Appello ai maturandi: non fate medicina!

Dr. Giovanni Migliaccio Data pubblicazione: 22 giugno 2013

Non fate i Medici (in Italia)

Sono in corso gli esami di Maturità (o forse non si chiamano più così ?) e molti di Voi si accingeranno a sostenere quei ridicoli, quanto anticostituzionali Tests di ammissione alla Facoltà di Medicina.

Sarete in molti a superare l'ammissione e  giustamente  sarete felici, assieme ai Vostri cari, del  vostro successo, ma, trascorso l’entusiasmo  che vi accompagnerà per i 6 anni del corso di studi, ineluttabilmente vi troverete di fronte a una realtà sconcertante.

Non troverete lavoro. Vagherete per anni ad elemosinare una sostituzione che non ci sarà perché oggi i medici di base si sostituiscono a vicenda per evitare di pagare la vostra sostituzione.

Qualcuno di voi più “fortunato”, si troverà costretto ad accettare un incarico di 3-6 mesi non rinnovabile, in ginecologia, quando il suo interesse è la cardiologia o altra specialità.

Il più fortunato forse un giorno avrà l’assunzione a tempo indeterminato e magari nella disciplina di proprio interesse, ma, a seguito della recente sentenza della Cassazione (http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=15650&fr=n), sarà a rischio di denunce, anche penali se non contesta una decisione, eventualmente errata, del proprio Direttore.

Dovrà quindi munirsi di una polizza assicurativa dal costo medio di 10/12 mila euro annue (circa  1/3 del proprio stipendio) che comunque non lo preserverà dalla rivalsa in quanto facilmente un errore più o meno banale o comunque non doloso, sarà trasformato in colpa grave, quindi non coperto dalla Polizza.

 

Meditate, ragazzi e ragazze, meditate !!!!!

 

Autore

giovannimigliaccio
Dr. Giovanni Migliaccio Iscritto decedutoNeurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1979 presso UNIVERSITA' DI NAPOLI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31889.

195 commenti

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#108
Utente 414XXX
Utente 414XXX

Gentile Dott., le scrivo perché colgo le sue parole sincere ed oneste.
Sono praticante avvocato abilitato al patrocinio legale, praticante notaio, mediatore civile e commerciale, articolista di diritto ed autore di testi giuridici, mi occupo di semplificazione normativa e politica e sono specializzato in responsabilità medica.
Ho 29 anni e ho fatto il test di ammissione alla facoltà di medicina 3 volte, per essere bocciato sempre per una questione di pochi punti (l'ultima volta per lo 0,6 su scalata di graduatoria).
Sono nato medico, morirò medico... è il titolo giusto per professarlo che non posseggo. Da quando sono piccolo leggo Harrison e Grey ... adoro la semeiotica clinica.
Medici si nasce; tutt'al più si diventa col tempo dei bravi medici.
E non è giusto strutturare dei test di ammissione a medicina così come sono fatti ora.
Lei parla di incostituzionalità; probabilmente non è così, ma la sua è una provocazione forte ed intelligente perché il test di ammissione è prevista dalla costituzione per "preferire" i migliori.
Ma questo test... è un'ipocrisia ed una vergogna.
Non si può strutturare il 50% delle domande con la cultura generale, quando trovi domande dall'università di lettere o quesiti del tipo chi ha presentato san remo nel 2001.
Non è questa la selezione "costituzionale"... non è il criterio di cui parlava la norma costituzionale.
Per quanto mi riguarda... resto "medico" e resterò per sempre amante segreto dell'ars medica.
Medico ci si nasce.
Serve maturità per comprendere la profondità del suo intervento.
Grazie Dott. per il suo post.
Dott. Giulio Perrotta (www.giulioperrotta.it)

#109

Caro Dottor Perrotta,
Sono io a ringraziarLa del Suo intervento che dimostra tutta la Sua amarezza per non esser riuscito a fare la professione che avrebbe voluto.
Forse al Suo posto è entrato qualcuno che magari non ha poi proseguito gli studi o che ha stiracchiato fino alla Laurea con una serie ininterrotta di 18 e oggi si barcamena ai margini della vera medicina.
Non deve però rimpiangere la Sua mancata professione, le qualità che Lei ha sa bene profonderLe in quella di avvocato che non deve mai considerarla come un ripiego.
Come per fare il medico, anche per fare l'avvocato sono necessarie passione, preparazione, cultura, professionalità, qualità e doti che certamente non Le mancano.
Si dedichi con passione e con onestà intellettuale (dote invece questa poco conosciuta anche fra molti medici) alla Sua professione che io avrei scelto se non avessi avuto la forte ed esclusiva passione per la medicina.
Comunque, in un certo qual modo, lambisco le rive della Giurisprudenza, essendomi appassionato alla Medicina Legale cui mi dedico per le consulenze specialistiche.

AugurandoLe una splendida carriera, La saluto affettuosamente


#110
Utente 414XXX
Utente 414XXX

Nelle pause studio o di lavoro, mi apro Merck ed Harrison.
Chi mi vuole bene mi chiama "Dott. House", come il celebre protagonista di un telefilm.
Qualche anno fa diagnosticai dai sintomi un linfoma... dove altri medici si erano arresi.
Non ho presunzione di dire di essere bravo quanto un medico ma questa professione l'amo dal profondo perché deriva da un desiderio nato da piccolo ed il corpo umano è così affascinante.
Lui ci parla. Ci parla con i sintomi.
Resta a noi capire cosa vuole dirci. E' un linguaggio...
Si nasce medici; l'esperienza ci rende poi bravi e preparati.
A medicina e chirurgia non possono esistere voti sotto al 30; è sempre stata la mia ipotesi, perché un errore diagnostico o una impreparazione equivale a condannare la serenità o la vita di una persona.
E' dovere umano, etico e professionale essere medici preparati e non arrancare (come correttamente rilevava) un 18 affinché "si possa passare alla prossima materia".
La Medicina è una missione, ci si nasce.
E' passione che ti scorre nelle vene e non puoi far finta di sentire il suo canto.
E' amore incondizionato e ... quando senti un sintomo... se ami... viene spontaneo iniziare a domandare l'anamnesi... magari senza improvvisarsi medici.
Dal canto mio... continuerò a sognare di esserlo, magari senza incorrere nell'art. 348 c.p. (esercizio abusivo professionale).
Un giorno, con la piena indipendenza economica, supererò il balordo test di ammissione e mi prenderò la mia agognata laurea.
E' un giuramento che mi sono fatto.
Voglio morire potendo dirmi: "finalmente sono medico".
La ringrazio di cuore per le sue parole; spero davvero che la mia vita possa essere "splendida" come mi augura.
Sogno una carriera giuridica e politica, fatta di semplificazioni normative e rispetto della certezza del diritto e della pena.
Ho già pubblicato tutto sul mio sito internet (www.giulioperrotta.it) e sto collaborando affinché possa diventare parlamentare; ho proposta di diventarlo per 1200 euro al mese e i restanti 16000 euro versati in un fondo per i disoccupati.
Non sono ricco, anzi... ma credo in una realtà ben diversa da questa, dove tutti pagano le tasse giuste, trovano lavoro e non elemosinano speranze, una sanità pulita e dei politicanti che fanno il mestiere in cambio del rimborso spese... perché la politica non è un lavoro. Dovrebbe essere un servizio per il popolo.
Lei mi augura una splendida carriera; io mi auguro di non fare la fine dei miei co-nazionali e co-regionali falcone e borsellino.
Loro dicevano: "chi cala la testa una volta, muore una volta sola; chi la cala sempre, muore ogni volta".
Grazie ancora per le sue parole.
Giulio

#111

Egr. avvocato,
il Suo entusiasmo per la medicina è notevole ed invidiabile, ma mi permetta di darLe qualche consiglio vista la Sua giovane età.
Dedichi il Suo impegno e le Sue doti alla professione scelta, lasci perdere i Trattati di medicina che Le toglierebbero tempo prezioso da utilizzare per una formazione culturale che deve spaziare in altri campi e che Le può essere utile per diventare un grande avvocato.
Non si illuda, ma la Sua diagnosi di linfoma è stata "centrata" per puro caso. Il ragionamento clinico per giungere a una diagnosi necessita di conoscenze profonde dei processi patologici e fisiologici che si acquisiscono con una preparazione lunga e minuziosa oltre che con l'imprescindibile esperienza sul campo tutti i santi giorni e le notti insonni.
Se un giorno vorrà laurearsi in Medicina, sarà certo una bella gratificazione personale, ma a 40-50 anni, che cosa se ne farà?

Le rinnovo gli auguri per una brillante carriera come Principe del Foro, ovunque eserciterà.

#114
Utente 414XXX
Utente 414XXX

Probabilmente ha ragione su tutta la linea.
Rispetto ciò che mi dice e rispetto quanto mi consiglia perché sono sicuro essere frutto della sua esperienza.
Ne prendo atto come se fosse mio padre ha darmi questi consigli.
Un saluto di buon lavoro.
Giulio

#118
Utente 171XXX
Utente 171XXX

mi fa sorridere la dr.ssa Lestuzzi che era indecisa tra lingue orientali e medicina ed ha poi scelto per stare dietro ad un ragazzo! E' proprio vero che la vita è imprevedibile!

