Utente 613XXX
Buongiorno,
all'eta' di circa 10 anni (ora ne ho 36) ho avuto un forte gonfiore (e durezza) al testicolo sinistro. La patologia fu diagnosticata come orchite e dopo qualche giorno (settimana) passo' tutto dopo delle cure che non ricordo piu' ma insieme al gonfiore e' sparito anche lo stesso testicolo. Al tatto non sento nulla ne' all'interno dello scroto ne' subito sopra per cui ne dedussi (insieme al medico di allora) che si fosse del tutto atrofizzato. Nel corso degli anni (e tuttora) non ho alcun dolore ne' sintomi strani riferibili a questa menomazione. Un po' per vergogna un po' perche' sto bene ho lasciato andare la cosa senza preoccuparmene. Cosa e' successo realmente al testicolo? e' possibile che si atrofizzi senza comportare alcun problema successivo? Devo preoccuparmene o visti i decenni ormai passati posso continuare tranquillamente a convivere solo con il testicolo destro? E' possibile inoltre che ne risenta la fertilita'? Grazie in anticipo della risposta.

[#1] dopo  
Prof. Giovanni Martino

28% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 40
Iscritto dal 2005
Gentile Utente,
non dovrebbe sottovalutare il fatto che Lei è portatore di un testicolo atrofico. Questa condizione patologica può, come Lei sospetta giustamente, sussistere senza segni o sintomi clinici eclatanti. A volte certamente senza alcun sintomo.
Di certo, però, un testicolo atrofico non può volatilizzarsi e scomparire. Quindi il residuo ghiandolare è ancora li, magari ridottissimo, ma di certo è presente.
In teoria non vi sono ripercussioni sulla fertilità e sulla normale produzione orminale che viene completamente vicariata dal testicolo residuo (a patto che questo sia perfettamnente integro ovvio) che, proprio per questo, diventa più grande (ipertrofia).
A mio parere, tuttavia, in presenza di un testicolo atrofico vi è sempre indicazione ad accertamenti clinici e strumetali mirati ad individuare e controllare le condizioni del residuo. Personalmente, nei casi appurati di atrofia, propongo l'indicazione chirurgica all'asportazione completa con successivo accurato esame istologico. Completo l'intervento, su consenso del paziente, con il posizionamento di una protesi in elastomero di silicone.
Oggi si discute molto sul potenziale rischio degenerativo di un testicolo atrofico, eventualità che come tutti sanno è ben riconosciuta all'atrofia associata a criptorchidismo. L'alternativa all'intervento sarebbe quella di un periodico controllo strutturale del residuo per via ecotomografica.
Affettuosi auguri per tutto e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
giovanni.martino@uniroma1.it

[#2] dopo  
Dr. Massimo Gai

24% attività
4% attualità
12% socialità
TORINO (TO)
ALASSIO (SV)

Rank MI+ 40
Iscritto dal 2000
Carissimo,
il mio consiglio è di eseguire in prima istanza una ecografia dell'addome e dei testicoli (normele+atrofico). Questo per valutare che la situazione anatomica addominale sia regolare, verificare la reale scomparsa del testicolo che si era ammalato e assicurarsi che il testicolo rimanente sia normale.
Fatto questo andrei da un buon urologo, mostrando la situazione e valutando assieme il da farsi.
Saluti.
Massimo Gai
Dott. Massimo Gai
Medico-Chirurgo
Specialista in Nefrologia
SCU Nefrologia

[#3] dopo  
Dr. Roberto Mallus

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
8% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
APRILIA (LT)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2003
Gentile utente,
è probabile che 26 aa fa Lei abbia sofferto di una torsione del testicolo il cui esito sia stato appunto l'atrofia testicolare.
Attualemnte a mio avviso non deve fare niente se non mantenersi ben sano il testicolo superfluo!
Cordiali saluti.
Dott.Roberto Mallus

[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto

28% attività
0% attualità
16% socialità
VICENZA (VI)
GIOIA DEL COLLE (BA)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2004
il consiglio è comunque di monitorizzare anche il testicolo atrofico nel tempo clinicamente ed ecograficamente
dr Giuseppe Benedetto
www.giuseppebenedetto.netfirms.com

[#5] dopo  
Utente 613XXX

Eccomi a proporvi l'esito dell'eco scrotale:

"didimo destro normale per sede, forma, dimenzioni e carattteri strutturali. Normale il suo epididimo.
In sede scrotale sinistra si evidenzia una immaginenodulariforme ipoecogena solida e disomogenea di circa 20mm di diametro di incerta interpretazione diagnostica; essa come prima ipotesi potrebbe riferirsi a didimo atrofizzato.
Si segnala comunque una accentuata vascolarizzazione nel suo contesto.
Regolari le guaine scrotali.
Nel contesto della testa dell'epididimo di dx si segnalano 2 piccole immagini cistiche di 2mm di diametro ciascuna."

Cosa devo fare? Ribadisco che la situazione e' questa (al tatto) da oltre 20 anni. E' necessario l'intervento, come detto dal Prof. Martino o e' sufficiente monitorare nel tempo come invece dai dottori Malus e Benedetto?

Grazie in anticipo se potrete rispondermi.

[#6] dopo  
Prof. Giovanni Martino

28% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 40
Iscritto dal 2005
Gentile Utente,
anche in virtù del referto ecotomografico, ed in aprticolare di quello flussimetrico, Le confermo il mio pensiero (che poi non è solo il mio chiaramente), che si traduce nell'asportare il testicolo atrofico, nell'esaminarlo istologicamente e nel posizionare, previo accordo del paziente, una protesi testicolare.
Auguri affettuosi e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
giovanni.martino@uniroma1.it

[#7] dopo  
Dr. Massimo Gai

24% attività
4% attualità
12% socialità
TORINO (TO)
ALASSIO (SV)

Rank MI+ 40
Iscritto dal 2000
Concordo con il Prof. Martino. Il testicolo andrebbe rimosso per molti motivi, non ultimo il rischio di sviluppo di una neoplasia in loco. Il sottovalutare il problema sarebbe un rischio.

SALUTI.

Massimo Gai
Dott. Massimo Gai
Medico-Chirurgo
Specialista in Nefrologia
SCU Nefrologia

[#8] dopo  
Utente 613XXX

Grazie per la sollecita risposta innanzitutto.
Come descritto in un altro post che avevo aperto pensando che questo, essendo vecchio, non avesse risposta, Vi chiedo le modalita' dell'intervento (durata, difficolta', rischi, degenza ecc.) e come e' possibile che a distanza di oltre 20 anni possa degenerare.

Grazie ancora della squisita disponibilita' e competenza.

[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino

28% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 40
Iscritto dal 2005
Gentile Utente,
non saprei rispondere alle Sue numerose ulteriori domande...visto che variano troppo da Struttura a Struttura...e da Medico a Medico.
Per l'ultimo quesito: si dice che la fortuna è cieca... ma anche che la sfortuna ci vede benissimo...
Davvero affettuosi auguri per tutto.
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
giovanni.martino@uniroma1.it