Utente
Buongiorno, sono un ragazzo di 31 anni di Brescia.

Da novembre 2019 sto litigando con un fastidio nella zona perianale, che nelle prime fasi era associato ad urgenza minzionale senza dolore all'atto della minzione.
A metà novembre, in seguito al fastidio non sopportabile, mi rivolgo al mio medico di base che prescrive terapia con Topster e Levofloxacina per 7gg.

Terminata questa cura associata anche a riposo, i sintomi diminuiscono, ma rimane la sensazione di tenesmo vescicale che perdura tutt'ora.
Faccio quindi analisi del sangue e urinocultura che risultano negative.
Effettuo anche una prima visita urologica con controllo prostatico che da esito negativo.
Il medico prescrive un nuovo esame delle urine con urinocultura (che risulteranno poi negative) associato ad un'ecografia dell'apparato urinario.
Anche nel recarmi a fare quest'ultimo esame a vescica piena, perdura l'urgenza minzionale.
Quest'ultima ecografia evidenzia delle pareti della vescica leggermente ispessite, a detta dello specialista che effettua l'esame come risultato di una cistite.
In questo periodo non ho partner e quindi rapporti sessuali, masturbazioni non frequenti (<1 volta a settimana/talvolta 2 settimane).
Mi accorgo però della produzione elevata di liquido pre eiaculatorio associata a rossore del glande in erezione e del meato uretrale.

Arrivati a gennaio 2020 al perdurare dei sintomi principali (tenesmo, senso di pesantezza perianale e rossore) faccio una nuova visita urologica che risulta negativa al controllo della prostata e dove il medico prescrive deprox supposte + serpens.
Terapia da seguire per 3 mesi, ma che interrompo dopo 15gg per subentro di gastrite.
Con questa terapia, la produzione eccessiva di liquido pre eiaculatorio scompare, ma permane la sensazione di tenesmo vescicale e di bruciore nella zona perianale.
Non ho mai avuto dolore nell'atto minzionale.

Al momento sono in attesa di effettuare un'uroflussometria e citologie urinarie su 3 campioni.

Mi chiedevo, tenendo conto dell'anamnesi e dei sintomi esterni visibili che perdurano, soprattutto del rossore sul meato uretrale/in erezione se il percorso clinico che sto seguendo è adeguato o mi consigliate anche altri controlli.

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Dr. Paolo Piana

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Il quadro è assolutamente tipico per un’irritazione prostatica a decorso prolungato, genericamente definita prostatite cronica. È una manifestazione frequentissima nel giovane adulto, almeno il 30% dei nostri consulti vertono su questo argomento. Non esiste oggi una terapia specifica in grado di essere certamente efficace. Ogni specialista si regola quindi in base alle proprie abitudini e preferenze, le più comuni combinazioni comprendono appunto anti-infiammatori, l’immancabile cortisonico per via rettale, integratori alimentari dall’efficacia tanto variabile quanto imprevedibile. Noi insistiamo sempre nel dire che più della terapia farmacologica possono influire le attenzioni allo stile di vita, che deve essere indirizzato ad una generale e stretta regolarità sotto tutti i punti di vista (alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica ed attività sessuale).
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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