Uccisa dalle bulle? No. Dai medici!

Dr. Giovanni Migliaccio Data pubblicazione: 18 marzo 2018

La ragazza italiana è stata picchiata da una gang di coetanee a Londra, ma non sono state loro ad ucciderla.

Intendiamoci, nessuna difesa per quelle picchiatrici che hanno agito per bullismo e per razzismo certamente. Meritano la prigione senza alcuno sconto.

Ma la giovane donna è morta per colpa dei medici inglesi di quell'ospedale dove è stata ricoverata, viva, vigile e cosciente.

Quei medici l'hanno trattenuta in Pronto Soccorso per sole 5 ore e senza nemmeno un esame radiologico e, a quanto sembra, neanche clinico.

Era sufficiente sottoporre la giovane Mariam a una TC encefalo per diagnosticare l'ematoma conseguente al pestaggio. L'intervento immediato le avrebbe salvato la vita.

La ragazza è stata invece dimessa per imperizia di quei Sanitari e il giorno successivo è morta.

L'autopsia diagnosticherà certamente un ematoma extradurale che,se fosse stato evacuato, Mariam non sarebbe morta.

Certo! Quelle delinquenti hanno procurato delle lesioni con il pestaggio, ma non si può attribuire a loro il decesso.

Quel che bisogna rilevare è come tutti i mass media, le organizzazioni mediche, non hanno avanzato alcuna ipotesi di reato per i Sanitari che l'hanno lasciata morire, a mo' del popolo di quella fiaba che affermava che il Re non era nudo.

Sarebbe ora che (con buona pace di giudici e avvocati) si capisse bene cosa voglia dire malasanità che in Italia (ancora con una Sanità di eccellenza) non esiste se non in qualche rarissmo caso.

Se fosse successo in Italia, in qualsiasi città del Nord, del Centro e del vituperato Sud, Mariam sarebbe ancora fra noi.


Fonte:

http://www.lastampa.it/2018/03/18/italia/cronache/londra-picchiata-a-morte-da-una-gang-di-bulle-il-pap-di-mariam-ammazzata-per-razzismo-5AouprKJPLUrz9gqoUEhSP/pagina.html

Autore

giovannimigliaccio
Dr. Giovanni Migliaccio Iscritto decedutoNeurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1979 presso UNIVERSITA' DI NAPOLI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31889.

22 commenti

#1
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Dalle ultime di cronache sembra che i Medici, che con larga dose di imprudenza (ma tu ci ravvedi anche l'imperizia) hanno catalogato il trauma della povera ragazza come "trivial" ossia lieve, siano stati posti sotto inchiesta. Al pari tuo, credo anch'io che ci siano pochi dubbi che si sia trattato di un ematoma epidurale. Per quanto ho potuto personalmente sperimentare negli anni passati, non ho avuto l'impressione che i nostri Colleghi d'oltremanica siano così tanto assillati dalla Medicina difensiva. Per loro è quasi d'obbligo rinviare a casa il trauma lieve senza eccedere in indagini di screening, consigliando il rientro in Ospedale nel caso compaiano sintomi (al riguardo ricordo che davano un flyer su cui questi erano indicati). D'altro canto, ai tempi del mio noviziato in Neurochirurgia, qualcosa di analogo si faceva anche da noi (ma erano tempi in cui la TAC cominciava ad affacciarsi nell'universo medico e....non c'era la medicina difensiva).
Complimenti per l'articolo.

#2

Grazie Mauro del tuo intervento.
Si. Quel volantino con elencati sintomi e norme comportamentali viene ancora oggi accluso al foglio di dimissione dal Pronto Soccorso, ma quando il trauma cranico è davvero minore e per classificarlo come tale sai bene che è necessaria l'osservazione di almeno 6-8 ore e un accurato esame clinico.
Nel caso inglese non c'è alcuna giustificazione in quanto quella povera ragazza era stata picchiata pesantemente e solo un medico negligente ed inesperto ha potuto rinviarla a casa.
Era sveglia, si difenderanno, quindi nessun sospetto di lesioni cerebrali. Si, ma hanno, per esempio indagato se vi fosse una emorragia interna da lesione della milza, del fegato?
Per una persona presa ripetutamente a calci e pugni vuoi sospettare lesioni addominali?
Non so come finirà giudizialmente questa tragica vicenda, ma quelle ragazze non andranno giudicate e condannate per omicidio.