#124
Dr. Chiara Lestuzzi
Dr. Chiara Lestuzzi

@ utente 171418
Beh, la figlia di una mia collega ha fatto il test di ingresso a ingegneria e a medicina, è passata in tutti e due, e alla fine ha scelto medicina.
Il figlio di un'altra non sapeva se fare fisica o medicina, Giuseppe Sinopoli (diplomato in pianoforte a 16 anni) si è laureato in medicina per fare contento il padre, e poi è andato a studiare direzione d'orchestra; ma poi si è laureato anche in filosofia ed è morto due giorni prima della laurea in archeologia...
Quando si hanno più interessi è difficile scegliere razionalmente... e allora l'estro del momento può servire. Tutta la vita è fatta di "sliding doors"... e comunque quel ragazzo mi ha dato davvero tanto e sono stata molto felice con lui.

#125
Dr. Sergio Formentelli
Dr. Sergio Formentelli

E dire che sono uscito di casa per andare a iscrivermi alla Statale di Milano profondamente indeciso fra agraria, scienze politiche e medicina...

#126
Dr. Chiara Lestuzzi
Dr. Chiara Lestuzzi

@ Sergio e poi che cosa ti ha fatto decidere? Fabrizio de Andrè diceva di aver scelto lettere perché c'erano tante ragazze...

#127
Dr. Sergio Formentelli
Dr. Sergio Formentelli

Ad Agraria si è iscritta una ragazza che mi ha mollato un mese prima, e non volevo più rivederla.
A scienze politiche c'era troppa coda, e mi è venuta paura di non lavorare dopo.
Ci sarebbe stata psicologia, ma era solo a Padova in quegli anni e non ero pronto a questo scatto di autonomia dalla famiglia.
Restava medicina, con la cui laurea avrei voluto poi dedicarmi alla psicologia.
Ed ho fatto il dentista.
Secondo Giovanni sono diventato un losco spacciatore di bite (*___*).

#129

Caro Sergio, se fai il tuo lavoro con coscienza e onestà intellettuale, nessuno può criticarti nulla.
L'importante è essere aperti al dialogo e al confronto. E qualche volta, sulla scorta dei riscontri scientifici seri, ammettere eventuali, quanto meno dubbi, su una tecnica terapeutica invece che un'altra.
L'efficacia apparente di un metodo terapeutico o di un farmaco va "consacrato" dal metodo scientifico.

#130
Dr. Sergio Formentelli
Dr. Sergio Formentelli

La clinica è sempre avanti rispetto al riscontro scientifico.
Il metodo scietifico si avvale, in prima battuta, delle osservazioni cliniche, e successivamente cerca di collegarle fra loro, di interpretarle, e di inquadrarle prima in ipotesi scientifiche e successivamente, se confermate dagli studi controllati, in teorie.
In campo gnatologico, ad esempio, le tante osservazioni cliniche di cervicali (e cefalee) passate con l'applicazione di un bite o dall'azione del biofeedback devono essere studiate con medoto scientifico.
Al medico clinico come può essere il sottoscritto è indispensabile il lavoro del ricercatore.
Al momento attuale, sempre parlando in ambito gnatologico, l'efficacia del bite costruito su misura è fuori discussione, tale è la mole di osservazioni cliniche e di lavori scientifici.
Intendiamoci: c'è anche una mole di osservazioni cliniche di inefficacia del bite.
Inadeguatezza del dispositivo o diagnosi errata?
Quello che manca è una teoria complessiva che integri un problema che è multidisciplinare, con le osservazioni cliniche multidisciplinari, e una seria ricerca clinica multisciplinare.
Con la mente aperta e sempre in discussione, come suggerisci tu.

#132
Utente 291XXX
Utente 291XXX

Al giorno d' oggi si parla tanto della medicina come una SPA al giorno d' oggi il paziente malato di SLA, è visto come una matricola, come un numero come un oggetto da poter perfezionare per restituirlo alla società nel minor tempo possibile e con il massimo stadio di salute perchè poi un domani lo stesso ospedale deve recuperare il premio bonus per spartirselo...

Medicina è sinonimo di ASCOLTARE il paziente, leggere nei suoi occhi le sue perplessità, le sue angosce le sue pene....

Medicina vuol dire sposare quel camice e sposare quello stile di vita volto a studiare ad approfondire a migliorare e perfezionare le proprie abilità per il bene della società per il bene del mondo..

è sbagliato questo modo di BUSSINESSIZZARE il sistema, se è nato il numero chiuso NON è stato fatto perchè gli atenei voglio selezionare i migliori, ma perchè quei soldi ( quel versamentuccio ) che ogni "concorrente" fa sono di cento euro cento euro moltiplicati per mille ragazzi che provano sono cento mila... in una giornata l' italia guadagna milioni di milioni di soldi e BATTE SUL MURO il futuro dei ragazzi ILLUDENDOLI che il loro destino NON è quello di fare medicina perchè non si sapeva il significato di LOCATARIO oppure perchè il ragazzo svolgendo il calcolo del problema di fisica ha ragionato troppo sulla risposta senza guardare le alternative...

questo sistema di selezionare mette nella nella fogna la dignità di medici, di ricecatori, di coloro i quali hanno dato un contributo sano alla scienza con il loro lavoro con la loro ricerca.. e SPORCA ed INFANGA la coscienza di voi medici che potevate stare schierati al nostro fianco quando è stato approvato questo lurido decreto

medicina per me è la scelta di una vita, approfondire rendermi utile per qualcuno che sta male, aiutarlo nella sua malattia e mettermi a disposizione per curarla è tutto quello che riesco a fare con tutto quanto il cuore... sono stato BOCCIATO sei volte al test d' ingresso di medicina, ma ancora non ho avuto quella fortuna di stare dentro e di inebriarmi con quell' aria di ricerca, di studio approfondito di conoscere l' anatomia dei nostri apparati... e poi il mondo delle molecole, l' interazione farmaco- recettore l' anatomia patologica e il tirocinio nei reparti...

al giorno d' oggi non si scelgono le cose più sane per l' uomo, ma si scelgono le strade per il guadagno il motto è guadagnare tantissimo e lavorare quanto meno è possibile, al giorno d' oggi non è la legge quella che deve essere rispettata, ma al giorno d' oggi la legge dice "FATTA LA LEGGE TROVATO L'INGANNO"

ho letto a mio avviso i peggiori commenti scambiati fra medici e ragazzi anzi colleghi che come me non sono entrati.. meditate su quello che dite... veramente meditate... al giorno d' oggi per televisione pavoneggiano le cose più insensate...questo è lo specchio di una società di un cittadino medio che si rende conto di ricevere l' inganno, ma lui ci sta bene nell' inganno.


"finchè vivrò non smetterò mai di provare quel maledetto test e sia maledetto quel giorno in cui il dio danaro, la dea camorra, il dio compromesso si sono sparsi come un ceppo batterico di traeponema pallidum per tutti gli strati della nostra società"

#133
Ex utente
Ex utente

Non preoccupatevi, i nostri figli andranno a studiare Medicina nella vicina Albania...
L'Italia ormai è in mano ai raccomandati, i test di ingresso sono una gran vaccata che serve solo a far accedere i figli di chi ha le possibilità e le conoscenze al di là delle capacità degli stessi. Un pò come è stato in questi ultimi anni nei test di ammissione per le forze di Polizia. Test assurdi che servivano solo a tagliare le gambe, non considerando le motivazioni personali che possono spingere un giovane a tale scelta professionale. Alla fine erano tutti raccomandati, magari figli di commercianti, industriali, persone note. Uno schifo! La vedo dura per i nostri figli.

#134
Dr. Chiara Lestuzzi
Dr. Chiara Lestuzzi

Agli ultimi due utenti debbo dire che conosco diverse persone che sono riuscite a passare i test (qualcuno magari non al primo colpo ma al secondo o al terzo) SENZA ALCUNA RACCOMANDAZIONE. Certo io mi riferisco a Università in cui il rapporto tra partecipanti al test e i posti disponibili era più basso che in altre.
Che i tests siano in gran parte stupidi, che siano inadeguati a valutare le qualità per studiare bene medicina o per essere un buon medico è vero. E sono anche convinta che sarebbe meglio fare un selezione alla fine del I o del II anno.
Perlomeno -stanti così le cose- sarebbe più giusto (o meno ingiusto) fare una graduatoria nazionale che evitasse l'alea dell' esclusione legata non al punteggio raggiunto ma a quanti -in quella determinata università- hanno fatto meglio.

#135
Dr. Sergio Formentelli
Dr. Sergio Formentelli

Conosco persone umilissime figli di operai e contadini che semplicemente hanno STUDIATO e sono passati ai test negli ultimi anni.
Conosco anche ragazzi e ragazze che non sono passati/e e si lamentano, e dicono che si sono dannate l'anima per studiare.
Però li vedevo spesso in giro per la mia cittadina, e non avevano l'aria molto sciupata dallo studio.

A chi vuole fare medicina, al di la del fatto che sia giusto o ingiusto, dico: STUDIATE come dei matti, studiate le cose che servono per passare i test, anche se poi inutili nella professione, e passerete.

