Utente
Sono una ragazza di 18 anni, sto per concludere il percorso scolastico e da un po' di tempo mi sento bloccata.
Per tanto tempo ho avuto il futuro perfettamente chiaro, un progetto di vita impeccabile al quale mi sono mantenuta fedele impostando obbiettivi e raggiungendoli anche su suggerimento dei miei genitori.
Un paio di anni fa tutto è cambiato: fra le rigide certezze sul futuro si è insinuato il dubbio di essermi chiusa a opzioni diverse dall'unico progetto di vita stabilito fin dall'inizio, ho iniziato a mettere in dubbio diverse cose, sempre di più, fino a non avere certezze, sono cambiata radicalmente.
La persona che sono ora guarda quella che ero prima con un misto di ammirazione e disprezzo, la persona che ero prima era molto più compatta, fedele a se stessa, molto forte, eppure la persona attuale in parte la rinnega, forse per invidia.
Il mio progetto di vita, ossia università di medicina, lavoro, forse un compagno e magari un figlio, una vita lineare e in ordine, si è spezzato nel momento in cui mi sono aperta ad altre alternative (anche per intervento del mio attuale ragazzo che mi ha portata a riflettere e ad arrivare fuori dai miei schemi e progetti).
L'apertura mi ha portata a sviluppare alcune passioni, ma non ha migliorato la qualità della mia vita, anzi mi ha lasciata nel panico dell'indecisione e dell'impossibilità di trovare un'opzione che sia per me positiva, funzionale e risolutiva.
Adesso mi sento bloccata in tutto, non solo nella scelta del percorso universitario ma nella vita in generale, non riesco a trovare il perchè nelle mie giornate, mi sembra tutto inutile, mi sento costantemente inadeguata e fuori luogo, piango sempre, mi sento brutta e insignificante, mi sento inutile a tutte le persone che ho intorno e specialmente per il mio ragazzo, che è quello che mi sta più vicino, mi sento un peso.
Vorrei davvero essere migliore e sto provando a impegnarmi per riuscire a portare a termine i miei obbiettivi (tra cui tentare di superare i test di medicina sui quali mi sento molto instabile e che costituiscono la principale fonte di ansia) ma ogni volta che provo a fare le cose che devo fare lo faccio piangendo o con un peso sul petto, questo mi porta spesso ad arrendermi e il senso di inadeguatezza continua a perseguitarmi, mi sembra di non poter mai più gioire di nulla e ho bisogno di aiuto perchè non ce la faccio più a stare così.
Ho molta paura di rovinare i pochi affetti che mi ritrovo ad avere e andare in studio da uno psicologo adesso mi riesce impossibile.

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Dr.ssa Ilenia Sussarellu

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Gentile ragazza,
a volte i problemi si generano proprio in funzione dei piani "rigidi", come li hai chiamati tu;
la vita è imprevedibile e le possibilità di cambiare idea rispetto alla progettualità è altissima, se c'è poca disponibilità ad accogliere i cambi di rotta, e quindi i piani, la sofferenza può determinare la situazione che descrivi tu.

Parla coi tuoi genitori e chiedi di poterti confrontare con un collega della tua zona, vedrai che ti aiuterà a fare ordine.

Ti faccio tanti auguri
Dr.ssa Ilenia Sussarellu, i.sussarellu@libero.it
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Psicologo Cilinico-Forense

[#2] dopo  
Utente
Non ho con i miei genitori un rapporto tale da riuscire a condividere questo genere di cose, che verrebbero in ogni caso considerate da loro naturali sensazioni dell'età, (mentre io mi accorgo che c'è qualcosa di un po' più problematico). In ogni caso non sarebbero favorevoli a consultare uno psicologo, io diverse volte sono stata sul punto di contattarne uno, ma ha sempre prevalso il senso di colpa al pensiero di utilizzare i miei risparmi per un problema che "magri potrei risolvere con il tempo" o che "forse è stupido".