Paura di vivere sola

Gentili dottori,
Vi scrivo per un problema che ha sempre caratterizzato la mia vita dall'età di vent'anni: a quest'età mi trasferisco dal mio paese natale in un'altra città per frequentare l'università.
Nonostante abbia fatto molte belle esperienze e vissuto quegli anni in modo tutto sommato normale, riuscendo a laurearmi senza troppe difficoltà, avvertivo comunque sempre un senso di disagio.
Non riuscivo a rimanere nella casa presa in affitto per più di un mese consecutivo, finendo per fare sempre avanti e indietro e tornando spessisimo a casa mia, l'unico posto dove mi sento bene.
Nonostante non abbia mai rinunciato a fare le mie cose, la situazione non è migliorata quando ho cambiato di nuovo città, questa volta più lontana, per continuare gli studi.
Sempre questo malessere, questa forte nostalgia legata alla mia casa nel mio paese, da cui non riesco a separarmi nemmeno oggi che ho 35 anni e lavoro.
Non sto bene in nessun altro posto che non sia casa mia e il mio paese di origine, pur consapevole di tutti i limiti di un'eventuale scelta di tornare.
E poi sarebbe la stessa cosa, perché anche vivere nel mio paese ma in un'altra casa mi causerebbe disagio.
Un disagio forte, specifico.
Questo disagio ha fatto porre fine a una relazione importante perché non ero in grado di staccarmi dalla mia casa e di conseguenza non riuscivo a vedere la casa costruita insieme a quel partner come la mia nuova famiglia.
Pensavo che fosse colpa di lui, magari non giusto per me, ma oggi che ho un nuovo compagno e una nuova casa, la storia si ripete.

Sono consapevole che a 35 anni uno/a dovrebbe essere cresciuto e aver superato questi problemi.
Eppure tutto quello che inconsciamente desidero ma che faccio fatica ad ammettere, perché mi vergogno, è quello di tornare a vivere a casa mia, insieme ai miei genitori e a mio fratello che mi mancano terribilmente e ogni volta che devo partire, è sempre un trauma.

Dall'altro lato, quando capita di trattenermi a casa per un po' di tempo, soffro perché vedo i miei invecchiati e ho sempre un'ansia terribile che possano morire da un momento all'altro.
E non riesco a godere più alcun momento insieme a loro.

Ci sono delle strategie o delle soluzioni a questo mio problema o magari succede a tutti e basta accettare che la vita finisce e anche il luogo a cui sono più affezionata in assoluto, un giorno, sparirà?
Solo a pensarci mi sento male.
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Dr. Michele Loia Psicologo 86 2 3
Gent.ma utente,

ho letto con attenzione ciò che scrive. Analizzando il suo racconto, a mio parere, emerge una certa difficoltà a separarsi dalla famiglia di origine. In effetti, il suo paese, la sua casa, rappresentano un collante con la sua famiglia. Tutti noi, nel corso della nostra vita, siamo chiamati ad affrontare e superare delle tappe evolutive, che ci fanno crescere definitivamente. Una di queste tappe è rappresentata proprio dal distacco dal nucleo familiare di origine. Non mi riferisco ad una separazione o allontanamento fisico, bensì di un distacco interiore, emotivo. Insomma dobbiamo arrivare ad avere una indipendenza emotiva. Quest'ultima ci consentirà di vivere in base ai nostri sogni, desideri, progetti.
Il fatto che ha avvertito questo disagio in concomitanza con l'inizio dell'università è del tutto normale poiché il distacco ha inizio nell'adolescenza per completarsi nei primi anni dell'età adulta. Questo coincide proprio con l'uscita (fisica) dal nucleo familiare con un'indipendenza economica e l'inizio delle relazioni affettive.
In psicologia questo processo viene chiamato svincolo dalla famiglia di origine. Lo sottolineo perché uno svincolo non avvenuto oppure avvenuto solo in parte può originare svariate difficoltà anche e soprattutto nella coppia che andiamo a formare con il partner. In questo quadro generale, è probabile che le nostre energie non le utilizziamo per creare una nuova famiglia e finiamo per mettere il partner al secondo posto e conseguentemente il nostro sguardo emotivo continua a volgersi all'indietro verso la famiglia d'origine.
Alla fine del suo racconto ci chiede se esistono delle strategie e soluzioni per superare questo disagio. Un percorso di psicoterapia sistemico relazionale può aiutarla sicuramente a superare questo disagio. Quest'approccio si pone proprio l'obiettivo di indagare ed analizzare le caratteristiche strutturali e le regole della famiglia nel suo complesso. Oggi che ha un nuovo compagno ed una nuova casa non si lasci sfuggire questa nuova opportunità.
Saluti

Dr. Michele Loia
Psicologo
micheleloia@aol.com