e di ascolto non ci manca, la bambina infatti è serena e pure io, certo è un bell'impegno ma mi sono scoperta capace di affrontarlo e quindi stiamo tutti bene in questa organizzazione familiare.
Come carattere mia figlia è molto riflessiva, non si lancia subito nelle situazioni nuove ma si prende del tempo di "studio". Poi, passata questa fase, ingrana e si "avventura" volentieri. È sensibile ai rumori forti e improvvisi. Ho letto riguardo alle persone Altamente Sensibili, un familiare lo è, e da quando me ne ha parlato ho letto un testo e forse riconosco un po' pure me stessa e mia figlia. È solo un'idea che mi sono fatta, ma può starci. È molto empatica, riconosce i suoi sentimenti e quelli degli altri, è molto attratta dagli animali.
Abbiamo notato una ricorrenza di comportamento: se succede qualcosa che la preoccupa o la spaventa, per un periodo evita quella cosa. Esempi: dopo essersi lavata i denti si sciacqua con dell'acqua dal suo bicchiere, un giorno facendolo le è andata di traverso e per un periodo non ha voluto sciacquarsi. Altro esempio recentissimo con la pipì, un giorno le ha dato fastidio farla (probabilmente era tanta, dopo non ha più avuto fastidio) ma poi ha fatto qualche giorno a cercare di evitare di farla. È come se il dolore fisico che sa di potersi evitare lo volesse evitare...oddio comprensibile per carità, però ecco ogni tanto ha conseguenze problematiche come Vede.
Ultima cosa, abbiamo verbalizzato molto e con calma tutto questo trattenere la cacca, spiegandole che se la tiene le viene mal di pancia e il culetto diventa rosso, che la cacca è bella morbida e non le farà male, che la sua pancia le dice di fare la cacca come le dice che c'è bisogno di mangiare, che la cacca la facciamo tutti e stiamo bene (viene spesso in bagno con noi), che la fa anche il nostro
gatto... lei capisce, ma risponde che non vuole farla vuole tenerla perché ha paura che le faccia male, anche se poi quando ne fa un po', ammette e riconosce che non le ha fatto male. Non riusciamo proprio ad aiutarla ad uscire da questo problema.
Ecco, mi perdoni se mi sono dilungata, e La ringrazio del suo ascolto!

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Dr. Magda Muscarà Fregonese

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Gentile Signora, mi compiaccio per la sensibilita’ e l’attenzione con cui questa bimba viene cresciuta, confermo peraltro quanto le ho precedentemente scritto, la bimba mi sembra attenta e intelligente, superera’ presto questo momento di allerta man mano che realizzera’ quanto sia amata, e quanto possa essere interessante il mondo intorno a lei. Quindi statele vicini, affettuosi e rassicuranti , senza drammatizzare niente e naturalmente con l’attenzione opportuna ad una alimentazione varia e sana che certo e’ gia’ nelle vostre strategie.. Buona vita!!
MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

[#4] dopo  
Utente
La ringrazio delle belle parole, mi fanno molto piacere.
Ma quello che ci chiediamo è: possibile che un disturbo simile duri così tanto, addirittura un anno? Inoltre mi sembra che sia sempre peggio, non vedo miglioramenti. Pensi che eravamo facilmente riuscite a passare alle mutandine e al wc un mesetto fa, ma ora siamo tornati indietro al pannolino sia perché dopo l'episodio di pipì trattenuta ora rifiuta il wc, sia perché chiede proprio il pannolino per fare la pipì. Inoltre ormai quando trattiene la cacca si sporca sempre un po', quindi non sempre è possibile lasciarle le mutandine. (A casa mi sono armata di pazienza e mooolte mutandine, così la cambiavo spesso, ma se usciamo diventa poco pratico perché sporcherebbe pure i pantaloni e se dovesse sedersi su sedie o in macchina sul seggiolone sporcherebbe pure quelli.)
Temiamo anche che tutto questo comporterà problemi per l'inserimento alla materna, dove richiedono lo spannolinamento completato e l'autonomia in bagno.
Poi non sappiamo che tipo di conseguenze a livello intestinale potrebbe causare, perchè un anno passato a trattenere sicuramente non è l'ideale, e non vorrei che ne sia già sintomo il fatto che ha stimoli frequentissimi (ogni 5 minuti trattiene, passa le giornate continuamente disturbata da questi stimoli). Inoltre l'irritazione al sedere in questi ultimi giorni è in continuo peggioramento, non fa in tempo a migliorare che ricomincia a peggiorare molto, e questo disagio si aggiunge alla sua già presente paura del dolore.
Ieri ne ho parlato di nuovo con la pediatra e vuole approfondire con una visita dal gastroenterologo.

Oltre a questo aspetto, esistono dei percorsi psicoterapeutici oppure psichiatrici che possano fare al caso di nostra figlia?
Mi dia un suo parere anche riguardo l'uso di lassativi o clisterini per aiutarla: è un intervento che mia figlia potrebbe interpretare come invasivo o potrebbero essere davvero d'aiuto?
Perdoni la raffica di domande ma siamo molto provati dalla situazione, pazienza se fosse questione di qualche mese, ma stiamo parlando di un anno intero!

Grazie di nuovo, buona giornata

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Dr. Magda Muscarà Fregonese

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Cara signora, con il
mezzo che usiamo piu’ di tanto temo non sia possibile fare, secondo me ci vuole una psicoterapeuta specializzata in eta’ evolutiva che abbia modo di conoscere voi e la bimba, ci sono dinamiche familiare che si colgono de visu soltanto, questa bimba e’ tuttaltro che trascurata , unica in un mondo di adulti molto attenti e centrati su di lei..molto bene il parere del gastroenterologo..non drammatizziamo questi eventi , la bimba va rassicurata, distratta anche, non va bene che tutto il giorno pensi al suo intestino.. bene che ci siano moolte mutandine e che la bimba stessa sappia dove sono e possa via via gestirsi la faccenda via via che cresce, i tanti casi che ho visto si sono risolti bene. Capisco che tutto sia scomodo, allarmante, abbiate pazienza, cosa non facile, ci saranno forse molti passaggi scomodi ma normali.. puo’ capitare che non le piaccia la matematica o che prenda 3 in greco , ma rendiamola sicura, fiduciosa che si puo’ risolvere tutto benissimo . Buonanotte, bon courage, teneteci informati..!
MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it