Per molti golfisti professionisti, questo è uno sport fantastico, facilmente accessibile e adatto per tutte le età rivelandosi un modo di vivere davvero unico. Anche se sono coinvolte molte strutture anatomiche, l’articolazione maggiormente sfruttata in questo sport è sicuramente la spalla. La biomeccanica del movimento che deve sostenere la spalla – durante il gioco - è notevole e differente nei due arti. Il movimento oscillante della spalla nel golf può sembrare un'attività relativamente semplice e priva di ogni compromissione sulla salute ma, al contrario, richiede una forza muscolare notevole e sincronizzata oltre che a tempismo e coordinazione per generare alte velocità della testa della mazza da golf quando colpisce la pallina. Volendo stabilire una classifica delle patologie che affliggono il golfista, la spalla si colloca al terzo posto dopo la patologia vertebrale lombare, quella del gomito e del polso-mano

INTRODUZIONE

Curiosando sul sito della “FEDERGOLF-ITALIA” (www.federgolf.it) si può facilmente riscontrare (dati aggiornati al 2018) che il numero degli associati alla federazione corrisponde a circa 91.000.

Una percentuale maggiore di tali iscritti spetta al sesso maschile.

 

Sempre nel sito, si osserva che i aderenti a questo gioco sono in progressivo aumento. Negli ultimi anni, infatti, il golf è uno sport sempre più popolare e amato dagli italiani.

Tale incremento è legittimato, soprattutto, a uno sviluppo crescente dei mezzi tecnologici che hanno consentito di migliorare la possibilità di accesso per utenti di tutte le età.

In virtù di tale considerevole incremento di sportivi golfisti, si sono implementate e incrementate le lesioni della spalla.

Per molti golfisti professionisti, questo è uno sport fantastico, facilmente accessibile e adatto per tutte le età rivelandosi un modo di vivere davvero unico.

Anche se sono coinvolte molte strutture anatomiche, l’articolazione maggiormente sfruttata in questo sport è sicuramente la spalla.

La biomeccanica del movimento che deve sostenere la spalla – durante il gioco - è notevole e differente nei due arti.

Il movimento oscillante della spalla nel golf può sembrare un'attività relativamente semplice e priva di ogni compromissione sulla salute ma, al contrario, richiede una forza muscolare notevole e sincronizzata oltre che a tempismo e coordinazione per generare alte velocità della testa della mazza da golf quando colpisce la pallina.

Volendo stabilire una classifica delle patologie che affliggono il golfista, la spalla si colloca al terzo posto dopo la patologia vertebrale lombare, quella del gomito e del polso-mano. Tra queste è molto più conosciuto, infatti, è il gomito del golfista.

PATOLOGIA

Prima di elencare le sofferenze cui può subire l’articolazione della spalla, è opportuno fornire un breve cenno e una breve descrizione dei movimenti che esegue il golfista durante il colpo della mazza alla pallina da golf.

Questi i movimenti:

ADDRESS – consiste nell’allineamento di corpo e bastone per dare la direzione richiesta alla pallina durante il colpo. Per far questo occorre mantenere un perfetto allineamento del bastone con il corpo durante tutto lo swing per tirare il più dritto possibile.

TAKEAWAY – è una parte del backswing; in questo movimento il bastone viene mantenuto in posizione orizzontale

BACKSWING – è un insieme di movimenti che consentono di portare il bastone a un punto dal quale è possibile iniziare la fase di discesa e accelerazione per colpire la pallina

DOWNSWING – è la fase cruciale di uno swing ed è costituita dal cambiamento di direzione ovvero dal momento in cui il bastone e il corpo tornano verso il bersaglio in fase di accelerazione del movimento. Il backswing e il successivo downswing devono assolutamente essere uniti da un solo movimento fluido e dinamico

IMPACT – è il momento in cui la testa del bastone colpisce la pallina

FOLLOW-THROUGH – dopo l’impatto con la pallina, il movimento prosegue lungo l’arco fino a fermarsi nel momento in cui lo shaft si trova dietro la testa, punto in cui si colloca l’apice del follow through.

