Utente 173XXX
Ho appena fatto l'ecografia ai reni e al rene sinistro mi hanno trovato un modesto edema parenchimale ed idronefrosi di primo grado.
Non visibili attualmente litiasiche endocaliceali.
Ora chiedo alcune cose:
ho letto che l'idronefrosi può portare alla perdita del rene; mi devo preoccupare?
L'idronefrosi dopo un calcolo renale è il trauma che ha lasciato il calcolo e poi si ritorna come prima oppure è l'inizio di una nuova patologia?
20 giorni fa avevo avuto una violenta colica renale e un giorno dopo nell'urina ho trovato un corpo poco più grande di un granellino di sabbia nero.
Ora questa idronefrosi significa:
1)Che ci sono ancora calcoli che ostruiscono?
2)Che i calcoli mi hanno provocato l'idronefrosi e ora dovrò combattere con questa patologia?
3)Che l'idronefrosi è solo una conseguenza che tutti hanno dopo una colica renale e col tempo (se è stata causata da calcoli) guarirà spontaneamente?
Ho bisogno di chiarimenti.
Grazie.
Saluti.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
per intanto "idronefrosi" non è il termine corretto da utilizzare per descrivere queste situazioni. Sono decenni che combattiamo duramente perché sia dato il giusto valore ai termini, che mai devono essere utilizzati a sproposito. Una dilatazione delle alte vie urinarie dovuta ad una ostruzione non congenita deve essere definita come "retrostasi pielica" od equivalenti ... Ma tutto questo a lei interessa relativamente vero? Ci perdoni comunque lo sfogo!
Dunque, le cavità del rene non sono propriamente "un palloncino" che si sgonfia appena tolto il tappo. E' assolutamente normale che dopo l'espusione (ovvero la rimozione) del calcolo la dilatazione non si risolva immediatamente, ma lo faccia in un tempo variabile, grosso modo proporzionale alla durata ed alla gravità dell'ostruzione. In casi molto evidenti, la situazione non si normalizza mai e tracce della dilatazione potranno essere osservate anche dopo molto tempo. Questo non ha però in genere alcuna relazione con la funzione del rene, che invece riprende normalmente, a parte casi limite di precedente danno molto grave, come da calcoli voluminosi o trascinati per lungo tempo. L'evoluzione di suoi disturbi farebbe pensare ad una risoluzione benigna del caso, con espulsione del calcolo. Questo fortunatamente accade nella maggior parte dei casi, sarebbe comunque opportuno essere assolutamente certi che non vi siano ulteriori ostacoli residui per strada. Per questo è necessario ripetere magari un paio di ecografie a distanza di qualche settimana ed affidarsi al giudizio di un nostro Collega specialista in urologia, che le potrà magari dare anche informazioni su come comportarsi per ridurre il rischio di calcoli in futuro.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 173XXX

Gentile dottore la ringrazio per la risposta.
Purtroppo devo ammettere che ho le idee confuse.
Oggi sono andato dal medico curante ed esso mi ha detto che se non mi controllo rischio di perdere il rene.
Lei mi dice che "idronefrosi non è il termine corretto da utilizzare per descrivere queste situazioni. ".
Io mi chiedo 2 cose :
1)L'ecografo ha sbagliato il termine oppure ho l'idronefrosi nel vero senso della parola!
2)L'idronefrosi che mi ha trovato potrebbe dipendere dalla prostatite che ormai ho da 4 anni?
Nel passato a causa della prostatite avevo blocchi di urina.
Inoltre il 3 febbraio del 1992 sono stato operato di ipospadia balanica prepuziale.



Storia clinica
03\02\1992
Come già detto 21 anni fa sono stato operato di ipospadia balano-prepuziale.
Sempre a quei tempi avevo fatto una ecografia renale e vescicale e risultò tutto negativo.
Sempre nel 92 mi fu trovato un varicocele di secondo grado.


