Utente
Buongiorno,

Scrivo questo post nonostante sappia già che, probabilmente, non avrò nessuna sicurezza né certezza, in quanto so che voi medici non potete dare un referto sulla base di qualche dato ma sono arrivata ad un punto in cui non so più cosa fare.


Scrivo per mio padre (70 anni) che, ad oggi, ha un problema di minzione abbastanza frequente e una conferma di avere la prostata gonfiata/infiammata.

L'anno scorso, più o meno in questo periodo, si è recato a fare gli esami del sangue ed avendo cambiato dottoressa (finalmente), quest'ultima non si è limitata a visionare gli esami come l'ultimo medico di base che aveva, ma gli ha ovviamente consigliato la visita di urologia e quella diabetica.


Vi riporto alcuni dati (confrontati con il 2018):

PSA: 12, 96 al 2018 - 16, 70 al 2019
EMOGLOBINA GLICOSILATA: 9, 2% al 2018 - 10, 4% al 2019
GLUCOSIO: 273 al 2018 - 284 al 2019
COLESTEROLO: 32 al 2018 - 28 al 2019

Il diabete è un problema che ha da tempo, so che prende delle pastiglie regolarmente ma a parte quello la dieta è tutto tranne che controllata, anzi.
E' sovrappeso e da una decina di anni in pensione, inutile negare che faccia una vita fin troppo sedentaria e che non abbia un buon rapporto coi dottori.


Per quanto riguarda invece il problema della prostata, gli esami sono stati fatti nel 2018 proprio perché si era reso conto di andare molto spesso in bagno.

E' andato ad aprile 2018 a fare la visita di urologia, dove gli è stata fatto l'esame rettale e gli hanno confermato che aveva la prostata gonfia ed infiammata - così gli era stato consigliato di fare non ricordo il nome dell'esame, comunque un esame più invasivo.
Mio padre si è rfiiutato e da allora non ha più fatto nessun tipo di controllo.

Va spesso in bagno a fare pipi, non saprei dirvi se ha presenza di sangue e negli ultimi mesi ha iniziato ad avere problemi alle gambe.


Forse l'unica risposta che potrete darmi è questa: i dolori alle gambe, spesso al ginocchio, spesso alla coscia (mai a inguine sembrerebbe) possono essere collegati?
Inizialmente credevamo fosse sciatica ma ormai io non so più cosa pensare.
Dolori principalmente muscolari, da quello che riferisce.


Scrivo perché io, purtroppo non riesco a convincerlo a fare nulla; ci ho provato e anche litigato ma nulla, si è messo in testa che lui sta bene così e non è un uomo a cui facilmente si può far cambiare idea, ma oltre a darmi l'idea che stia soffrendo parecchio, sono mangiata dai sensi di colpa perché dovrei riuscire a convincerlo.

La situazione è gravi così come me la sto immaginando?
Ripeto, prendere lo sproloquio come una richiesta di aiuto da una figlia che è stanca di piangere e litigare continuamente per una partita che magari è già persa.


Inoltre abito nella provincia di Lecco, quindi anche vicina a Milano/Como, se qualcuno sapesse consigliarsi una buona struttura in queste zone... sia mai che riesca a far cambiare idea a questo testone.


Ringrazio, Cristina.

[#1]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
Noi non possiamo dare consigli su centri di cura o singoli specialisti con riferimento al singolo caso specifico. I valori del PSA sono piuttosto elevati, possono essere in relazione ad una prostata molto ingrossata, ma è indispensabile escludere con certezza ogni altro tipo di diagnosi. Certamente se all'unica visita eseguita fosse stato rilevato un franco sospetto tumorale, probabilmente le indicazioni sarebbero state più perentorie. E' comunque ormai passato parecchio tempo e ci spiace che non si sia arrivati a nulla. I dolori riferiti potrebbero avere un nesso con la prostata solo in caso di malattia tumorale molto avanzata, che non ci pare così verosimile. Ciò non toglie che un approfondimento diagnostico sia assolutamente doveroso.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente
Buonasera dottore,

La ringrazio per la risposta.
Piccolo errore che ho notato: la visita di urologia è stata fatto nel 2019, non 2018.

