Utente 423XXX
Salve. Avrei bisogno di sottoporvi il mio caso.
Ho 35 anni, nella mia famiglia non ci sono casi di cancro al seno; ho allattato per 7 mesi e ho avuto il menarca a 13 anni. Purtroppo sono una fumatrice... (ca. 10 sigarette al giorno).
Ad ottobre del 2015 mi sono sottoposta ad una visita senologica in seguito ad un dolore al seno dx e all'autopalpazione di un nodulo. Questo è il referto:
" bilateralmente le ghiandole mammarie presentano ecostruttura disomogenea per presenza di multiple areole anecogene, con aspetto "pelle di leopardo", per congestione vascolare: Il quadro appare da riferire a displasia mammaria. A destra, al QIC sul solco sotto mammario, si documenta la presenza di un'area disomogeneamente ipoecogena, i cui diametri sono di mm 23,8 e mm.7,8 in assiale e mm. 13,5 in sagittale; il referto non possiede flussi patologici Iintra e perilesionali all'esame color-Doppler ad integrazione.Linfonodi aumentati di volume ai cavi ascellari, ma con aspetto ecostrutturale tipico"
Parlando con la senologa, che mi ha consigliato un controllo a 3 mesi, le ho chiesto se fosse possibile che lo stesso fosse stato causato da un reggiseno che avevo acquistato a settembre: un push-up con ferretto che dopo una giornata di indossarlo mi lasciava il segno nel solco sottomammario e maggiormente a destra. Decido, quindi, di non usare più il suddetto reggiseno ed, inoltre, di non indossare alcun tipo di reggiseno durante le ore in cui mi trovo a casa. Al successivo controllo, effettuato a Gennaio 2016, mi viene refertato:
"Al QIC di destra, l'indagine ETG conferma la presenza dell'area ipoecogena che ha i seguenti diametri: mm. 10,3 e mm 3,1 in assiale e mm 4,3 in sagittale. Il reperto mostra un netto decremento volumetrico e non possiede vascolarizzazione intra e perilesionale." Mi si consiglia, quindi, un controllo a 6 mesi.
A Settembre 2016, rifaccio l'ETC e la dottoressa mi riferisce che vi è stato un netto incremento volumetrico di tale area che è giunta a mm. 19 ed in più al Doppler ha visto la presenza di un polo vascolare e pertanto mi ha invitato ad effettuare una RM con e senza mezzo di contrasto, che ho prenotato per fine mese.
Ora, mi sto rivolgendo a voi per un dubbio. Durante i mesi di Luglio e Agosto, ho indossato (purtroppo con mia grande leggerezza) un costume con ferretto che, sempre nella zona in esame, in realtà mi indolenziva un pò perchè lo tenevo abbastanza stretto per cercare di tirare su il mio piccolo seno. Ed infatti, è stato dopo questo periodo che il seno ha nuovamente cominciato a dolermi e per questo sono andata a controllo.
Nella speranza che non abbia assunto i caratteri di malignità la mia domanda è: è possibile che la compressione continua in tale zona abbia provocato la formazione di quest'area? E poi, come è possibile che sempre quest'area sia soggetta ad aumenti e diminuzioni volumetriche? Inoltre, perchè la senologa non dà un "nome" a ciò che referta? Cioè si tratta di cisti, di fibroma o di cosa?
Distinti saluti.

[#1] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signora appare verosimile che possa esservi una correlazione tra reggiseno con il ferretto e la lesione in questione. la cosa che la rende probabile è che lei sentiva fastidio e quindi il ferretto determinava uno sfregamento nei confronti della ghiandola che ha favorito una reazione infiammatoria (area ipoecogena). prima non c'era vascolarizzazione adesso si (segno verosimile di infiammazione). La radiologa non da un nome perchè non appare come un nodulo (struttura ben definita) ma come una zona di densità diversa. corretto eseguire una risonanza magnetica, ma non stia in ansia per chè verosimilmente si tratta esclusivamente di una zona infiammata. cari saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Direttore Clinica Chirurgica- Chirurgia Epato Bilio Pancreatica e Gastrointestinale Policlinico di Modena

[#2] dopo  
Utente 423XXX

Gentile dottore, La ringrazio per avermi dato le delucidazioni di cui necessitavo.
Cordiali Saluti

[#3] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signora mi fa piacere di esserle stato utile. cordiali saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Direttore Clinica Chirurgica- Chirurgia Epato Bilio Pancreatica e Gastrointestinale Policlinico di Modena