Se questa è la missione della vostra vita, troverete la forza per studiare anche 12 ore al giorno.
Se pensate che sia troppo, fatevi qualche domanda.

#138
Utente 122XXX
Utente 122XXX

gentile dottore, ma lei ha provato a fare i test? o parla per sentito dire? Io ci ho provato e devo dire che li ho trovati molto ma molto semplici. specialmente le famigerate domande di logica.
tra l'altro per entrare quest'anno serviva un punteggio di 40 che significa azzeccare metà dei 60 quesiti. Cioè 30 domande su 60. visto che ogni domanda dava 1,5 punti. con 30 domande giuste e qualche domanda sbagliata (si levavano 0,4 punti) si raggiungeva tranquillamnete il punteggio minimo. Non vedo proprio dove sia tutto questo scandalo.
Anzi è il modo migliore per non far passare i figli dei medici in modo automatico. W il test di ingresso. una delle poche selezioni a medicina, visto che come confermato da voi dopo la scuola di specializzazione, una volta entrati, non prevede bocciature.

#139
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Buon per te, caro ragazzo, che hai superato il test e quindi i miei migliori auguri per il tuo futuro.
I test sono un abuso e verosimilmente anticostituzionali e non certo sono i prodromi per diventare un buon medico.
La selezione è nella stessa professione che dovrai superare ogni giorno della tua vita, combattendo spesso contro meccanicismi e bizantinismi che nulla hanno a che vedere con la medicina.
Ho conosciuto bravi ragazzi che, pur avendo superato i test, non si sono laureati e altrettanto bravi che sarebbero potuti diventare ottimi medici, ma che non lo saranno perchè non hanno risposto che tempo fa a Manila.
Auguri sinceri e....studia, studia molto!

#140
Utente 122XXX
Utente 122XXX

Gentile dottore, forse sono stato frainteso. io non dico che è tutto in discesa e che si è sicuri che si sarà dei buoni medici.
Io la sto semplicemente invitando a leggere i test che trova qui:
http://www.accessoprogrammato.miur.it/2013/index.html
e potrà verificare da solo che non c'è nessuna domanda del tipo che tempo fa a manila. Ma domande normalissime di logica per valutare la capacità di problem solving.
per la chimica bastano le nozioni che si studiano al liceo scientifico (sempre se al liceo si è veramente studiato, io avevo 9 in chimica alla fine dell'anno).
per la matematica e la fisica idem, una domanda era sul quadrato di un binomio.
ora sono d'accordo con lei che domani un medico non userà mai il quadrato di un binomio e non userà nemmeno la legge generale dei gas perfetti (molti se la sono sicuramente dimenticata).
Ma è così in tutte le professioni.
Il mio commento è solo per far capire che le domande non sono così assurde come si dice, non sono assolutamente il nome e il cognome di tutti i cinesi della cina, ma sono conoscenze che uno studente che si è impegnato al liceo dovrebbe tranquillamente avere.
Poi va da se che se non le ha, potrebbe non essere colpa sua, potrebbe essere che ha avuto dei prof sbagliati etc etc...però nella vita è sempre così. e non si capisce perchè proprio nel test di ingresso di medicina si dovrebbe fare questa eccezione. Tra l'altro i test di ingresso ci sono anche ad architettura e a scienza della formazioen primaria, ma nessuno si strappa le vesti. quindi non vedo tutto questo astio. ultima cosa, non ho mai visto gente che ha superato il test di medicina e poi ha cambiato facoltà, anzi ho visto gente stare li pure più di 10 anni per prendersi la laurea. questo si, questo forse è sbagliato. non c'è mai nessuno che prende la facoltà e poi si accorge che non fa per lui, forse perchè dopo aver superato una barriare all'ingresso nessuno pensa che sia intelligente lasciare. in molte altre facoltà c'è sempre una piccola percentuale di persone che cambia facoltà, mentre a medicina no. questo probabilmente è colpa del test di ingresso.

#141
Dr. Armando Ponzi
Dr. Armando Ponzi

Caro utente,
anch'io sono d'accordo con lei sull'utilità dei quiz: rimango scettico però sulla natura dei quiz stessi: saprà certamente che in USA, patria dei quiz, essa è diventata scienza con tanto di necessità di definire le domande in modo univoco ed usarle come 'sonda' per definire parametri specifici.
Orbene qui da noi sono al rango di 'barzellette umoristiche' gestite da gente inadatta alla loro formulazione e somministrazione.
Se le chiedessi come si chiamava il cugino di don Rodrigo dei Promessi Sposi, saprebbe rispondere?
Forse no, ma magari è il discriminante che non la farebbe accedere alla facoltà.
Nel principio concordo, ma, nell'applicazione, italiana, in lingua italiana(notoriamente poetica),dissento fortemente.

#142
Utente 122XXX
Utente 122XXX

che siano migliorabili è fuori discussione. che siano necessari penso che sia dovuto al fatto che l'acquirente è unico e cioè lo stato visto che l'80% dei medici che usciranno dall'università andranno a lavorare in ospedali pubblici, quindi per lo stato sarebbe assurdo spendere soldi per formare persone che poi alla fine non potrebbero lavorare.
ma secondo me il punto sul quale bisognerebbe battersi ma che pochi trattano è un altro.
Bisogna aumentare il numero di posti letto e di conseguenza di medici. non se ne può più di gente che va al ps e si hanno problemi a ricoverarli perchè non si hanno posti letto.
pochi sanno che il numero dei medici italiani è pressocchè uguale al numero dei medici tedeschi, con la differenza che i posti letto per 1000 abitanti della germania sono il doppio di quelli dell'italia. i posti letto tedeschi sono 6,5 contro i nostri 3,5. questo per me è assurdo. aumentando i posti letto, si garantirebbero servizi adeguati ai cittadini che pagano fior fior di tasse, si potrebbero aumetnare i medici da assumere e di conseguenza il numero di posti a disposizione nelle università.
di contro si dovrebbero utilizzare le classifiche che escono per prendere provvedimenti contro medici e reparti che non funzionano.
ho visto le classifiche del sole 24 ore.
l'ospedale della mia città ha una mortalità a 30 giorni per bpco recidivante di 4 volte la media nazionale, e la stessa cosa era l'anno scorso. per me questo è totalmente assurdo. perchè non si prendono questi dati per capire dove è il problema e risolverlo? potrebbero essere i medici, o gli infermieri, o il coordinamento con altri reparti, invece non si fa niente. questo per me è assurdo, quella media di 4 volte superiore vuol dire che della gente è morta perchè è stata ricoverata in quell'ospedale e che se veniva ricoverata in un altro ospedale a quest'ora era viva. a dir poco sconvolgente. posso capire che non tutti gli ospedali siano uguali ma avere medie 4 volte superiori mi sembra assurdo.

#143
Utente 334XXX
Utente 334XXX

Anche io ho 20 anni e un sogno di una vita che spero non sia destinato a rimanere nel cassetto: fare il medico.
Ho memoria di aver sempre e solo voluto fare questo della mia vita, una forte motivazione che mi spinge a riprovare per la seconda volta, il prossimo aprile, a superare questo maledetto ed inutile test.
Se non dovessi farcela sarebbe una tragedia, vedrei ogni mio più grande desiderio distruggersi davanti agli occhi.
Farei la valigia, definitivamente, per andare a studiare all'estero, dove viene premiata la costanza e non la fortuna; si, "fortuna" perché di questo si tratta. Domande stupide, mal strutturate, ideate per "segare le gambe" in partenza a chi davvero vuole fare il medico!
Mi fa rabbia pensare che molti degli studenti che superano il test mollano dopo poco, non concludono il percorso che hanno avuto la fortuna di poter intraprendere.
E intanto io, come molti altri ragazzi, sono qui a sperare di diventare cardiochirurgo, a dedicare il mio tempo al volontariato in croce rossa, consapevole ogni giorno di più che la medicina è la mia strada.

#144
Utente 334XXX
Utente 334XXX

Anche io ho 20 anni e un sogno di una vita che spero non sia destinato a rimanere nel cassetto: fare il medico.
Ho memoria di aver sempre e solo voluto fare questo della mia vita, una forte motivazione che mi spinge a riprovare per la seconda volta, il prossimo aprile, a superare questo maledetto ed inutile test.
Se non dovessi farcela sarebbe una tragedia, vedrei ogni mio più grande desiderio distruggersi davanti agli occhi.
Farei la valigia, definitivamente, per andare a studiare all'estero, dove viene premiata la costanza e non la fortuna; si, "fortuna" perché di questo si tratta. Domande stupide, mal strutturate, ideate per "segare le gambe" in partenza a chi davvero vuole fare il medico!
Mi fa rabbia pensare che molti degli studenti che superano il test mollano dopo poco, non concludono il percorso che hanno avuto la fortuna di poter intraprendere.
E intanto io, come molti altri ragazzi, sono qui a sperare di diventare cardiochirurgo, a dedicare il mio tempo al volontariato in croce rossa, consapevole ogni giorno di più che la medicina è la mia strada.

#145

Ragazzi, sembra che la nostra Ministra della Sanità abbia letto questo BLOG.

