Utente 153XXX
Gentili dottori,
in attesa di procedere a consulto urologico, vorrei vostro consulto sul mio caso.
Ho 34 anni e dall'adolescenza il mio pene manifesta una curvatura di pochi gradi nel terzo distale, verso sinistra.
Verosimilmente, la causa è legata a traumatismo autoerotico, legato agli anni dell'adolescenza (mai emorragie, né lesioni, ecc. solo alcune teleangectasie superficiali sull'asta con stasi venosa (trombosi?)).
Aggiungo che ho un varicocele sostanzialmente asintomatico con spermiogramma negativo e che la prostata è ecograficamente in buono stato di salute. Non fumo, né bevo, sono normopeso, ho regolare attività sessuale.
Venendo al caso, la leggera curvatura determina una minzione con flusso apparentemente normale ma talvolta non lineare, sgocciolamento finale con necessità di contrazione muscolare per ultimare il flusso. Per intenderci, se non premessi con la mano l'uretra nella sua lunghezza a flusso terminato, perderei ancora delle gocce. Anche l'eiaculazione risulta talvolta rallentata, dipendendo anche da come oriento l'organo.
Sia minzione che eiaculazione direzionano il getto verso sinistra, il lato della leggera deviazione. Solo tenendo l'asta manualmente riesco a direzionare centralmente.
La mia sensazione è che il canale uretrale sia più o meno stenotico e che ne risenta anche della leggera deviazione.
Vorrei una vostra opinione e vorrei sapere, se si confermasse una diagnosi del genere, quali sono le opzioni terapeutiche.
Grazie anticipatamente.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Le deviazioni del pene sono di interesse medico/chirurgico solo quando comportano un importante impaccio o dolore all'attività sessuale. Le deviazioni del flusso urinario non sono da considerare, perché facilmente controllabili manualmente, tando da non rendere ragionevole alcun tipo di trattamento. Peraltro, parte di quanto ci riferisce non è certamente dovuto alla (leggera) deviazione dell'uretra, quanto piuttosto ad altre minime alterazioni di calibro (stenosi dell'uretra? sclerosi del collo vescicale?). Sarà appunto compito del nostro Collega che l'avrà in cura valutare, e molto probabilmente escludere, queste alterazioni utilizzando gli accertamenti più opportuni.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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