Utente 150XXX
Buonasera Dottore,
a seguito di un grave infortunio sul lavoro mio padre (anni 75) ha subito due interventi chirurgici
(un primo per eliminare un coagulo di sangue che comprima il midollo spinale a livello della
5/6 vertebra del collo e l'altro per l'inserimento di una placca a causa della rottura del disco.
In questi due mesi di ospedalizzazione è stato inserito un catetere vescicale.
Il primo tentativo fatto un mese fa di rimozione catetere non è andato a buon fine.
Qualora anche il secondo tentativo vada male che tecnica o farmaci è possibile utitlizzare per
per permettere alla vescica di tornare a urinare senza l'ausilio del catetere?
Grazie per l'attenzione
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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E' abbastanza difficile che il problema sia unicamente vescicale, considerata l'età di suo padre. Più probabile che vi sa una discreta componente (se non unica) dovuta ad una ostruzione delle basse vie urinarie di tipo prostatico. L'approccio più comune è quello di iniziare già con il catetere in sede a somministrare farmaci che facilitino la minzione (alfa litici come tamsulosina ed altri). Se poi sorgesse il dubbio che vi sia anche una scarsa contrazione della vescica (di tipo neurologico visti i recente problemi?), bisognerà indagare oltre con una indagine urodinmica. E' comunque necessario che la situazione venga valutata direttamente da un nostro Collega specialista in urologia, che sia in grado di interpretare bene la situazione ed indirizzare il corretto approcco diagnostico e terapeutico.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 150XXX

La ringrazio Dottore per la sua attenzione.
Mio papà a causa di un ipertrofia prostatica benigna assume già da tempo silidosina e finestaride.
Avevo chiesto ai dottori se una prostata ingrossata potesse
dare problemi tolto il catetere a tornare a urinare, ma hanno detto che una prostata ingrossata non influisce.
Nel senso che se prima con i farmaci urinava bene anche
ora dovrebbe farlo. Però il primo tentativo non è andata bene e questo mi preoccupa.
Che cosa si intende per indagine urodinamica?

Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L’indagine urodinamica serve a valutare con precisione la,funziine urinaria e definirne gli eventuali difetti. In base alle notizie che lei non ci aveva fornito in precedenza (ma che noi abbiamo sospettato) il problema pare più facilmente ostruttivo e percorre una evoluzione abbastanza frequente. In genere si tenta almno una seconda volta lo,svezzamento dal catetere vescicale e solo in seguito si confermano le eventuali indicazioni operative.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza

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Uno dei "trucchi" per riabituare la vescica a contrarsi dopo che per un lungo periodo con il catetere si "è abituata" a non farlo potrebbe consistere nel tenere chiuso il catetere per alcune ore , in modo che la vescica ri riempia un po'ed aprirlo, facendo uscire le urine, solo quando il paziente percepisce uno stimolo.
Le prime volte se dopo 5-6 ore il paziente non percepisce alcuno stimolo è bene comunque togliere il tappo e fare uscire le urine.
questa "ginnastica" vescicale effettuata per alcuni giorni potrebbe portare il paziente a sentire lo stimolo di svuotare la vescica dopo 2-3 ore. Solo allora si può fare un tentativi di rimuovere il catetere chiaramente organizzati in modo di poterlo rimettere se dopo 5-6 ore non fosse uscita urina
Spesso si riesce a risolvere un problema che in seguito dovrà richiedere scelte farmacologiche o chirurgiche
cari saluti
Dott. Diego Pozza
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[#5] dopo  
Utente 150XXX

Buonasera Dottore,

è stato fatto il secondo tentativo però senza esito positivo
E' stato tolto al mattino ma alle tre di pomeriggio mio padre accusava un forte dolore alla pancia e quindi è stato rimesso il catetere.
Hanno detto che per ora non faranno più tentativi per evitare di danneggiare i reni e che eventuale esame
urodinamico verrà preso in considerazione tra un mese.
Ma così mio padre sarà già al terzo mese di catetere
in questo modo la situazione peggiorerà ancora perchè la vescica continuerà ad essere non stimolata.
Presto ci dimetteranno, (è ricoverato già da due mesi)
non ci sono esami particoli per capire se è un problema neurologico? Alla fine hanno fatto solo due tentativi e
non hanno ancora chiesto un consulto urologico..ho
provato a chiedere ma le risposte sono quelle ho sopra
scritto.
Grazie per la sua attenzione