Sursum corda!!! ovvero "In alto i cuori" (per chi non ha fatto il liceo)

#146
Utente 348XXX
Utente 348XXX

La sanità pubblica in Italia funziona malissimo, è inutile girarci intorno! a Milano forse le cose andranno un po' meglio, ma a Roma la situazione fa schifo! c'è poco da fare: se non hai i soldi, sei curato male anche qua! avete mai provato a prenotare un esame medico (gastroscopia, colonscopia, risonanza magnetica, TAC), pagando solo il ticket? a Roma, i tempi di attesa, arrivano anche a 12 mesi! se hai urgenza di fare quegli accertamenti (come nel 90% dei casi), paghi tutto in intramenia e ti danno l'appuntamento dopo soli 4 giorni. signori miei, questo è uno SCANDALO! ho fatto qualche mese fa una visita specialistica in un ospedale, pagando il semplice ticket di 34 euro. la "visita" è durata 10 minuti 10, con il dottore che, mentre ascoltava ciò che gli dicevo, parlava al telefono con i suoi amici e pazienti! insomma, la situazione della sanità italiana è VERGOGNOSA!

#147
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Gentile Utente,
non sarei così drastico nel giudizio sulla Sanità Italiana. Mi pare che anche una recente statistica abbia annoverato l'Italia al 4° posto, nel mondo, per la qualità ed efficenza della nostra Sanità.
Certo la perfezione non la raggiunge nessuno. Ricevo spesso, grazie a Internet, lamentele di pazienti persino dalla Svizzera tedesca (il che non è poco!).
Purtroppo possono esistere ( ed esistono) situazioni riprovevoli, ma non è la regola, anche se una certa differenza tra Nord e Sud purtroppo bisogna ammetterla (a svantaggio del Sud).
Spesso è considerato un "trucchetto" quello di dilazionare di molto gli esami con il SSN al fine di avere, a pagamento, l'esame in tempi brevi.
Ma non sempre è così e comunque non mi pare sia la regola.
Quel che si dimentica è che visite ed esami richiesti con il ticket (SSN) sono di gran lunga in numero superiore rispetto alle richieste di visite ed esami privati.
E' come se ci si lamentasse di dover acquistare un biglietto del treno di 1° classe perché la 2° è piena.
Inoltre non sempre gli esami richiesti sono di urgenza tale da non poter attendere qualche mese.
Certo un maggior controllo da parte delle Istituzioni preposte ci dovrebbe essere sia per evitare eventuali abusi, sia per contenere le prescrizioni di esami, molto spesso richiesti dal medico (specialista e non), a casaccio e senza che siano la conseguenza di un buon esame clinico diagnostico.
Altro luogo comune da sfatare sarebbe quello che un medico che visita in meno di 10 minuti, effettua una visita senza interesse e superficiale, quindi non soddisfacente.
Un medico, soprattutto se di lunga esperienza, può eseguire la visita ricercando segni e sintomi essenziali, senza dilungarsi inutilmente.
Per quanto riguarda il medico che,in presenza del paziente si dilunga in telefonate, togliendo tempo alla visita del paziente, è un comportamento maleducato di quel singolo medico e, come si dice, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio.
Può, si, capitare che durante la visita (anche a pagamento) giunga al medico una telefonata di un paziente cui non si può fare a meno di rispondere ma, se non si prolunga, è tollerabile, mentre lo sarebbe di meno se la telefonata è dell'amico o della moglie o dell'amante. Ma questo dipende dal singolo individuo non dalla Sanità,
Un cordiale saluto.

#148
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Io non nego che in Italia ci siano ottimi medici, anzi, alcuni di loro sono tra i migliori al mondo e che ci vengono invidiati all'estero (penso, per esempio, a Mandelli, Veronesi, Dulbecco, etc). ciò che è "scadente" è il servizio sanitario pubblico, che si sta inesorabilmente avviando ad essere privato o privatizzato. io credo che tra 20 anni, la sanità pubblica non esisterà più in Italia. c'è poco da fare, le cure mediche costano e chi non ha i soldi (o un'assicurazione che possa coprirne i costi), si attacca al... per dirle, mia madre (che ha 83 anni) si sta sottoponendo a delle cure chemioterapiche una volta alla settimana in un noto ospedale romano per un mieloma multiplo. bene, lei, insieme ad altri malati con la stessa patologia, ogni Lunedì o Giovedì si presenta alle 8.00 per la terapia (che è solo un'iniezione sull'addome) e l'attesa è mediamente di 4 o 5 ore... tutta una mattinata per fare una semplice punturina (e nella sala di aspetto, ci sono al massimo 20/30 persone). la scorsa volta è stata là dalle 8.00 alle 14.00!

#149
Dr.ssa Angela Pileci
Dr.ssa Angela Pileci

Sono del parere che il test in ogni facoltà sia necessario. In fondo si tratta di un primo screening, chi lo passa e non è davvero motivato molla immediatamente e chi invece è davvero motivato e si impegna a sufficienza passa il test.
Questa è stata la mia esperienza con il test di ingresso alla facoltà di psicologia. E' vero, è stata una grandissima seccatura trascorrere l'estate dopo la maturità ad esercitarsi sui test e sulle infinite nozioni di cultura generale, ma in fondo anche molti dei concorsi pubblici sono strutturati in questa maniera.
Resto anche dell'idea che le facoltà universitarie come Medicina (ma non solo) dovrebbero essere aperte a chi proviene dal liceo classico.

#150

Cara Angela,
mi sembra che un pò ti contraddici. Ritieni che i test di ingresso sono necessari, ma subito affermi che dovrebbe esserne esentato solo chi ha studiato al liceo classico.
Quanto dici è condivisibile, ma bisognerebbe tornare alla vecchia riforma che consentiva l'accesso alle facoltà universitarie soltanto a chi aveva frequentato i due indirizzi di Liceo.
Credo che sia una utopia, per cui ritengo sia giusto consentire il <diritto> a tutti di studiare la disciplina che interessa o che sembra interessare.
Solo una volta iniziata la Facoltà, la selezione dovrà essere rigorosa, non prima perché, ripeto, i test vanno contro il dettato Costituzionale che garantisce a ognuno il diritto allo studio, ovvero il diritto a poter studiare.
E a tal proposito non comprendo come solerti Giuristi non abbiano mai sollevato il principio di incostituzionalità dei Test di ingresso ad alcune Facoltà.

#151
Dr.ssa Angela Pileci
Dr.ssa Angela Pileci

Ciao Giovanni! Forse sono stata fraintesa, non credo che chi proviene dal classico non debba fare il test di ingresso. Secondo me quella del liceo classico è la migliore preparazione che uno studente possa avere e quindi valida per accedere alle facoltà. Certamente tra questi farei comunque il test. Questa la mia idea.

#152

Una domanda, cara Angela: che cosa (secondo te e secondo chi sostiene la necessità dei test) si deve intendere per "diritto allo studio" ?
Se poi ( e posso essere d'accordo con te) chi ha frequentato il Liceo Classico ha acquisito cultura e "forma mentis" adatte ad affrontare ogni Corso di Studi, mi spieghi perché debba sottostare a quegli stupidi Test?
Chi ha coltivato la cultura classica potrebbe trovarsi svantaggiato nei Test dove ci sono domande cui può rispondere chi nel proprio bagaglio ha letture di Diabolik, Topolino, La Settimana Enigmistica, qualche romanzetto e non certo Autori del calibro di Tolstoj Dostevskij e simili.
Ti pare?

#153
Dr.ssa Angela Pileci
Dr.ssa Angela Pileci

Ma proprio per garantire il diritto allo studio di chi davvero vuole studiare e non solo scaldare un banco i test, che sono selettivi, sono utili. D ' altra parte le tasse universitarie pagate dagli studenti (o meglio dai genitori nella maggior parte dei casi) non sono sufficienti per coprire tutti i costi. Invece se ci fosse una maggiore selezione, anche molti soldi potrebbero essere risparmiati.
Io provengo dal liceo classico e credo di ricordare che, nonostante fosse davvero mooolto impegnativo e tosto, vi era anche modo di coltivare altri interessi e letture!
Come studentessa io non ho vissuto in una bolla autistica fatta di classici :-)

#154

Non hai risposto alla mia domanda! La selezine deve avvenire nella disciplina che si intende studiare e non sui quiz. Non avrò diritto di andare avanti nel corso di studi se non supero almeno con la media del 24 il biennio, non se non so chi è il sottosegretario alla Marina Mercantile o chi ha vinto Sanremo nel '56.
E' così che si evita di avere individui che scaldano il banco, non presupponendo che chi non supera il test sarebbe stato uno scalda- sedia.
Non comprendo come i sostenitori dei Test a loro volta non comprendano che i quiz operano una selezione numerica non certo delle attitudini allo studio.
E' una discriminazione stupida, ingiustificata e anti costituzionale.

#155
Dr.ssa Angela Pileci
Dr.ssa Angela Pileci

Sul fatto che debba esserci un blocco per scremare anche durante il percorso sono d ' accordo. Quella della media dei voti potrebbe essere un ' idea interessante.
Poi i test di ingresso sono diversi, suddivisi in diverse prove, non solo cultura, ma anche logica e non escludo che il test possa anche indicarci le attitudini.