 

Tutti questi movimenti sono possibili grazie ad una serie di muscoli, tendini, guaine, legamenti e capsule articolari che stressati per un lungo periodo tempo e sovraccaricati, soprattutto nelle competizioni sportive, possono essere responsabili di tali patologie:

  • Instabilità e dolore articolare acromion/clavicolare
  • Lesione dei tendini della cuffia dei rotatori
  • Instabilità gleno-omerale
  • SLAP lesion
  • Artrosi

 

L’oscillazione del movimento della spalla durante lo SWING avviene – nel 30% dei casi – con il braccio in posizione verticale sopra la testa (DOWNSWING). È stato dimostrato che le lesioni della spalla si producono proprio dalla sequenza del complesso sistema di combinazione del range estremo di movimenti che vanno da verticale in alto – orizzontale - verticale in basso.

E’ molto importante porre l’attenzione sul fatto che la pratica sportiva del golf è maggiormente lesiva in tutti quelli che si avvicinano al golf senza una preparazione e senza una guida. Infatti, i golfisti professionisti sono meno esposti a lesioni della spalla giacché hanno raggiunto un livello atletico che li porta ad attivare costantemente e simultaneamente – in modo perfetto - gli stessi muscoli ogni volta che giocano mentre i golfisti amatoriali tendono ad avere un controllo irregolare dei muscoli e spesso non riescono a duplicare lo swing ad ogni colpo.

Instabilità e dolore articolare acromion-claveare 

La malattia articolare acromion-claveare è una patologia tra le più comuni che colpiscano i golfisti.

Certamente è la causa più comune del dolore nel golfista ed è seguita solo dalla tendinite e dalla sindrome da impingement sub-acromiale.

La lussazione acromion-claveare coinvolge la seconda articolazione della spalla – in ordine d’importanza - e non deve essere confusa con una lussazione dell'articolazione scapolo-omerale. Nello sviluppo di tale patologia un ruolo importante assume il braccio quando si trova in posizione di BACKSWING passando alla posizione di DOWNSWING e successiva accelerazione.

I sintomi sono sempre descritti come dolore localizzato nella parte superiore della spalla e si esacerbano quando si tenta di portare in elevazione il braccio soprattutto lateralmente.

 

Lesione dei tendini della cuffia dei rotatori (CDR) 

La malattia della cuffia dei rotatori (insieme al conflitto sub-acromiale) della spalla si colloca tra i problemi più comuni nei golfisti. È certamente una causa tra le più frequenti (si stima tra il 70 e il 90%) ed è dovuta a una lesione o un uso eccessivo di uno o più muscoli e tendini che il golfista usa per muovere la spalla.

La CDR è stata chiamata con questo nome proprio perché i quattro tendini che la compongono (sopraspinoso, sottospinoso, sottoscapolare e piccolo rotondo) si agganciano alla testa dell’omero come una cuffia.

Questo tipo di lesione si genera poiché il golfista – durante il suo particolare gesto col braccio dominante – attiva un estremo range di movimento della spalla che va dal DOWNSWING al FOLLOW-THROUGH. I meccanismi lesivi sulla cuffia dei rotatori la indeboliscono costantemente con conseguente perpetuazione della malattia.

Il dolore che si manifesta è variabile secondo il tipo di lesione ma parte sempre dalla spalla per poi irradiarsi in diverse zone secondo il tendine colpito.

Instabilità gleno-omerale

È anche chiamata lussazione gleno-omerale perché consiste nella fuoriuscita della testa dell’omero dalla sua normale sede. 

C'è una versione più moderata di questa lesione chiamata sublussazione dove la testa dell’omero fuoriesce solo parzialmente e rientra nella sua sede anatomica di nuovo immediatamente.

