Menorragia mestruazioni abbondanti

Mestruazioni abbondanti (menorragia): opzioni di trattamento

Per menorragia si intende una perdita di sangue durante le mestruazioni più abbondante rispetto alla norma: quali sono le cause e le terapie possibili?

Cos'è la menorragia?

Per menorragia si intende una perdita di sangue più abbondante durante la fase del ciclo mestruale. Si calcola che normalmente la perdita di sangue per ogni ciclo si aggira intorno ai 30-40 ml, potendo arrivare fino al limite massimo di 60-80 ml. Si identifica come ciclo menorragico (quindi abbondante) quello che supera gli 80 ml di perdita di sangue.

Circa il 30% delle donne presentano cicli menorragici, il fenomeno aumenta con l'età ed è frequente nella fase perimenopausale.

Cause della menorragia

La mestruazione è dovuta allo stimolo degli ormoni estrogeno e progesterone sull'endometrio, se non si instaura una gravidanza si verifica una "caduta" ormonale che determina lo sfaldamento dell'endometrio e quindi la mestruazione. I fattori che determinano l'ispessimento dell'endometrio e un aumento della vascolarizzazione, possono provocare una menorragia.

Le cause della menorragia possono essere di tipo ormonale o tumorale in alcuni casi. La mestruazione abbondante è frequente nelle donne emofiliache e nella malattia di von Willebrand. Anche la presenza di fibromi o polipi uterini o una condizione di fibromatosi uterina possono essere causa di cicli abbondanti menorragici.

L'eccessivo sanguinamento mestruale può essere causa di anemizzazione per la donna, quindi si rende necessario un trattamento che regolarizzi il ciclo, oltre ad una terapia con integratori di ferro.

Per approfondire:Mestruazioni irregolari: quando rivolgersi al ginecologo?

Terapie e rimedi

Come curare la menorragia?

Bisogna sottolineare che qualsiasi terapia medica necessita di attenta valutazione clinica da parte del ginecologo e dipende dalle cause, dallo stato di salute della paziente e da altri fattori personali (come, per esempio, la volontà di continuare ad avere il ciclo mestruale o di preservare la fertilità). Il coinvolgimento attivo della paziente nel processo decisionale servirà a individuare l'opzione più valida nel trattamento di questa patologia.

Terapia farmacologica

FANS

L'utilizzo di farmaci antiinfiammatori non-steroidei (FANS) nella gestione della menorragia si basa sull'osservazione che i livelli di prostaglandine nelle donne menorragiche sono più alti. I FANS, agendo sul complesso meccanismo delle prostaglandine, determinano una riduzione del sanguinamento mestruale fino al 45%.

Sono rappresentati dall'acido mefenamico e dal naprossene, sono meno efficaci rispetto ad acido tranexamico, progestinici a rilascio intrauterino e danazolo, possono essere utilizzati nei casi lievi di menorragia.

Poiché presentano effetti collaterali a livello gastrointestinale, sono controindicati in donne che presentano ulcera peptica.

Antifibrinolitici

Essenzialmente sono rappresentati dall'acido tranexamico, agiscono sui fattori coinvolti nella formazione della fibrina e se utilizzati per cicli successivi possono ridurre il sanguinamento uterino del 60%.

Sono più efficaci di FANS e progestinici orali.

L'acido tranexamico può avere effetti collaterali quali nausea, vomito, dispepsia, ma essendo effetti dose-dipendenti, possono essere limitati riducendo il dosaggio del farmaco. È controindicato in pazienti con storia tromboembolica.

Progestinici orali

I progestinici orali, quali il medrossiprogesterone, sono i farmaci di maggiore utilizzo nelle donne con cicli abbondanti menorragici. Somministrati dal 15-16 giorno fino al 25-26 giorno del ciclo riducono il sanguinamento mestruale, ma non hanno maggiore efficacia rispetto a FANS, danazolo, acido tranexamico o progestinici intrauterini.