18\12\2009
All'ecografia con eco-color-doppler scrotale mi è stato trovato un varicocele di terzo grado.
All'ecografia addominale e pelvica i Reni risultarono in sede,nei limiti per dimensioni ed ecostruttura.
Spessore e struttura del parenchima bilateralmente conservati.
Non dilatazione delle vie escretrici,non immagini da riferire a litiasi.
Non espansi in sede surrenalica.
Prostata di dimensione nei limiti(DT38mm)con struttura sostanzialmente omogenea;minuta formazione cistica periuretrale posteriore mediana(4,4mm) Margini ghiandolari regolari.Vescicole seminali nei limiti morfostrutturali.
In sostanza risultò tutto bene tranne una lieve ernia inguinale.


22\09\2010
Pancreas,Reni e Milza: non evidenzia di alterazioni morfo-volumetriche ed ecostrutturali salvo una minima distensione delle strutture caliciali del rene sinistro.
Vescica distesa,a pareti regolari e contenuto ecoprivo.
Prostata modicamente aumentata di dimensioni (di circa 4,3 x 3,2 x 3,6) con volume di circa 26,5 ml e con ecostruttura finemente disomogenea.


11\10\2013
Tutto bene escluso il rene SN
Rene SN nei limiti volumetrici con modesto edema parenchimale ed idronefrosi di secondo grado.
Non visibili attualmente formazioni litiasiche endocaliceali.

Aggiungo che soffro da 4 anni di prostatite che non ho mai curato adeguatamente.
Anche al liquido seminale noto dei corpi estranei neri.
Come già detto sono stato operato di ipospadia.
Inoltre ho avuto la colica renale il 19 e fatto l'ecografia 22 giorni dopo.
Nel periodo che soffrivo maggiormente di prostatite avevo blocchi di urina.
Ora farò ulteriori accertamenti ma chiedo se sencondo lei il mio problema può essere riconducibile alla prostatite o all'operazione avuta 22 anni fa.








[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
"idronefrosi" e "dilatazione delle alte vie urinarie"(o "retrostasi pielica") sono equivalenti nel descrivere una situazione, non sono invece equivalenti se consideriamo la causa. Diciamo che nel suo specifico caso la dizione "idronefrosi" è secondo noi scorretta. Ma sono dettagli di cui lei non si deve preoccupare. E' evidente che la dilatazione osservata alla più recente ecografia sia da correlare in qualche modo con la colica ed il verosimile passaggio del calcolo. Diremmo non vi siano da prendere in considerazione gli altri fattori di cui ci parla, che avrebbero dato segno di loro già in passato. Come già le abbiamo detto, anche se non vi sono state recidive di colica o la comparsa di altri disturbi, al momento non possiamo essere assolutamente certi che l'ipotetico calcolo sia stato espulso. Pertanto, le abbiamo consigliato di sottoporsi ad un paio di ulteriori ecografie distanziate fra loro di un mesetto, per valutare l'evoluzione della dilatazione (che dovrebbe ovviamente ridursi gradualmente) o l'eventuale rilievo di calcoli lungo la via urinaria.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 173XXX

Per chiarire ogni dubbio non sarebbe ideale una urografia?

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
l'urografia è un'indagine urologica ormai praticamente abbandonata, tranne che in casi molto selezionati, ed è stata oggi sostituita dalla TAC. Per la valutazione di una ipotetica calcolosi, la TAC può essere eseguita anche senza mezzo di contrasto. Nel suo caso la TAC potrebbe sicuramente "chiarire ogni dubbio" in caso di disturbi persistenti. Si tratta comunque dell'esposizione ad un carico di radiazioni non indifferente, pertanto è abituale cercare di "risparmiare" nelle situazioni presumibilmente più semplici. Per questo motivo abbiamo parlato di ripetereun paio di ecografie a distanza di qualche tempo. D'ogni modo, a giudizio del nostro Collega che la sta seguendo, potrebbero anche essere prese delle decisioni diverse.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 173XXX

Grazie ancora.
Oggi sono andato dall'urologo e mi ha detto che non è sicuro che i calcoli sono stati esplulsi del tutto.
Mi ha detto di bere 3 litri di acqua al giorno e fra un mese rifare l'ecografia per ricontrollare e vedere a che punto è l'idronefrosi.
In caso resterà ancora a quel punto si potrebbe prendere in considerazione tac o urografia.
Inoltre mi ha dato Stronfree bustine una la mattina e una la sera per tre mesi.