In ogni caso forse ne siamo venute ad una: mio padre si è deciso ad andare dal dottore in quanto non ne può più del dolore alla gamba/ginocchio.. purtroppo nell'ultima settimana si è gonfiato, oggi gli ho dato un'occhiata alle caviglie e mi è venuto un brivido.

La dottoressa gli ha ovviamente dato da fare gli esami del sangue, un ecodoppler, radiografia e anche un esame per la vista. Da quello che mi pare di aver capito, il gonfiore e il dolore è collegato al diabete, adesso io non ne capisco niente ma è stato fatto nome di trombo/possibile trombosi.

Potrebbe essere, a sto punto, che il problema della prostata sia anch'esso legato al diabete?
Venerdi va a fare gli esami del sangue e a prenotare il resto.. quando avrò esiti posso sempre chiedere a lei o a sto punto meglio che io chieda un consulto in un reparto differente?

Ancora grazie,
Cristina

[#3]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
L'ingrosamento benigno della prostata ed il tumore maligno non hanno alcuna relazione con la malattia diabetica. Ovviamente suo padre deve essere segito direttamente da un nostro Collega specialista in urologia, il nostro ruolo qui è unicamente informativo. A distanza non si può nè si deve curare nessuno.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#4] dopo  
Utente
Buonasera dottore,

Ringrazio ancora per la risposta. So che qua non si possono fare diagnosi certe ne prescrivere nulla, continuo a tenerla informato solo per avere qualche nozione in più, in attesa delle varie visite.

Ha fatto tutti gli esami: l'ecocolordoppler arterioso degli arti inferiori è risultato negativo, la radiografia avrà gli esiti lunedì mentre dagli esami appare i soliti valori alti per quanto riguarda glucosio/glicemia/emoglobina glicosilata tuttavia più bassi rispetto a l'anno scorso, cosa che ci ha stupito.
Le urine sono ok e anche la creatinina, l'unico valore che è peggiorato raddoppiando è la PSA che è 36.

Quando avrà anche la radiografia in mano andrà dalla sua dottoressa, ma a questo punto sembra che l'approfondimento maggiore debba farlo riferito alla prostata. Inizio davvero a temere che il gonfiore alle caviglie e al ginocchio ed il male alla schiena siano davvero collegati alla prostata, e che quindi si sia davvero arrivati ad un tumore in stadio avanzato. Con la PSA a quel livello, potrebbe essere? Perché tutte le altre possibilità che avevamo pensato per il gonfiore (reni, trombosi, diabete) sono quasi tutti ok.

Ancora grazie,
Cristina

[#5]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
A questo punto il sospetto diagnostico di un timore prostatico avanzato diventa oggettivamente assai concreto.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#6] dopo  
Utente
Buonasera dottore,

Grazie per la risposta.
Settimana prossima ha l’ecografia e poi la visita dall’urologo. Io intanto mi sto comunque informando per trovare un urologo nelle mie zone privatamente ( in quanto mio padre vuole ancora fare tutto tramite mutua, e in questo periodo non è che gli ospedali siano messi bene.. vivo in Lombardia ) ma continua a dire chiaro e tondo che lui non vuole fare la biopsia, e addirittura chiederà all urologo di non fargli L ispezione rettale. Non ho parole. Lui continua a credere che gli daranno una pastiglia magica e finirà tutto ( quantomeno il dolore ), ci ho litigato di nuovo oggi, cercando di spiegargli che forse l’unica soluzione per fargli passare il dolore è appunto questa biopsia ma non vuole capirla. C’è qualche altro esame a cui potrebbero sottoporlo secondo lei? O magari una qualche terapia antibiotica per intanto? Sono disperata, mi scuso ancora se la continuò ad assillare. Ringrazio, Cristina.

