L’omosessualità non è una malattia: Ordine sospende psicologo

Dr. Alessandro RaggiData pubblicazione: 19 gennaio 2015Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2015

L’Ordine degli psicologi della Lombardia, dopo un iter durato un anno, ha sanzionato il mese scorso con la sospensione dall’Albo uno psicologo Specialista in Psicoterapia, reo di aver risposto con un consulto on-line alla domanda di un utente posta su un sito di psicologi, citando tecniche con le quali era, a suo avviso, possibile “curare” l’omosessualità.

Alla domanda di un utente del sito - «È possibile uscire dall'omosessualità?» - questa è stata la risposta fornita dal professionista:

«Quando l'omosessualità era considerata una malattia (prima del 1991) dal Manuale diagnostico del disturbi mentali redatto dall'APA gli psicoterapeuti cognitivo comportamentali utilizzavano un efficacie protocollo terapeutico con buon successo. Lo stesso protocollo può essere utilizzato anche oggi con altrettanto successo - all'interno dell'approccio cognitivo comportamentale - solamente nel caso che la persona avverta un evidente disagio nel suo comportamento sessuale o in pensieri rivolti a persone dello stesso sesso e chieda esplicitamente di passare da una posizione di orientamento omosessuale verso pensieri e pratiche eterosessuali.»

Le richieste di rettifica del consulto, reclamate da altri psicologi intervenuti, non sembrano essere state ascoltate. Da parte di un collega è dunque scattata la segnalazione all’Ordine degli psicologi, sino all’epilogo della sospansione dall'attività professionale. A nulla è valso il successivo tentativo di difesa dello psicologo che ha fornito il consulto “incriminato”, nonostante questi abbia prodotto documentazione, a suo parere da considerarsi scientifica, che avrebbe avvalorato quanto da lui sostenuto, e che però evidentemente non è stata accolta favorevolmente dall’Albo, che ha invece ritenuto di procedere con la severa sanzione.

«Qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l'eterosessualità o verso l'omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti». Con queste parole, il Presidente dell’Ordine Psicologi della Lombardia Riccardo Bettiga, esclude categoricamente la possibilità per gli psicologi di intervenire per “modificare” l’orientamento sessuale di un individuo. La “terapia riparativa” è deontologicamente inammissibile anche nel caso in cui il paziente non sia in sintonia con la propria identità sessuale, o avverta disagio nell’espressione della propria sessualità.

Questa netta presa di distanze da parte dell’ordine degli psicologi, verso tutte le forme di terapia tese a ripristinare una presunta “normalità”, chiudono definitivamente il discorso sull’idea che l’orientamento omosessuale possa definirsi in qualche modo patologico “a seconda dei casi” o "rispetto a quanto il soggetto avverta come un disagio il proprio orientamento".

Queste erano sino ad oggi le obiezioni più comuni di quanti si ostinavano, nonostante tutte le chiare prese di posizione da parte degli Ordini Professionali, a voler in qualche modo giustificare interventi tesi alla "normalizzazione" delle condotte omossessuali. 

L’omosessualità non è dunque mai da considerasi patologica, così come non lo è l’eterosessualità e nessuna evidenza può essere portata quale "prova scientifica" in modo da giustificare, abusando in tal modo della definizione stessa di scienza, pratiche che la comunità degli psicologi ritiene unanimemente aberranti.

Persino la richiesta “esplicita” del paziente non è dunque, una motivazione da ritenersi plausibile per effettuare questo tipo di terapia. Quest’ultima evidenza impone una seria riflessione sull’importanza di effettuare una approfondita "analisi della domanda" rispetto alle richieste dei pazienti. L’analisi della domanda è un processo che può essere incluso in ogni orientamento psicoterapico e prevede uno spostamento dell’attenzione dai sintomi dichiarati dal soggetto, i disturbi, le sofferenze esplicite, alla motivazione spesso ancora inconsapevole che ha condotto il paziente a richiedere il nostro aiuto.

 

 

Riferimenti:  

 

 

Autore

alessandro.raggi
Dr. Alessandro Raggi Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 1997 presso La Sapienza - Roma.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Campania tesserino n° 5670.

124 commenti

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#25
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

#18 @Dr. Guacci,
<<che non si DEBBA curare l'omosessualità eche chi lo fa debba addirittura essere censurato non mi convince. >>

Si curano le malattie. Perchè si dovrebbe curare una non malattia?

<< quali fatti scientifici ci dicono che l'omosessualità è una situazione NATURALE? Intanto io non ho mai trovato nè letto che l'omosessuale abbia gli ormoni sessuali dell'altro sesso.>>

Le rispondo con due esempi per farle comprendere quanto la domanda, a mio avviso sia mal posta:
1) Ribaltiamo la sua domanda: quali fatti scientifici ci dicono che l'omosessualità NON è una situazione naturale?
2) Quali fatti scientifici ci dicono che innamorarsi di una donna bionda o di un uomo rosso di capelli siano situazioni naturali? esistono ricerche o letteratura in tal senso?

#26
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

@Dr. Guacci e dr. Botti.

in che modo, se possibile, si accostano la pedofilia con l'omosessualità? Per quanto è dato conoscere non esiste alcuna evidenza clinica o scientifica in tal senso. L'omosessualità è un orientamento sessuale, mentre la pedofilia una psicopatologia e anche un crimine.
Si tratta pertanto di un'accostamento del tutto infondato.