#156

Contnui a non rispondere alla mia domanda: Come garantisci il diritto allo studio (sancito dalla Costituzione) utilizzando una selezione, direi, quantitativa e non qualitativa?
L'attitudine a quel determinato Corso di Studi la valuti studiando quella Disciplina, non presumendo che tale attitudine non ce l'abbia!
E poi perché devi "preventivamente" valutare l'attitudine di chi vuol studiare Medicina e non di chi si iscrive in Giurusorudenza?
Un caro saluto

#157

Carissima Angela,
non vorrei apparirené insistente né provocatore, ma non avendo ricevuto risposta all'ultima mia replica, in virtù del "chi tace acconsente", mi sentirei autorizzato a ritenere che tu condivida il mio pensiero.
Una buona domenica

#158
Utente 219XXX
Utente 219XXX

Be', in alternativa c'è sempre il modello inglese. Lì la selezione avviene basandosi sui risultati delle scuole superiori e su un colloquio fatto nell'università scelta. Si entra a medicina, ad esempio, solo se si hanno delle buone valutazioni in determinate materie scientifiche (chimica, biologia, ecc.) conseguite durante la scuola superiore.

#159
Dr.ssa Angela Pileci
Dr.ssa Angela Pileci

No, Giovanni, eccomi qui! Mi era sfuggita la tua replica... Io non credo che il test di ingresso debba riguardare solo la facoltà di Medicina, tant'è che che -come ti ho scritto sopra- anche ai miei tempi c'era il test d'ingresso a Psicologia. Ma esattamente come avviene per la selezione al lavoro, è indispensabile un test che misurerà il candidato in quel momento e non al lavoro. Anche perché non sarebbe possibile testare ogni lavoratore sul campo e allo stesso modo non sarebbe possibile testare gli studenti sul campo. Buona domenica anche a te!

#160

Credo che tu ti riferisca ai Test attitudinali che possono essere validi (con molta riserva, però a parer mio) nell'assunzione di un lavoratore in determinate specifiche attività.
Per esempio chi viene assunto in una Banca o alle Poste seguirà un Corso abilitante o similare, ma non verrà sottoposto a test.
La classe di mia sorella, per esempio, (ora a 2 anni dalla pensione) quando era alla scuola media fu sottoposta a test attitudinali. Ebbene! Fu giudicata inidonea a proseguire gli studi consigliando la frequenza della "scuola differenziale" (che ora non esiste più).
Invece si iscrisse al Magistrale ottenendo il diploma a pieni voti. Ha insegnato per 40 anni contribuendo con successo a formare generazioni di giovani.

Ma alla mia domanda: come garantisci il diritto allo studio? non hai ancora risposto.
Ciao

#161
Dr.ssa Angela Pileci
Dr.ssa Angela Pileci

Il diritto allo studio è già garantito dalla scuola obbligatoria. Poi, come hai detto anche tu, ci vuole un minimo di impegno che può stare nella media dei voti ad esempio. Oppure dalla frequenza del liceo classico per tutti coloro che hanno già intenzione di iscriversi all' università e dalla media. Oppure dal test di ingresso. Diritto allo studio secondo me non significa pretendere di sprecare denaro pubblico e opportunità per altri.

#162
Utente 390XXX
Utente 390XXX

Gentili dottori e professori,
A mio modesto parere, studente di medicina del 4 anno, questo test di accesso è l'unica ancora di salvezza per questo sistema accademico e sanitario. Voi parlate di test impossibile, voi parlate di raccomandazioni, ma la realtà è ben diversa. Lungi dal voler definire il nostro sistema un modello meritocratico e perfetto così com'è, vorrei solo dire che questo test di ammissione è un semplice test per il quale se studi e meriti lo passi senza molta fatica. Basta essere buonisti e basta dire che è anticostituzionale. Sarebbe anticostituzionale se la selezione fosse in base a target economici e quant'altro ma in realtà in questa buffonata chiamata Italia questo test è l'unica vera cosa definibile meritocratica. Sempre per esperienza personale, a distanza di 5 anni (ebbene si 5 anni visto che il primo anno non lo passai) guardandomi intorno e vedendo i miei colleghi di studio con i quali intrapresi questa sfida, volendo esprimere un giudizio alla fine si, chi meritava veramente anno prima o anno dopo c'è l'ha fatta, chi non meritava non è entrato. Dimenticate per un momento di parlare dei vostri figli nipoti e parenti e per un secondo guardateli come semplici concorrenti uguali a tutti gli altri. Se non ce l'hanno fatta è perché semplicemente non meritavano.
Da uno studente che non ce l'ha fatta la prima volta ma che non si è arreso, ha sacrificato un anno della sua vita studiando e non facendo altro per arrivare all'anno successivo e raggiungere addirittura la posizione di poter decidere dove fare medicina , se in una pubblica o in una privata. Ah e sono figlio di contadini, per cui ve lo assicuro non ho raccomandazioni.
Cordiali saluti.

#163
Utente 219XXX
Utente 219XXX

Bravo! Sono d'accordo con te e in bocca al lupo per i tuoi studi :)

#165
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

<è un semplice test per il quale se studi e meriti lo passi senza molta fatica.>
E perché invece se uno studia e merita non deve "passare" l'esame di laurea dove si giunge con molta fatica e molti sacrifici?

Hai perso un anno prima di passare il test, molti, pur bravi, ne hanno persi 3 o 4 prima di passarlo o di rinunciarvi.
Succede quindi che sarà sempre più difficile laurearsi im Medicina a 24 anni, ma anche a 26 o 28 o anche 30.
Che ne dicono i sostenitori dei test se si ripristinasse il limite dei 30 o 35 anni per partecipare ai concorsi o comunque per essere assunti?

A questa stregua, sicuro di incontrare il favorevole sostegno di chi crede di selezionare i futuri migliori medici con test da settimana enigmistica, allora io proporrei che al test possa partecipare solo chi ha conseguito la maturità con il voto più alto e non più di una sola volta.

#167
Utente 394XXX
Utente 394XXX

Buongiorno, secondo me il test di ingresso deve essere obbligatorio, aiuta a motivare gli studenti e futuri dottori e sono d'accordo con l'utente 390184.

#168
Utente 396XXX
Utente 396XXX

Salve a tutti, innanzitutto complimenti per lo spazio dedicato al dibattito sempre molto attuale. Sono studente del secondo anno di Medicina, l'anno scorso sono entrato con una buona posizione in graduatoria, ma è stato anche l'anno di una valanga di ricorsiti. Questa è la vera ingiustizia, io ho "buttato" un anno perchè non sono entrato alla prima, ma ho lavorato sodo per preparare un test tanto snervante quanto indispensabile, ed altri che si son divertiti d'estate -e d'inverno- con 25€ di coletta hanno il posto!
Tutti i docenti si lamentano unanimamente della condotta, il Prof di Anatomia ha detto di non aver avuto, in più di 20 anni di didattica, un'aula come la nostra: si fa fatica a sentire le lezioni perfino con il microfono, si sentono chiacchere, risate ed addirittura qualcuno cantare.. Sembra di essere tornati a scuola!
Voi pensate che andando avanti gli elementi di disturbo si perdono? No cari colleghi, vi cito una frase del prof di Fisiologia: "noi professori ormai siamo come in una fabbrica, ci vengono richiesti 100 bulloni e noi li dobbiamo sfornare in 6anni, non vi è filtro nel percorso, non c'è più meritocrazia".
Ma questo processo di filtrazione va fatto in aggiunta al test non in sostituzione! Anche perchè per via dei ricorsisti una marea di esami siamo costretti a farli a crocette(=cagnara).
Il test serve perchè Medicina fa gola a tanti, ma pochi hanno la testa per diventare medico. Sul fatto che sia anticostituzionale non mi trovo d'accordo perchè si può studiare, avendone la capacità di farlo (al livello del CdL di MeC). Il medico deve avere una mente logica per indagare e risolvere problemi, e deve essere pronto ad immagazzinare una mole di informazioni non indifferente, per cui perchè non mettersi alla prova fin dal principio?
Io ho studiato bene -finito il liceo scientifico- biologia e chimica, ripassato fisica e matematica (di cui è richiesto un livello base) ed esercitato il ragionamento logico. Niente raccomandazioni, niente studio di Topolino e festival Sanremo.
Non son mai stato particolarmente bravo a scuola, ma vi posso garantire che oltre ai "piccoli geni" ci sono tanti ragazzi che con l'impegno e il proprio interesse (che nella scuola è quasi sempre criminalizzato) si può passare il test ed avere una carriera universitaria brillante.
Tra l'altro il test è riflesso del programma del primo anno, senza quelle nozioni non si dovrebbe comunque andare avanti!
Vorrei precisare anche che perdere un anno di scuola o mancare il massimo alla maturità è l'insuccesso più irrilevante della propria formazione.. La maturità è oggettivamente una pagliacciata!
Darei più peso alle prospettive lavorative, per migliorare il SSN in qualità, rapidità ed economia.
Il tema delle assicurazioni non lo tocco perchè non fa parte delle mie competenze.
Cordiali saluti

#169
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Bene! Allora può benissimo agurarsi di ripetere il test per altre due-tre-quattro volte.
Fa bene studiare, repetita iuvant!

