Utente 231XXX
Gentile dottore, le scrivo perché dal mese di gennaio di quest’anno soffro di una costante secchezza delle fauci. Sono malata di sclerosi multipla, malattia che mi è stata diagnosticata nel 2004, e faccio uso di Rebif 44, iniezione che eseguo tre volte a settimana.
Ho cominciato ad avvertire questa secchezza all’inizio di gennaio, ho cominciato a bere molto per tenere la bocca umida e, pensando che fosse qualcosa di passeggero non ho fatto fino a marzo alcun esame per stabilire l’origine di questo disturbo.
A marzo scorso ho eseguito un’ecografia delle ghiandole salivari dalla quale però non si è evito nessun problema. Ho fatto delle analisi del sangue e gli ENA e gli ANA sono risultati assenti. Ho cominciato con una terapia che prevede l’utilizzo di Xanax (8 gocce al mattino) riconducendo il mio problema ad ansia. Niente.
Mi sono rivolta ad un centro di odontostomatologia dove mi hanno prescritto una scintigrafia delle parotidi ed il test di Shirmer.
Il referto della scintigrafia è stato: ghiandole salivari in sede anatomica. Significativamente ridotta la capacità di concentrazione del tracciante a livello delle ghiandole parotidee, senza significativa risposta allo stimolo scialagogo. Lievemente ridotta la capacità di concentrazione delle ghiandole sottomandibolari, con modesta risposta allo stimolo acido. CONCLUSIONE: Quadro scintigrafico di ridotta funzione delle ghiandole salivari.
Il test di Schirmer è risultato positivo infatti l’occhio destro 6mm occhio sinistro 5mm.
La diagnosi che mi hanno rilasciato al controllo di odono stomatologia è stata : Iposcialia di grado lieve in persona con sclerosi multipla con scintigrafia positiva e test di Schirmer ai limiti della norma.
Dal 21 ottobre scorso ho iniziato a prendere tre volte al giorno 20 gocce di Bisolvon, per aumentare la produzione di saliva.
Non ho più la secchezza che avevo prima, ma il mio problema resta! Volevo sapere se secondo Lei c’è bisogno di altri esami o devo aspettare semplicemente che tutto passi…
La ringrazio in anticipo per la sua attenzione

[#1] dopo  
Dr. Mauro Granata

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Un giudizio definitivo richiederebbe l'esecuzione di una biopsia delle ghiandole salivari che però al momento non mi sentirei di conigliarle considerando che, almeno in parte, la xerostomia può essere attribuita al Rebif. Cordiali saluti.
Mauro Granata