#27
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Rispondo perché chiamato in causa dal Dott. Calì. per come la vedo io, chi compie atti di pedofilia, viene arrestato e condannato a diversi anni di carcere, mentre omosessuali e lesbiche sono persone libere, civili e rispettabilissime. io ho amici gay che sono splendide persone e, tra l'altro, per nulla effeminate. paragonare la pedofilia all'omosessualità (qualcosa che ogni tanto tentava di fare il Vaticano) è come dire che un mont-blanc equivale ad una pizza margherita

#28
Psicoterapeuta
Psicoterapeuta

1) la pedofilia è un crimine. Che poi un criminale sia patologico mi sembra di dissertare su aria fritta e "buonista; rispetto (ma non mi è simpatico) chi pensa che sia una patologia, ma consentitemi di provare dispiacimento per un tale individuo/ideologia (sempre che sia onesto il pensiero!). Chiuso argomento per quanto mi riguarda.
2) omosex: mi sembra chiaramente individuato il problema ossessivo-fobico o paranoico (ipotetico ovviamente in questa sede) che nulla ha a che vedere con la discussione su omosex naturale o meno; quindi se un pz. chiede di essere aiutato (come scrivevo prima) è corretto che se lo psicologo ha strumenti a disposizione lo aiuti.

#29
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Un omosessuale farebbe meglio ad accettare serenamente la sua condizione, piuttosto di chiedere aiuto a qualcuno per "guarire" da qualcosa da cui non si può guarire

#30
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

#28 @dr. Botti,

<<se un pz. chiede di essere aiutato (come scrivevo prima) è corretto che se lo psicologo ha strumenti a disposizione lo aiuti.>>

si certo, mi sembra del tutto scontato che lo psicologo debba aiutare il paziente.
Però - onde evitare qualunque equivoco - direi che secondo il mio punto di vista - valga anche per l'esempio da lei riportato ciò che ho scritto nella risposta #16.

Ovvero, come scrive anche il collega Calì in #24, non si lavora sulla correzione dell'orientamento sessuale, ma si lavora sul problema psicopatologico.

Nel caso esemplificativo e ipotetico riportato da lei, si lavorerà dunque su eventuali problematiche di natura ansiosa e/o depressiva (o a qualunque altra condizione morbosa eventualmente presente) che possano aver contribuito alla sintomatologia dei pensieri ossessivi e alle ruminazioni.

#31
Utente 591XXX
Utente 591XXX

Salve. Volevo lasciare una testimonianza. Allora. Mio cugino, al quale voglio bene e del quale mi fido tantissimo, alcuni anni fa mi ha rivelato una confidenza su di lui che non ha mai riferito a nessun'altra persona. Mi ha detto che, dato che fino all'età di 14 anni aveva fatto amicizia solo con dei maschi, aveva di pari passo sviluppato un orientamento sessuale omosessuale: sentiva di voler fare sesso solo con i maschi. Dai 14 anni in poi ha iniziato a fare amicizie con le femmine, e così il suo orientamento sessuale si è gradualmente trasformato in eterosessuale, passando attraverso una fase lunga alcuni anni (circa dai 14 anni ai 20 anni) in cui sentiva un doppio desiderio sessuale, sia verso le femmine che verso i maschi, in alternanza. Poi a partire dai 20 anni si è stabilizzato ed è diventato eterosessuale. Da lì in poi lo è sempre stato fino al giorno d'oggi che ha 45 anni, considerato che convive da anni con una donna con la quale ha rapporti sessuali e con la quale intende sposarsi. Mi fido di quello che mio cugino mi ha confidato e quindi credo alla sua versione. Sulla base di questa sua confidenza, tralasciando ciò che gli psicologi possono decidere nel corso della storia della psicologia sul fatto se l'omosessualità sia da correggere oppure no, e premesso che non nego che ci siano dei casi in cui l'omosessualità abbia un'origine genetica, sono del tutto convinto che molti casi di omosessualità siano frutto dell'ambiente (particolare) in cui vivono alcuni individui. Buona sera.

#32
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Forse suo cugino (utente 59134) è od era bisessuale, visto che anche da adolescente provava attrazione anche verso le ragazze. poi penso che durante l'adolescenza non è raro l'interesse verso persone dello stesso sesso. capita di più di quanto non possiamo immaginare. è anche una prova per i ragazzi di sperimentare con il proprio corpo

#33
Dr. Roberto Callina
Dr. Roberto Callina

La questione, se posso contribuire costruttivamente all'interessante discussione, riguarda, a mio avviso, l'analisi della domanda rispetto al contesto sociale di riferimento.

Premesso che non esistono prove scientifiche che dimostrino che l'omosessualità non sia una situazione naturale (come giustamente faceva notare il collega Raggi) e che già Platone, in Simposio, celebra l'omosessualità nella Grecia antica, dobbiamo chiederci cosa spinga un omosessuale a chiedere di essere "curato" per diventare eterosessuale.
Partiamo da un fatto/domanda: come mai non ci sono eterosessuali che chiedono di intraprendere terapie riparative per diventare omosessuali? Come mai non esiste un'eterosessualità egodistonica? E se esistesse, saremmo quindi autorizzati ad ammettere acriticamente anche richieste in tal senso?

Le risposte risiedono, a mio avviso, nel contesto sociale di riferimento. E' evidente, e spero innegabile, che lo stigma sociale nei confronti degli omosessuali sia vivo, vegeto e pregnante anche in un'epoca come la nostra che si definisce aperta e tollerante nei confronti del "diverso".