[#7]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Non vorremmo sembrare troppo crudi, ma le possibilità che si tratti di una malattia molto grave sono piuttosto elevate. Anche se con un po' di cinismo, non possiamo che attendere che suo padre venga messo di fronte al fatto compiuto ed alle sue responsabilità, soprattutto nei confronti dei familiari che si troveranno a dovergli dare assistenza.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#8] dopo  
Utente
Buongiorno dottore,
Dopo settimane passate a districarmi tra una visita e l’altra, in quello che ovviamente è sempre un periodo peggiore, ritorno a riscriverle.

dall’ecografia è risultata che la prostata è ingrandita e raggiunge diametro trasversale di 5,1cm .

Per quanto riguarda i problemi alle gambe, si è sottoposto sia a ecocolordoppler venoso che arterioso; le vene e le arterie sono ok, non ci sono segni di trombosi o altro. Tuttavia, da eco venoso hanno segnalato notevole imbibizione linfatica coscia e gamba bilateralmente + segnalano aree sottocutanee ipo-iperecogene regione inguino crurale destra verosimile espressione di lindoadenopatie.
Da quello quindi che abbiamo capito, ha linfonodi ingrossati e edema negli atti. Per intanto la sua dottoressa di base gli ha dato il Toradol 2 volte al giorno e Lasix una volta al giorno per ridurre edema. Ad oggi le gambe sono meno gonfie però ancora molto dure.

L’unica cosa positiva è che si è convinto ad andare dall’urologo e purtroppo con il tempismo sbagliato ha trovato qualcuno con più tatto o che insomma gli ha spiegato le cose a mio padre ( e gli ha fatto capire, anche qui con il giusto tatto, che è in una brutta situazione ). Ha fatto anche radiografia a ginocchio e colonna lombare sacrale ma ci sono scritte un sacco di cose che non so se sono collegate a questo.

In ogni caso urologo ha riportato edema da stasi genitali esterni e degli arti inferiori. PRostata duro lignea a margini sfumati.

Ci ha dato da fare tac addome con contrasto e biopsia prostatica. Ora arriva il mio dilemma: quando ho chiamato la dottoressa mi ha chiesto espressamente che tipo di biopsia deve fare. Da quello che mi ha spiegato mio padre, urologo gli ha parlato di quella transperineale ( che non passa dal rettò, se mi può confermare ), però allo stesso tempo quando ho guardato sul sito della regione Lombardia per capire un attimo tempistiche e disponibilità, le possibilità che mi escono sono due: agobiopsia prostatica ecoguidata oppure agobiopsia prostatica transrettale o transperineale. Che differenza c’è? Cioè se su ricetta mi venisse messa agobiopsia prostatica ecoguidata avverrebbe in che modo? Forse è una domanda sciocca, chiedo scusa nel caso.

[#9]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Tutte le biopsie della prostata oggigiorno vengono eseguite sotto guida ecografica. Il fatto che si punga dal perineo o dal retto dipende dalle preferene della struttura in cui viene eseguita la procedura. Deve quindi essere la struttura a specificare che tipo di richiesta vuole, ma ingenere per prenotare non è indispensabile, la prescriione corretta può essere poi portata al momento dell'esame. In margine a questi dettagli di carattere meramente burocratico, diremmo che assai più importante è la conferma che ci si trovi di fronte ad un tumore molto avanzato della prostata. La biopsia viene eseguita solo come documentazione per poter definire la diagnosi ed iniziare immediatament una chemioterapia ormonale. E' auspicabile che questo avvenga il più presto possible.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#10] dopo  
Utente
Buonasera dottore,

Purtroppo ho bisogno prima dell impegnativa perche in questo periodo in molti accettano solo urgenze di tipo U e B e finché non ho in mano quella, temo che non mi diano appuntamento ( e consideri invece che privatamente hanno tempi di attesa pure più lunghi.. nella stessa clinica, visita privata urologica purtroppo andava ad aprile ). Domani chiamo questa clinica per capire se la fa, ed intanto prenoterò TAC visto che dovrei già averla in mano domani limpegnativa. Per sapere, la TAC cosa mi potrà dire in più?

Ancora grazie per tutte, se vuole poi l’aggiornero quando ho esito tac e biopsia ( quanto ci mette in media ad arrivare referto istologico ? )

Mille grazie,
Cristina

[#11]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
E se non è urgenza questa, perbacco ...
La TAC chiarirà definitivamente l'evoluzione della malattia nell'addome. Sarà da valutare la necessità di una scintigrafia ossea total body.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#12] dopo  
Utente
Buongiorno dottore,

Purtroppo come immaginavo, ad oggi questa dannata biopsia non sono ancora riuscita a farla, visto la situazione generale per via del coronavirus.
Sono riuscita ad avere i risultati della TAC questa settimana, che non riporto perché lunghissima, ma evidenziavano parecchi linfonodi gonfi in varie parte e che insomma, in sintesi della dottoressa, un quadro tremendo.
Ieri mi sono fatta rifare l'impegnativa per la biopsia con urgenza U ma niente, ho passato la mattina a chiamare tutta lombardia, ma per quanto riguarda esami come biopsie, è tutto bloccato, dagli ospedali alle cliniche ( e se comunque puntassi ad un ospedale pubblico, mi viene richiesto di fare la visita urologica - senza poi sicurezza di fare la biopsia in breve tempo - perché la visita che ha fatto mio padre era in una clinica (notare che io ho optato per la clinica proprio perché la visita in ospedale mi era stata rimandata visto covid19.. ).

In ogni caso credo di esserne venuta a una: tra le mille chiamate che ho fatto, ho infine scritto ad un urologo della zona il cui contatto mi è stato dato ieri da un mio conoscente, che mi ha confermato che le biopsie attualmente sono tutte bloccate ma mi ha chiesto di mandargli gli esami. Gli ho inviato valore PSA, visita urologica di due settimane fa e anche la tac... Ci risentiremo martedì che mi spiegherà bene le cose, ma nel frattempo mi ha comunque consigliato scintigrafia ossea e poi iniziare subito una terapia antiandriogena senza aspettare la biopsia.

Volevo chiederle, può essere una buona opzione per intanto? Questa terapia antiandrogena in che cosa consiste e come potrà venirmi prescritta? (nel senso, è l'urologo che la prescrive, deve prima visitare mio padre o vista la situazione attuale, si può fare tutto al telefono? ) Inoltre potrà darmi questa terapia solo dopo scintigrafia o anche subito?

Magari sono domande stupide, io non ne capisco tanto purtroppo.

Ringrazio,
Cristina

[#13]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
In una situazione di questo tipo l'esito della biopsia ha uno scopo meramente burocratico, poiché definendo la diagnosi permette produrre "piano di cura" per la fornitura dei farmaci. Ovviamente la terapia farmacologica di blocco androgenico totale è l'unica proponibile. L'escamotage che talora si adotta è quella di iniziare comunque con un farmaco anti-androgeno per via orale, che non richiede di piano di cura, seguendo poi con l'LHRH analogo (molto costoso) solo quando la prassi lo consentirà. E' probabile che se lei ha a che fare con specialisti di buon senso e non solo burocrati, le verrà prospettata questa possibilità. D'ogni modo in altre realtà anche pubbliche le biopsie prostatiche vengono certamente ancora eseguite, poiché parte di un percorso oncologico.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#14] dopo  
Utente
Buongiorno dottore,

Grazie per la risposta immediata come sempre. Si, sembra a questo punto quello che abbia pensato l’urologo in questione, vedendo TAC e la visita urologica. Speriamo bene, ormai ho accetto che di speranze ne abbiamo poche, ma mi basterebbe quantomeno sapere che qualcosa per far soffrire di meno mio padre lo sto facendo.

