Utente 285XXX
Salve, egregi dottori

Sono un ragazzo di 21 anni. Da circa 4 mesi soffro della sindrome del nervo ulnare.
Il sintomo di esordio fu una accentuata sensibilità al gomito sinistro, agli inizi di ottobre. In pratica, quando appoggiavo il gomito su una superficie dura, o lo toccavo anche solo leggermente, avvertivo una scossa che scendeva fino alla mano. Nei giorni immediatamente seguenti iniziai ad avvertire una parestesia ai polpastrelli delle ultime due dita della mano sinistra (sintomo che accuso ancora oggi, anche se molto di meno) e dei frequenti ed accentuati formicolii che interessavano tutta la parte sinistra della mano. Insospettito, andai dal mio medico di base qualche giorno dopo, il quale ipotizzò un' infiammazione del nervo ulnare, e mi prescrisse l'ibuprofene da prendere per una settimana. L'antinfiammatorio arginò solo il problema, senza risolverlo del tutto. Il medico mi indirizzò dunque da un reumatologo, il qualche confermò la diagnosi di sindrome del tunnel ulnare e mi prescrisse un integratore di acido alfa-lipoico da prendere per 2 mesi (che tutt'ora sto assumendo da un mese).
Il problema adesso è più limitato rispetto agli inizi, ma la parestesia ai polpastrelli di mignolo e alunare persiste, anche se, come accennato prima, in maniera più lieve (in questo preciso momento, ad esempio, non mi pare di avvertirlo), e avverto ogni tanto piccoli dolori molto fastidiosi alternativamente in vari punti della parte sinistra del braccio, specialmente in prossimità del gomito e del polso. Inoltre, ma probabilmente si tratta di semplice suggestione, mi sembra di avvertire un lievissimo indebolimento delle suddette dita. Infine, mi preme aggiungere ai fini di una descrizione completa, che avverto anche brevi formicolii a partire dalla parte sinistra del polso quando compio particolari movimenti che interessano quest'ultimo, inducendomi a pensare che forse vi è un qualche problema in quello specifico punto.

Ora vorrei chiedervi, innanzitutto, se siete d'accordo con la terapia proposta dal reumatologo, ossia, integratore di acido alfa-lipoico per due mesi. In secondo luogo, su internet (su qualche articolo trovato su questo stesso sito ed altri) ho anche letto che il problema potrebbe degenerare fino a conseguenze anche gravi, e che ci sarebbe bisogno di un intervento chirurgico. Dopo quanto tempo è suggeribile quest'ultima opzione? E infine, sarebbe opportuno fare esami più approfonditi, quali EMG o ecografia? Entrambi i medici non ne hanno fatto cenno.

In attesa di una vostra risposta,

Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese

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Gentile Signore,

se le parestesie persistono o si ripresentano, dovrà fare una EMG.

In caso contrario no.

Continuerei con l'integratore.

Buona domenica.
Dr. Giorgio LECCESE

NB: il consulto online non può nè deve sostituire la visita reale

[#2] dopo  
Utente 285XXX

Egregio Dr. Leccese,

La ringrazio infinitamente per aver considerato la mia richiesta di consulto.
Farò come mi ha consigliato.

Giusto per sicurezza, dopo quanto tempo mi suggerisce di fare l'EMG nel caso le parestesie persistano?

Grazie

[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese

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Al termine della terapia neurotrofica.
Dr. Giorgio LECCESE

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[#4] dopo  
Utente 285XXX

Grazie mille per la pazienza.

Buona giornata.

[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese

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