Il pregiudizio nei confronti del giovane che si scopre omosessuale (e in questo contesto mi interessano davvero poco le cause di tale orientamento) produce il forte desiderio di non essere ciò che sente, nel suo intimo, di essere.
L'omofobia che lo circonda diviene qualcosa di interno (si parla, in tal caso, di omofobia interiorizzata); l'immagine di sè è compromessa, il livello di autostima si abbassa, la clandestinità è la reazione più immediata, la segretezza dei pensieri e delle azioni, la vergogna della propria condizione...

Molti, fortunatamente, superano questa difficile fase della crescita, si accettano come persone "normali" e costruiscono stabili relazioni (amicali e d'amore) come chiunque altro.
Altri fanno fatica ad accettare la propria condizione; i valori di riferimento che conoscono sono solo quelli della loro cultura di appartenenza e non trovano un posto in quel mondo che li vorrebbe diversi da come sentono di essere.

Se, quindi, la richiesta è quella di reprimere/sopprimere i propri istinti omoerotici solo perché il mondo che è là fuori non li condivide, chi siamo noi per decidere che sia giusto accogliere una tal richiesta?

Vorrei porre poi un'altra domanda ai colleghi: qualcuno ha dati certi/scientifici che dimostrino che le terapie riparative raggiungono gli scopi espiliciti che si pongono: la conversione dell'orientamento sessuale?
Se si, a quale prezzo?
A quanto mi risulta il successo terapeutico consisterebbe nell’astensione dal comportamento omosessuale nonostante non vi sia una reale cancellazione degli impulsi.
La domanda, quindi, è lecita: tale tipo di risultato può essere ritenuto etico, deontologico e a favore dell'equilibrio psichico del paziente?

#34
Dr. Luigi Guacci
Dr. Luigi Guacci

[autore]
Dr. Alessandro Raggi
il 21.01.2015

@Dr. Guacci e dr. Botti.

in che modo, se possibile, si accostano la pedofilia con l'omosessualità? Per quanto è dato conoscere non esiste alcuna evidenza clinica o scientifica in tal senso. L'omosessualità è un orientamento sessuale, mentre la pedofilia una psicopatologia e anche un crimine.
Si tratta pertanto di un'accostamento del tutto infondato.

Caro Raggi, andiamo con ordine: l'etero è l'unico stimolo atto a promuovere la riproduzione della specie, quindi l'unica vera situazione da considerare naturale, del resto imprescindibile perchè se nella sessualità non ci fosse il godimento con il conseguente irrefrenabile impulso noi non staremmo oggi quì a chiaccherare. Come fate a considerare naturale ogni orientamebto diverso, sia omo che pedofilo? Né può essere l'orientamento del legislatore che può convincerci diversamente.
In verità ancora non mi sembrano trovate le vere cause di queste perversioni (proprio così) e per me non vanno demonizzati i tentativi di terapia, anche se a questo riguardo vaghiamo ancora nel buio, probabilmente perchè gli studi sono stati fatti solo in ambito psichiatrico mentre non se ne occupa la medicina fisica.

#35
Utente 219XXX
Utente 219XXX

Perversioni? Gli antichi greci - compreso Platone, Mimnermo, Pindaro, ecc. ecc. - erano dei pervertiti? Forse pure Virgilio era un pervertito quando nella seconda bucolica fece intonare un sublime canto al pastore Coridone, perché quest'ultimo non era ricambiato dal giovane Alessi? Gli antichi greci e romani erano bisessuali e quello che noi definiamo "natura" è in realtà più un artefatto culturale che altro. Siamo più cultura di quello che pensiamo, e la forza della cultura è tale che nemmeno alcuni uomini di scienza che scrivono commenti qui si rendono conto di quanto le loro posizioni siano più influenzate da miti che da un orientamento genuinamente scientifico.
Ma pensate se fossimo tutti eterosessuali e se tutti facessimo figli, seguendo così madre natura, il mondo strariperebbe di persone e la "natura" così intesa si dimostrerebbe distruttiva. Questo per dire che è perfettamente "naturale" provare desideri sessuali che però non portano alla procreazione.
Poi distinguiamo una volta per tutte la pedofilia dall'omosessualità. Il pedofilo non si rende conto della profonda differenza che c'è fra la sua sessualità adulta e quella di un bambino. Il disconoscimento della realtà del bambino, l'adultizzazione della sua sessualità e la reificazione dello stesso sono ben diversi dal rapporto omosessuale tra due persone adulte che si amano vicendevolmente.

#36
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Bravo Utente 219318. mi trovo assolutamente d'accordo con lei e la sua analisi, chiara e precisa (e di buon senso, direi)

#37
Utente 219XXX
Utente 219XXX

Grazie, molto gentile!

#38
Dr. Roberto Callina
Dr. Roberto Callina

Caro Utente 219318, credo che abbia centrato il punto della questione. La sua analisi, in una prospettiva filogenetica, mi sembra condivisibile; non a caso, in alcuni paesi, dove la natura non è stata in grado, da sè, di controllare il grande incremento demografico, è intervenuta la cultura con l'introduzione di, pur discutibili, leggi sul controllo delle nascite.

