I risultati di molti studi convergono sulla relazione tra infiammazione di basso grado e patologia cardiovascolare, in particolare l’ipertensione che sembra essere contemporaneamente il risultato e la causa del perdurare del suddetto circolo vizioso.

In campo andrologico non è una novità come il deficit erettile spessissimo preceda un evento cardiovascolare importante.

Molto spesso, oltretutto, viene demonizzata la terapia antiipertensiva, vedi beta bloccanti, come concausa del deficit mentre è la patologia vascolare con irrigidimento delle arterie a causare la maggior parte dei problemi.

Una delle patologie vascolari è la Induratio Penis Plastica (I.P.P.) o Peyronie Disease (P.D.), malattia che si conosce da poco dopo la scoperta dell’America e che viene sempre più spesso rilevata in autodiagnosi di confronto googoliano piuttosto che negli ambulatori.

I cybercondriaci controllano lo stato del proprio organo copulatorio praticamente in continuazione confrontandolo con tutto quello che passa la rete per cui una bozza che non c’era o una curvatura birichina saltano all’occhio e alla autopalpazione.

E’ sia ovvio che umano il fatto che il portatore di tale anomalia si industri a cercare il perché e il percome siffatta disgrazia sia capitata proprio a lui.

Ebbene, alcuni ricercatori coreani del National Research Center for Sexual Medicine and Department of Urology, Inha University School of Medicine, Incheon, Korea, hanno aggiunto con un loro recente studio un interessante tassello alla comprensione dei meccanismi patogenetici della I.P.P. e, soprattutto stanno sperimentando, per ora sui topi ma presto, vedrete, sarà sull’uomo, una molecola antiinfiammatoria che risponde al nome di Vactosertib la quale sembra in grado di dare un considerevole apporto benefico.

La somministrazione orale del farmaco sembra avere effetto sulla infiammazione vascolare e sulla riduzione della I.P.P. attraverso la modulazione del TGF-β e di qualche altra cosetta: "...The critical role of TGF-β and the Smad pathway in the pathogenesis of PD, inhibition of this pathway with an ALK5 inhibitor may represent a novel, targeted therapy for PD...", vedi articolo completo.

Un altro recente studio chiarisce che certi tipi di fibrosi, precursore riconosciuto della I.P.P., sono limitate dalla somministrazione di sali coniugati di Propionyl Carnitina, attraverso lo stesso meccanismo di azione sul TGF-β.

Ammetto che una ventina di anni fa, pubblicando uno studio degli effetti della Propionyl carnitina sulla I.P.P. non conoscevo (non conoscevamo, non l’ho scritto da solo) il TGF-β. Piccola soddisfazione postuma dedicata agli scettici incontrati, al tempo, su quel sentiero: