Utente 176XXX
Buongiorno, mi chiamo Vincenzo ho 40 anni e scrivo da Avellino. Riassumo brevemente, per quanto mi è possibile, la mia storia. Da 3 anni e mezzo ho forti dolori che provengono dall'anca destra, così come mi è stato diagnosticato da 2 visite effettuate nel mese di agosto di quest’anno fatte a Losanna. Perché per 3 anni dopo aver effettuato tante visite specialistiche ortopediche mi era stato sempre detto che il mio problema era dovuto a qualche ernia che avevo e che dagli esami RMN, TAC e radiografie varie non si riusciva a vedere così grave da operare, ma intanto ho fatto tanti cicli di cortisone e mesoterapia tamponando solo momentaneamente il dolore. Scusate la lunga premessa ma la depressione dopo tanto tempo è tanta. Descrivo i sintomi, supino una volta trovata una posizione a letto non ho dolore, ma se provo a girarmi su un lato iniziano le fitte che vanno dall’inguine fino al gluteo e poi sento come se un coltello mi si conficcasse nella parte bassa della schiena proprio sopra il sedere. Da seduto lo stesso non ho dolore ma quando provo ad alzarmi iniziando la rotazione della gamba e soprattutto quando provo a caricare per alzarmi sento i dolori lancinanti che ho appena descritto, tanto che alcune volte ho la sensazione di avere dolore fino al testicolo destro. In piedi una volta che il piede è ben assestato e fermo a terra non sento dolore ma come provo a camminare ma soprattutto a ruotare la gamba ecco che iniziano dei dolori talmente forti che spesso mi fanno perdere l’equilibrio, è come se la gamba cedesse. A Losanna ho effettuato un’artrorisonanza con sostanza di contrasto dell’anca destra, dal referto è risultato: non si ritengono possibili argomenti per un conflitto femoro acetabolare. E’ stata praticata una fiala di Diprophos dentro l’articolazione coxo-femorale destra che mi ha permesso un netto miglioramento per più di due mesi. Da settembre ho fatto diverse visite da chirurghi ortopedici, a Roma, per ultimo con il dott. Valassina che mi ha prescritto una risonanza al bacino con relativa RX e scintigrafia con sostanza di contrasto. Da questi esami mi è stata data per la prima volta con certezza una diagnosi: sacroileite, e consigliata una visita con un reumatologo. Prenoto alla Columbus di Roma una visita Reumatologica. Il giorno 23 novembre vengo visitato in intramoenia da un Professore, che alla fine forse mi conferma la sacroileite e mi prescrive Solazopyrin 500 ed Efferelgan 1000.
I miei dubbi aumentano: non ho capito se c’è certezza di questa malattia, non mi è stato detto se si può capire la causa di questa malattia e come, se c’è speranza di guarire. Se posso fare attività fisica almeno per riabilitarmi o migliorare il mio stato muscolare.
Grato per l'attenzione, invio distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Fabio Intelligente

20% attività
0% attualità
4% socialità
MILANO (MI)

Rank MI+ 24
Iscritto dal 2010
Gentile Utente,
il termine sacroileite non indica una patologia specifica, piuttosto indica in modo aspecifico che l'articolazione sacro-iliaca è infiammata. Le cause possono essere tante: in alcuni casi è la "postura" scorretta, in altri è l'invecchiamento dell'articolazione, in altri ancora ( spesso nei più giovani) può essere l'espressione di una patologia di interesse reumatologico per cui può valere la pena eseguire uno screening ad hoc.

Premessa l'impossibilità per via telematica di fare valutazioni specifiche, le posso solo suggerire di valutare con il suo specialista di fiducia, che ha un quadro completo della sua situazione, la possibilità di eseguire dei blocchi intrarticolari (con guida ecografica) per ridurre l'infiammazione ed il dolore ed un eventuale programma di rieducazione posturale.

Distinti saluti.
Dr. Fabio Intelligente MD, FIPP
Specialista in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore