Utente 456XXX
Buongiorno,

Da diverso tempo ho problema di urgenza minzionale, senza incontinenza.
Esami urine ed urinocloltura negativi, tsh regolare, glucosio regolare. Fatta ecografia alla vescica che non ha riscontrato anomalie. Abbiamo escluso problema di natura neurologica sia con esame urodinamico (senza cistoscopia) che con rmn colonna dorsale. L'esame urodinamico ha evidenziato una limitata capienza della vescica: il primo stimolo ad urinare è arrivato dopo circa 50ml di soluzione fisiologica inserita, arrivati ad 180ml non riuscivo più a sopportare altro liquido, con dolore. Tale esame non ha evidenziato però contrazioni involontarie del muscolo detrusore.
Mi sono stati prescritti, nel tempo, i seguenti farmaci: Vesiker, Cistalgan e Ossibutinina.
Il Cistalgan non ha sortito effetto alcuno, con il Vesiker mi era diminuito il flusso urinario ma non la frequenza dello stimolo.
Con l'Ossibutinina (5mg 1/ cpr 2 volte al giorno) faccio molta molta fatica ad urinare pur avendo lo stimolo (questa notte mi sono svegliata 3 volte con bisogno di urinare senza riuscire a fare praticamente nulla). Sto prendendo il farmaco da 1 settimana ed al momento non si sono allungati i tempi tra una minzione e l'altra ma solamente faccio più fatica ad espellere l'urina.
Mi chiedevo se questo sintomo di ritenzione urinaria è normale e passeggero e devo continuare a prendere il farmaco in attesa che faccia effetto oppure devo sospendere.
Sono molto avvilita perché i farmaci provati finora non mi hanno aiutata
Grazie dell'attenzione

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Il suo pare dunque essere un problema di eccessiva sensibilità vescicale piuttosto che di contrazione eccessiva, non stupisce quindi che i comuni farmaci utilizzati genericamente nell'urgenza minzionale non sortiscano l'effetto desiderato. Da quanto ci riferisce, non parrebbe utile insistere molto oltre, comunque ne deve parlare con il Collega che le ha prescritto la terapia. Noi riteniamo che la valutazione dovrebbe essere completata con una buona cistoscopia in sedazione per definire meglio la diagnosi. Vi sono altre possibilità per ridurre la sensibilità vescicale (es. idrodistensione forzata, trattamenti con acido ialuronico, eccetera), ma prima la diagnosi deve essere confermata al di là di ogni possibile dubbio.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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