Utente 490XXX
Buonasera, volevo brevemente sottoporre il mio caso e chiedere un consulto: circa due anni fa ho effettuato una litrotrissia extracorporea che mi ha comportato un'ostruzione del'uretere ed idronefrosi e dopo circa 7 mesi ho effettuato una Rirs per la rimozione del calcolo con posizionamento di stent... dopo altri 4 mesi ho dovuto fare un altra rirs per togliere altri calcoli nel calice e l'urologo mi informava di aver incontrato una stenosi ureterale che ad oggi mi crea un ostruzione ed idronefrosi di 3 grado. Dopo aver effettuato una scintigrafia renale che evidenza un ritardo escretorio mi è stato proprosto di effettuare l'intervento chirurgico a cielo aperto con tutti i rischi che può comportare... a questo punto volevo un consulto da voi esperti sul tipo d'intervento per la resezione della stenosi e sulla possibilità di impiantare una protesi a lunga permanenza e valutarne il beneficio. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Il trattamento delle stenosi dell'uretere è molto problematico, poiché non esiste alcun rimedio certamente in grado di risolvere definitivamente il problema. Molto dipende dal livello della stenosi. Se questa è nella parte inferiore dell'uretere, si potrebbe considerare l'inserimento di una endoprotesi metallica settoriale a lunga permanenza (8-12 mesi) a scopo modellante. Nella parte superiore dell'uretere si potrebbe invece pensare ad una sezione laser del restrimgimento, seguita dall'inserimento di uno stent (doppio j) per qualche mese. L'intervento chirurgico è da ritenere l'ultima possibilità, e non sempre risolutiva.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 490XXX

Grazie mille dottore per il consiglio... al momento non sappiamo ancora precisamente dove è collocata la stenosi perché sulle uro-tac effettuate non si riesce ad intravedere. Venerdì farò urografia su consiglio dell'urologo sperando che si possa vedere qualcosa in più ! Mi hanno parlato della possibilità di impiantare un endoprotesi Allium in grado di mantenere in sede fino a 2-3 anni ed efficace proprio per le stenosi ureterali. Voi l'avete mai utilizzata ?

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Le ricostruzioni delle immagini TAC permettono in genere di evitare l’urografia, che oggi è un’indagine radiologica desueta. Nel nostro precedente contributo abbiamo fatto riferimento alle endoprotesi che lei cita, ve ne sono in effetti vari modelli con efficacia paragonabile. Le indicazioni vanno comunque poste con molta attenzione.
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[#4] dopo  
Utente 490XXX

Buonasera dottore, oggi ho effettuato l'urografia e con sorpresa si è evinto che oltre alla stenosi posizionata in uretere tratto pelvico ci sono anche delle minute formazioni radiopatiche a densità calcifica vicinissime alla stenosi... in realtà ad aprile quando ho fatto uro-tac già risultavano queste calcificazioni e ho fatto una urs per eliminarle ma l'urologo disse che non trovò alcun calcolo ma solo una stenosi... per questo si è pensato che questi microcalcoli possano essere intramurali e per questo l'urologo non li abbia visti ... vi chiedo come si procede in questi casi? Ho paura di fare un'altra Urs inutilmente... ma devo risolvere perché il rene scarica male e ho idronefrosi di 3 grado

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Se la stenosi interessa il tratto terminale (pelvico) dell'uretere le indicazioni all'inseriemto di una endoprotesi metallica settoriale (Allium, Uventa ed altre) divantano più definite. L'insrimento della protesi viene comunque preceduto contestualmente da una ureteroscopia, pertanto se vi sono dei residui di calcolo questi potranno essere rimossi.
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[#6] dopo  
Utente 490XXX

Grazie dottore... anche se sono frammenti intramurali possono essere rimossi facilmente con una ureroscopia ? E dato che non tutti i centri utilizzano queste endoprotesi a lunga permanenza me ne sa indicare qualcuno nel centro o sud italia ?

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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È abbastanza raro, ma non impossibile, che frammenti di calcolo restino veramente inglobati nella parete dell’uretere, ma in questi casi non è possibile rimuoverli, nè dovrebberomessere in grado di causare complicazioni. Per le protesi metalliche non vi sono centri di riferimento, trattandosi di una procedura tecnicamente molto semplice è alla portata di qualsiasi specialista con pratica di endoscopia delle alte vie urinarie. Basta quindi volerlo fare.
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