Megaurete dilatato

Gentili dottori,
In età pediatrica mi fu diagnosticato un megauretere primitivo ostruttivo destro, per cui, nel 2005, fui sottoposto a intervento mininvasivo presso l'Ospedale Bambino Gesù.
L’intervento, eseguito secondo la tecnica di Kalicinsky e Cohen, prevedeva la plicatura e il reimpianto ureterale, con asportazione di un diverticolo paraureterale.

Nel periodo post-operatorio ho eseguito numerosi controlli ecografici e scintigrafici.
Nel 2010, presso lo stesso ospedale, fui sottoposto a una cistoscopia di controllo, con indicazione a eventuale pielografia, che tuttavia non fu possibile eseguire a causa del tunnel ureterale sottomucoso.
Di conseguenza, venne effettuata una nuova scintigrafia renale, che evidenziò stasi urinaria nel rene destro di natura non ostruttiva, con una clearance funzionale ripartita al 56, 5% per il rene sinistro e al 43, 5% per il destro.

Da quel momento fino a giugno 2023, ho eseguito i classici controlli ecografici, ma nel frattempo ho perso il contatto con l'urologo di riferimento a causa del suo pensionamento.
Durante un controllo ematochimico, è emerso un eGFR di 0, 94, motivo per cui mi sono rivolto a un nefrologo.
Su suo consiglio, ho eseguito una TC con mezzo di contrasto effettuata a novembre dello stesso anno, che ha evidenziato dilatazione delle cavità calico-pieliche e dell'uretere destro, con ritardo del deflusso dell'urina iodata.
Il nefrologo suggerì di valutare un'ulteriore scintigrafia renale, ma ritenne che non vi fossero opzioni terapeutiche se non monitoraggi regolari.

Nel dicembre 2024, durante il mio tirocinio in urologia, ho sottoposto il mio caso a un urologo per semplice curiosità.
Su sua indicazione, ho eseguito:
-Cistoscopia, che ha evidenziato un neo-ostio ureterale destro "a bombè" ostruito.

-Scintigrafia renale, che ha mostrato una funzionalità parenchimale complessivamente conservata, con contributo funzionale relativo del rene destro al 42% (ERFP 172, 26) e del rene sinistro al 58% (ERFP 239, 04).
Tuttavia, è stato riscontrato un marcato deficit escretivo del rene destro, irreversibile anche dopo stimolo diuretico, suggestivo di ostruzione a valle.

L'urologo ha suggerito un eventuale intervento chirurgico, proponendo due possibili approcci:
Reimpianto ureterale in cupola vescicale mediante chirurgia robotica o laparoscopica.

Trattamento endoscopico.

Essendo presenti opinioni differenti tra nefrologo e urologo, vorrei comprendere meglio se un eventuale intervento potrebbe portare un reale beneficio in termini di ripristino della funzionalità renale.
Inoltre, su quali criteri si basa la scelta tra approccio chirurgico e approccio endoscopico in un caso come il mio?
Dr. Paolo Piana Urologo 50.3k 2k
Il risultato della scintigrafia del 2010 e quella del 2024 (ben quattordici anni dopo) sono praticamente sovrapponibili, ciò sta a dire che sul lungo periodo la situazione funzionale non si è modificata. Dal nostro punto di vista non vi sono indicazioni ad una revisione operativa in questo momento e fino a quando si osservasse una significativa riduzione della funzionalità.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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la ringrazio dottore, gentilissimo.
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