Cari saluti e in bocca al lupo per i prossimi esami, consigliandoLe però, visto che i prof devono sfornare laureati come bulloni da una fabbrica, di rifiutare il voto se dovesse essere meno di 26/30

#170
Utente 293XXX
Utente 293XXX

Anche secondo mi il test di ingresso alle Facoltà è un male necessario, sono favorevole perchè utili, non solo per la motivazione dello studente

#171
Utente 416XXX
Utente 416XXX

Buongiorno,
avevo piacere di esprimere il mio pensiero sulla discussione relativa al "numero chiuso" alla facoltà di medicina.
Concordo totalmente con il dott.Migliaccio.
Sono dell'opinione che il "numero chiuso" sia profondamente anticostituzionale.
La nostra Costituzione garantisce infatti il diritto allo studio fino al massimo grado.
Di fatto, se io pongo un limite agli accessi, contravvengo alla Costituzione.
Inoltre, la selezione è profondamente ingiusta, in quanto stabilisce, ad esempio, che per quall'anno verranno ammessi i primi 100 studenti che hanno superato i test: bene....è il 101esimo? Il 101esimo è meno capace del 100esimo?
Cioè il numero 100 è capace e meritevole e il 101 no?... :-)
Concludo dicendo, che tutti nella vita, se hanno un sogno e si impegnano, hanno il diritto di vederlo realizzato: e questo diritto deve essere garantito dallo Stato, così come previsto dall nostra Costituzione.
Qualcuno mi dirà: "bè ma occorre fare una severa selezione a monte in quanto poi dopo se escono troppi medici non trovano lavoro..sono troppi.
Io risponderei: " la selezione la fa la natura (l'aveva già detto un certo Darwin se non sbaglio) non c'è bisogno dei test e quella selezione si è sempre rivelata la più giusta.
Chi non è dotato si fermerà da solo al primo anno, o magari al secondo, come è sempre successo prima dell'entrata in vigore dei test.
Grazie per l'attenzione

#172

Infatti è molto meglio rendere più difficili gli esami da superare che impedire di prepararli.
Ma, caro utente, i giovani protestano per la TAV e non per l'abolizione del test di ingresso.
E, come spesso succede in Italia, se protesti forse ottieni qualcosa, se te ne stai in silenzio, invece......

Cordiali saluti

#173
Utente 416XXX
Utente 416XXX

Buongiorno dott.Migliaccio,
Lei, ha inoltre ha appena toccato, un aspetto che ritengo molto interessante, e cioè come si pongono i giovani d'oggi rispetto a ciò che gli accade e che condizionerà inevitabilmente, in un modo o nell'altro, il loro avvenire.
Il mio parere, quello che vedo io, sono purtroppo generazioni prive di passione, quella passione che ti fa interessare attivamente, sprizzare gioia ed energia per un ideale, un obiettivo, un idea di se stessi e del mondo. In una parola: la vitalità, che è stata sempre propria dell'essere umano.
Oggi manca totalmente, vedo giovani, e meno giovani, inebetiti davanti allo smartphone e ai tablets. Questi strumenti, seppur utili, se male usati hanno lo stesso effetto del cloroformio, anestetizzano, impedendo alle emozioni di emergere e di confrontarsi.

#174
Utente 122XXX
Utente 122XXX

chi si lamenta di più dei test di ingresso non sono gli studenti ma i medici. per un motivo molto chiaro, i test di ingresso rendono più difficile e selettivo per i figli dei medici, fare medicina.
io sono favorevole ai test di ingresso perchè rendono meritocratico l'accesso e non elitario.
ero anche io favorevole all'abolizione del test, poi ho parlato con medici che hanno fatto medicina poco prima (attenzione poco prima e non anni e anni prima) che introducessero i test, i quali mi hanno raccontato di lezioni fatte in teatri. Purtroppo, senza il test a medicina si iscriverebbero (senza esagerare) cinque volte gli iscritti attuali facendo crollare tutto il sistema. Ricordiamoci che attualmente la stragrande parte dei medici viene assunto dalla sanità pubblica. Quindi ci sarebbe un grande problema di disoccupazione dei medici se si lasciasse libero accesso alla facoltà perchè si continuano a fare tagli alla sanità pubblica.

Vorrei direi ai cari medici che tanto si affannano per i propri figli, di lasciarli liberi. Probabilmente se non passano il test è perchè non vogliono fare davvero quello. Se un figlio di un medico davvero ci tiene a passare medicina, sicuramente passerà i test.
E ribadisco, visto che una selezione bisogna farla, la migliore selezione la fa il test di ingresso. Tutti i miei amici che hanno fatto medicina e sono entrati con i test, ora sono ottimi medici, preparati e capaci. Chi non è passato alla prima volta, è passato la seconda volta.
Vi avviso inoltre che il vero scandalo non è tanto il test di ingresso, ma il fatto che quest'anno i posti nelle Pubbliche saranno ulteriorimente ridotti mentre i posti nelle Private saranno aumentati. Insomma dopo tante lamentale, invece di aprire il diritto a tutti, lo si sta aprendo ai figli dei più abbienti. Conosco molti che vanno nelle università private di medicina e sono quasi tutti figli di medici (gli unici che si possono permettere quelle rette esorbitanti).
invece di voler abolire il test di ingresso, si dovrebbe aumentare il numero di posti alle Pubbliche, in modo da dare la possibilità di ingresso ai migliori e non creare una corsia alternativa per i più abbienti, riducendo quella della Pubblica.

#175
Utente 416XXX
Utente 416XXX

Gentile 122993,
premetto che non sono un medico.
Mi consenta di non essere d'accordo con quanto da lei gentilmente esposto nel suo precedente post, e le spiego il perchè nel dettaglio:

1- i figli dei medici, hanno, per questa loro caratteristica familiare, più possibilità di superare i test, e non per via delle conoscenze o raccomandazioni, ma semplicemente perchè sono più preparati, avendo vissuto già da piccoli, in un ambiente dove tutto "parlava" di medicina e quindi arrivano naturalmente più preparati e predisposti al superamento dei test, è una cosa naturale. Tutto questo ovviamente non è una regola certa e assoluta, tuttavia è abbastanza verosimile.

2- Troppe iscrizioni farebbero "crollare il sistema"...????
Troppe iscrizioni ci sono state sempre e non mi risulta che sia mai crollato nulla: aggiungerei che tutti i premi Nobel Italiani per la medicina ci sono stati senza il numero programmato, per cui la qualità non si discute.

3- Disoccupazione???
nel corso della mia vita, l'ambito medico, è il solo in cui non ho mai incontrato neppure 1 disoccupato.
Di medici tra l'altro, come pure di strumenti diagnostici, ce ne sarebbe più bisogno di ora, visti i tempi che bisogna attendere per fare anche una semplice visita specialitica (mesi quando va bene).

#176

Caro Utente 122993,
Lei, mi scusi, sbaglia totalmente analisi soprattutto quando afferma che i test sono più difficili per i figli dei medici. Mi piacerebbe sapere su quali elementi fonda tale convinzione e perché sarebbero più facili per i figli di un ingegnere o di un tramviere.
Caro Utente, la meritocrazia si deve valutare nel tempo, non in 1 ora di quiz che, tra l'altro, non richiedono una preparazione specifica e seria, ma solo una buona conoscenza della Settimana Enigmistica..
Nessuno può giudicare se un candidato è in grado di studiare Medicina sulla base dei quiz (quindi quale merito si ha superandolo?), mentre lo si può giudicare se supera con una buona media gli esami di Anatomia, Fisiologia ecc. ecc.

Tali esami dovrebbero essere più difficili e non superabili se il candidato non dimostra una preparazione che valga almeno la votazione di 25/30

Quando non c'era il numero chiuso le aule dei primi due anni erano affollate, poi negli anni successivi le aule erano quasi vuote.
Molti iscritti al primo anno si sono "persi " per strada e alla Laurea ne sono giunti meno della metà.
Come vede non sono i test a fare o non fare un medico, ma gli esami che si superano fino alla Laurea.
E poi non è sufficiente neanche questo perché un Medico studia e lavora tutti i giorni e molte notti, e non su argomenti dei quiz, ma su volumi di migliaia di pagine ciascuno.

Una buona giornata

#177
Utente 122XXX
Utente 122XXX

non sono d'accordo e le spiego il perchè:

1) se i figli dei medici passano il test perchè sanno di più degli altri visto che vivono da sempre nell'ambiente medico, io non ho nessun problema a riconoscergli il merito. Quindi non capisco quale sia il suo problema. Il mio commento non era rivolto ad impedire ai figli di medici di fare medicina, ci mancherebbe. Il mio commento era rivolto a dire la discriminante deve essere il merito chiunque lo abbia e non il fatto di essere figlio di. Se il figlio di un medico è più meritevole di altri, DEVE assolutamente entrare. il merito lo si stabilisce con il test.

2)assolutamente si, le attuali facoltà non possono reggere un numero di iscritti uguale a cinque volte il numero attuale.

