Utente
Gentile Dr, le scrivo perchè sono arrivata ad un punto critico della mia vita.
Sono una donna di 35 anni fidanzata da 2 anni con un uomo 11 anni più grande con il quale convivo.
La convivenza è dura, soprattutto in questo periodo, perchè abbiamo caratteri e stili di vita diametralmente opposti.
Litigi continui per ordine e disordine ma questo credo che accomuni tante coppie.
La cose che invece mi sta davvero distruggendo è l'ipocontria del mio compagno...da quando lo conosco ne ha sempre una e pensa di essere un malato grave.
Non vi dico quante volte siamo andati al pronto soccorso per le sue crisi di ansia perchè crede di avere tutte le malattie del mondo, ha comprato misuratori strani per temperatura, pressione, anche alcune cose cardioligiche e quindi passa le sue giornate a misurare tutti i suoi parametri.
Io sto impazzendo e credo che l'unica che si ammalerà in questa storia sarò io.
Forse posso apparire cattiva e insensibile ma per me adesso tutti i suoi malesseri sono diventati come un a lupo a lupo.
Credo che possa avere dei fastidi ma per un minimo prurito non si può pensare di avere una malattia alla pelle, o per un mal di gola un tumore alla gola.
Io non so più cosa fare, adesso il medico ha prescritto dei calmanti.
Io sognavo una vita di coppia e magari perchè no sognare anche un figlio ma come mai potrò realizzare un sogno del genere se le sue condizioni psicologiche sono così labili?
Io non sto più dietro alle sue manie, al suo nervosismo, alle sue fissazioni e ossessioni?
Lui dice che io dovrei solo stargli vicino e capire la situazione e fa passare me come quella cattiva che non comprende.
Io sono esasperata e non tollero più questa situazione.
Riesco ad ingoiare bocconi amari relativi al suo modo di essere un pò prepotente e disordinato ma onestamente non riesco più a nascondere questo mio malessere.
Vi prego datemi un consiglio.
Concludo che anche la nostra vita sessuale ha avuto un tracollo e mi sento molto insoddisfatta anche su questo aspetto.

[#1]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora,

in effetti non è semplice vivere con una persona così ansiosa e costantemente preoccupata per la propria salute, ma spesso ciò che può fare la differenza è proprio l'atteggiamento di chi vive con queste persone.

Ci sono, infatti, tutta una serie di comportamenti che si possono attuare e che si possono evitare per stare accanto a una persona che soffre in quel modo.

Posso chiederLe che cosa fa Lei e come si pone con lui?

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
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Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente
Grazie per il riscontro Dottoressa. Inizialmente (ossia parliamo del primo anno del nostro rapporto) cercavo di prenderlo con calma e assecondarlo..ad esempio se voleva andare all'ospedale nel cuore della notte io lo portavo subito senza dirgli che secondo me esagerava, lo rassicuravo. Dopo invece è emerso in me una forte insofferenza e malessere perchè il mio essere accondiscendente non ha portato gli effetti sperati..gli ho detto che misurarsi la pressione come un ossesso non è normale, gli ho detto che io sono in forte difficoltà perchè non so più cosa fare..certo lo accompagno comunque tutte le volte in ospedale ma gli dico: cosa vuoi che ti facciano in ospedale? Ti daranno il solito calmante perchè ogni volta gli esami e analisi vanno bene. Infatti anche i medici in ospedale dicono che per le prestazioni da pronto soccorso è tutto ok.Per ogni minimo fastidio va da uno specialista a fare esami e sembra quasi che non si dia pace perchè tutti sono ok. Ho iniziato ad essere più dura ma solo per spirito di sopravvivenza..poi mi chiudo in stanza e piango. Passo per la cattiva e lui pensa che io lo prendo per pazzo ma lui dice che ha qualcosa perchè non è più l'uomo di prima. Io ritengo che lui sia stato sempre ipocondriaco però è andato molto peggiorando. Io credo che lui non si senta bene ma credo anche che le sue ossessioni di misurazione ad esempio parametri lo portino ad esagerare il tutto. Quando ha 150 di pressione inizia ad andare nel panico dicendo che è alta. Insomma io vorrei confortarlo ma non ce la faccio più perchè sto male io adesso nel vederlo cosi e nel vedere il nostro rapporto morire. Si dice che bisognerebbe stare uniti nella buona e nella cattiva sorte e di certo io non mi sto tirando indietro però questa non è una situazione normale e io sto avendo una crisi di nervi. Non trovo più i "benefici" dello stare in coppia perchè mi sento sola, senza aiuti e senza supporto perchè è vero che lui sta male ma sto male anche io ma io tengo tutto dentro. Vado avanti ogni giorno con una persona che purtroppo non riconosco più e che credo non si "sforzi" più di rendermi felice ma sia concentrata solo su se stessa.

[#3]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Ha ragione nel dire che le rassicurazioni e l'essere accondiscendente non siano utili. Al contrario, peggiorano la situazione, proprio perché alimentano l'ansia e con il tempo le varie rassicurazioni (es molti esami medici) non hanno nessun potere, anche perché l'ansioso pensa che il medico abbia trascurato qualcosa nel valutare la propria condizione clinica.

Credo che una soluzione potrebbe essere quella di intraprendere una consulenza diretta della coppia; Lei potrebbe essere "il pretesto" per portare anche il partner (che è la persona più problematica) da un professionista, dal momento che entrambi siete sofferenti.
Con l'occasione uno psicologo potrebbe "agganciare" lui per un trattamento specifico per i disturbi d'ansia.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
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[#4] dopo  
Utente
Se gli dicessi di intraprendere un percorso di coppia la prenderebbe ancora peggio perchè penserebbe che io penso a me e non ai suoi problemi e che non credo che lui stia male. Ho manifestato tante volte la mia insofferenza ma a lui sembra non importare perchè vede solo la sua "situazione". La ringrazio molto per il supporto e per i consigli. Spero in un modo o nell'altro di poter trovare un pò di pace.

[#5]  
Dr.ssa Angela Pileci

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La consulenza di coppia aiuterebbe entrambi: Lei perché non riesce più ad andare avanti così e lui perché ha un serio problema psicologico ma non lo vede.

Il fatto di andarci insieme significa assumersi entrambi la responsabilità per come vanno le cose nella vostra coppia.
Continuare a rassicurarlo, come ha visto, non ha funzionato.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
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