Area iperemica subcentimetrica durante cistoscopia di follow up per carcinoma transizionale vescica

Buongiorno a tutti, scrivo un nuovo messaggio perchè non trovo i precedenti.

A luglio compio 39 anni e ad Agosto 2024 ho eseguito una TURB per una lesione vescicale scoperta incidentalmente durante un’eco addome che faccio cadenzialmente come prevenzione 1 volta l’anno, lavorando in una struttura sanitaria.
Quindi gia’ mi considero molto
Fortunato.

Non fumo, non sono esposto professionalmente ad ammine aromatiche o simili, faccio regolare attività fisica, mai avuto ematuria.

Fortunatamente la lesione si è rivelata essere un Ta G1, non ho fatto instillazioni, nè uro tac, solo cistoscopie semestrali di follow up, tutte negative.

Ieri sono andato per la consueta cistoscopia di controllo, con urinocoltura negativa, tutto negativo tranne che per un’area iperemica subcentimetrica da tenere in osservazione.

Ammetto che sono un po’ preoccupato, ma il mio urologo l’ha definita volgarmente barbetta, tanto che al passaggio del cistoscopio si è sfaldata, tanti e’ vero che alla prima minzione l’ho anche espulsa con le urine.

Mi ha chiesto un citologico e un ricontrollo cin la ciatoscopia tra 3/4 mesi per monitorare.

Ammetto che sono molto preoccupato, in quanto questa situazione ormai mi ha destabilizzato psicologicamente.
Secondo un vostro parere, nei limiti del telematico e sapendo che comunque la lesione si può caratterizzare solo
Con eventuale istologico e comunque puo’ descriverla solo l’operatore che l’ha vista, vorrei sapere cosa ne pensate e se, secondo
Voi, quell’area potrebbe essere anche una semplice infiamamzione, qualche deposito di fibrina, o se e’ una recidiva dello
Stesso carcinoma o, malauguratamente, un cis.

Grazie anticipatamente per la risposta e per l’eccellente e impeccabile servizio che offrite.
Dr. Paolo Piana Urologo 51.1k 2k
La visione endoscopica rimane negli occhi di chi esegue l'esame, a meno che venga effettuata una registrazione foto/video, cosa assai poco abituale. Pertanto noi a distanza non abbiamo alcun elemento per poter esprimere un giudizio preciso, d'ogni modo dalla descrizione parrebbe trattarsi di un aspetto insignificante. Stia tranquillo e continui i controlli come consigliato.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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Utente
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Grazie come sempre della sua disponibilità dott. Piana.
A dire il vero, l’urologo ha fatto una foto dell’area che ha tenuto per se’.
La cosa strana e’ che si è sfaldata e ha sanguinato. Non e’ la cicatrice della turb sicuramente, trovandosi a ore 12 e quindi in zona diversa della prima lesione.
Ho avuto modo di vederla anche io in quanto sono stato parte attiva durante l’esame e, effettivamente, sembrava un’area arrossata e non una neoformazione, che sfaldandosi ha cominciato a sanguinare un po’.
La cosa particolare e’ stata l’espulsione del materiale durante la minzione.
Le pongo un’ultima domanda: sarebbe il caso, visto che il mio urologo non me lo ha mai consigliato, di controllare con un uro-tc anche tutto il resto dell’apparato urinario?
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Dr. Alessandro Sciarra Urologo 808 45
Buongiorno,
una diagnosi di carcinoma uroteliale della vescica anche se di basso grado e superficiale alla prima resezione endoscopica, se insorta ad una eta' particolarmente precoce , intorno a 40 anni, dovrebbe essere sottoposta ad una maggiore attenzione per rischio di recidive rispetto a pazienti di eta' piu' elevata.
Dico questo perche' noi tutti quando eseguiamo una cistoscopia di controllo su pregressa TURB, possiamo vedere aree iperemiche o la presenza di millimetriche frange che consigliamo di controllare ad una successiva cistoscopia piu' ravvicinata ( 30-60 giorni). In un paziente particolarmente giovane, personalmente, tenderei ad essere piu' aggressivo, proponendo una biopsia dell'area per avere il conforto istologico.
Detto questo, puo' essere condivisibile l'atteggiamento del collega, consiglierei un controllo piu' ravvicinato con una nuova cistoscopia e se si ripresenta un area simile, procedere a caratterizzazione istologico.
Una URO-TC non riesce a dare informazioni utili e evidenzia solo tumori di dimensioni vicine a 1 cm.
la citologia urinaria ha una affidabilita' molto bassa.
Ci si dimentica spesso di quello che consigliano e raccomandano le nuove linee guida europee: esiste una risonanza magnetica multiparametrica anche per la neoplasia vescicale ( piu' famosa quella prostatica per il carcinoma prostatico). La rm multiparametrica con studio in diffusione della vescica da' uno score simile al PIRADS per la prostata, chiamato VIRADS score, che indica il rischio di una neoplasia vescicale e soprattutto il rischio di una invasione profonda fino alla tonaca muscolare.
Ancora piu' della RM multiparametrica prostatica, quella vescicale e' operatore dipendente ed ad esclusivo uso di centri specializzati. Ma inserirlo nel follow-up dei pazienti con neoplasie vescicali e' molto utile, insieme alla solita cistoscopia

Prof Alessandro Sciarra
Professore prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it

Prof. Alessandro Sciarra
Prof I fascia Universita' Sapienza di Roma
Specialista in Urologia-Chirurgia Robotica
alessandro.sciarra@uniroma1.it

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