#39
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Caro Utente 219318 (mi pare di essere uno dei protagonisti del libro "1984" con tutte queste sigle per matricole!), la cosa, come dicevo nei miei primi post in questo articolo, è più semplice del previsto. l'omosessualità non è una MALATTIA. chi pretende di guarirne, come se fosse un raffreddore o un'influenza di stagione, non ha capito nulla dall'inizio. se un omosessuale (o una lesbica) fa fatica ad accettare la sua condizione, è meglio che si metta l'animo in pace. non cambierà! la sua indole è quella e non può farci nulla. nessun medico o psicologo lo potrà mai convincere a cambiare idea. anzi, mi sono sorpreso a leggere tutti i possibili (e anche un po' demenziali, alla fine) discussioni sul caso sotto a questo articolo del dott. Raggi, quando la cosa era semplicissima dall'inizio. non c'era neanche bisogno di discuterne, secondo me

#40
Dr. Luigi Guacci
Dr. Luigi Guacci

Caro Callina, se dobbiamo far spiegare la medicina agli utenti, se dobbiamo spiegare questo problema col fatto che ne parlavano Platone e Pindaro, se la cultura dell'utente 219318 ci spiega le cause di questo problema, allora è meglio che noi medici andiamo a giocare a burraco.

#41
Psicoterapeuta
Psicoterapeuta

Divertente la discussione e i contributi portati; sicuramente sarà risolta la questione se essere omosessuali sia o meno naturale o culturale (o malattia o non malattia). Leggerò con interesse ogni contributo, intanto:
38 anni fa, l’Apa prese atto dell’assenza di prove scientifiche che giustificassero la precedente catalogazione dell’omosessualità come patologia psichiatrica, cancellandola dal suo elenco delle malattie mentali. La decisione arrivò solo dopo un sofferto dibattito, aperto dalle ricerche di Evelyn Hooker su soggetti non psichiatrici e accelerato da un’azione di contestazione da parte di psichiatri vicini alle idee del neonato movimento di liberazione omosessuale.

#42
Dr. Roberto Callina
Dr. Roberto Callina

Caro Guacci, se la questione è medica, allora vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa c'è da curare nell'omosessualitá. Dopo anni di pratica e di contatti con pazienti con desideri omoerotici, egosintoci e/o egodistonici, ancora non l'ho capito. Se, invece, come credo, si tratta di una questione culturale e sociale, come ho spiegato in #33, non vedo perché l'utente 219318 non abbia il diritto di esprimere la propria opinione ed avere il mio consenso.
Se qualcuno mi convince del contrario, disponibile ad un torneo di burraco.

#43
Psicoterapeuta
Psicoterapeuta

anzi, aprirei una interessante valutazione; una coppia omosex maschile deve fare i salti mortali per avere un figlio (leggi: adozione), mentre una coppia di lesbiche può facilmente avere un figlio grazie all'inseminazione di una )o entrambe) le partner; direi che ci troviamo di fronte ad una seria discriminazione intragruppo.

#44
Utente 348XXX
Utente 348XXX

A questo punto, io che non sono medico, sarei curioso di sapere come fate, voi medici o psicologi/psichiatri, a curare gli omosessuali. quale "metodo" viene applicato? spiegate in termini semplici e comprensibili, grazie

#45
Psicoterapeuta
Psicoterapeuta

utente 348127
il metodo di cura in quale cultura?

#46
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Mi pare che si stia discutendo se l'omosessualità è una malattia o meno. io ho scritto più volte che, a mio parere (e credo a parere di qualunque persona di buon senso), non è una malattia. quindi, se è una malattia, c'entra poco la cultura, ma se esiste (o esisterebbe) un metodo (farmacologico? psicoterapeutico? torture medievali?) per uscire fuori da questa malattia, mi piacerebbe saperne di più, visto che ignoravo tale metodica (da profano quale sono, sia ben chiaro)

#47
Psicoterapeuta
Psicoterapeuta

Invito a leggere quanto riportato, e condivido, all'inizio da A. Raggi.

#48
Psicoterapeuta
Psicoterapeuta

E esco da questa discussione che non ritengo seria, pur nel rispetto di ogni commento fatto sin qui.

#49
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Più che non è seria, mi pare una discussione confusa, dott. Botti. comunque, buonasera a lei. arrivederla

#50
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

Le mie opinioni sono già espresse e argomentate nei post precedenti. Peraltro non sono dell'opinione che l'omosessualità c'entri qualcosa con la medicina tout court, o almeno c'entra quanto c'entra l'eterosessualità.

Per il resto condivido le osservazioni acute dell' UTENTE 219318, che sembra non essere del tutto fuori luogo, anzi dal mio punto di vista mostra conoscenza e sensibilità. Onestamente non è il titolo formale che consente - o meno - di padroneggiare con perizia argomenti scientifici, almeno in un blog (!), ma le competenze effettive che si rilevano grazie ai commenti di cui ciascuno è capace.

Il collega Callina, inoltre, in #33 apre una questione interessantissima sulle implicazioni sociali e culturali del nostro comune sentire psicologico, dello stare al mondo, e anche della definizione stessa di psicopatologia o di salute. Dell'idea, per questi motivi sempre un po' astratta e relativa, di normalità. Mi sembra un contributo importante e di spessore.

#51
Utente 219XXX
Utente 219XXX

<<Caro Callina, se dobbiamo far spiegare la medicina agli utenti, se dobbiamo spiegare questo problema col fatto che ne parlavano Platone e Pindaro, se la cultura dell'utente 219318 ci spiega le cause di questo problema, allora è meglio che noi medici andiamo a giocare a burraco.>>

Se deve scrivere certi commenti, Dr Guacci, le conviene davvero andare a giocare a burraco.
Che fa, si rivolge al Dr Callina menzionando il mio intervento piuttosto che a me, per sminuirmi? Si sente troppo superiore?