Il golfista deve generare una discreta potenza durante lo SWING e per farlo deve ottimizzare al massimo la potenza muscolare durante le varie fasi prima di colpire la pallina.

Ripetuti esercizi di tale movimento – durante l’attività sportiva - possono essere la causa di quella che si chiama IPERLASSITÀ DI SPALLA ovvero una condizione della spalla in cui la tensione di un legamento e/o della capsula articolare è inferiore alla norma per cui la rende instabile.

La prima volta che avviene una lussazione, questa può causare dolore molto forte e richiedere la prestazione di uno specialista affinché riposizioni la spalla nella sua sede. Non bisogna assolutamente tentare di fare questa manovra da soli o aiutati da altri poiché può causare danni gravi e permanenti alle superfici articolari o ancora più importante ai nervi del braccio.

Lussazioni della spalla che si ripetono nel tempo provocano instabilità patologica che viene curata solo attraverso un intervento chirurgico.

 

Lesione del cercine glenoideo 

Il cercine glenoideo è fatto da tessuto fibroso-cartilagineo a forma di anello che, disposto intorno alla glena della scapola, protegge l’articolazione ed impedisce (insieme ad altri elementi anatomici) la lussazione.

Nonostante accada più frequentemente negli sportivi over head, anche nei golfisti, tuttavia, possono verificarsi lesioni del labbro glenoideo superiore e del bicipite brachiale.

I sintomi che si manifestano sono rappresentati da dolore diffuso poco localizzato.

Di solito è procurato durante la fine del backswing o all'inizio del downswing quando la spalla è caricata con il braccio nella posizione di cross-body adduction.

Il golfista potrebbe anche lamentarsi di una sensazione di debolezza, specialmente nel contatto della testa del bastone con la pallina durante lo swing.

Per la tendinite isolata del bicipite, il dolore alla spalla anteriore è più marcato durante la parte successiva della fase di follow-through.

Di solito, un trattamento iniziale di riposo, terapia fisica e farmaci antinfiammatori ha successo nell'alleviare i sintomi.

In quei casi in cui i sintomi, lamentati dai golfisti, persistono nonostante un'adeguata terapia non chirurgica, possono essere trattati con successo con la chirurgia artroscopica. Tale tecnica chirurgica, infatti, consente di valutare visivamente il complesso superiore del labrum e del bicipite e, se necessario, attuare tutte le metodiche chirurgiche artroscopiche finalizzate a sbrigliare o riparare la lesione SLAP.

Artrosi

L’articolazione gleno-omerale è una delle 5 articolazioni della spalla - la prima per importanza - che consentono quell’ampio movimento di questa regione anatomica del nostro corpo.

L’articolazione scapolo/omerale (S/O) o gleno/omerale (G/O) - poiché è la glena della scapola che si articola con la testa dell’omero - è la maggiore articolazione della spalla, quella che più di ogni altro segmento articolare del nostro scheletro ci consente l’ampio movimento del braccio.

Questa particolare malattia articolare degenerativa colpisce i golfisti in percentuale minore ma non deve essere sottovalutata.

I pazienti affetti da artrosi dell’articolazione gleno-omerale si lamentano classicamente di una spalla dolorosa e rigida, con differenti gradi di limitazione del movimento.

Il dolore si intensifica con il movimento durante i tempi dello swing e la rigidità aumenta con l’attività sportiva continua e costante nel tempo.

Maggiormente in questi pazienti è comune il risveglio dal riposo notturno per l’intensità del dolore. Caratteristico è il “rumore" sentito durante il movimento del braccio che in questa patologia è piuttosto di routine.

La sintomatologia dolorosa è davvero quella di maggior impatto sul paziente al punto che nemmeno il riposo e/o il trattamento farmacologico possono arrecare quei benefici efficaci che consentono una tolleranza della malattia.