3) si sbaglia e di grosso. I miei amici laureati in medicina sono tutti in francia a lavorare. guardi che in italia le assunzioni di nuovi medici (a tempo indeterminato) nel pubblico sono bloccate da anni.

#178
Utente 416XXX
Utente 416XXX

1- E infatti è il merito. Io penso che i test attuali, se è vero come si dice, che sono super controllati per garantire la parità e la giustizia per tutti, sono sicuramente imparziali e uguali per tutti, per i figli dei medici e per tutti gli altri.
In realtà però lei esordisce dicendo che i test li vogliono togliere i medici per rendere meno difficile l'ingresso dei figli alla facoltà: ora...e mi ricollego al mio discorso di cui sopra, i figli dei medici, proprio per quello che le dicevo, tendenzialmente, ce la fanno sia se ci sono i test sia se non ci sono appunto perchè, per la loro storia, arrivano più preparati e predisposti. Quindi test o non test è indifferente per loro.


2- le facoltà di medicina esistono dalla notte dei tempi e hanno visto numeri elevatissimi di studenti, però ripeto, non mi sembra che siano mai entrate in crisi, me ne citi una.

3- Dunque, bisogna tener presente, che in questi ultimi anni i lavoro e le professioni sono cambiati per tutti, proprio perchè è cambiato il mondo. Oggi, non c'è più il singolo Stato, non c'è più l'Italia, ma c'è l'europa, il mondo globalizzato.
Le persone e le merci si spostano e circolano al di fuori dei singoli confini per cui quello che lei cita è vero ed è fisiologico.
La laurea in medicina e la specializzazione rappresentano un livello di istruzione e preparazione talmente elevati che stento a credere che un medico possa rimanere disoccupato.
Certo, all'inizio, come in tutti i lavori e professioni, ci sarà da imparare e essere un po flessibili, ma nel giro di un po di tempo stia pur certo che un medico lavora e si stabilizza.

#179
Utente 122XXX
Utente 122XXX

forse non ci siamo capiti.
Io non sono nè contro i medici nè contro i figli dei medici come lei vorrebbe in modo errato leggere il mio commento anche se non c'è la minima traccia di questo nel mio commento.

Il test stabilisce il più meritevole come anche da lei affermato, quindi non vedo assolutamente quale sia il problema.
Le università italiane non hanno i mezzi per accogliere un numero di studenti di medicina 5 volte il numero attuale. Vuole la prova? la prova è nel fatto che quando ci sono le persone che entratno tramite ricorso come successo due anni fa (e in quel caso secondo me il ricorso era giusto), le università si lamentano con il ministero e tutti sono concordi che le aule non bastano e che il sistema va in tilt. Se il sistema va in tilt con i pochi ricorrenti che riescono ad entrare in più, figuriamoci aprendola a chiunque.

#180
Utente 122XXX
Utente 122XXX

per essere più chiari e spazzare tutti i dubbi, io sono contro i medici che vorrebbero far entrare i propri figli a medicina ma hanno dei figli che non sono meritevoli di entrare. Se il figlio del medico entra passando il test, lode a lui. in realtà il problema viene sollevato troppo spesso da medici, che hanno i figli che non riescono a passare i test, e vorrebbero comunque fargli fare medicina anche se non meritevoli.

#181
Utente 416XXX
Utente 416XXX

Gent.le 122993,
non ritorno, su quanto detto sopra, in quanto credo di aver esposto abbastanza chiaramente ed esaustivamente il mio pensiero.
Una cosa però, la più importante dal mio punto di vista, voglio dirla:
"Ogni studente che sia capace e preparato è meritevole di accedere alla facoltà ed intraprendere il corso di studi in oggetto".
I capaci ed i meritevoli, non sono solo i primi 100 che quella determinata università ha stabilito per quell'anno di accettare. Anche il 150°, 160°, 200° etc. etc. etc. sono capaci e meritevoli e pertanto hanno il sacrosanto diritto di potervi accedere e perseguire il proprio obiettivo. Tutto questo è il principio di LIBERTA' che è fondamento e base imprescindibile della vita.

#182
Utente 122XXX
Utente 122XXX

capaci e preparati = la capacità e la preparazione si misura appunto con il test di ingresso.
se pensa che sia incostituzionale come tuonato da lei, allora faccia un bell esposto alla corte costituzionale.
se pensa che il problema sia il 100 e il 101, allora basta aumentare i posti, cosa che invece non si sta facendo come già spiegato prima.
Il fatto che i posti nella pubblica diminiuscono e aumentano quelli nella privata non scandalizza nessuno, questo è il grave problema. Probabilmente nessuno si lamenta di questo, perchè coloro che si lamentano trovano ottima l'alternativa (e hanno i mezzi) di mandare i figli nella privata dove entra praticamente chiunque.

#183
Utente 416XXX
Utente 416XXX

Mi perdoni, ma non è assolutamente vero che la capacità e preparazione si possono misurare con dei semplici test....

1- innanzitutto, non sono in grado di misurare la motivazione di una persona, il suo grado di empatia, la capacità di rapportarsi al paziente, lo spirito di osservazione, l'intuito, le capacità di analisi etc. etc. etc.;

2- il loro superamento o non superamento può essere dovuto a dei fattori casuali che si determinano in quella breve mattinata in cui si svolgono;

3- la maggior parte delle domande non vertono sulla professione medica, quindi semmai valutano delle conoscenze generali, ma non quelle che servono al medico, e si potrebbe continuare..

In base a quanto detto sopra, si evince, che una persona è un qualcosa di complesso (per fortuna..), che non può essere valutata asetticamente con dei semplici test, in quanto si otterrebbe un risultato parziale e non veritiero.

Per quanto riguarda l'incostituzionalità (della quale sono fermamente convinto) stia sereno,..ops mi scusi, stia tranquillo, "stia sereno" di questi tempi non va molto di moda :-))) non ho il minimo interesse di fare alcun esposto, non ho infatti alcun interesse diretto nella questione.

E' solo una questione di principio, di libertà.
Mantenere il "numero chiuso", questo si, come diceva lei, significherebbe creare una classe "Elitaria", la classe dei "meritevoli", la quale è pur sempre una classe...

#184
Utente 122XXX
Utente 122XXX

il suo raggionamento è uno dei più fallaci e contradditori che abbia mai sentito.
è profondamente convinto che sia incostituzionale, ma non ci pensa minimamente a fare un esposto, tipico di una gran classe di italiani, i quali pensano che i diritti devono tutelargli gli altri e non loro stessi.
io non sono assolutamente sereno se lei non fa l'esposto, anzi sono molto più sereno se lo fa, perchè se davvero è anticostituzionale (e per me non lo è, ma io non sono la corte costituzionale) allora è bene anche per me che venga eliminato.

prima dice che il numero chiuso non è seleziona i migliori, poi dopo invece dice che seleziona si i migliori, ma questo costituisce comunque una classe. e addirittura lei è contrario a costituire una classe di migliori. beh se permette, io vorrei essere curato da un elite di migliori e non da una massa di mediocri.

i test non misurano i migliori? questo è tutta una sua personale opinione. Fino ad ora quelli che sono entrati e che hanno superato i test, sono ottimi medici. Fino ad ora i medici che sostengono tesi strampalate come che il cancro si cura con la dieta vegana, o con il bicarbonato o come la donna sarda (medico forse ora radiato) messo in luce dalle iene che diceva che il cancro si cura con la psicologia, sono tutte persone laureate in medicina e che erano entrate senza test....

i test sono lo strumento migliore che attualmente conosciamo. Anche la democrazia sembra avere tante falle, quando i cittadini eleggono mafiosi, o governi strampalati o governi che poi fanno buchi di deficit, ma è la migliore forma di governo fino ad ora sperimentata e non chiedo certo di sostiurla con la monarchia. il suo discorso è assolutamente utopistico, il problema è che ci sono esigenze reali, e cioè limitata disponibilità di aule, limitata disponibilità di laboratori, limitata disponibilità di medici e di strutture in generale. Invece di fare la lotta contro l'abolizione del numero chiuso, si potrebbe benissimo fare la lotto per aumentare gradualmente il numero di posti messi a disposizione in modo da dare la possibilità (ma sempre ai meritevoli) ad un maggior numero di persone. ribadisco, lei vuole abolire il test, i fatti invece dicono che nella pubblica quest'anno ci saranno 700 posti in meno perchè le università hanno detto che non riescono a formare 700 medici in più quest'anno. se non riusciamo neppure ad aumentare i posti di 700 unità mi spiega come facciamo ad aprire indiscriminatamente a tutti???

#185
Utente 397XXX
Utente 397XXX

Carissimo Dott. Migliaccio,
se bastasse "SOLO" questo per ostacolare l'iscrizione a medicina di un futuro medico, non esisterebbe più nessuno in grado di scoprire (ed applicare) quest'arte. Con ciò non voglio dire che non sono d'accordo con lei ,ma , sconsigliare alla gente di non iscriversi a medicina, un po mi fa riflettere (scusi la schiettezza) sul fatto che forse non fa il medico per pura passione. Ovviamente so per certo che dopo la laurea la strada non sarà facile, ma non credo sia giusto arrendersi... è responsabilità nostra (anche di medici già praticanti del mestiere) cercare di svegliarci e fare qualcosa per il bene di chi viene dopo di voi. Anche perché ci tengo inoltre a ricordare che volente o nolente, prima o poi, tutti ci ammaleremo; e dunque, (a meno che non vogliamo prendere esempio dal Dott. Rogozov) avremo tutti bisogno di qualcuno più giovane di noi che si prenda cura del prossimo.. Spero di non essere stato offensivo nei suoi confronti commentando quanto sopra citato (non è mia intenzione farlo), è solo un mio pensiero.