#3
Ex utente
Ex utente

Ora mi chiedo ,non sarà che Il talento,la passione per quel che si fa ,la dedizione ,la professionalità,la precisione ,,l'accortezza sarà, a volte, purtroppo da considerare solo un ornamento quindi un nascondiglio?
Non sarà che una persona smette di mostrare ciò che può ,quando comincia a palesarsi per quel che è quando il suo talento diminuisce?

Buona Domenica

#7
Ex utente
Ex utente


Per ricordare allego uno stralcio di quello che dovrebbero essere i princìpi basilari del ssn:



"Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) è un sistema di strutture e servizi che hanno lo scopo di garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie, in attuazione dell’art.32 della Costituzione, che recita: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

Principi fondamentali

I principi fondamentali su cui si basa il Ssn dalla sua istituzione, avvenuta con la legge istitutiva del 1978, sono l’universalità, l’uguaglianza e l’equità.
Soffermandosi sulla terza:

Equità

A tutti i cittadini deve essere garantita parità di accesso in rapporto a uguali bisogni di salute. Questo è il principio fondamentale che ha il fine di superare le diseguaglianze di accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie. Per la sua applicazione è necessario:

garantire a tutti qualità, efficienza, appropriatezza e trasparenza del servizio e in particolare delle prestazioni;
fornire, da parte del medico, infermiere e operatore sanitario, una comunicazione corretta sulla prestazione sanitaria necessaria per il cittadino e adeguata al suo grado di istruzione e comprensione (consenso informato, presa in carico).

I principi fondamentali del Ssn vengono affiancati dai principi organizzativi che sono basilari per la programmazione sanitaria. I più importanti sono elencati di seguito.

Centralità della persona.

Responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute

La professionalità dei medici e infermieri, non solo in senso tecnico, ma anche come capacità di interagire con i pazienti e rapportarsi con i colleghi nel lavoro di équipe, è determinante ai fini della qualità e dell’appropriatezza delle prestazioni
Etc etc.

Credo che a volte nonostante più persone facciano lo stesso lavoro i princìpi purtroppo son diversi.
Termino con una frase della Fallaci molto esplicativa:
A volte si finge di ignorare o si ignora che ogni Diritto comporta un Dovere ,che chi non compie il proprio dovere non merita alcun diritto.

Spero di esser stata più chiara.

#8

Gentile 378335

Sulle Sue premesse siamo d'accordo, ma non capisco se Lei non si vuole sbilanciare nel dare un giudizio sul comportamento gravemente omissivo dei medici inglesi

#12
Ex utente
Ex utente

Ho sempre considerato il giudizio una vendetta preferita di chi è spiritualmente limitato ,a meno che quest'ultima non nasca per stimolare in conoscenza e coscienza.

Virtus lucet in tenebris. :)

#13

<Il giudizio e la condanna morale è la vendetta preferita degli spiritualmente limitati su coloro che lo sono meno di loro> (F.Nietzsche)

Apprezzo la citazione, ma mi perdoni il "dipietrismo", che c'azzecca?

#14
Ex utente
Ex utente

Baratterei volentieri tutta la tecnologia che possiedo per una serata con Nietzsche :)

Oggi la giustizia preferisce purtroppo scegliere i colpevoli anziché cercarli.