 

DIAGNOSI

Anamnesi

Una diagnosi precisa non può escludere l’acquisizione di un’accurata storia clinica. Ottenere precise informazioni non solo sui dati antropologici (età, sesso, ecc.) ma anche della tipologia di sportivo che soffre di spalla, ha un valore inestimabile.

Conoscere l’età ha un sua importanza poiché i golfisti giovani vanno incontro maggiormente a problemi legati alla stabilità della spalla o a lesioni traumatiche. Nei golfisti di mezza età si sviluppano maggiormente lesioni della cuffia dei rotatori e dell’articolazione acromion-claveare. Nella terza età, invece, si sviluppano patologie artrosiche delle articolazioni scapolo-omerale e acromion-claveare.

È buona norma studiare anche la tipologia del dolore: sede, inizio, durata, caratteristiche (tipo pugnalata, tipo morsa, bruciore, calore, ecc.) sia in fase statica (sportivo a riposo) sia in fase dinamica (durante il gioco).

Esame Obiettivo

Lo studio clinico della spalla non esclude una valutazione anche della colonna vertebrale sia cervicale sia lombare associata a un’attenta valutazione neurologica.

La palpazione di qualsiasi area di sofferenza è essenziale per identificare meglio le cause del dolore.

Una scheda clinica - comprendente tutti i dati - può essere comoda per l’esame obiettivo. Tale scheda può cominciare con la rilevazione dell’arto dominante; valutazione del trofismo muscolare; eventuali fratture dell’arto superiore; precedenti interventi chirurgici della spalla; sede dei sintomi; tipologia di inizio della sintomatologia; evoluzione del dolore.

Si passa poi alla valutazione del ROM (range of motion) articolare registrando i gradi della intrarotazione della spalla, della extrarotazione, della elevazione anteriore, dell’abduzione.

Infine si passa a effettuare tutti i test di spalla che sono utili per la diagnosi. Vi sono test specifici di conflitto (Neer, Hawkins, Yocum, Gerber); test specifici per la cuffia dei rotatori (Jobe, Napoleon, Lift-off, Patte, Drop-sign, ecc.); test specifici per l’articolazione acromion/claveare (O’ Brien, Walch); test specifici per l’instabilità (Sulcus sign, Drawer, Load and shift, Crank test, ecc.); test specifici per la SLAP (Kim, Anterior slide, ecc.)

Un aiuto per chiarire la diagnosi può giungere nell’eseguire una iniezione selettiva di anestetico locale in sedi specifiche di dolore riferito dal paziente e seguirne poi lo sviluppo sia in fase statica sia in quella dinamica.

Esami Strumentali

Lo studio strumentale comincia con esame semplice Radiografico con le proiezioni ad esso collegate (Antero-Posteriore, Ascellare, Transcapolare per Outlet).

L’Ecografia ha un ruolo indispensabile soprattutto se effettuata dallo stesso specialista della spalla.

Solo quando si sospetta una lesione dei tendini o delle strutture capsulo-legamentose deve essere richiesta una Risonanza Magnetica.

 

TERAPIA

Il trattamento delle lesioni della spalla nel golfista è estremamente variabile a seconda della patologia e della gravità e, logicamente, assume un ruolo fondamentale anche la fisioterapia e riabilitazione post- chirurgica. Per tale motivo necessita di un capitolo a parte.

 

CONCLUSIONI

Sintetizzando quanto scritto, si può concludere che lo sport del GOLF è davvero molto attraente per tutti quelli che desiderano avvicinarsi a tale pratica sportiva ma bisogna che si tengano ben presente alcuni punti fondamentali:

  • Mai seguire il sistema “fai da te” ma affidarsi assolutamente ad un centro sportivo e farsi seguire da un tutor
  • L’allenamento è importante sia per ottenere il massimo delle proprie prestazioni sia per difendersi da patologia della spalla "da neofiti”
  • Una buona pratica per prevenire una sofferenza della spalla è quella di un controllo della salute della spalla sistematico ma soprattutrto ai primi sintomi di dolore.

 

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