#186
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

All'utente n.122993 (che leggo solo ora, a luglio mi è sfuggito) rispondo di leggere meglio le mie opinioni in merito e comunque le riassumo.
La selezione deve essere fatta sulla base del merito e del rendimento su ciò che si studia, non impedendo di studiare perché non si conosce la capitale della Papuasia.
Vi sono metodi civili e democratici ( i Test non lo sono) che se attuati selezionano i migliori studenti.
Qualche esempio: Se non si superano le materie dei primi due anni con una media del 25-27 non si passa agli anni successivi e quindi ci si ritira dalla Facoltà.
In questo modo almeno si è data democraticamente allo studente la possibilità di studiare e se non sarà andato avanti la colpa sarà sua e solo sua, non perché non aveva studiato la settimana enigmistica per superare il Test.

Al carissimo utente 397800 (forse un giovane collega) rispondo consigliandogli di non affrettare giudizi su nessuna persona se non la si conosce e di interpretare meglio quando si legge ogni cosa.
Non starò ad annoiarLa su come e perché io abbia fatto il medico, su come abbia scelto una difficilissima branca (la neurochirurgia) poco redditizia rispetto ad altre (odontoiatria, ginecologia, psicologia ecc.), su intere notti trascorse in sala operatoria, su lunghi week end di guardia (un tempo la guardia era di 24 ore), su una vita trascorsa senza calendario, dove una Pasqua, un Natale, un Capodanno erano giorni uguali agli altri e su molti altri aspetti della vita di un medico che forse un giovane non conoscerà mai.

Infine io ho detto, un po' provocatoriamente, che non bisognerebbe fare il medico in Italia così come molti studiosi (medici compresi) vanno all'estero perché nel nostro Paese sono trattati alla stregua di impiegatucci, con contratti a termine che non consentono una formazione clinica adeguata (però hanno superato il Test, che bravi medici già prima di esserlo!), con stipendi ospedalieri vergognosi, ma con premi di polizza di assicurazione stratosferici.
Cari Utenti non sono i Test che fanno un buon medico, ma i giorni senza calendario!

#187
Utente 466XXX
Utente 466XXX

Caro Dott.Migliaccio, mi imbatto in questa discussione qualche anno dopo. Posso definirmi anche io come una "sconfitta"per quel che riguarda i test. Ho provato il test per 3 anni di seguito, studiato molto e seguito corsi. Ho frequentato per due anni una facoltà affine con la speranza di riuscirci prima o poi,ma ciò non si è mai avverato. Due anni fa ho deciso di iscrivermi alla facoltà di psicologia,poiché per molti motivi la ritengo simile alla facoltà che sognavo sin bambina( trovo molto strano dover parlare di una facoltà dei "sogni" dal momento che tutti dovrebbero avere il diritto di poter fare ciò per cui si sentono portati). In ogni caso, mi ritrovo a 23 anni con un vuoto nel cuore, con la consapevolezza che non basta passione,volontà ed impegno per poter realizzare i propri obiettivi. Ho visto molti miei coetanei scavalcarmi per avere avuto la "furbizia" di partecipare al ricorso e che con soli 15 euro sono riusciti a passare avanti ad anni di pianti e speranze. Mi sto impegnando molto nel mio nuovo progetto di vita,con successo,nonostante abbia già perso due anni per tentare il test.Sento che porterò sempre con me questo rammarico e mi piace sperare che un giorno avrò anche io la mia rivincita, ma purtroppo il panorama attuale dei giovani laureati e in particolar modo dei laureati in psicologia non lascia molto spazio ai sogni.

#188
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Gentile ragazza,
l'amissione alla Facoltà a seguito di ricorsi al TAR dimostra come i Test di ingresso siano un sopruso. (perché Lei non ha partecipato al ricorso?)
Lei è ancora giovane e, se i test non saranno aboliti, continui a provarci.
Se ora sta studiando Psicologia lo faccia con l'interesse e con l'entusiasmo che avrebbe avuto studiando Medicina e non lo consideri mai un ripiego.
Non c'è peggior cosa che ritenere un ripiego la professione che si esercita.

Al di là di questo, si è detto di tutto e di più sulla incostituzionalità dei test
Qualcuno, anche bocciato, li difende. Non riuscirò mai a comprenderlo, ma spesso molti accettano supinamente ciò che un Potere impone loro.

Non bisogna mai smettere di sognare perché spesso, con l'impegno e la volontà, i sogni si realizzano
Non mi resta che farle con affetto gli auguri affinché ciò avvenga.

#189
Utente 590XXX
Utente 590XXX

Buonasera, sono una ragazza di 25 anni che vive con un rimpianto: Non aver intrapreso la carriera da medico. Provai il test ma l’esito fu negativo.
I miei piani sono saltati, per colpa di questo test d’ingresso. Ora ritrovo la mia vita stravolta rispetto a come la immaginavo fin da piccola.
Sono un Ingegnere Meccanico laureata con il massimo dei voti, che ha iniziato anche un PhD ma che non sente tuttora di appartenere a questa categoria (nonostante riesca bene in quello che faccio) e che se ci ripensa ancora a quel sogno, ha lì sul viso una lacrima pronta a scendere. Spesso mi domando... Devo riprovare il test? Mi rispondo: Dovrei farlo, è quello che ho sempre desiderato ...
Seconda riflessione: Forse dovrei credere nel destino e perseverare con l’ingegneria in cui ho investito già anni di studio.
Ecco i problemi che può creare un test d’ingresso con esito negativo.

#190

Gentilissima ingegnere, cara ragazza,
comprendo bene il Suo rammarico, ma non so cosa consigliarLe se non,
se Lei ci tiene proprio a fare il medico, di riprovare sia che i Test rimarranno sia se, a maggior ragione, saranno aboliti come è molto probabile.
Con il mio miglior in bocca al lupo

#191
Utente 590XXX
Utente 590XXX

Grazie mille Dr. Giovanni Migliaccio, la ringrazio per l’importante incoraggiamento. Spero di riuscire a prendere giuste decisioni.

#192
Dr. Sergio Formentelli
Dr. Sergio Formentelli

Cara ragazza, hai due strade davanti a te, e lo sai bene.

Se quando mi sono iscritto avessi dovuto passare il test non sarei mai passato. L'amico Giovanni Migliaccio direbbe che sarebbe stato un bene per l'arte medica...
Ma nemmeno lui l'ha passato!

Ma mi è venuta una fantaria.
Un medico e ingegnere meccanico è in una posizione unica per ideare e realizzare dispositivi medici !
Gli ingegneri in genere non capiscono nulla di medicina, e i medici numma di ingegneria, e spesso i due mondi nella realizzazione delle nostre apparecchiature comunicano male.

Ma è una mia fantasia...



Da: Carlos Castaneda GLI INSEGNAMENTI DI DON JUAN

DON JUAN

Tutto è solo una strada tra tantissime possibili. Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione.

Ti avverto. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda. "Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l'altra no. Una porta un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L'altra ti farà maledire la tua vita.

Buon viaggio.

#193
Utente 590XXX
Utente 590XXX

Grazie Dr. Formentelli, spero di riuscire a trovare la mia strada con il cuore.
Trovarla sarebbe un po’ come conquistare la chiave della felicità per la vita.
Inizio la caccia...
Grazie ancora.

#194

Caro Formentelli,
anch'io mi sono iscritto a Medicina quando non c'erano i test. Se ci fossero stati non li avrei mai superati. Sarebbe stato un bene ? Chi può dirlo? Successi negli oltre 40 anni modestamente ne ho avuti anche se non ho ricevuto il premio Nobel e lo stesso vale per te e per moltissimi colleghi più o meno della nostra età.
Non tutti possiamo essere dei geni , ma molti, pur se hanno superato i test, hanno abbandonato tali studi.
Una volta (anni 60) c'erano, seppur non vincolanti, dei test attitudinali alla fine della terza media tesi a indirizzare verso un corso di studi superiori.
Ad una persona (ora felicemente in pensione) fu consigliato di fare una scuola professionale (allora esistevano), ma l'allora ragazza volle ugualmente andare avanti frequentando le scuole magistrali.
Diventò una delle migliori maestre.
Probabilmente i quiz saranno aboliti visto che ci siamo resi conto, in questo tragico periodo, che la pletora medica non esiste come ci stiamo rendendo conto che i tagli alla Sanità e alla Ricerca sono una iattura.

Ottima la tua citazione nella replica alla ragazza ingegnere, ma per scegliere la strada "che ha un cuore" glielo si deve permettere in piena libertà.

Un caro saluto

#195

P.S.:Si dice che Eistein fosse stato ripetutamente bocciato in matematica.
Pensa se avesse rinunciato

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