Per la prostatite che mi ha diagnosticato tramite esplorazione rettale mi ha dato questa cura:
Toppster supposte una mattina e sera per 10 gg al mese per 3 mesi.
Antibiotico Generflon 750 mg CPS uno mattina e sera per 7 giorni al mese per 3 mesi.
Cosa ne pensate?

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
è noto da tempo che i calcoli non propriamente microscopici non progrediscono lungo le vie urinarie sospinti dal flusso dell'urina, ma solamente se le pareti dell'ureteri sono sufficientemente compiacenti. Per questo motivo, è nostra abitudine non consigliare l'introduzione di copiose quantità di liquidi fino a quando non si è certi che la via urinaria sia libera. In presenza di una ostruzione, un carico urinario eccessivo potrebbe scatenare dolori in modo controproducente. La invitiamo a leggere questo nostro articolo, nel quale questo argomento viene trattato nel dettaglio:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1194-coliche-renali-trattare-sintomi-risolvere-problema.html

Ciò ovviamente non toglie che altri nostri Colleghi la possano pensare diversamente.

Parimenti, non è nostra abitudine somministrare antibiotici per via empirica, ovvero in assenza di opportuni esami batteriologici, a meno che nelle situazione di infezione inequivocabile (presenza di febbre elevata, disturbi molto intensi). Anche questo comunque, in base alle nostre abitudini personali.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#8] dopo  
Utente 173XXX

Anche se non ho competenze mediche da tutto quello che ho letto sono d'accordo con lei.
Quel che credo è che prima di dare una cura bisogna fare le apposite verifiche.
Magari uno spermiogramma, spermiocoltura e dopo in base all'antibiogramma scegliere l'antibiotico migliore.
In questi casi di prostatite forse sarebbe buono anche un massaggio prostatico per esaminare il liquido.
Poi non so se la prostatite è batterica e ha sempre i soliti batteri e di conseguenza ci sono degli antibiotici standard...ma una cosa è certa ed è quella che senza esaminare i batteri (se ci sono) mi sembra un po' superficiale dare gli antibiotici.

Se io fossi medico farei fare al paziente ovviemente l'esplorazione rettale,in caso di bisogno l'ecografia trans-rettale,spermiogramma,spermiocoltura e in caso di nessun rilevamento e di continui fastidi farei fare un massaggio prostatico...in base a ciò che uscirebbe con l'antibiogramma sceglierei l'antibiotico.
Ma non tutti fanno questo.
Comunque secondo lei se facessi la cura con supposte topster andrebbe bene?
Intendo eliminando l'antibiotico.
Sul link che mi ha mandato ho letto che statisticamente, nella maggior parte dei casi in cui la colica è causata da un piccolo calcolo, questo si trova già nella parte più bassa dell’uretere, dove vi sono dei punti già fisiologicamente meno compiacenti, come in particolare il meato, In questi casi, posto che si tratti di calcoli mediamente non superiori ai 6 mm è indicato associare alla terapia antidolorifica uno o più farmaci in grado di “facilitare” la progressione del calcolo lungo l’uretere. Oggi la combinazione che si è rivelata più efficace è quella tra un cortisonico (es. deflazacort - Deflan®) ed un farmaco della classe dei cosiddetti “alfa-litici” (es. tamsulosina), questi ultimi abitualmente utilizzati per trattare i disturbi urinari legati all’ingrossamento della prostata.


Quindi dato che io ho problemi di prostata e di calcoli non sarebbe perfetto utilizzare un farmaco degli alfa-litici ve un cortisonico? il topster è un cortisonico vero?

