Utente 133XXX
Sono una donna di 45 anni, da circa 5 anni soffro di deformazioni alle mani.
In famiglia mia madre presenta una patologia simile. Nel suo caso il disturbo è comparso però verso i 60 anni e comunque in forma più lieve rispetto alla mia. Qualche anno fa sono stata visitata da due reumatologi e la diagnosi è stata di morbo di Crain o artrosi erosiva. Capillaroscopia ed esami immunologici risultano negativi. Sono stati rilevati acrocinosi, noduli di Heberden e Bouchard alle mani, click alla mobilizzazzione delle ginocchia. Non artriti in atto. Il quadro clinico è caratterizzato da osteoartrosi primaria delle mani (variante erosiva)+acrocinosi. Non presenti al momento elementi che inducano il sospetto di una malattia reumatica "maggiore".( artrite o connettivite)
La mia attuale preoccupazione è dovuta al continuo peggioramento delle mie mani, che risultano sempre più deformi, ormai quasi tutte le dita sono coinvolte, fragili, limitate nella mobilità e doloranti. Sensazione di fragilità che riscontro anche alle ginocchia. Puntualizzo che il dolore non è insopportabile, non sento la necessità di assumere farmaci al riguardo. Da un anno assumo periodicamente (tremesi si e tre mesi no)un farmaco che si chiama ARTRO DUE (collagene nativo di tipo 2)capsule da g.0,2 una al giorno.Questa mi è stato detto essere l'unica cura possibile al momento. Quando il dolore articolare sarà maggiore mi hanno consigliato l'uso dei FANS.Vorrei sapere se queste sono veramente le uniche terapie possibili e se non si può fare niente per rallentare o addirittura bloccare questo processo di deformazione inesorabile. Inoltre questa malattia rischia di coinvolgere anche altre parti del corpo? GRAZIE

[#1] dopo  
Dr. Mauro Granata

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Pur condividendo le scelte dei colleghi, personalmente nella variante erosiva vedrei indicato anche l'uso dell'idrossiclorochina. Inoltre consulterei un fisiatra per associare un trattamento riabilitativo (per esempio: mobilizzazioni, Tecar e ultrasuoni). Cordiali saluti.

Mauro Granata
Mauro Granata

[#2] dopo  
Utente 133XXX

La ringrazio per aver dato una risposta al mio quesito. Un ultima domanda, l'idrossiclorichina che lei consiglia di assumere nella mia patologia, agisce sul dolore o sul rallentamento della malattia. Glielo chiedo visto i gravi effetti collaterali di questa sostanza.
Grazie di cuore.

[#3] dopo  
Dr. Mauro Granata

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L'idrossiclorochina rappresenta uno dei farmaci più utilizzati nel trattamento di diverse malattie proprio per la sua efficacia e la sua tollerabilità. I suoi meccanismi di azione sono molteplici sia dal punto di vista antinfiammatorio che immunomodulante. Importante il controllo del fondo oculare ogni 6 - 12 mesi per prevenire l'eventuale retinopatia (i cui principali fattori di rischio sono rappresentati da una dose complessiva oltre gli 800 grammi e l'età avanzata). Cordiali saluti.

Mauro Granata
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