Calcoli di ossalato: proteine, vitamina D e idratazione
Buongiorno,
soffro di calcoli di ossalato di calcio e, su consiglio medico, dovrei aumentare lapporto proteico nella mia alimentazione.
Vorrei sapere se un aumento delle proteine possa favorire ulteriormente la formazione di calcoli.
In particolare, per chi soffre di calcoli di ossalato, sono da limitare soprattutto le proteine animali oppure anche quelle vegetali?
Le proteine animali sono problematiche solo nei calcoli di acido urico oppure anche nei calcoli di ossalato di calcio?
Anche il pesce produce calcoli?
Inoltre il medico mi ha consigliato vitamina D ad alto dosaggio: al momento assumo 4000 UI al giorno con vitamina K2 da circa 8 mesi, ma ora mi propone 10000 UI/die.
Anche la vitamina D può aumentare il rischio di formazione di calcoli?
Infine bevo circa 3 litri di acqua al giorno anche in inverno: può essere eccessivo o sovraccaricare i reni?
Ringrazio i medici che vorranno rispondermi.
soffro di calcoli di ossalato di calcio e, su consiglio medico, dovrei aumentare lapporto proteico nella mia alimentazione.
Vorrei sapere se un aumento delle proteine possa favorire ulteriormente la formazione di calcoli.
In particolare, per chi soffre di calcoli di ossalato, sono da limitare soprattutto le proteine animali oppure anche quelle vegetali?
Le proteine animali sono problematiche solo nei calcoli di acido urico oppure anche nei calcoli di ossalato di calcio?
Anche il pesce produce calcoli?
Inoltre il medico mi ha consigliato vitamina D ad alto dosaggio: al momento assumo 4000 UI al giorno con vitamina K2 da circa 8 mesi, ma ora mi propone 10000 UI/die.
Anche la vitamina D può aumentare il rischio di formazione di calcoli?
Infine bevo circa 3 litri di acqua al giorno anche in inverno: può essere eccessivo o sovraccaricare i reni?
Ringrazio i medici che vorranno rispondermi.
Cominciando dal fondo, se non si suda molto, bere tre litri d’acqua al giorno, oltre a tutti gli altri liquidi contenuti negli alimenti, può iniziare ad essere considerato eccessivo. Comunque molto dipende da come si gestiscono gli stimoli urinari, ovviamente frequenti, cosa molto variabile da un soggetto all’altro. Le indicazioni dietetiche nella calcolosi da ossalato di calcio hanno un’importanza relativa, poiché molto di più vale la predisposizione genetica, sulla quale non si può ovviamente fare nulla. Un tempo si era molto più rigidi sulla composizione della dieta, ma i risultati incostanti e molto variabili, hanno gradualmente portato a formulare indicazioni di carattere generale, senza entrare in inutili dettagli, a meno ovviamente che si riscontrino clamorosi eccessi nella dieta (es. cioccolato), cosa che tutto sommato accade raramente. Tranne che in casi molto particolari, ad esempio oggigiorno non si consiglia più la restrizione nell’assunzione del calcio, che un tempo pareva essenziale, anzi il contrario e questo anche per il contenuto di calcio nell’acqua. Per un quadro più completo, le consigliamo la lettura di questi nostri articoli:
https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1402-la-calcolosi-renale-ed-il-dilemma-della-dieta-falsi-miti-e-ragionevoli-certezze.html
https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1212-la-calcolosi-renale-e-il-dilemma-dell-acqua-quanta-quando-e-quale-bisogna-bere.html
Per quanto riguarda la vitamina D, è stato dimostrato che vi è una maggiore incidenza di calcolosi in soggetti che presentano bassi livelli della stessa. In quanto alla somministrazione terapeutica, non è ancora definito quale ruolo possa avere nella formazione di nuovi calcoli. Noi riteniamo che il condizionamento possa essere tutto sommato marginale e che una buona idratazione sia ampiamente sufficiente a mantenere le urine diluite quel tanto che basta ad evitare la nucleazione e l'accrescimento dei calcoli.
https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1402-la-calcolosi-renale-ed-il-dilemma-della-dieta-falsi-miti-e-ragionevoli-certezze.html
https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1212-la-calcolosi-renale-e-il-dilemma-dell-acqua-quanta-quando-e-quale-bisogna-bere.html
Per quanto riguarda la vitamina D, è stato dimostrato che vi è una maggiore incidenza di calcolosi in soggetti che presentano bassi livelli della stessa. In quanto alla somministrazione terapeutica, non è ancora definito quale ruolo possa avere nella formazione di nuovi calcoli. Noi riteniamo che il condizionamento possa essere tutto sommato marginale e che una buona idratazione sia ampiamente sufficiente a mantenere le urine diluite quel tanto che basta ad evitare la nucleazione e l'accrescimento dei calcoli.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 16/05/2026.
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