[#9] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
il Topster è un cortisonico in supposte, una formulazione molto particolare che si presume essere meno efficace nell'utilizzo "espulsivo". Ottima scelta la tamsulosina, di certo il farmaco potenzialmente più efficace in questi casi.
Tenga comunque conto che i calcoli negli ultimi 2-3 cm dell'uretere in genere vengono evidenziati chiaramente dall'ecografia.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#10] dopo  
Utente 173XXX

Gentile dottore,
la tamsulosina in questo caso come potrei usarla?
Il topster 2 anni fa è stato il farmaco che mi ha fatto passare più la prostata.
Io non accuso sintomi tanto fastidiosi,sento alcuni bruciori nella zona perineale
e a volte dolori (ma solo in alcuni periodi),ho un getto normale di urina,e nel periodo che avverto bruciori perineali nel liquido seminale trovo corpuscoli neri tipo peletti.
Quasi come se la prostata talmente infiammata staccasse questi corpuscoli.
Questo mi accade maggiormente nel mese di ottobre e nel mese di maggio.
Mi accade soprattutto quando faccio una vita sedentaria stando troppe ore al computer senza uscire.
Quando in questi periodi assunsi topster notai che i corpuscoli nel liquido seminale dopo 5 giorni sparivano insieme ai bruciori.
In questo momento non so che scelta fare.

[#11] dopo  
Utente 173XXX

Salve volevo dire che subito dopo l'esplorazione rettale ho sintomi che prima non esistevano.
Durante la fase di esplorazione l'urologo pressava la prostata e io accusavo la sensazione come se dovevo urinare(l'urologo mi ha detto che era il mio liquido seminale),a quel punto dicevo all'urologo di terminare l'esplorazione,ma esso continuava con insistenza.
Finita l'esplorazione mi ha detto se mi sentivo la vescica più rilassata,ma in realtà non avevo mai avuto problemi alla vescica.
Da quel momento in poi sono aumentati i dolori nella zona perineale,ho bruciori anali e ogni tanto avverto quella sensazione che avvertivo durante l'esplorazione come se il liquido seminale uscisse da solo.
Queste sensazione non le avevo mai provato prima.
Accuso diarrea e mi viene la sensazione come se dovessi andare di corpo e la sensazione si irradia fino ai testicoli.
Inoltre prima durante la menzione avevo un notevole flusso di urina nel senso che l'urina aveva una notevole pressione mentre ora ci mette un po' per partire e inizia a gocce,non ha pressione e termina a gocce.
Prima avevo a periodi dolori perineali e corpuscoli neri nel liquido seminale ora invece ho una serie di sintomi mai accusati prima.

[#12] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
il "massaggio" prostatico è una tipica manovra utile a ridurre la congestione della ghiandola, ma se vi è veramente una infiammazione in corso non c'é da stupirsi se i sintomi si accentuano transitoriamente. Dovrebbe ritornare tutto entro limiti accettabili nel gioro di qualche giorno, in questo il cortisonico in supposte potrebbe esserle utile.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#13] dopo  
Utente 173XXX


Grazie.
Ieri ho iniziato ad assumere Topster mattina e sera.
Intanto posso fare spermiocultura e altro per vedere i batteri e in futuro qualora ce ne fosse bisogno potrei aggiungere l'antibiotico a cura in corso?
Devo partire per forza la cura topster e antibiotico insieme o magari fra 10 giorni posso aggiungere l'antibiotico?
Grazie in anticipo.

[#14] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
è senz'altro opportuno eseguire la spermiocoltura ed intepretarne i risultati con molta attenzione e senso critico, considerata l'elevata percentuale di falsi positivi dovuti a contaminazione.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#15] dopo  
Utente 173XXX

Grazie chiedo le ultime due cose prima di aggiornare eventuali novità fra un mese.
1)Come già detto prima posso iniziare la cura con Topster e aggiungere in corso l'antibiotico se risulta il batterio?
2)Ho comprato le bustine Breaston per la calcolosi,posso prenderle insieme al topster?
Possono coesistere insieme?

[#16] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
1) Può fare così;
2) A nostro giudizio, lei non ha alcuna necessità di questo integratore in questo momento.

Saluti

Dr. Paolo Piana
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[#17] dopo  
Utente 173XXX

Gentile dottore,
vorrei chiederle una informazione riguardo all'espulsione dei calcoli.
Solitamente durante la fase di espulsione i calcoli si notano nell'urina?
Chiedo questo perchè in questi giorni sto controllando l'urina e non vedo nulla.
Ciò significa che non ho rimosso nulla?
Ho chiesto questo in attesa dell'esame ecografico che farò fra 10 giorni.
La ringrazio ancora.
Saluti.

