Carcinoma uroteliale alto grado non infiltrante
Gentilissimi dottori, volevo riportarvi alla biopsia fatta a mio cognato di anni 65 per una neoformazione vescicale operata 20 giorni or sono.
Il referto riporta le seguenti informazioni: Frammenti di carcinoma uroteliale papillare di alto grado sec.
WHO22, con estensivi aspetti di infiltrazione del connettivo suburoteliale.
Non evidenti quadri di angioinvasione o di carcinoma in situ.
L'esigua rima di muscolare, ove ben visibile, non appare infiltrata. pT1
Hanno prospettato a mio cognato una possibile cistectomia, secondo voi c'è un'alternativa all'asportazione di tutta la vescica con questa diagnosi e che possibilità ha in percentuale di guarire?
Lui è molto preoccupato.
In attesa di risposta vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
Il referto riporta le seguenti informazioni: Frammenti di carcinoma uroteliale papillare di alto grado sec.
WHO22, con estensivi aspetti di infiltrazione del connettivo suburoteliale.
Non evidenti quadri di angioinvasione o di carcinoma in situ.
L'esigua rima di muscolare, ove ben visibile, non appare infiltrata. pT1
Hanno prospettato a mio cognato una possibile cistectomia, secondo voi c'è un'alternativa all'asportazione di tutta la vescica con questa diagnosi e che possibilità ha in percentuale di guarire?
Lui è molto preoccupato.
In attesa di risposta vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
In linea di massima vi sono indicazioni alla rimozione chirurgica / laparoscopica della vescica quando il tumore interessa in profondità la parete muscolare della vescica (stadio T2 ed oltre). Questo non parrebbe verificato nella situazione che lei ci riporta, che rimanda invece ad uno stadio più superficiale T1, sebbene con aspetti biologici di aggressività (alto grado). Circostanze che possono indurre comunque ad un intervento radicale possono essere:
- che si tratti di una neoformazione molto voluminosa, di cui è stata asportata solo una parte a scopo di biopsia, ma che si presume non possa essere risolta completamente per via endoscopica;
- che si tratti dell’ultima di molte frequenti recidive già trattate in passato.
Noi non abbiamo elementi per giudicare su questo.
Comunque in genere i tumori T1 vengono trattati in modo conservativo, con asportazione (resezione) endoscopica completa, eventuale revisione a breve termine con ulteriore biopsia e successivi cicli di lavaggi (instillazioni) vescicali con farmaci in grado di ridurre il rischio di recidive, secondo un programma definito che prevede anche controlli ecografici ed endoscopici a tempi prefissati.
- che si tratti di una neoformazione molto voluminosa, di cui è stata asportata solo una parte a scopo di biopsia, ma che si presume non possa essere risolta completamente per via endoscopica;
- che si tratti dell’ultima di molte frequenti recidive già trattate in passato.
Noi non abbiamo elementi per giudicare su questo.
Comunque in genere i tumori T1 vengono trattati in modo conservativo, con asportazione (resezione) endoscopica completa, eventuale revisione a breve termine con ulteriore biopsia e successivi cicli di lavaggi (instillazioni) vescicali con farmaci in grado di ridurre il rischio di recidive, secondo un programma definito che prevede anche controlli ecografici ed endoscopici a tempi prefissati.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 12/05/2026.
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