Una anestesia totale ho visto che questo comporta una grande possibilità

Gentili dottori di medicitalia.it, volevo chiedervi una informazione.
Ho un varicocele di III grado al testicolo sin e ho subito un intervento di scleroembolizzazione venerdi scorso, ma è stato un fallimento in quanto per malformazione congenita, la mia vena spermatica non è collegata alla vena renale.
Cosa devo fare ora? Il medico che mi ha operato mi ha dato 2 altenative: taglio al testicolo con legatura della vena(che mi aveva già suggerito un urologo tempo fa, considerandolo come unica tecnica possibile) o taglio al testicolo e ingresso di 1 sonda(tipo scleroembolizzazione), ma non trovo un urologo in grado di farlo.
Infatti ho parlato oggi con un urologo della mia città che mi ha detto che l'unica possibilità è l'intervento di ivanessevich.
A parte la paura di una anestesia totale ho visto che questo comporta una grande possibilità di recidive.
Insomma non so dove sbattere la testa e considerando anche che il mio spermiogramma da risultati negativissimi, per cui un intervento lo devo fare per forza, non so su che strada puntare!
Cosa mi consigliate?
Vi ringrazio in anticipo.
[#1]
Urologo attivo dal 2006 al 2013
Urologo
gentile lettore,
volevo dirle che oggi come oggi l'anestesia totale risulta essere abbastanza sicura. l'intervento di Ivanissevich da anni viene praticato con successo ed è una tecnica estremamente semplice e rapida. se fossi in lei mi affiderei al Collega urologo che con questo intervento, in 20 minuti, le può risolvere il problema.
Resto a disposizione
dott. Muzi
[#2]
Dr. Luca Pizzol Urologo 19
Gentile Signore,
altrettanto valida alternativa è la legatura c.d."alta" della vena gonadica sec. Palomo in anestesia locale o loco-regioanle;
"alta" perchè a livello della spina iliaca anteriore superiore (per capirsi : a livello dell'incisione che si pratica per l'appendicectomia, ma a sinistra ovviamente) e che dà maggiori gaanzie di successo poichè a quel livello l'asse gonadico ha una o due vene (max tre, in casi rari) e comunque sempre di calibro notevole, contigue e quindi facilmente repertabili e senza rischi che altre vene più occulte o di minor calibro possano sfuggire all'individuazione;
si pratica in anestesia spinale selettiva (anestesia solo del lato sin di addome-pelvi e gamba sin di conseguenza) oppure, in pazienti collaboranti, con buona anestesia locale infiltrando piano per piano (dalla cute al retroperitoneo nella piccola areavolume sottostante i 2-3cm dell'incisione cutanea) in modo del tutto analogo all'anestesia che si può praticare anche per l'ernioplastica inguinale.
Cordiali saluti

[#3]
Prof. Giovanni Martino Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Andrologo, Urologo, Chirurgo plastico, Chirurgo vascolare 4.3k 23
Gentile Utente,
Io personalmente ritengo corretto, a maggior ragione in caso di varicocele di III grado, un intervento chirurgico di legatura ultra-bassa delle vene spermatiche, secondo Marmar. Uso di proposito il termine tecnico per darLe un punto di riferimento se avesse necessità di confronti con pareri diversi.
Considero questa tecnica, da eseguirsi con l'aiuto di particolari occhiali ingrandenti, la migliore per risolvere in particolare la quota extra-funicolare di un varicocele di alto grado, intendendo con questo termine non solo il complesso delle vene cremasteriche, ma anche quello delle vene pudende, epigastriche superficiali e soprattutto delle sovrapubiche o "cross over". Negli ultimi studi sull'argomento, a questo particolare gruppo di vene (che il Chirurgo deve ricercare sistematicamente), vengono imputate una buona quota di recidiva o persistenza di patologia dopo varicocelectomia.
Spero di aver motivato una mia scelta e considerazione personale.
La tecnica di Ivanissevich e quella di Palomo (la peggiore di tutte, prevede la legatura in blocco della vena e dell'arteria spermatica!) sono, a mio parere e quasi unanime parere, del tutto superate sia in termini di risultati che di percentuali di complicanze, dalle tecniche chirurgiche di legatura bassa o ultrabassa.
Tenga presente che le tecniche sono varie e tutte gravate da lati positivi e negativi, e percentuali diverse di persistenza del varicocele dopo trattamento. Il problema del buon esito dell'intervento viene quindi delegato all'abilità dell'Operatore.
Non consiglio mai ai miei pazienti l'intervento per via laparoscopica, essenzialmente per il fatto che tale tecnica richiede gioco forza una anestesia generale, mentre la correzione per via tradizionale chirurgica può essere effettuata in anestesia locale o meglio loco-regionale, con solo qualche ora di permanenza in ambiente clinico.
Apprezzabili, quelli si nei confronti delle suddette obsolete tecniche di Ivanissevich e Palomo, gli interventi di sclero-embolizzazione sia per via retrograda che anterograda, anche questi condotti in anestesia locale e con brevissima permanenza in ambiente clinico. Queste due ultime tecniche hanno diverse percentuali di recidiva, o per meglio dire di persistenza, del varicocele, oltre che di complicanze. Tutto dipende dalla abilità e capacità dell'Esecutore.
Oltre, come nel Suo caso, il grave handikap del fallimento di fronte alle cosiddette "anomalie anatomiche del sistema venoso spermatico e non".
Spero di esserLe stato di aiuto.
Un cordiale saluto ed auguri per la risoluzione del Suo problema.
Prof. Giovanni MARTINO

Prof. Giovanni MARTINO
giovanni.martino@uniroma1.it

[#4]
Dr. Giuseppe Benedetto Urologo, Andrologo 2.7k 15
concordo con il prof Martino

dr Giuseppe Benedetto
www.giuseppebenedetto.netfirms.com

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