Platone e Pindaro non parlavano semplicemente di omosessualità. I loro scritti, così come quelli dei poeti romani, riflettevano la società in cui vivevano e in quella società l'omosessualità rientrava nella norma dei comportamenti sessuali.
Poi scusi, ma perché l'omosessualità sarebbe un problema? Forse lo è per lei, a causa di un pregiudizio di matrice culturale, ma questa è un'altra storia e non ha nulla a che vedere con la medicina.

#52
Dr. Luigi Guacci
Dr. Luigi Guacci

No, caro utente, io non vado a giocare a burraco, ma cerco, e lo dico anche ai colleghi, di spiegare i problemi con la medicina, e in questa pagina di medicina ne ho letta poca. Oltretutto penso che in un forum di medicina (e la medicina non è una scienza esatta), la diversità delle convinzioni sono il sale del forum, perchè se tutti pensassimo nello stesso modo a che servirebbe. E ancora in questo forum non è entrata la voce "transessuale".....

#53
Dr. Carmine Riccio
Dr. Carmine Riccio

Scrivere che la medicina, e quindi la psicologia, non sia una scienza esatta rappresenta un espediente retorico in base al quale si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto. Niente affatto. La definizione di scienza, dopo Bacone, è riferita non a criteri di presunta verità, ma di validità: le teorie sono valide, fin quando non subentrano teorie più valide. È così è accaduto anche per l'omosessualità. Pertanto, non esiste lo spazio per presunte opinioni su temi tanto delicati, poiché opinioni ascientifiche alimentano false idee d malattia, relative alla presunta curabilità nel senso comune e quindi nei singoli. Pregiudizi, violenza e sensi di colpa. Appunto, la scienza è diversa dal senso comune, in quanto i suoi procedimenti sono operativizzati, e ciò permette alla comunità scientifica, a seguito di rigorose procedure di analisi, di fornire valide chiavi di lettura. Il consesso scientifico si è espresso e, nell'ambito di un ordine professionale, i garanti della corretta disciplina della professione ne hanno tratto le conclusioni. Il collega è stato sanzionato con la sospensione. Poi. Mi chiedo: e se qualcuno si sente offeso e denuncia questo collega e chi sostenendo che si tratta di opinioni, parla di malattia, cosa accade? Credo che la legge possa intervenire per punire chi diffama e offende. Oppure volgiamo iniziare a offenderci a vicenda anche sulle preferenze culinarie? Forse, però, meglio andare alle basi. Chiedo a tutti i colleghi psicoterapeuti se siano d'accordo sui criteri per diagnosticare un disturbo mentale(sperando che tutti li abbiano chiari e presenti, meglio delle proprie tasche) e, in quale modo, l'omosessualità potrebbe rientrare nei disturbi mentali? Nell'era informatica tutti pensano di sapere tutto su tutto... Quindi esistono molte presunte opinioni. Taluni, poi, che non hanno mai fatto i conti con se stessi, e sono spaventati e non si accettano, proiettano il proprio disagio additando chi, essendo libero da tali incongruenze, rappresenta un pericolo al precario equilibrio interno costruito faticosamente negli anni. Ritengo agghiacciante che, dopo un percorso di laurea, un esame di abilitazione e, addirittura un corso, almeno quadriennale di psicoterapia, siamo ridotti così! Poveri, i pazienti di professionisti che violano il codice deontologico. Mi chiedo, e la mia è solo una domanda, per soli psicoterapeuti, credete che uno psicoterapeuta che parla di malattia per l'omosessualità sia:1)impreparato;2)malato già dal corso di laurea;3)scorretto;4)affetto da un qualsivoglia disturbo cerebrale degenerativo? La mia è una domanda...

#54
Dr. Luigi Guacci
Dr. Luigi Guacci

Caro Riccio, è vero, sulla esattezza della nostra scienza si potrebbe discutere, ma qui oggi non vale la pena. Hai fatto 4 domande alle quali io rispondo con la quinta: non può trattarsi di un medico lungimirante e convinto di portare un aiuto al paziente che lo chiede? Comunque a me non entra nella testa che non si debba cercare una causa e una terapia. Ma non solo nell'ambito della psichiatria; infatti ricerche ne ho letto sugli ormoni, sulla genetica ed altro, non è stato trovato nulla di probante, ma chi ci dice che altre ricerche non possano farlo? Quante malattie conosciamo che non hanno ancora una causa? le abbandoniamo al loro destino di malattie incurabili? Penalizzare poi il professionista che ci prova.......
Poi faccio una domanda: perchè l'omosessualità è considerata naturale e quindi diversa dalle altre deviazioni sessuali?

#55
Psicologo
Psicologo

@Luigi Guacci

Cosa intendi esattamente per "naturale"? Un pò provocatoriamente, vorrei chiederti se secondo te sono "naturali":

- il matrimonio
- la penicillina
- la masturbazione
- Internet
- il linguaggio

E' vero che per molti aspetti la psicologia è una scienza disomogenea e contraddittoria. Ma, almeno, su un punto c'è accordo (quasi) unanime, ovvero che "orientamento sessuale" (ad esempio, etero, omo o bisex) è cosa diversa da "identità di genere" (che riguarda, ad es., il transessualismo), ed è cosa diversa da "parafilia" (ad es., pedofilia"). "Deviazione sessuale" è un'espressione che non è mutuata dal linguaggio scientifico, bensì dalla religione, per cui non me ne occupo.

L'omosessualità, semplicemente, esiste in natura in moltissime specie animali. Quindi, se esiste in natura, è "naturale".