Poiché questi farmaci hanno poche controindicazioni, possono essere utilizzati in donne con età più avanzata, fumatrici o che presentano fattori di rischio tromboembolico.

Progestinici intrauterini (spirale)

I progestinici intrauterini sono rappresentati dalla spirale a rilascio di levonorgestrel (IUD), combinando con l'effetto curativo anche l'azione contraccettiva.

Recenti studi hanno dimostrato una riduzione del sanguinamento mestruale del 96% circa con scarsi effetti collaterali e soddisfazione nelle pazienti utilizzatrici di spirale. L'azione si basa su un fenomeno di atrofia endometriale, alleviando anche i sintomi di dismenorrea (dolore mestruale) e riduzione di incidenza di malattia infiammatoria pelvica.

Rappresenta talora un'alternativa all'intervento di isterectomia in pazienti che vogliono preservare la loro fertilità.

Estroprogestinici

La pillola contraccettiva orale combinata offre un buon controllo sul sanguinamento mestruale, associata all'effetto anticoncezionale.

Le controindicazioni della pillola anticoncezionale sono rappresentate dai rischi tromboembolici in pazienti con fattori predisponenti o precedente storia di tromboembolia.

Danazolo

L'azione del farmaco si determina in seguito ad una inibizione della produzione di ormoni ipofisari che stimolano il rilascio di estrogeno e progesterone.

Essendo un derivato del testosterone (ormone maschile), può essere gravato da effetti indesiderati come aumento di peso, acne, vampate di calore e possibili disturbi epatici.

Viene considerato come una scelta di seconda linea nel trattamento della menorragia, in particolar modo nelle pazienti anemiche, essendo in grado di aumentare i livelli di emoglobina e ferritina.

Analoghi del GNRH

Questi farmaci determinano una inibizione del rilascio di ormoni da parte dell'ipofisi (FSH, LH) con conseguente riduzione di estrogeni, atrofia endometriale e amenorrea (assenza di ciclo mestruale).

Questi farmaci, determinando una condizione di menopausa farmacologica, sono gravati da effetti collaterali come vampate di calore, sudorazione, irritabilità, secchezza vaginale, dispareunia (dolore ai rapporti sessuali) e riduzione della libido.

L'aggiunta dell'analogo goserelin a un contraccettivo orale a basso dosaggio ha dimostrato un buon controllo del ciclo abbondante. Può rappresentare un trattamento efficace nelle pazienti menorragiche con fibromi uterini.

In generale, rappresentano una terapia di seconda scelta nel trattamento della menorragia.

Terapia chirurgica

L'intervento chirurgico rappresenta l'ultima spiaggia per il trattamento della menorragia.

  • L'isterectomia, ossia l'asportazione dell'utero, è senza dubbio il trattamento risolutivo, ma si traduce nella perdita definitiva della fertilità, oltre a rappresentare un intervento chirurgico talora complesso.
  • L'ablazione endometriale, tecnica endoscopica che consiste nell'asportazione dell'endometrio, risparmiando quindi l'utero, è un intervento meno invasivo e presenta tassi di soddisfazione nel 90% delle pazienti sottoposte ad intervento e amenorrea nel 50% di esse. Questo intervento rimuove completamente l'endometrio comportando una perdita della fertilità.
  • L'embolizzazione delle arterie uterine è una procedura che determina la chiusura di entrambe le arterie uterine riducendo di circa l'85% il sanguinamento mestruale. È associato, però, a maggiori complicazioni e ricoveri ospedalieri rispetto all'isterectomia.

Per approfondire:Mestruazioni: quanto contano stress e stile di vita?

Fonte:

  • US Pharmacist. 2011;36(9):56-61
Data pubblicazione: 01 novembre 2011 Ultimo aggiornamento: 04 gennaio 2023

Autore

marcellosergio
Dr. Marcello Sergio Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1988 presso la Sapienza roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 40414.

Iscriviti alla newsletter

Guarda anche ciclo mestruale 

Altro su "Ciclo mestruale"