[#18] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Getile Signore,
nel maschio l'espulsione di calcoli ramite le basse vie urinarie viene avvertito nella maggioranza dei casi con qualche modesto fastidio/briciore. Peraltro non è così infrequente che calcoli anche di discrete dimensioni "scompaiano" senza alcun preavvertimento. Recuperare il calcolo è comunque sempre una circostanza favorevole per due motivi:
- si tratta della prova che l'espulsione è realmente avvenuta, pertanto non vi è più bisogno di controlli a breve termine;
- il calcolo può essere sottoposto ad analisi fisico-chimica; da questa non traggono in genere dettagli di essenziale importanza, costituisce comunque un utile complemento alla diagnosi.
Rimaniamo dunque in fiduciosa attesa, sperando che della prossima ecografia non vi sia necessità.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#19] dopo  
Utente 173XXX

Gentile dottore,
chiedo un ulteriore curiosità riguardo ai metodi di indagine per i calcoli renali.
Se l'ecografia non andrà bene (premetto che ancora non l'ho fatta) oltre a Tac e la "vecchia urografia" (sconsigliata),potrebbe andare bene anche la risonanza magnetica?
Non è meglio della TAC dato che non emette radiazioni?

[#20] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
oggigorno la TAC senza mezzo di contrasto è l'indagine più completa ed affidabile per lo studio della calcolosi delle vie urinarie. La risonanza magnetica è ottima per valutare altri tipi di problema.

Saluti
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[#21] dopo  
Utente 173XXX

Gentile dottore,
sarà che sono un po' ipocondriaco, ma mi sto preoccupando tantissimo per questa dilatazione al rene.
Alla prima ecografia (quella che ho postato su questo forum) mi avevano trovato questa benedetta idronefrosi;ora 2 giorni fa ho ripetuto l'ecografia dal mio medico curante.
Quest'ultimo mi ha trovato la solita dilatazione e si è limitato a dire che è molto evidente.
Il primo ecografo,cioè quello che mi aveva diagnosticato l'idronefrosi aveva sprecato in modo superficiale solo 5 minuti del suo tempo per farmi l'ecografia.
Nello studio c'erano minimo 10 persone che facevano la fila.
Ho pagato 100 euri per 5 minuti superficiali.
Purtroppo ho la sfortuna di vivere nella peggiore città (Crotone) d'Italia a livello di sanità e oltretutto non credo proprio nel valore di alcuni dottori che occupano i posti migliori.
Di conseguenza a ogni acciacco,anche per una semplice ecografia, sono costretto a "migrare" altrove.
Sarà la mia mancanza di fiducia nella sanità calabrese?Sarà la mia ipocondria? Sarà la mia pseudo saggezza? Bho non lo so!!!
So solo che vorrei salire al nord per una semplice ecografia .
Mi son fatto un po' i calcoli e tra aereo,hotel e costo ecografia spenderò 450 euro!!!
Ne vale la pena o troverò qualcuno superficiale che in 4 minuti mi liquiderà?
Questo è il mio dilemma.
Non so proprio che fare!
Accetto consigli.

[#22] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
quasi tutti noi faremmo la firma per avere 10 persone in sala d'attesa pronte a pagare quella cifra per una prestazione di cinque minuti. A fronte dell'emissione di regolare parcella, su questo non si discute ... non vogliamo credere che Antonio Albanese abbia veramente ragione!
Scherzi a parte, nella sua situazione (conferma di evidente dilatazione) e con il suo coinvolgimento emotivo le sconsigliamo vivamente di ripetere una ulteriore ecografia, perdipiù sobbarcandosi un viaggio "della speranza", ma di passare senza dubbio alla TAC senza mezzo di contrasto, che a fronte dell'esposizione ad una certa quantità di radiazioni è in grado però di darci immediatamente una risposta inequivocabile.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#23] dopo  
Utente 173XXX

Gentile dottore,
ho fatto una ulteriore ecografia sperando in esito buono per evitare la TAC.

04/10/2013
Questo è l'esito:
EO:Giordano negativo bilateralmente.
Punti ureterali non dolenti.
All'etg.Rene destro nella norma. A sinistra si evidenziano aree anecogene plurime apparentemente non comunicanti.
Vescica:depleta
Prostata:nella norma.


