Utente
Da 7 anni soffro di questa patologia che nel mio caso è stata un'autentica sciagura. Ho dolori forti e invalidanti continui, fitte al basso ventre, all'inguine, nella zona sovrapubica, raramente all'ano. I primi periodi avevo minzione frequente e imperiosa, che col tempo si sono ridimensionati, ma non i dolori, che col tempo invece sono peggiorati.
Naturalmente ho fatto di tutto e di più, ho consultato vari urologi, ho fatto le cure "classiche" (permixon, supposte tospster, integratori vari ed eventuali, Fans) più altri farmaci come lyrica o laroxyl, senza avere mai uno straccio di risultato. Forse l'unico beneficio transitorio l'ho avuto con un ciclo di fisioterapia pelvica, ma poca roba.
Nel 2019 fino a metà 2020 ero migliorato tanto da tornare per larghi tratti ad una vita quasi normale, poi dallo scorso settembre sto di nuovo malissimo.
Io non so più che fare, la mia vita ora è praticamente azzerata, non lavoro e non sarei in grado di farlo, vita sociale annullata. Il dolore pelvico a volte è talmente forte che certi giorni mi impedisce anche nelle cose fondamentali. Spesso le fitte raggiungono livelli lancinanti. L'unica cosa che posso fare è prendere un antidolorifico forte (contramal) quando i dolori si fanno insopportabili, ma non posso vivere attaccato a quello perchè ultimamente mi da anche forti effetti collaterali, oltre al rischio di dipendenza e assuefazione.

Le analisi batteriologiche sono sempre negative, la prostata alle ecografie è sempre apparsa piccola ma infiammata, disomogenea con varie calcificazioni. Mai avuto problemi di flusso. Spermiogramma è ok.
Il mio stile di vita è ineccepibile (no alcol, no piccanti, no caffè, tanta acqua ecc.) solo l'attività fisica non riesco più a praticarla per via del dolore.

So già che voi potete farci poco, che per questa condizione non esistono a tutt'oggi cure valide, ma nonostante tutto io non posso continuare ad avere una qualità di vita cosi indecente con incertezza sul futuro e rischiare di sprofondare nella disperazione. Non posso credere che per questa condizione non ci sia davvero nessuna soluzione praticabile, non dico per guarire, ma almeno per tornare ad una vita accettabile.

Per cui vi chiedo se esistono dei trattamenti nuovi, qualsiasi cosa, anche in fase sperimentale, che esista attualmente per questa malattia, quantomeno per alleviarla ed agire sui dolori che sono il mio problema principale. Ad es. so che ultimamente sono state proposte le onde d'urto anche per le sindromi pelviche, voi sapete in quale ospedale o struttura vengono praticate?

Vorrei inoltre chiedervi se la mia sintomatologia può essere eventualmente collegata anche al nervo pudendo. Sapreste dirmi la differenza tra nevralgia del pudendo e prostatite cronica? Quali sarebbero gli esami da compiere per appurare una nevralgia del pudendo, e a quale specialista dovrei rivolgermi?
Purtroppo su tutti questi punti l'ultimo urologo consultato non mi ha saputo dare info soddisfacenti.

Vi ringrazio

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Dr. Paolo Piana

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La definizione clssica di "prostatite cronica" non dovrebbe più essere utilizzata ed il suo caso ne è un esempio tipico, laddove ormai la prostata di per sè non può più essere considerata la causa del disturbo che si manifesta appunto come una sindrome dolorosa cronica del pavimento pelvico (CPPS). L'urologo, che sostanzialmente è un chirurgo, in queste situazioni in effetti non ha più molto da dire e di questo non ci si può stupire. L'argomento diventa invece di interesse quasi esclusivo degli specialisti in terpia del dolore (antalgologi). Le onde d'urto sono teoricamente promettenti, ma la loro applicazione pratica è ancora molto limitata per poterne giudicare seriamente l'efficacia. Considerando che si utilizzano gli stessi apparecchi già piuttosto comuni nelle applicazioni ortopediche, è probabile che entro qualche tempo ce ne si possa fare un'idea più precisa.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio dottor Piana. Mi pare di capire quindi che l'unica soluzione sia affidarsi ad una terapia del dolore. Un pò mi spaventa l'idea di prendere farmaci antidolorifici per lungo tempo, perchè hanno tanti effetti collaterali (il Contramal che prendo al bisogno me ne da parecchi), ma qualcosa dovrò pur fare. Io comunque spero che prima o poi questo problema arriverà da solo ad una stabilizzazione che mi possa consentire una vita normale.
Buona serata

[#3] dopo  
Utente
Scusi dottor Piana se aggiungo un altro intervento, ma mi sono accorto che una parte del precedente commento non è stata inserita.
In effetti l'ultimo urologo consultato a novembre facendomi l'ecografia mi ha trovato la prostata con segni inequivocabili di infiammazione cronica ("calcificazioni periuretali") ma secondo lui non è una prostata cosi disastrosa. Proprio per questo io non riesco a spiegarmi di avere sintomi cosi intensi senza segni tangibili alle analisi.
Ma allora se non è la prostata a provocarmeli dov'è la causa di questi dolori? Può essere magari un problema di nervi, o forse di muscolatura pelvica? A volte io mi sento tutto il bacino contratto come se ce la avessi stretto in una morsa, a volte sento fitte violente e improvvise come se ci fosse un coltello rovente piantato tra il basso ventre, l'inguine e la zona pubica. A volte delle punture di spillo continue in tutto il basso ventre. Mi accorgo che spesso i dolori si attenuano con l'eiculazione, ma poi tornano inesorabili a crescere nei giorni successivi. Mi creda è davvero frustrante avere dolori cosi forti e impattanti sulla quotidianità e non saperne nemmeno la causa. Proprio per questo ho iniziato a informarmi sul "nervo pudendo" ma mi pare di capire che su quel problema si brancoli nel buio ancora di più che nella cosiddetta "prostatite cronica" o Cpps che dir si voglia.
Io vorrei provarle tutte per riuscire a risolvere questi dolori alla causa prima di rassegnarmi alla terapia del dolore.
La ringrazio

[#4]  
Dr. Paolo Piana

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Ovviamente non possono essere solo le calcificazioni periuretralki a determinare una sintomatologia, in base a quanto ci scrive, così imponente. Il dolore pelvico cronico è generalmente slegato da alterazioni anatomiche evidenti ed è una manifestazione prevalentemente neurologica, una volta che gli accertamenti abbiamo ragionevolmente escluso tutte le altre verosimili cause. Nel contesto di questa sindrome, vi sono alcuni segni obiettivi che portano ad ipotizzare un interessamento diretto del nervo pudendo, d'ogni modo al momento non ci sono approcci terapeutici assolutamente specifici e, come abbiamo già scritto, i più competenti per la gestione del dolore sono appunto gli specialsiti in terapia antalgica.
Dr. Paolo Piana
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[#5] dopo  
Utente
La ringrazio ancora. Se volessi approfondire l'ipotesi di un coinvolgimento del pudendo quale sarebbe secondo lei lo specialista più adatto? Un neurologo, un proctologo o proprio uno specialista di terapia del dolore? Scusi ma sono un pó alla frutta ultimamente e non so dove sbattere la testa.
Buona giornata e buon lavoro

[#6]  
Dr. Paolo Piana

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Diremmo che la terapia antalgica sia il canale più promettente.
Dr. Paolo Piana
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