Utente 358XXX
Mio figlio ha otto anni e soffre di enuresi notturna, si bagna quasi tutte le notti. Lo scorso anno siamo stati in un ospedale pediatrico in cui é stato sottoposto a vari accertamenti ed é emerso che non ha ancora sviluppato l’ormone che regola la quantità notturna di urina ma anche un’iperattività vescicale che però di giorno non dà alcun sintomo.
Ha fatto terapia per sei mesi associando demopressina ed ossibutina poi ridotte a scalare. Durante la terapia completa non si é più bagnato, quando siamo passati alla sola demopressina ha ricominciato per poi riprendere al solito ritmo quando abbiamo interrotto del tutto la terapia.
Ci hanno suggerito di fare un altro ciclo ma siamo un po’ perplessi sia per i possibili effetti collaterali sia perché ci chiediamo sé questa sia una terapia solo sintomatica o anche curativa, d’altra parte per il bambino diventa sempre più difficile psicologicamente affrontare la cosa.
C’é altro che possiamo fare? Abbiamo provato anche a svegliarlo durante la notte e ad accompagnarlo in bagno ma con scarsi risultati.
Ci hanno detto che è un problema di maturazione...ma che tempi ci potrebbero essere? In famiglia che noi sappiamo, il nonno ha avuto un problema simile da piccolo ma purtroppo non c’ è più e non sappiamo quando si è risolto.
So che ci sono problemi ben più seri ma il bambino comincia a vivere la cosa con imbarazzo e come una limitazione (niente inviti dai compagni, notti dai cuginetti, campi estivi ecc.)

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettrice,

problema complesso e non sempre chiaro quello dell'enuresi infantile.

Comunque , se desidera avere altre notizie più dettagliate su tale problematica urologica, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

https://www.medicitalia.it/news/urologia/3816-enuresi-bambino-fa-pipi-letto-fare.html

Detto questo si ricordi comunque che sempre la visita medica specialistica diretta rappresenta il solo strumento diagnostico per poterle dare poi eventualmente, quando possibile, un’indicazione terapeutica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
http://www.andrologiamedica.org
http://www.centrodemetra.com