Giusto per completare le riscrivo l'esito del 11/10/2013.
Rene SN nei limiti volumetrici con modesto edema parenchimale ed idronefrosi di secondo grado.
Non visibili attualmente formazioni litiasiche endocaliceali.

Cosa mi suggerisce?
Cosa sono le aree anecogene plurime apparentemente non comunicanti?

[#24] dopo  
Utente 173XXX

Specifico che l'ecografia del medico curante non l'ho scritta nel post precedente in quanto è priva di referto e di attendibilità dato che il medico curante non è nè ecografo nè specializzato.
Quindi le chiedo di prendere in considerazioni le uniche 2 ecografie segnalate al post precedente.
La ringrazio ancora.

[#25] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
sebbene espressi in termini diversi, i referti delle ecografie si riferiscono grosso modo alla medesima situazione, che - come abbiamo già ripetutamente affermato - l'ecografia non è in grado di chiarire in modo inequivocabile. Ci pare di esser già stati sufficientemente categorici su quale sia il da farsi, almeno a nostro giudizio.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#26] dopo  
Utente 173XXX

Grazie.L'urologo di oggi però mi ha detto che non ha trovato idronefrosi .
Presume delle formazioni di cisti.
Poi mi ha ripetuto che qualora dovesse esserci l'idronefrosi sarebbe talmente lieve da non essere di primo grado e ,ripeto,mi ha detto di non aver trovato dilatazione.

[#27] dopo  
Utente 173XXX

Il dottore mi ha consigliato l'urografia,ma dalle risposte avute su questo post e da ricerche fatte su google (http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/352792-dilatazione_delle_cavita_caliceali_urografia_o_tac.html ) ho capito cosa,lei,pensa dell'urografia. Comunque ora vedrò cosa scegliere,anche se opterei per la TAC.
Se devo espormi a queste radiazioni,ormai inevitabili per indagare sul mio problema,credo di salire al nord per andare sul sicuro.

Non posso prendermi il rischio di fare una TAC sbagliata.
Dato che ormai devo farla,la farò buona.
Dico questo perchè ho mancanza di fiducia totale della sanità calabrese.

[#28] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
infatti ... il prossimo ecografista cui lei continuerà a sottoporre i suoi reni potrebbe tirar fuor dal cilindro un'interpretazione ancora più fantasiosa! Comunque il nostro ruolo è puramente consultivo, lei fa benissimo a seguire le indicazioni poste dal nostro Collega che la sta seguendo, che dispone dell'ineguagliabile vantaggio di conoscerla direttamante e - soprattutto - poterla visitare.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#29] dopo  
Utente 173XXX

Gentile dottore,
se io ho instaurato questa discussione chilometrica con lei è esclusivamente per il motivo di ricevere risposte esaustive e soddisfacenti.
Noto la preparazione dettagliata nelle risposte che ricevo e nelle ricerche che faccio su google.
Sono un autodidatta che a volte studia anche per ore argomenti di medicina e nelle sue risposte,come già detto ,effettivamente riscontro quello che leggo; di conseguenza ho instaurato questa durevole conversazione (soprattutto grazie alla vostra disponibilità)per il semplice motivo della fiducia.

Sono un tipo che osserva troppo i dettagli e non resto soddisfatto mai delle visite ricevute.

Se per esempio,leggo che la prostatite provoca dolori ai fianchi e poi raccontando all'urologo tale sintomatologia,non riscontro una risposta omogenea a quello che ho letto,allora perdo fiducia totale del medico.
In lei,come già detto e ridetto,ho acquistato fiducia per il motivo delle risposte soddisfacenti.

Non so se lei l'avrà capito,ma ho esitazioni a fare la tac o l'urografia perchè so benissimo del pericolo radiazioni.

Se per ipotesi assurda,avessi la possibilità di fare una ecografia dal costo di 1000 euro che mi scongiurasse la TAC io la farei.

Non dico ciò perchè sono ricco (anzi...l'esatto contrario)ma perchè per me vale più la mia salute che i soldi.

Proprio per questo ho fatto questa ecografia,esattamente a distanza di 23 giorni l'una dall'altra (lei aveva detto 15gg).