Quello che volevo capire, ma questa iniziale cura/terapia ormonale me la può prescrivere l’urologo o la prescrive un oncologo? Lo chiedo per capire un attimo i tempi. L’urologo in questione mi ha detto di chiamarlo ma ho capito che preferiva evitare che andassi lì in ospedale, sempre per via della situazione di covid ( dove a Monza sembrerebbe che ogni clinica/ospedale è stata convertita in un centro covid ) e vista la situazione di mio padre, se si becca il virus è la fine.

Ringrazio, le auguro una Buona Pasqua
Cristina

[#15]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Il piano di cura può essere prodotto sia dall'urologo che dall'oncologo Ovviamente in qusto momento suo padre non deve andare in ospedae, ma riteniamo che la necessità di iniziare qualche forma di cura sia improcrastinabile. Anche (e forse soprattitto) dal punto di vista della terapia anti-dolorifica maggiore. La assoluta priorità per questo tipo i pazienti è "non soffrire".
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#16] dopo  
Utente
Buongiorno dottore,

Sono ancora qui. Se la sto assillando troppo me lo dica, ma poter avere anche un secondo parere per quanto lontano mi fa comunque stare più tranquilla.

Ho parlato con l’urologo, purtroppo a sentire lui dalla TAC di mio padre che ha visionato, è praticamente certo che ci siano metastasi ossee. Sono comunque riuscita a fissare la scintigrafia ossea total body per martedì prossimo, speriamo che non la rimandino, tengo le dita incrociate.

Per la terapia ormonale invece mi ha consigliato il casodex 150mlg una al giorno, andiamo a prenderle tra poco in farmacia così possiamo iniziare subito domani. L’urologo mi ha anche detto che il dolore inizierà a diminuire con questa terapia, lei me lo può confermare? Il problema ora più grosso secondo quanto dice mio padre sono sempre le gambe, parla di bruciore fortissimo come se avesse mille aghi dentro la gamba .

L’ultima domanda, quella che per giorni o forse settimane non ho ancora osato fare: che aspettativa di vita può avere? Mettendo caso che questa terapia funzioni un minimo? O se non funziona?

Grazie ancora e mi scusi l’ennesimo disturbo,
Cristina

[#17]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Dunque per la terapia oncologica ci si è comportati come il buon senso consiglia, possiamo ritenerci soddisfatti, purtroppo non è sempre così ... La terapia sarà certamente efficace ed il risultato sarà ulteriormente amplificato quando si affiancherà anche il farmaco iniettabile (LHRH analogo). Essendo questo molto costoso, è necessario disporre del piano di cura e per questo è altrettanto necessario disporre di una diagnosi istologica definitiva tramite biopsia. Comprendiamo il percorso tortuoso, certamente non semplificato dalla attuale situazione, comunque ci auguriamo si posssa attivare qualche canale preferenziale, vista la gravità del caso. Nel frattempo è probabile che vi sia necessità di affiancare una terapia antidolorifica importante, eventualmente sentendo il parere di uno specialista in terapia antalgica. Parlando di prognosi, è ovviamente difficile pronunciarsi, diciamo che anche nei casi più avanzati la terapia permette di tenere sotto controllo la malattia anche per periodi discretamente lunghi, talora anche alcuni anni, dipende da una serie di fattori (età, altre malattie concomitanti, eccetera).
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#18] dopo  
Utente
Buonasera dottore.
Per caso il farmaco iniettabile di cui parla ha a che fare con la radioterapia? Perché al telefono l’urologo mi ha appunto parlato due in futuro si potrebbe optare per la radioterapia.

In ogni caso le rispondo subito perché purtroppo il farmaco oggi non c’era in farmacia, mi è stato detto che sarebbe arrivato domani tuttavia poco fa sono stata avvisata dalla farmacia che hanno difficoltà a reperirlo ( ne andasse bene una oh sembra di essere in un gioco in cui le devo affrontare tutte per poter arrivare alla fine ), nel caso comunque hanno lì il generico. Ho un paio di amici farmacisti nella zona, quindi mi sono già mesa in contatto con loro per capire se in altre farmacie c’è ma nel caso, c’è differenza? Meglio l’ufficiale o anche un generico va bene?