[#6] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Certamente una valutazione specialsitica diretta sarebbe utile per inquadrare il caso, ma difficilemente potrebbe portare a risultati funzionali diversi. Due tentativi di svezzamento dal catetere costituiscono la pratica comune. Più che altro, lo specialsita avrebbe la competenza per giudicare se sia proponibile, invece del catetere a dimora, la pratica dei cateterismi ad intermittenza. Le indicazioni all'indgine urodinamica sono comunque corrette, noi ne avevamo accennato nel nostro precedente contributo.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#7] dopo  
Utente 150XXX

Buongiorno Dottore,
sono nuovamente a scriverLe perchè nei giorni scorsi abbiamo eseguito l'esame urodinamico in seguito all'infortunio di mio padre avutosi lo scorso anno
Riporto quanto scritto a giugno 2018:
"a seguito di un grave infortunio sul lavoro mio padre (anni 75) ha subito due interventi chirurgici
(un primo per eliminare un coagulo di sangue che comprima il midollo spinale a livello della
5/6 vertebra del collo e l'altro per l'inserimento di una placca a causa della rottura del disco.
In questi due mesi di ospedalizzazione è stato inserito un catetere vescicale."
Attualmente (anno 2019) è portatore di catetere vescicale a dimora che gestisce con il tappo. E' stato messo in quanto dopo un mese dalla rimozione presentava ritenzione urinaria acuta.
Ora a distanza di tanti mesi abbiamo eseguito l'esame urodinamico e questo è il referto:
FASE DI RIEMPIMENTO: Sensibilità vescicale propriocettiva conservata,compliance nei limiti, capacità funzionale ridotta a circa 200ml per la comparsa di iperattività detruaoriale che raggiunge un ampiezza superiore a 40ml.
FASE DI SVUOTAMENTO: non ottenuta nonostante una contrazione del detrusore di 100 cm H20.
Conclusioni: ostruzione cervico-uretrale
In sostanza il dottore ha detto che la vescica non è paralizzata ma risponde ai comandi.
Io però non riesco a capire, prima dell'incidente mio padre stava bene non aveva problemi urinari. Aveva una ipertrofia prostatica benigna curata con i farmaci ma riusciva ad urinare senza problemi. Il tutto è iniziato con
l'incidente e l'inserimento del catetere in ospedale.
Può spiegarmi meglio l'esito del referto? Cosa significa
FASE DI RIEMPIMENTO: Sensibilità vescicale propriocettiva conservata,compliance nei limiti, capacità funzionale ridotta a circa 200ml per la comparsa di iperattività detruaoriale che raggiunge un ampiezza superiore a 40ml.
FASE DI SVUOTAMENTO: non ottenuta nonostante una contrazione del detrusore di 100 cm H20.

Grazie in anticipo per l'attenzione.

[#8] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non si tratta di una vescica neurologica e questo è già un gran risultato per un soggetto che ha avuto un trauma alla colonna vertebrale. L'indagine evidenzia una ostruzione, che ora bisognerà decidere come trattare, se almeno inizialmente con farmaci, ovvero sia il caso di pensare ad un intervento endoscopico disostruttivo. Questo ovviamente a carico del vostro urologo di riferimento.
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[#9] dopo  
Utente 150XXX

Grazie Dottore per la sua risposta. Ma come si fa a capire che cosa può ostruire? Può essere un calcolo? la prostata? Però prima non aveva questi problemi e invece con l'infortunio perchè tutto è cambiato?
Immagino che sia difficile dare una risposta, però penso che se non avesse avuto l'infortunio mio padre stava bene.
Forse tanti mesi in ospedale con il catetere, dato che era fermo a letto, hanno peggiorato il problema della prostata.
L'esame della prostata aveva evidenziato una prostata ingrossata ma non da operare.
Grazie mille per la sua gentilezza.

