Utente 359XXX
Gentili dottori,
mia madre, età 73 anni, circa cinque mesi fa ha iniziato ad accusare dolori in varie parti del corpo, in particolare braccia, gambe, mani. I dolori sono comparsi gradualmente, estendendosi sia come localizzazione sia come intensità fino a diventare insopportabili per lei e a non consentirle più di riposare. Ha consultato diversi professionisti man mano che i dolori progredivano, partendo naturalmente dal medico di base fino ad arrivare all'ortopedico, al neurologo e infine al reumatologo. Le prime visite si sono concluse con diagnosi di vario tipo: basta un antinfiammatorio, le serve un busto perché le diramazioni (mi si perdoni il linguaggio non tecnico) dei nervi midollari sono infiammate dalle artrosi ecc... tutte cure che non hanno avuto gli esiti sperati, anche se c'è da dire che mia madre, infarinata di medicina, tende colpevolmente a seguire le prescrizioni in modo parziale secondo il proprio insindacabile giudizio. Permanendo i dolori si approda infine dal reumatologo che ritiene con buona sicurezza che si tratti di polimialgia reumatica e prescrive deltacortene in dose elevata per pochi giorni per poi scalare fino all'eliminazione. Nel frattempo una TAC total body esclude problemi seri di altra natura, non compatibili con l'età. Il cortisone fa subito effetto e da allora (inizio cura il 9 di agosto) mia madre è stata via via meglio, fino a ristabilirsi completamente e ora sta terminando il cortisone. Esegue analisi su CPR e VES per controllarne l'andamento su indicazione del reumatologo e le ultime analisi segnano un piccolo aumento di CPR sopra i valori limite, comunque più basso del livello a cui era giunta durante il picco della malattia. Preoccupata da questa situazione e informata da una mia collega cui è stata diagnosticata la stessa patologia, vorrei rivolgermi a un centro francese dove viene eseguita, con invio di un campione di sangue, la mappatura delle proteine (non ricordo il termine tecnico) a seguito della quale ci sarà una visita "dal vivo" a Parigi per tarare una cura a base di farmaci omeopatici. Viste le spese da sostenere e visto che tale terapia non sarebbe comunque coperta dal SSN, vorrei avere la vostra opinione su tale procedimento, se vi è noto e comunque un consiglio sul fatto che questa possa essere o meno una via utile da esplorare. Mio marito ritiene che si tratti di un'iniziativa dannosa, dagli esiti incerti e che sarebbe di gran lunga preferibile seguire con convinzione le indicazioni del reumatologo qui in Italia, lasciando le soluzioni "esotiche" come le chiama lui, per quando non si dovesse avere davvero più scelta. Quindi ora sono molto indecisa sul da farsi. Chiedo scusa per la lunghezza del post e ringrazio antcipatamente.
Grazie

[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Concordo quasi completamente con Suo marito.
Come avrete visto dalle analisi, la malattia è caratterizzata da un notevole impegno infiammatorio per il quale non esiste alternativa alla terapia steroidea oltre agli agenti immunosoppressori.
Saluti,