Utente 348XXX
Buongiorno dottore io le vorrei chiedere se è possibile guarire da una prostatite probabilmente cronica con cicli di tre mesi alternati con uno di pausa utilizzando il permixon dopo aver verificato con urocoltura e spermocoltura che l'infezione è sparita.Le chiedo questo perchè dopo aver fatto un mese di augmentin l'infezione sembra sparita e con essa i dolori al pene e bruciore durante la minzione , ma si verificano spesso e volentieri dolori prostatici nel lobo sinistro e dolore localizzato nei linguini.Adesso dopo aver verificato che sono presenti questi sintomi e dopo aver letto che una prostatite cronica può portare alla sterilità le devo confessare che vivo con l' ansia e la paura credendo che forse la cura assegnatami non sia adatta.Le porgo i miei più cordiali saluti nella speranza di una risposta esauriente e positiva.

[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza

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Caro lettore,

una prostatite cronica abatterica può richiedere parecchi mesi di terapia per eliminare tutti i "disturbi"
Si faccia seguire dallo specialista che le ha consigliat la terapia e magari gli chieda di verificare il suo stato di Fertilità, magari a sufficiente distanza dall'episodio acuto
cari saluti
Dott. Diego Pozza
www.andrologia.lazio.it
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[#2] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
può accadere, leggendo in amniera indiscriminata domande e risposte nel nostro Forum, di ricevere messaggi magari incompleti e distorti, nel tentativo di "adattare" i casi riportati dai vari Utenti alla propria situazione clinica.
Allora, vorrei fosse chiaro che: una prostatite cronica non deve necessariamente richiedere mesi per la guarigione; una prostatite cronica non necessariamente deve accompagnarsi a dispermia; una prostatite cronica non conduce alla sterilità; non tutti i segni clinici o is intomi doloroai localizzatti all'apparato genitale sono da ricondurre ad una prostatite.
Se nel Suo caso le cose procedono per il verso migliore...non possiamo che rallegrarcene e congratularci con il Collega che La sta tenendo in cura.
Affettuosi auguri e cordialissimis aluti
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
giovanni.martino@uniroma1.it

[#3] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
può accadere, leggendo in amniera indiscriminata domande e risposte nel nostro Forum, di ricevere messaggi magari incompleti e distorti, nel tentativo di "adattare" i casi riportati dai vari Utenti alla propria situazione clinica.
Allora, vorrei fosse chiaro che: una prostatite cronica non deve necessariamente richiedere mesi per la guarigione; una prostatite cronica non necessariamente deve accompagnarsi a dispermia; una prostatite cronica non conduce alla sterilità; non tutti i segni clinici o is intomi doloroai localizzatti all'apparato genitale sono da ricondurre ad una prostatite.
Se nel Suo caso le cose procedono per il verso migliore...non possiamo che rallegrarcene e congratularci con il Collega che La sta tenendo in cura.
Affettuosi auguri e cordialissimis aluti
Prof. Giovanni MARTINO
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[#4] dopo  
Dr. Daniele Masala

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Caro signore anzitutto serenità perchè lei mi sembra ben inquadrato e ben seguito dal collega della sua zona. Poi vorrei dirle che quando si ha una prostatite cronica, normalmente ce la si tiene a vita...ebbene si, altrimenti non sarebbe cronica. Dunque cosa possiamo fare? Agire nel momento in cui si è difronte ad una riacutizzazione del problema con una terapia antibiotica ed antiinfiammatoria-decongestionante prostatica, ed eventualmente, solo in presenza di frequenti accensioni di prostatite si può prendere in considerazione una terapia ciclica atta nei limiti del possibile ad impedire che tali riaccensioni si presentino con eccessiva frequenza.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
Cordiali saluti,
dott. Daniele Masala.
Dirigente Medico Urologo UOC Urologia Pozzuoli
Perfezionato in Andrologia

[#5] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
avere una prostatite cronica, così come una gastrite, nefrite, epatite, colecistite cronica...etc etc...non significa essere costretti ad accusarne per tutta la vita i segni ed i sintomi clinici.
Un conto è la "guarigione" clinica o il controllo della sintomatologia ...ed un altro conto è la guarigione anatomopatologica...
Spero di essere stato chiaro. Altrimenti approfondiamo il concetto se lo desidera.
Affettuosi auguri.
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
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[#6] dopo  
Utente 348XXX

Ringrazio tutti gli urologi che hanno dato una prima chiarificazione alle mie incertezze in materia ,però non ben compreso se le calcificazioni che riporto sul lobo sx anche se di dimensioni piccole perchè rilevabili solo con rettoscopia possano essere eliminate solo con l'ausilio cicli di un prodotto come il permixon che da quello che ho letto sul foglio contenuto al suo interno sembra non centrale nulla ( per quanto io possa capire).Mi delucidate sul perchè mi è stato dato un tale prodotto se non sembra eliminare queste calcificazioni oggetto frequente di una ripetuta riacutizzazione molto dolorasa e a mio giudizio abbastanza invalidante per la serenità di un individuo.Poi mi domando è possibile che alle soglie del secondo millennio non esista una cura definitiva a tale problema?
Nella speranza di una seconda risposta più specifica porgo cordiali saluti e un arrisentirci ad una avvenuta e definitiva guarigione .

[#7] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
nessun farmaco al mondo può far scomparire gli esiti calcifici di un processo infiammatorio prostatico. In altre parole, le calcificazioni resteranno per sempre dove sono. Le calcificazioni rappresentano esiti di pregressi fenomeni infiammatori. Non c'entrani nulal con la sintomatologia attuale o con il potenziale ripresentarsi di un nuovo episodio acuto.
Millennio più o millenio meno: per molte altre patologie, ed alcune ben più gravi ed invalidanti di uan prostatite cronica, a tutt'oggi e nonostante il progresso scientifico, non vi è rimedio.
Auguri e saluti affettuosi.
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
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[#8] dopo  
Prof. Ciro Mauro

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la prostatite - alcuni forse non lo ricordano - ha numerose implicazioni psicosomatiche ovvero un rapporto tra l'apparato uro-genitale ed inconscio.
Alcuni sintomi della prostatite (secondo la mia esprienza ultraventennale in materia) sono spesso "esagerati" dai pazienti che li vivono con angoscia pur in assenza di significativi ed obiettuivabili fenomeni clinici.
La psiche si è sviluppata con l'evoluzione dell'uomo e tale rimarrà fino alla fine dei tempi.
In altri termini una volta esclusa una signifciativa causa organica a carico della prostata è ua volte risulutivo per il paziente comprendere che non è ammalato di prostatite cronica.
prof. Ciro Mauro

[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
direi di rimanere con i piedi per terra e di attenerci ai dati clinici, strumentali e di laboratorio. Che la Sua prostatite cronica La stia conducendo verso la manifestazione di una sindrome ansioso-depressiva, che ha fondamenti obbiettivi esplicabili da qualsiasi Collega Specialista, è tutto da dimostrasi. Che Lei abbia una prostatite cronica mi sembra invece appurato. Credo che qualsiasi forma morbosa possa accompagnarsi ad una sindrome di "mancanza di benessere psico-fisico"...ma non basta convincere il paziente che "non" è affetto da alcuna patologia per aiutarlo a risolvere il problema. Magari fosse così semplice. Il mio consiglio è di seguire la strada terapeutica che ha intrapreso. Con fiducia ovvio.
Affettuosi e cari saluti
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
giovanni.martino@uniroma1.it

[#10] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto

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sono daccordo con il prof Martino
dr Giuseppe Benedetto
www.giuseppebenedetto.netfirms.com