#15
Utente 446XXX
Utente 446XXX

Io sono una malata senza diagnosi da 4 anni. Vivo in Italia. Lavoravo in Italia e per la mia malattia ho perso anche il lavoro. Ho speso 20000 euro pagando profumatamente professori e baroni della mia città. La malasanità non esiste in Italia? Forse. Di certo esiste l'incompetenza. é surreale che ben 18 medici continuino a dire che sono malata ma non riescono a capire di cosa. Sto per perdere la casa e non posso neanche lavorare per vivere perché sto sempre peggio. Come me ce ne sono tanti. Bisognerebbe riflettere, caro dottore, anche su questo terribile aspetto della sanità italiana

#16

Gentile signora,
non posso entrare nel merito delle Sue disavventure ed esperienze con i medici, non conoscendo né Lei né la patologia di cui soffrirebbe e quindi sospendo ogni giudizio.
Il termine "Malasanità" è stato ed è usato in modo inappropriato avendo ingenerato nell'opinione pubblica che eventuali disagi, errori, ritardi, incidenti anche gravi siano da attribuirsi soltanto ai medici.
Non è così.
Se Strutture Ospedaliere, soprattutto al Sud (ma non mancano precarietà anche al Centro-Nord) sono fatiscenti, senza attrezzature ecc. la colpa è di chi gestisce la Sanità.
Certo un medico può sbagliare e se succede, paga di persona. Per un Giudice per esempio che sbaglia non è così.

Ci sono certo, medici che utilizzano la professione comportandosi illecitamente e quei casi sono perseguiti dalla Legge.
Non si può però parlare di malasanità se il comportamento personale di un medico è poco attinente alla sua missione e al codice deontologico.
La stragrande maggioranza dei medici italiani lavora in condizioni difficili e se la Sanità italiana è ancora giudicata fra le eccellenze nel mondo, lo si deve a chi ci lavora a contatto con i pazienti ogni giorno e ogni notte e non certo a chi amministra gli Ospedali.
E' come se si volesse sostenere che tutti i preti sono pedofili

Quindi, cara signora, bisogna si riflettere sul comportamento di quei medici che disonorano la professione, ma incominciamo anche a modificare il termine di "Malasanità" e sostituiamolo con "Malagestionesanitaria".

#17
Dr. Alessandro Rinaldi
Dr. Alessandro Rinaldi

"santi, poeti, navigatori"...e dissertatori! Io ringrazio Giovanni Migliaccio per il suo blog, che richiama l'attenzione su un caso di comportamento medico molto dubbio, e Mauro Colangelo per l'aggiornamento sull'andamento della vicenda. Ti prego di mantenerci aggiornati se vi sono novità.Chissà che la giustizia inglese non sia di qualche esempio sulla quella di casa nostra.

#18
Dr. Giovanni Portuesi
Dr. Giovanni Portuesi

L' episodio appare molto grave e di interessa generale, per molti aspetti, in primo luogo quelli esposti dal collega autore del post. Sembrerebbe che la ragazza avrebbe esposto delle lamentele rilevanti nel PS britannico.

#19
Ex utente
Ex utente

Se non ci fosse nulla da ridimensionare non sarebbero stati chiusi nemmeno i commenti degli utenti.
Sottolineo il gran Medico. Saluti.

#20
Ex utente
Ex utente

Commento a cui non avrei mai potuto rispondere,dato che l'autore della notizia "trapianto del pene..tra fantasia e realtà"
Ha chiuso i commenti .

Speriamo in una buona politica risolutiva :)

#21
Utente 441XXX
Utente 441XXX

Gli inglesi se ci pensate bene sono persone quantomeno ambigue. I medici sono assolutamente inferiori ai nostri italiani nord centro sud. Meno coscienziosi per educazione e limitati intellettualmente da quella lingua schifosa che hanno. Pensate ai suoni inglesi: sembrano i suoni di gente con problemi alle corde vocali: "the" un suono del tutto innaturale ci si deve sforzare per produrlo. È chiaro che la lingua gli lede il cervello. La nostra è molto più articolata e formativa. Detto questo i medici devono essere puniti.......E le bulle condannate per omicidio se io sparo in testa a una persona e non la ammazzo devo pagarla comunque

Guarda anche Bullismo 

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