Ancora grazie,
Cristina

[#19]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Va bene il generico.
Il farmaco iniettabile è l'LHRH analogo, chiaave di volta delle terapie di blocco androgenico. Abbiamo qualche dubbio che la radioterapia sia consigliabile in un caso così avanzato, comunque le indicazioni le pone il radioterapista e non l'urologo.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#20] dopo  
Utente
Buonasera dottore,

Volevo solo aggiornarla, se le può far piacere.
Sono riuscita a reperire il farmaco giovedì, è da quindi più di una settimana che lo prende. In questi ultimi due giorni sembrerebbe che sia un po’ migliorato, o almeno, mio padre si lamenta sempre del prurito, dolori e varie, però effettivamente sono due giorni che non ci chiede antidolorifici e riesce a dormire di più la sera. Lo vedo solo un po’ più stanco/abbattuto ma suppongo centri il farmaco (anche se pure questa situazione di certo non aiuta, siamo tutti annoiati a stare in casa).

La scintigrafia avremo l’esito giovedì, nel frattempo ho risentito l’urologo che mi ha detto che per la biopsia sono ancora bloccati.. ci riaggiorneremo quando ho in mano l’esito della scintigrafia. Mi ha comunque spiegato che con il Casovid dovrà andare avanti un mese e poi dovrebbe iniziare delle punture ogni tre settimane. Suppongo parli del LHRH di cui mi parlava lei giusto?

Stiamo solo sperando che la scintigrafia non sia segnali di metastasi, ma a sentire l’urologo era abbastanza certo già da quanto riportato dalla TAC... non ci resta che sperare.

Ancora grazie,
Cristina

[#21] dopo  
Utente
Buonasera,

Mi scuso il doppio messaggio.
Oggi abbiamo ritirato referto scintigrafia e purtroppo (ma ovviamente) hanno confermato la presenza delle metastasi ossee. Tuttavia quando l'ho inviato all'urologo mi ha fatto notare l'unica cosa che non avevo neanche considerato. Sulla scintigrafia viene detto " Collateralmente si segnala idroureteronefrosi ( DX > SX ). "

Mi ha chiesto di controllare valori renali, dagli esami del sangue (fatti 28.02) non c'erano problemi ne nelle urine ne nei valori di creatinina/etc erano tutti regolari, però mi ha riconsigliato di ripeterli visto che ci può essere rischio di insufficenza renale. Ora, sabato andiamo in ospedale che almeno riesce a vederlo, mi ha parlato di "fargli esami" ma non ho ben capito che cosa.

In ogni caso riguardando i vari esami, la Creatinina e le urine erano ok al 28/02; nell'ecografia del 13/03 i reni erano regolari e si sottolineava la presenza di "alcune cisti parapieliche a sn del diametro massimo di 3,5cm, a dx di 6,6cm "; nella tac invece del 30/03 viene detto "I reni sono in sede, mal ruotati con ilo anteriore e pelvi dilatata bilateralmente, più a destra, da verosimile sindrome del giunto. Piccolo nodulo ipodenso sulla fascia renale posteriore di sinistra del diametro di circa 12mm verosimile linfonodo. A destra nei calici del gruppo medio è presente un calcolo del diametro 2 cm "

Ho letto che con l'idronefrosi c'è rischio di insufficenza renale, ma se "curata" tardi. Visto che a metà marzo l'ecografia non presentava problemi ai reni (a parte quelle cisti che, secondo la dottoressa, ricordo, non erano gravi) e la creatinina era in regola, il rischio è basso no? Inoltre, il tutto potrebbe sempre essere legato al tumore prostatico, o devo temere che sia una "malattia" a parte? E giuro, ultima domanda, ho sempre saputo che chi ha insufficienza renale ha la creatinina molto alta, può essere che nel giro di due mesi si possa essere alzata tanto?