La "pedofilia", invece, è un comportamento sessuale che vede un adulto operare sessualmente su un minore, sfruttando la sproporzione di forza o di maturità psicologica, e producendo gravi danni psicologici che lasciano ferite profonde, che non si rimarginano semplicemente col tempo.

L'omosessualità, invece, è un orientamento sessuale. La sessualità omosessuale, a meno che non avvenga su minori (ed in quel caso è un comportamento pedofilico), è uno scambio sessuale tra adulti liberi e consenzienti.

L'unica cosa che hanno in comune è che, solitamente, non sono finalizzati biologicamente alla riproduzione. Ma l'idea che il sesso sia finalizzato in natura alla mera riproduzione non ha alcun fondamento scientifico. Anche questa è una nozione di derivazione religiosa, priva di fondamento reale. Altrimenti, non si spiegherebbe come mai esiste in natura la masturbazione ANCHE in altre specie, non solo quella umana.

#64
Psicoterapeuta
Psicoterapeuta

Concordo con Utente 348127
discussione ? di cosa ?
Cancello la mia iscrizione da questo sito

#65
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Grazie per la solidarietà di pensiero dimostratami, caro dottore ora cancellato. rispondo solo per ringraziarla del suo del suo pensiero nei miei confronti e su ciò che ho scritto nei post qua sopra. per la verità, mi ero stufato di continuare a rispondere ad una discussione che, da delirante, era diventata (a mio modo di vedere le cose) demenziale. io, per mia fortuna, ho altro da fare nella vita (sono un giornalista musicale, attività che riesce a darmi buone soddisfazioni e gratificazioni professionali e personali) che rispondere a delle tematiche così fuori dal mondo (al limite della fantascienza, direi). francamente, mai mi sarei aspettato tutto questo polverone di commenti. io pensavo che, su un tema del genere, ci si poteva stare a discutere giusto con un paio di commenti in due righe a piè di pagina

#66
Ex utente
Ex utente

Tipico della Psichiatria : inventarsi le malattie per poi "creare e vendere" medicine e terapie su misura per il disturbo in questione.
Altrimenti come fareste a fare soldi??
No, cari Dottori: l'omosessualità non é una malattia....mi dispiace per Voi.
Conosco lesbiche e gay che tutto devono fare tranne che andare in terapia.....perché vanno benissimo così come sono.
Mi é piaciuta la provocazione del @Dott. Calì, che condivido in pieno.
Chi stabilisce cosa é naturale e cosa no? Cosa é giusto e cosa no? Il matrimonio, ad esempio, é molto più "contro natura" dell'omosessualità........perché non c'é contratto scritto che possa garantire tra due individui amore e rispetto "per tutta la vita finché morte non ci separi".
Non é una cosa che si può scegliere e firmare a priori!
Ribadisco, forse ad alcuni di Voi fa comodo etichettare una persona timida ed introversa come un fobico sociale....o un omosessuale come un malato da riportare sulla "retta via"...e così via, potrei continuare all'infinito (la mia anemia é stata trattata come depressione..........bastava prendere un po' di ferro per tornare a sorridere...........)...........non aggiungo altro..........se non che, ovviamente, non intendo certo, con questo mio piccolo contributo, screditare tutta la categoria degli psicologi/psichiatri/psicoterapeuti.Massimo rispetto per quelli che fanno questo lavoro con umiltà e dedizione.....ma dagli altri, come mi diceva sempre il mio Medico Curante prima di andare in pensione "é bene stare alla larga perché sono capaci di prendere una persona perfettamente sana e farne un malato":
Come nel caso degli omosessuali, appunto.

#67
Dr. Carmine Riccio
Dr. Carmine Riccio

Ripeto una sola domanda. Quali sarebbero i criteri diagnostici per inquadrare l'omosessualità nei termini di una condizione patologia?

#68
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

caro utente 352674
<<forse ad alcuni di Voi fa comodo etichettare una persona timida ed introversa come un fobico sociale....o un omosessuale come un malato da riportare sulla "retta via"...e così via, (...) non intendo certo, con questo mio piccolo contributo, screditare tutta la categoria degli psicologi/psichiatri/psicoterapeuti.>>

Mi fa piacere, va considerato che ad ogni caso l'Ordine degli Psicologi ha assunto da anni una posizione molto chiara e netta su questo argomento, tale da non dare adito ad equivoci. Infatti "gli psicologi" hanno dimostrato di saper auto-regolamentarsi e persino intervenire - a parere di alcuni anche sin troppo duramente - nel caso in cui un collega, si stabilisca da parte della preposta commissione, che abbia violato il codice deontologico.

Non mi riferisco al collega che è stato sanzionato, o al caso specifico, poiché della sanzione stabilirà qualcuno nelle sedi opportune se è o meno adeguata e corretta, ed è persino possibile (ma qui interpreto io liberamente) che l'Ordine abbia potuto avere la "mano pesante" con il collega dando però un segnale sociale inequivocabile, pur essendo con ogni probabilità il collega affatto "intollerante" verso le diversità nella sostanza (ripeto è una mia ipotesi).

Più in generale e ripeto non rispetto a questo caso, dunque, vi sono temi etici e scientifici che rischiano di diventare terreno per dare libero sfogo ciascuno alle proprie paure. Omofobia, Xenofobia Misoginia, intolleranza religiosa, possono essere questioni che riguardano ciascuno di noi, non esclusi i professionisti della salute mentale.
A mio avviso, vi sono argomenti che non possono essere lasciati passare con la scusa della "discussione scientifica" o del "libero pensiero".
Spesso, dietro presunte affermazioni del proprio diritto d'opinione, si nascondono tentativi più o meno velati di revisionismo, come accade ogni tanto - purtroppo - anche con la nostra memoria storica. Dovremmo ricordarlo tutti, specialmente in questi giorni in cui si celebra la memoria storica dell'Olocausto.