Per questo volevo andare al nord,al miglior ospedale a fare una ecografia a colpo sicuro.

Oggi per esempio,l'urologo mi ha fatto una ecografia di 5 minuti,senza usare il gel.

E non so se per colpa di queste persone,fantasiose o no,mi ritrovo a prendere radiazioni (TAC) senza motivo.


[#30] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
se lei così tanto si formalizza sul rischio di esposizione alle radiazioni di una sola TAC, speriamo bene che non abbia mai fumato, non abbia mai ecceduto negli altri piaceri della vita, non si esponga alle correnti d'aria, non faccia il bagno in mare con la bandiera rossa issata ... e ... dobbiamo andare ancora avanti per molto?
Guardi, noi non commerciamo in apparecchi TAC nè facciamo a mezzo con i nostri Colleghi radiologi che eseguono questi esami per 1000 Euro. Desideriamo solo che le persone assistite possano ottenere delle risposte inequivocabili entro tempi accettabili.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#31] dopo  
Utente 173XXX

Poi non capisco una cosa:
se il primo mi ha detto di avere l'idronefrosi e adesso non mi è stata trovata ed esso dice di ipotizzare cisti per quale motivo dovrei fare l'urografia?

E queste cisti da dove sono spuntate in 22 giorni?
E l'idronefrosi non rilevata alla Ecografia perchè potrebbe rilevarsi alla Tac mentre sfugge alla Ecografia?
Se era una idronefrosi di secondo grado possibile che sfuggiva all'ecografia?
Queste sono le domande che mi faccio.

[#32] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
è giusto che lei si faccia delle domande, però dovrebbe anche far tesoro delle nostre risposte. Talora la dilatazione delle cavità del rene, che (anche se in modo errrato - ma su questo non ci dilunghiamo) viene definita idronèfrosi, può essere confusa all'indagine ecografica con la presenza di cisti renali multiple. Diciamo a ragione "confusa", poiché le cisti renali non possono comparire tutt'a un tratto mentre invece la dilatazione può aumentare o ridursi a seconda dell'entità dell'ostacolo al deflusso delle urine. La nostra esperienza ci porta ad avere pochi dubbi sul fatto che l'ipotesi della dilatazione sia molto più verosimile, ma altrettanto che solo l'indagine radiologica sia in grado di chiarire ogni dubbio ma SOPRATTUTTO di evidenziare la possibile causa della dilatazione, qualora essa sia ancora presente, come assai probabile nel suo caso.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#33] dopo  
Utente 173XXX

Grazie,faro sicuramente la TAC al più presto possibile.
Ora con questa spiegazione mi è più chiaro tutto.
Queste cisti multiple possono essere confuse con la dilatazione che nel mio caso è più plausibile.
Inoltre con l'indagine radiografica potrà essere individuato qualche calcolo sospetto,che causa la dilatazione.

Ma in caso di cisti potrebbero essere più gravi della dilatazione?
E questa dilatazione se è stata confusa vuol dire che non è tanto evidente o no?

[#34] dopo  
Utente 173XXX

Gentile dottore,
fra una settimana dovrò fare la TAC.
Ho letto in rete che l'utilizzo della TAC in dosi cumulative di 50 mGy può triplicare il rischio di leucemia e intorno ai 60 mGy può aumentare di tre volte anche il rischio di tumori cerebrali.
Io ho fatto già 7 TAC più radiografie e urografie in passato.
Tre alla testa nel 2000 (tra cui 2 in poche ore perchè la prima l'avevano sbagliata),e 3 per controllare nei mesi successivi. Poi altre le avevo fatto da bambino credo.
Se una TAC è in media 6-8 mGy più le radiografie io supero i 70 mGy.
Se ancora è evitabile tenterò una ulteriore ecografia e sposterò la prenotazione della TAC a 15 giorni ,sperando in un buon esito dell'ecografia .

[#35] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
i medici danno consigli in base alla loro cultura ed esperienza, ma sostanzialmente i pazienti sono poi liberi di fare quanto credono. Le auguriamo di poter risolvere la situazione come lei ritiene opportuno, ovviamente il nostro consulto si interrompe qui.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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