[#10] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Molto probabilmente la,causa è la prostata. Verosimilmente l’infortunio ha scompensato una situaziine già inizialmente alterata in precedenza.
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[#11] dopo  
Utente 150XXX

Buongiorno Dottore,
ma quindi con un ecografia alla prostata si riesce a vedere
l'occlusione? L'urogolo aveva parlato di un esame particolare uretrocistoscopia. Però la prostata noi l'abbiamo sempre valutata con la semplice ecografia e
vorrei evitare altri esami invasivi per mio papà dato che ormai abbiamo vissuto in ospedale/riabilitativo per quasi un anno.

[#12] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'oppotunità di una valutazione endoscopica può essere definita solo dal nostro Collega che si sta interessando direttamente al caso.
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[#13] dopo  
Utente 150XXX

Buonasera Dottore,
ho parlato con l'urogolo che segue il caso di mio papà
e ha riferito che il problema è neurologico, e se anche
con la cistoscopia risultasse che c'è un'ostruzione non
è detto che eliminandola possa tornare ad urinare senza
catetere, in quanto la vescica è iperattiva e quindi il
comando del muscolo detrusore si apre e chiude in
maniera non controllata a quello dello stimolo di urinare
cioè tra i due comandi non c'è corrispondenza
Ieri invece abbiamo parlato con il neurochirurgo che l'ha
operato e ha detto che è impossibile che un ematoma
epidurale che comprimeva il midollo spinale a livello della
5/6 vertebra del collo quindi nella parte alta possa dare
questo tipo di problema anche perchè ora il canale del
midollo è aperto.
Ma cosa dobbiamo fare? Il problema è o no nuerologico.
Le riscrivo l'esito dell'esame urodinamico:
FASE DI RIEMPIMENTO: Sensibilità vescicale propriocettiva conservata,compliance nei limiti, capacità funzionale ridotta a circa 200ml per la comparsa di iperattività detruaoriale che raggiunge un ampiezza superiore a 40ml.
FASE DI SVUOTAMENTO: non ottenuta nonostante una contrazione del detrusore di 100 cm H20.
Conclusioni: ostruzione cervico-uretrale
In sostanza il dottore ha detto che la vescica non è paralizzata ma risponde ai comandi.
Io però non riesco a capire, prima dell'incidente mio padre stava bene non aveva problemi urinari. Aveva una ipertrofia prostatica benigna curata con i farmaci ma riusciva ad urinare senza problemi. Il tutto è iniziato con
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Può spiegarmi meglio l'esito del referto? Cosa significa
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FASE DI SVUOTAMENTO: non ottenuta nonostante una contrazione del detrusore di 100 cm H20.

Grazie per la sua attenzione

[#14] dopo  
Dr. Paolo Piana

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È necessario premettere un concetto non semplice da comprendere. Vi sono in medicina accertamenti che possono essere interpretati da qualsiasi medico che ne abbia la competenza, anche a distanza di tempo dalla loro esecuzione (es. radiografie, TAC, esami di laboratorio, eccetera) e vi sono invece accetamenti che possono essere valutati solo da chi li sta eseguendo in quel momento (es. ecografie, indagini urodinamiche, eccetera). Pertanto, per questo secondo gruppo di indagini, bisogna riporre fiducia assoluta in chi le ha eseguite. In particolare, l’indagine urodinamica per essere affidabile deve essere eseguita da un operatore di grande esperienza, utilizzando un apparecchio ed accessori in ottime condizioni di funzionamento. Su questi dati, lo specialista basa le sue indicazioni, che possono anche avere molto peso sulla qualità di vita del paziente. Noi, dalla nostra posizione a distanza, non abbiamo ovviamente modo di sincerarsi di quanto sopra, pertanto diamo per scontato che i dati che ci vengono riferiti siano affidabili. Dandole per buone, le conclusioni dell’indagine urodinamica del caso in esame porterebbero dunque a definire un quadro di vescica ostruita con componente di instabilità, che quasi sempre si accompagna all’ostruzione (questo è il motivo per il quale questi pazienti prostatici urinano con difficoltà, ma al tempo stesso sovente riferiscono stimoli imperiosi). In sintesi, non ravvediamo i segni di una vescica neurologica, che piú sovente s’accompagna a lesioni complete del midolo spinale. Nelle situazioni ostruttive, lo scompenso può presentarsi anche in modo imprevedibile, senza cause apparenti, pertanto a maggior ragione in occasione di stress psico-fisici quali il frangente in cui è stato necessario inserire il catetere.
Dr. Paolo Piana
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