Enterococcus faecalis da due mesi :aiuto!
Gentilissimi,
Chiedo il vostro supporto in quanto da due mesi "convivo" con l enterococcus faecalis.
Due mesi fa in seguito ad un rapporto protetto ho avuto i sintomi di una cistite in modo molto importante, non riuscivo a stare in piedi e avevo i brividi per il dolore.
Prendendo monuril i sintomi più forti si sono acquietati ma i fastidi sono continuati, fatta l urinocoltura emerge enterococcus e mi viene prescritta ciprofloxacina 500 x 6 gg+ meclon ovuli e cliaflor x i prox 3 mesi x 7gg una volta al mese + manuvacist forte x 7gg.
Dopo l antibiotico i sintomi persistono urinocoltura ancora positiva, sempre carica di 500k e eseguo amoxicillina +acido clavulanico x 6gg.
Ho finito da qualche giorno e ho ancora i sintomi nel tratto urinario.
Mi sta seguendo un internista specializzato in allergologia e immunologia che mi ha consigliato di ripetere gli esami e se fossero ancora positivi, mi ha informata che al momento non ha intenzione di prescrivermi altri antibiotici ma di concentrarci sulla cura dell intestino in quanto è in corso una disbiosi (ho i denti completamente gialli e per un mese ho avuto afte in bocca insieme ai sintomi dell infezione), mi ha prescritto esami feci, pcr e anche test genetico per intolleranza al lattosio.
Io sono spaventata all idea di trattenere ancora il batterio nelle vie urinarie, sono un po preoccupata dall idea di non tentare altri antibiotoci.
Chiedo un vostro parere: sarebbe meglio consultare anche un urologo?
Cosa rischio a non prendere più antibiotici per un po, potrei rischiare un danno alle vie urinarie e reni?
Inoltre i bruciori e dolori uretrali mi rendono la vita quotidiana difficoltosa e naturalmente non sono in grado di avere rapporti sessuali .
Cosa potrei fare almeno per lenire i fastidi che provo, e quale potrebbe essere l approccio migliore per debellare il virus?
Chiedo il vostro supporto in quanto da due mesi "convivo" con l enterococcus faecalis.
Due mesi fa in seguito ad un rapporto protetto ho avuto i sintomi di una cistite in modo molto importante, non riuscivo a stare in piedi e avevo i brividi per il dolore.
Prendendo monuril i sintomi più forti si sono acquietati ma i fastidi sono continuati, fatta l urinocoltura emerge enterococcus e mi viene prescritta ciprofloxacina 500 x 6 gg+ meclon ovuli e cliaflor x i prox 3 mesi x 7gg una volta al mese + manuvacist forte x 7gg.
Dopo l antibiotico i sintomi persistono urinocoltura ancora positiva, sempre carica di 500k e eseguo amoxicillina +acido clavulanico x 6gg.
Ho finito da qualche giorno e ho ancora i sintomi nel tratto urinario.
Mi sta seguendo un internista specializzato in allergologia e immunologia che mi ha consigliato di ripetere gli esami e se fossero ancora positivi, mi ha informata che al momento non ha intenzione di prescrivermi altri antibiotici ma di concentrarci sulla cura dell intestino in quanto è in corso una disbiosi (ho i denti completamente gialli e per un mese ho avuto afte in bocca insieme ai sintomi dell infezione), mi ha prescritto esami feci, pcr e anche test genetico per intolleranza al lattosio.
Io sono spaventata all idea di trattenere ancora il batterio nelle vie urinarie, sono un po preoccupata dall idea di non tentare altri antibiotoci.
Chiedo un vostro parere: sarebbe meglio consultare anche un urologo?
Cosa rischio a non prendere più antibiotici per un po, potrei rischiare un danno alle vie urinarie e reni?
Inoltre i bruciori e dolori uretrali mi rendono la vita quotidiana difficoltosa e naturalmente non sono in grado di avere rapporti sessuali .
Cosa potrei fare almeno per lenire i fastidi che provo, e quale potrebbe essere l approccio migliore per debellare il virus?
Premettiamo che una valutazione urologica diretta sia quantomeno doverosa.
In genere queste urocolture con rilievo di cocchi gram-positivi, come l'Enterococco, vengono considerate falsamente positive per contaminazione da parte di batteri intestinali che colonizzano superficialmente pelle e mucose dell'area ano-genitale. In assenza di febbre, la terapia antibiotica è inutile e possibilmente controproducente, andando ad influire negativamente sull'equilibrio della flora batterica intestinale (microbiòta) innescando un pericoloso circolo vizioso. Molto importanti sono invece le attenzioni dirette all'intestino, sia dal punto di vista gastro-enterologico che dietetico-nutrizionale.
In genere queste urocolture con rilievo di cocchi gram-positivi, come l'Enterococco, vengono considerate falsamente positive per contaminazione da parte di batteri intestinali che colonizzano superficialmente pelle e mucose dell'area ano-genitale. In assenza di febbre, la terapia antibiotica è inutile e possibilmente controproducente, andando ad influire negativamente sull'equilibrio della flora batterica intestinale (microbiòta) innescando un pericoloso circolo vizioso. Molto importanti sono invece le attenzioni dirette all'intestino, sia dal punto di vista gastro-enterologico che dietetico-nutrizionale.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 11/04/2026.
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