Utente
Buona sera,
Ho un disturbo d’ansia generalizzata che mi è stato diagnosticato 3 anni fa da una psicoterapeuta.
Ho fatto delle sedute perché non riuscivo a dormire e il problema è migliorato, anche se essendo di mia indole l’ansia è rimasta.
Da maggio 2019 sono disoccupata e in questa settimana ho trovato due lavori.
Si tratta di due sostituzioni di maternità di circa 6 mesi entrambe ma con scenari diversi:
Il primo lavoro è a mezz’ora da casa, in una multinazionale, con una retribuzione ottima ma non si tratta del mio lavoro ma di un lavoro che a prima vista non mi piace.

Il secondo è a 10 minuti da casa, in una azienda di circa 30 dipendenti, con una retribuzione di almeno 200 euro mensili più bassa ma si tratta del mio lavoro.

Io sono una impiegata contabile e AMO il mio lavoro, mi provoca molta ansia il pensiero di fare il primo lavoro però li mi assumerebbero subito mentre nel secondo lavoro verrei assunta a gennaio e vista la situazione andrei solo sulla parola con l’azienda nella speranza che a gennaio mi assumeranno.
Questa situazione mi sta provocando moltissima ansia, difficoltà a dormire e incubi inoltre mi disturba il pensiero che le altre persone possano avere di me.

Ringrazio anticipatamente

[#1]  
Dr.ssa Paola Scalco

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"mi provoca molta ansia il pensiero di fare il primo lavoro"

Gentile Utente,
può spiegare più nel dettaglio quali siano i pensieri che le scatenano l'ansia all'idea di accettare questo lavoro (che sebbene non sia il suo, è comunque temporaneo) tanto da provocarle insonnia e incubi?

"inoltre mi disturba il pensiero che le altre persone possano avere di me"
Chi sono queste altre persone il cui giudizio è così determinante per Lei?
Quali specifici pensieri potrebbero avere su di Lei?

Posto che la decisione non può che essere sua, tra le persone che le sono vicine, ce n'è qualcuna con cui potersi serenamente confrontare e che le può dare una mano in questa scelta per Lei così difficile?

Cordialità.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
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[#2] dopo  
Utente
Buongiorno,
Innanzitutto la ringrazio per la celere risposta.
Nel primo lavoro mi preoccupa il fatto che l’azienda si trova a circa 26 km da casa e in una grande città: ho problemi alla vista da sempre e per questo faccio fatica a guidare di sera soprattutto se piove e/o c’è nebbia. Inoltre pur sapendo che è solo temporaneo mi disturba un po’ l’idea di non poter fare il mio lavoro e parto già convinta che andrà male (atteggiamento che so essere più che sbagliato).
Mi preoccupa il pensiero di parenti e amici perché, vista la situazione, dovrei ringraziare di aver trovato questo lavoro e accettare senza lamentarmi ma invece non riesco a farlo. Al mio fianco ho la mia famiglia e il mio fidanzato che sono sempre molto comprensivi con me e mi ascoltano, però sono convinta che anche loro giudichino un po’ il mio modo di lamentarmi.
Ho inoltre la tendenza a chiedere consigli a tanta gente, andando forse ancora di più in confusione.

Grazie ancora!!

[#3] dopo  
Utente
Buongiorno,
mi sono dimenticata di aggiungere un elemento per me significativo: sono terrorizzata dal prelievo del sangue e per poter iniziare a lavorare in questa azienda devo sottopormi al sierologico. Questo aggiunge una ulteriore ansia a tutta questa situazione. Mi piacerebbe vincere questa paura ma, nonostante faccia almeno un prelievo all'anno, la paura è sempre più grande.

Grazie mille

[#4]  
Dr.ssa Paola Scalco

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E se potesse per magia liberarsi da tutte le sue paure e decidere in piena libertà, quale dei due lavori sceglierebbe?

Quali sono le priorità in questa fase della sua vita?

Può permettersi di rinunciare ad uno stipendio certo subito (magari scoprendo, tra l'altro, che il cambio di lavoro non è poi così male come si immagina ora per via dell'ansia anticipatoria) in attesa di qualcosa di non sicuro e non immediato?

Nel caso del test sierologico, se non erro, non si tratta di un prelievo, ma solamente di una "punturina" sul polpastrello per far uscire una goccia di sangue: anche questo la allarma?

Saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
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[#5] dopo  
Utente
Purtroppo si tratta del sierologico con prelievo, infatti ho chiamato per sapere se potevo farlo con pungidito e piuttosto a mie spese ma mi hanno detto di no. Mi hanno proposto in alternativa il tampone, che so essere fastidioso/doloroso (provo dolore e mal di testa già solo quando mi entra acqua nel naso) e quindi ho scelto il prelievo che nonostante mi faccia tanta paura è un metodo che già conosco e mi sembra meno invasivo.
Non so se ho preso la decisione giusta, di certo avrei preferito fare solo quello con pungidito.
Vivo ancora con i miei genitori quindi mi potrei permettere di attendere e accettare altro di meno sicuro, ma non mi sembrava la decisione corretta. Anche perchè la mancanza di lavoro spesso mi fa sentire inutile e insoddisfatta.
Amo il mio lavoro e mi dispiace tantissimo di non poterlo fare, temo perfino che questa "pausa" dal mio lavoro possa portarmi a un passo indietro nella mia crescita professionale.

Grazie infinite per tutto il suo tempo ed appoggio.