Utente 179XXX
Gent. Dott.
Le invio il risultato della biopsia in "vacuum assisted":
a atipia epiteliale piatta ( D I N 1 A ) e neoplasia lobulare intra-epiteliale ( LIN2 ) in mastopatia fibroso-cistica con iperplasia duttale usuale. Presenza di microcalcificazione.
Categoria diagnostica B3.
Si consiglia biopsia chirurgica previo posizionamento di polvere carbone sterile.
A distanza di circa 3,5 cm in direzione interna e profonda si localizza un altro gruppetto di microcalcificazioni con caratteristiche analoghe esteso per circa 5 mm.

ESAME ISTOPATOLOGICO.
A - atipia epiteliale piatta ( DIN 1 A SEC . WHO ) in mastopatia fibrosocistica con iperplasia duttale usuale ( UDH ).
Presenza di microcalcificazioni.

B - atipia epiteliale piatta ( DIN 1 A SEC WHO ) eneoplasia loburale intraepiteliale ( LIN 2 SEC TAVASSOLI ) in mastopatia fibrosocistica con iperplasia duttale usuale ( UDH ).
Presenza di microcalcificazioni.
( categoria diagnostica B3 SEC . N . H . S . B . S . P . )

C - mastopatia fibrosocistica con iperplasia duttale usuale ( UDH ).


Mi è stato detto che non si tratta assolutamente di tumore, ma la biopsia chirurgica è solo una pulizia a titolo di prevenzione. Desidero sapere il suo parere.
Cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Concordo che debba stare tranquilla e che l'intervento ha lo scopo solo di radicalizzazione della lesione, che
rientra più tra i fattori di rischio che tra i tumori maligni.

Il dato comunque merita diversi commenti che mi riserverò di aggiungere appena avrò un pò di tempo.

Intanto legga
http://www.senosalvo.com/valutazione.htm
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Utente 179XXX

La ringrazio e attendo con ansia i suoi diversi commenti da aggiungere
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Mariangela Capodieci

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Puoi stare assolutamente tranquilla.
La neoplasia lobulare intraepiteliale (LIN2) e l'atipia epiteliale piatta (DIN1A) sono attualmente considerate come lesioni benigne della mammella con unico rischio però, se non escisse chirurgicamente, di potersi trasformare nel tempo in lesione maligna, cioè tumore infiltrante.
L'unico trattamento previsto per tali forme è, come giustamente ti è stato proposto, la radicalizzazione chirurgica dell'area interessata, che annulla il suddetto rischio.
Dr. Mariangela Capodieci

[#4] dopo  
Utente 179XXX

La ringrazio davvero di cuore!!!
Cordiali saluti!

[#5] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Non è esattamente così.

Si tratta di un tema controverso e ovviamente Le risparmio le controversie tra le varie comunità scientifiche e comunque Le dobbiamo spiegazioni che Lei possa ben comprendere in modo chiaro

Considererei le sue lesioni effettivamente benigne, anche se talvolta alcune di queste, presentano caratteristiche citologiche e architetturali del carcinoma in situ, al punto che l'iperplasia ATIPICA (se no sarebbe TIPICA) è considerata una lesione bordeline il cui profilo morfologico appare qualitativamente e quantitativamente insufficiente a sottoscrivere la diagnosi di carcinoma in situ.

In pratica per quel che interessa Lei, una volta fatta la ricalizzazione mi considererei guarita, ma la sua lesione è attualmente accettata all'unanimità come rientrante , se il grado di iperplasia atipica è significativo, tra le lesioni a rischio cui si dà addirittura un punteggio del rischio relativo che va da 3 a 4. Che non è poco, basti considerare che RR 4 è il rischio relativo di chi ha 2 familiari ammalati di tumore al seno prima dei 50 anni

https://www.medicitalia.it/minforma/senologia/64-fattori-indicatori-rischio-carcinoma-mammario.html

http://www.senosalvo.com/fattore_rischio_reale.htm

Nelle iperplasie atipiche importante è il fattore tempo: se entro dieci anni dalla biopsia che rivela una iperplasia con atipie non si manifesta un cancro il rischio relativo si dimezza.




Quindi è benigna, ma non è vero che si annulla il rischio. Si annulla il rischio per quella lesione con l'asportazione, ma la stessa anche se asportata è da considerare come SPIA di un aumentato rischio relativo che deve essere sommato agli altri rischi familiari e personali.

Da qui le ovvie raccomandazioni sulla prevenzione (esempio alimentare + attività fisica)
e prevenzione secondaria con controlli strumentali periodici.

http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htm

https://www.medicitalia.it/salvocatania/news/90/L-attivita-fisica-riduce-il-rischio-di-morire-prematuramente-soprattutto-per-tumore-e-infarto


Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#6] dopo  
Utente 179XXX

La ringrazio, è stato molto chiaro e gentile
Cordiali saluti e ancora grazie!

[#7] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Grazie a Lei

>>una volta fatta la ricalizzazione >>

Ovviamente intendevo >>una volta fatta la radicalizzazione>>>>
Salvo Catania, MD
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