#69
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Meno male che il dott. Raggi, al commento #68, è riuscito a mettere i puntini sulle "i"

#93
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Peccato che quella pagina abbia ancora pochi "like" (neanche 2000). speriamo cresceranno a breve

#94
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

Finalmente l'Ordine degli psicologi con questa sanzione esemplare ha detto chiaramente stop a chiunque intenda "riparare" l'omosessualità.

Questa la lettera che vi posto di seguito, la scrisse Sigmund Freud a una madre che gli chiese di curare il figlio dalla sua omosessualità. Era il 1935 e Freud era molto più avanti allora di tante pratiche considerate "accettabili" il secolo successivo.

"Cara signora,
deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiedere perché lo evita? L'omosessualità non è certo un vantaggio, ma non c'è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante; non può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, tra di loro c'erano grandi uomini. (Platone, Michelangelo, Leonardo da Vinci, ecc).
È una grande ingiustizia perseguitare l'omosessualità come un crimine - e anche una crudeltà. Se non mi credete, leggete i libri di Havelock Ellis. Mi chiede se posso aiutarla, intendendo dire, suppongo, se posso sopprimere l'omosessualità e fare in modo che al suo posto subentri l'eterosessualità. La risposta è, in linea generale, che non posso promettere che questo accada.
In un certo numero di casi riusciamo a sviluppare i semi degradati delle tendenze eterosessuali, che sono presenti in ogni omosessuale, ma nella maggior parte dei casi non è più possibile. Dipende dal tipo e dall'età dell'individuo. Il risultato del trattamento non può essere previsto. Quello che l'analisi può fare per suo figlio è un'altra cosa. Se lui è infelice, nevrotico, lacerato da conflitti, inibito nella sua vita sociale, l'analisi può portargli armonia, pace della mente, piena efficienza, sia che rimanga un omosessuale, sia che diventi eterosessuale. Se si decide, può fare l'analisi con me - non mi aspetto che lo farete - lui deve venire a Vienna. Non ho alcuna intenzione di spostarmi da qui. Tuttavia, non trascurate di darmi una risposta.

Cordiali saluti con i migliori auguri,
Freud

Post Scriptum
Non ho trovato difficoltà a leggere la sua scrittura. Spero che non troverete la mia scrittura e il mio inglese difficile da leggere."

#95
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Finalmente un po' di buon senso. era ora

#96
Dr. Vincenzo Scrivano
Dr. Vincenzo Scrivano

Se Paul Feyerabend fosse ancora vivo, gongolerebbe nel vedere dimostrata la sua tesi. Aveva ben ragione nell'affermare che il comportamento di Roberto Bellarmino fu molto più democratico di quello dei moderni. Ma si sa, agli inizi del diciassettesimo secolo avevano una mentalità molto più aperta dell'attuale...

#97
Dr. Maurilio Orbecchi
Dr. Maurilio Orbecchi

Direi che Freud, anche nella lettera del 1935, conferma di essere uno dei massimi responsabili della visione negativa dell'omosessualità. Anche in questa lettera la rappresenta, come nel resto della sua opera, causata da "un arresto dello sviluppo sessuale".

#98
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

Freud e il suo pensiero che si esprime in maniera chiara nella lettera, è stato spesso distorto da chi ha inteso utilizzare la scienza per logiche politiche o economiche.

La libertà di pensiero non c'entra nulla con lo spacciare per scientifiche tecniche cognitivo-comportamentali per "riparare" una cosa che non è da riparare perché non patologica. Non dobbiamo cadere nell'errore epistemologico di immaginare che "libertà di parola e di pensiero" significhi poter negare la Shoà, giusto per fare un esempio.

Anche i nazisti si ungevano la bocca con la parola "scienza" per giustificare con questo pretesto le loro aberrazioni.

Bene hanno fatto i colleghi in Lombardia con questo pesante monito, proprio nel marcare il confine tra scienza, libera espressione e pretestuosità di alcuni, che ammantandosi di una facciata "scientifica", intendono in realtà solo professare - senza freni e limiti - le proprie convinzioni razziste e omofobiche che hanno il sentore di rigurgiti di stampo ottocentesco.

#99
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Ottima puntualizzazione, dott. Raggi. le auguro una felice e serena Pasqua (nonostante il maltempo di oggi)

#100
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

Ricambio gli auguri di Buona Pasqua e li estendo a tutti i lettori.

#101
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Buona Pasquetta (e finalmente oggi è una giornata di sole!)

#103
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

E' di due giorni fa la decisione dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna di radiare dall'Albo Tiziano Tubertini (ora ex) psicologo che voleva curare l'omosessualità e nonostante le chiare posizioni dell'Ordine e le indicazioni dell'OMS, continuava a vantarsi pubblicamente di "riparare" con la psicoterapia l'omosessualità.
Tubertini proponeva terapie riparative che promettevano la "riparazione" in 60 giorni.

Dopo numerosi inviti, poi richiami, è stato infine radiato dall'Albo e ora non potrà più esercitare la professione.


