Utente 335XXX
Salve,scrivo per avere informazioni circa il carcinoma in situ. Mia madre,anni 48,l'anno scorso in seguito ad una mammografia ha scoperto di avere delle microcalcificazioni. Ha effettuato un Mammotome , dal quale sono risultate oncologicamente positive. è stata poi sottoposta ad intervento chirurgico Inizialmente le era stata prospettata una quadrenctomia o una mastectomia ma alla fine non ha avuto nessuna delle due. Il chirurgo ha esportato le microcalcificazioni e la ha fatte analizzare in sala dall'anatomopatologo. Dopo alcune calcificazioni maligne sono uscite altre di natura benigna e il chirurgo ha proseguito per altri due cm. Poi ha controllato il linfonodo sentinella è non è uscito nulla. Ha poi eseguito un ciclo di radioterapie ed è entrata di un progetto sperimentale per cui sta prendendo delle pillole ma non sa se siano placebo o no. Quest'anno ha eseguito una mammografia e il dottore le ha fatto notare che le calcificazioni sono ancora presenti. é tornata dal chirurgo che la operò e lui l'ha rassicurata dicendo che queste calcificazioni sono benigne per questo le aveva lasciate. L'oncologo le ha suggerito di effettuare nuovamente il Mammotome. Altri chirurghi le hanno consigliato di operarsi di nuovo. Alcuni chirurghi hanno parlato solo di "pulizia",altri di "mastectomia radicale" con successiva ricostruzione utilizzando tessuti del suo corpo,dato che ha subito una radioterapia. Volevo sapere se,nel caso in cui fosse necessaria una nuova operazione,è possibile effettuare una quadrectomia invece di togliere tutto e poi ricostruire ? oppure, esistono modi di ricostruzione meno invasivi? Grazie in anticipo

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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In una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie" e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.

Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula.

https://www.medicitalia.it/minforma/Senologia/70/Agobiopsia-della-mammel

Quindi per prima cosa occorre una DIAGNOSI radiologica sulle caratteristiche delle microcalcificazioni che sono state rilevate e tornerei ad utilizzare il Mammotome.

Solo con una diagnosi istologica si potrà programmare l'intervento più idoneo al caso

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
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[#2] dopo  
Utente 335XXX

Grazie dottore per la risposta. Per ora mia madre ha prenotato il Mammotome ed è in attesa di farlo. Ma,nel caso in cui risulti che si debba operare di nuovo,è possibile che a distanza di così poco tempo si siano formate nuove calcificazioni maligne? Si può capire se siano di nuova formazione o siano quelle vecchie? La situazione cambierebbe in uno o nell'altro caso? Mi scusi per le eccessive domande. La ringrazio ancora

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Basta confrontare l'ultima mammografia con la mammografia antecedente all'intervento.
Salvo Catania, MD
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[#4] dopo  
Utente 335XXX

grazie dottore,speriamo bene!!

[#5] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Speriamo bene
Salvo Catania, MD
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