Utente 501XXX
Mia madre (75 anni, fisico asciutto) ha manifestato negli ultimi mesi una diffusa artrosi che le ha colpito gambe, mani e braccia, spalle in maniera molto invalidante.
Dopo due mesi di terapia con integratori (Arvenum 500, Condrosulf 400, Artrodolfur c) associata a ginnastica posturale, visto il progredire del dolore fortemente invalidante, lo specialista ha prescritto Palexia (dosaggio che da 50 mg aumenta gradualmente fino ai 100 mg) associato a Brufen e Omeprazem. I raggi alle ginocchia hanno rilevato: segni di gonartrosi con particolare interessamento dei comparti femoro-tibiali interni; presenti osteofiti marginali, ipetrofia delle spine tibiali ed irregolarità e sclerosi dell'osso subcondrale in corrispondenza delle superfici di carico; ridotte in ampiezza le interlinee femoro-tibiali interne.
Per intervenire in particolare sul ginocchio sinistro, sono state previste due infiltrazioni di acido ialuronico a distanza di un mese l'una dall'altra.
Dopo cinque giorni di assunzione di Palexia il dolore comincia a sedarsi e la qualità di vita a migliorare, ma mi chiedo quale sia l'aspettativa per il futuro ? La terapia del dolore appena avviata dovrà farsi sempre ? Si può sperare che l'artrosi non progredisca ? Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Giacomo Maria Guidelli

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Buonasera,

l'artrosi è sicuramente la malattia reumatica più frequente.
Nonostante la ricerca incessante, ad oggi non abbiamo strumenti farmacologici validi nel bloccarla, al contrario di malattie come l'artrite.

Il controllo dell'artrosi (con differenze a seconda della sede colpita) si avvale sia di farmaci analgesici (dal paracetamolo, agli antinfiammatori, agli oppioidi) e farmaci condroprotettori (come glucosamina e condroitinsolfato).
Per alcune articolazioni, come il ginocchio, il trattamento con acido ialuronico è spesso efficace, e sicuramente ben tollerato.

Di sicuro, cardine dell'approccio alla cura dell'artrosi sono interventi di tipo non-farmacologico, rappresentati da perdita di peso ed esercizio fisico.

Nel caso specifico, è difficile prevedere per quanto sarà necessario l'uso di analgesici, però va sempre ricordato che l'artrosi è una malattia cronico-degenerativa.

Cordiali saluti
Dr. Giacomo Maria  Guidelli