Davvero qua sbucano problemi su problemi, speravo che almeno i reni fossero a posto.
Scusatemi per l'ennesimo disturbo,

Cristina

[#22]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Diremmo che in queste condizioni ci si può al limite preoccupare dei livelli di creatinina, la presenza di una dilatazione renale, che parrebbe comunque modesta, non ci pare possa avere alcuna rilevanza. Le iniezioni mensili o trimestrali sono certamente l'LHRH analogo.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#23] dopo  
Utente
Buonasera dottore,

Alla fine gli esami della funzionalità renale andavano bene, l’urologo L ha visitato e da quanto ho capito sembrerebbe già che il problema della dilatazione renale riguardava a quel giorno solo un rene (mentre nella scintigrafia eseguita due settimana prima diceva che era bilaterale). Sembrerebbe quindi che quel problema era dovuto sempre alla prostata ingrossata, e che la terapia stia quindi facendo effetto. In ogni caso tutto ok almeno per quanto riguarda i reni.
Siamo inoltre riusciti a fissare la biopsia per il 22/05.
Non so sinceramente cosa aspettarmi ormai, so solo che quantomeno mio padre continua a stare meglio, speriamo bene.

Le farò sapere quando avrò in mano esito istologico.
Grazie ancora per tutto
Cristina

[#24]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Come già le abbiamo più volte ripetutto, in questo caso l'esame istologico ha maggiore rilevanza burocratica, perché dal punto di vista medico se ne sarebbe molto probabilmente fatto a meno. La cosa più importante è comunque che suo padre stia soggettivamente meglio.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#25] dopo  
Utente
Buonasera dottore,
Eccomi ancora qua. Purtroppo la biopsia è stata rimandata, per questioni di santificazioni e altro. Quindi si parla di giugno. Non le dico lo stato d’animo generale, ma purtroppo dobbiamo ancora aspettare.

In ogni caso mi sto spaventando perché in questo ultima settimana mio padre ha ripreso ad avere i soliti dolori alla schiena/anca e soprattutto una delle due gambe si è di nuovo leggermente rigonfiata. Visto che abbiamo escluso la possibilità di trombosi (essendo gli ecocolordoppler negativi) lurologo mi ha di nuovo pArlato che probabilmente si tratta di Linfedema. Ora per quello mio padre sta prendendo solo il Lasix, ma non ci sono altre terapie per ridurre gonfiore/bruciore?

Inoltre la mia paura è che comunque sia peggiorato rispetto al mese scorso; non è ancora ai livelli di qualche mese fa prima della terapia con casodex, però comunque è peggiorato. Potrebbe essere che la terapia già non faccia più effetto? Oppure trattandosi solo del farmaco (in quanto appunto le iniezioni le inizierà solo post biopsia) era già tanto se era un attimo migliorato? Ora ha comunque ripreso a camminare un po’ di più e per esempio ieri ha portato lui su la spesa salendo le scale (siamo al terzo piano). Magari si è comunque sforzato troppo? Cioè vorrei capire se la terapia con farmaco incide tanto su miglioramento.

Sono davvero preoccupata e ormai sono consapevole di essere davvero stressata, mia madre mi ha fatto notare che ci pensò troppo e che io alla fine non posso farci niente, ma la verità è che purtroppo non riesco a fingere di non vedere nell’attesa, non è proprio nel mio carattere.

Ringrazio e rinnovo le scuse per il disturbo.

[#26]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
In questa fase di faticosa ripartenza tutte le strutture mostrano più o meno la corda avendo a che fare con le centinaia di prestazioni che sono state sospese e rinviate sine die nei mesi scorsi. Il farmaco che sta assumendo suo padre dovrebbe essere efficace dal punto di vista oncologico quantomeno nel tenere sotto controllo la malattia, ovviamente vi sono manifestazioni collaterali (es. gonfiore da edema linfatico, dolore, ecc.) che meriterebbero forse terapie d’appoggio un po’ più aggessive. Questo tipo di cure, più che dall’urologo che è sostanzialmente un chirurgo, vengono gestite con maggiore competenza dagli oncologi e dagli specialisti in terapia del dolore (antalgica) e cure palliative.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing