Utente 203XXX
Buonasera,
ho fatto una mammografia a scopo preventivo (l'anno scorso avevo fatto l'ecografia senza che si segnalasse nulla di particolare).
Questo è il referto:
"Esame mammografico bilaterale eseguito nelle proiezioni cranio-caudale, medio-laterale-obliqua. Mammelle di tipo micronodulare, non alterazioni della cute nè del sottocute, sparse tenui calcificazioni puntiformi e raggruppamento al quadrante supero-centrale mammella sinistra. Consigliato esame ecografico a completamento".
Il medico curante mi rimanda alla senologa. Sono molto in ansia. Mi devo preoccupare?
Grazie e cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Mazzotta

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Gent.le Signora, premesso che una mammografia va sempre vista, le dico subito che consultare un senologo è certamente la cosa migliore da fare.
Esame mammografico ed ecografico in una giovane donna sono complementari. FATELI SEMPRE INSIEME E POSSIBILMENTE CON LO STESSO OPERATORE (SE DI VOSTRA FIDUCIA).
Le microcalcificazioni possono non vedersi ad una ecografia.
Si possono fare delle proiezioni mammografiche mirate ed in ultima ratio il "mammotome" ossia biopsie multiple mirate, di rapidissima esecuzione che consentono un esame istologico dell'area caratterizzata dalle microcalcificazioni.
Questo per dirla proprio in sintesi!
A sua disposizione per ogni ulteriore necessità o chiarimento.
Dr. ANTONIO MAZZOTTA
Specialista in Chirurgia Generale Oncologica Laparoscopica, Endocrinochirurgia, Chirurgia della Mammella

[#2] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Più che rimandarla dalla senologa il radiologo avrebbe dovuto fare una valutazione diagnostica, se possibile, sulle caratteristiche delle microcalcificazioni.

O queste (su una radiografia !!!) dovrebbero essere valutate da un non radiologo ?


Non condivido il criterio di refertazione di questa mammografia.

Il radiologo può senz'altro consigliare una visita specialistica ma dovrebbe fare PRIMA una diagnosi o esprimere un giudizio sulle caratteristiche delle microcalcificazioni . In altre parole dovrebbe esprimersi se hanno l'aspetto di BENIGNE, DUBBIE, SOSPETTE O MALIGNE. Mi riferisco ovviamente a quelle raggruppate

E chi dovrebbe esprimersi su un referto radiologico se no ?

Lo farà la "senologa" ???=

In generale in una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie" e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.
Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula

https://www.medicitalia.it/minforma/Senologia/70/Agobiopsia-della-mammel

Ora nel suo caso probabilmente sono state state valutate come BENIGNE, ma purtroppo non c'è scritto.
In caso contrario Le avrebbero suggerito altro (mammotome) oppure una Risonanza Magnetica Mammaria


http://www.senosalvo.com/approfondimenti/quando_perche_fare_RMM.htm

A questo punto non Le rimane che fare la visita e ne discuterà se occorrano o meno ulteriori approfondimenti.



Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com