Utente 422XXX
Mi rivolgo al vostro staff nella speranza di ottenere qualche utile consiglio per aiutarmi a risolvere un problema che ricorre da qualche mese a questa parte.
Circa sei mesi fa ho avuto dei disturbi di questo tipo:
ho iniziato a sentire del fastidio nella zona che si trova in corrispondenza della vescica, un fastidio che nel giro di uno o due giorni comportava il bisogno di minzioni frequenti (senza dolore o bruciore) accompagnate alla sensazione di non svuotare mai completamente bene la vescica. nello stesso periodo avevo anche perdite vaginali, a volte più liquide, a volte più dense e giallo chiaro.
La vagina era irritata e dopo un pò non sapevo dire se il disturbo era in corrispondenza della vagina o della vescica, diciamo che tutta la zona era disturbata.
In seguito ho iniziato a sentire anche del prurito e quando mi ha visitato il medico di base, mi ha prescritto delle lavande e degli ovuli, avendo diagnosticato la candida.
Il problema sembrava risolto finchè ho avuto un nuovo episodio più acuto e abbastanza improvviso, a distanza di breve tempo, che mi ha provocato dolorose contrazioni nella zona tra la vagina e il retto (so localizzare solo così la sensazione, non so dire esattamente cosa si stesse contraendo).
a questo punto ho fatto esame delle urine con antibiogramma (risultato negativo) e un tampone vaginale nel quale sono risultata positiva allo streptococco beta emolitico. Mi è stato prescritto l'Augmentin e terminato il periodo del suo effetto, il tampone era diventato negativo e i disturbi scomparsi per sei mesi.

Una settimana fa ho iniziato ad accusare gli stessi disturbi, di nuovo con una manifestazione acuta e dolorosa, con perdite (simili a quelle descritte sopra), bisogno di minzione frequente (senza bruciore) e urina maleodorante i primi due giorni, senso di pesantezza e fastidio ai reni.
Mi sono subito allarmata ma essendomi appena trasferita in una nuova città dove ancora non ho un medico di base, ho subito richiesto una visita ginecologica in ASL.
Mi sono stati prescritti degli esami, che riporterei qui per intero se fossi in grado di decifrare la calligrafia del medico...comunque si tratta di un tampone vaginale, di un esame delle urine (urino coltura più antibiogramma) e di un'ecografia pelvica.
Vorrei sapere se a vostro parere sto seguendo l'iter giusto, se esiste qualche altra indagine da fare o se è meglio che mi rivolga a uno specialista.
Faccio inoltre presente che devo attendere almeno tre giorni prima di poter fare l'esame delle urine a causa delle feste, non so ancora se riuscirò a fare il tampone domani e per l'ecografia ci sono lunghe liste di attesa.
Nel caso facessi meglio a rivolgermi ad uno specialista, ne esistono di convenzionati?
Nel frattempo sto bevendo molto e seguendo una dieta consigliatami allo scopo di alleviare il problema ma di sicuro non posso risolverlo così.
Termino questa lunga lettera, me ne scuso ma mi sembra sempre meglio dare il maggior numero di informazioni per poter fare un quadro della situazione, aggiungendo che il primo episodio simile a quelli descritti l'ho avuto due anni fa. Ero poi guarita e fino a sei mesi fa non avevo avuto problemi.
Ho preferito scrivere riferendomi all'episodio di sei mesi fa perchè ricordo con precisione i sintomi e l'iter medico. Nel primo episodio mi ero sottoposta a numerosi esami (compresa ecografia intravaginale risultata normale) e l'unica anomalia riscontrata erano i globili bianchi elevati e tracce di sangue nelle urine.
Non ricordo purtroppo quali antibiotici avevo assunto ma il fastidio, seppur non acuto, era durato parecchio, più di un mese tra latenza e ritorni.
Spero davvero di risolvere il problema e vi sarò grata per l'aiuto che proteste darmi.
Cordiali saluti,
Licia.

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto

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gentile signora
credo che sarebbe utile comunque una valutazione specialistica urologica per chiarire e trattare definitivamente la sua malattia.
Ci sono medici specialisti in Urologia convenzionati ASL oppure basta prenotare una viista urologica ambulatoriale in ospedale.
nel suo caso si potrebbe trattare di un problema di infezioni urinarie basse recidivanti in correlazioni anche ad infezioni vaginali
L'iter è quello di eseguire un esame urine, urinocoltura (a distanza di una settimana dal termine di una terapia antibiotica), ecografia renale e pelvica con valutazione del ristagno post-minzionale. Sarebbe utile ev. anche eseguire la ricerca del BK nelle urine.
Sicuramente vanno trattate le infezioni vaginali che data la contiguità di organo possono causare infezioni urinarie come per lo stesso motivo è necessario regolarizzare l'alvo.
Utile sicuramente adeguata idratazione e minzioni frequenti.
dr Giuseppe Benedetto
www.giuseppebenedetto.netfirms.com

[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza

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ROMA (RM)
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Cara lettrice,

purtroppo fenomeni come il suo possono essere frequenti
i consigli dategli sembrano abbastanza corretti
sui tempi tecnici di esecuzione veda lei se ricorrere alle strutture pubbliche o private
Cari saluti
Dott. Diego Pozza
www.andrologia.lazio.it
www.studiomedicopozza.it
www.vasectomia.org

[#3] dopo  
Dr. Pietro Pappa

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MESSINA (ME)

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Cara Signora
consiglio che posso darle oltre a quelli già ricevuti visto il fenomeno recidivante è quello di farsi seguire comunque da specialista .

[#4] dopo  
Dr. Massimo Panei

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ROMA (RM)

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Gentile signora,
i disturbi da lei riferiti sono ormai di frequente riscontro. Nel caso di sintomatologia a partenza uretro-vescicale (soprattutto in assenza di infezione urinaria!) credo sia opportuna una valutazione strumentale consistente in esame urodinamico ed uretrocistoscopia. Il consiglio è quello di affidarsi ad uno specialista uroginecologo. Cordiali saluti.
Dr. Massimo Panei
Uroginecologo