#104
Dr. Manlio Converti
Dr. Manlio Converti

Lo psicologo in questione è stato RADIATO dall'ORDINE con grande soddisfazione di tutte le vittime dirette ed indirette che ha prodotto nel nostro Paese e che organizzazioni omofobe come Giuristi per la Vita ( e il SSN finché manterrà come patologia l'omosessualità egodistonica ) continueranno a fare TERRORISMO MEDIATICO ai danni soprattutto degli adolescenti omosessuali.

#106
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Di questa questione (omosessualità = malattia) se n'è parlato Giovedì scorso ad Anno Zero, su La7

#107
Dr. Luigi Guacci
Dr. Luigi Guacci

perdonate la mia ignoranza in materia di leggi, una domanda: un omosessuale fa sesso con un 14/17enne, èda considerare pedofilo?

#108
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

#108
in realtà la domanda è solo un po' confusa, ma più che riguardare "le leggi" - da come è posta - riguarda la psichiatria.
La risposta in tal caso, a mio avviso è abbastanza semplice: per definire se uno è "pedofilo" da questo punto di vista non basta un rapporto occasionale, ma occorre che vi sia una preferenza pressoché univoca verso minori di 13 anni da parte di persone che abbiano età maggiore di 16.

Se invece ci riferiamo alla legge e dunque al sesso con adolescenti in età di consenso (superiore ai 14-16 anni), perché non si configuri il reato di abuso su minore, si deve ricordare che il consenso è valido solo se il rapporto avviene con un soggetto non più adulto di 3 anni rispetto all'età dell'adolescente. Oltre i 16 anni si deve tener presente il vincolo del tipo di relazione che può invalidare il consenso dell'adolescente di fronte alla legge (ad esempio nel caso che il soggetto sia una figura di potere o di riferimento per l'adolescente: medico, psicologo, insegnante, sacerdote, ecc.).

Qualunque sia l'orientamento sessuale e il genere del soggetto, infine, siamo pur sempre (o dovremmo esserlo) tutti uguali di fronte alla legge.

Spero di aver risposto.
Cordiali saluti.

#109
Dr. Manlio Converti
Dr. Manlio Converti

Ritornando alla questione base: prima si sarebbe dovuto dimostrare che l'omosessualità fosse una malattia, invece è solo la conseguenza della scelta di Avicenna di spostare il peccato mortale di sodomia in campo medico (psichiatrico) con tanto di terapia riparativa. Anche Krafft-Ebing si attiene alla morale della sua epoca, prussiana, ma d'origine vittoriana e prossima al nazismo.
Altrettanto volgare e pregiudizievole è l'accostamento alla pedofilia, che è un reato, perché coinvolge minori non consenzienti, ed è quindi una forma di stupro, di cui i minori Lgbt sono più spesso vittime, tre volte, in quanto appunto minori offesi, perché perseguitati come omosessuali e perché la società teledipendente continua a dire che la vittima di pedofilia diverrebbe pedofila, come Hannibal Lecter...

#110
Ex utente
Ex utente

Però, vi prego, non trasformate le parafilie in non-malattie, sennò non posso più curarmi. Non voglio che si consideri sano il fare lo schiavo, altrimenti mi si considererà semplicemente schiavo. Cosicché, alla fine, mi verranno sottratti i diritti perché: tanto sono uno schiavo.

#111
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Il sigillo finale a questa interessante e attualissima questione la dà questo insigne teologo domenicano in questa risposta di consulto: http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4473 tra sto tizio teologo e il Bernardo Gui de Il Nome della Rosa passa poca differenza. per questo teologo, siamo ancora nel 1280, non nel 2016

#112
Dr. Luigi Guacci
Dr. Luigi Guacci

A parte il fatto che dopo il parere degli utenti dobbiamo leggere quello del sacerdote......
Ma non ho avuto spiegazioni convincenti sul perchè l'omosessualità è naturale e la pedofilia no: spero che non dipenda dal fatto che la legge (giustamente, è ovvio!) deve difendere i minori.
E mettiamo che domani si trovi una causa dell'omofilia (chi può negarla apriori?) si consentirà di cercare una cura?

#113
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Veramente quel teologo domenicano sostiene che l'omosessualità è innaturale e contro natura. lui la considera una perversione. se non si fosse capito bene, lui sosterrebbe che gli omosessuali vanno solo compatiti, in quanto nati "male" (un po' come se il Padre Eterno si fosse sbagliato nel crearlo) e credo anche quel quel sacerdote (che poi è un frate) sostenga che gli omosessuali vanno curati, esattamente come si cura un raffreddore o un'influenza

#114
Dr. Manlio Converti
Dr. Manlio Converti

Forse conta di più quello che dice la WPA l'organizzazione mondiale degli psichiatri:
http://www.wpanet.org/detail.php?section_id=7&content_id=1807
1. L'Associazione Psichiatrica Mondiale (WPA) è del parere che lesbiche, gay, bisessuali e transgender sono e devono essere considerati come membri preziosi della società, che hanno esattamente gli stessi diritti e le responsabilità di tutti gli altri cittadini. Questo include la parità di accesso alle cure sanitarie e dei diritti e delle responsabilità che vanno con vivere in una società civilizzata.

2. La WPA riconosce l'universalità di espressione dell'attrazione verso lo stesso sesso, attraverso le culture. Essa assume la posizione che un orientamento sessuale verso lo stesso sesso di per sé non implica alcuna disfunzione psicologica obiettiva o compromissione di giudizio, stabilità emotiva, o riduzione delle capacità professionali.

3. La WPA considera attrazione verso lo stesso sesso, l'orientamento e il comportamento, come normali varianti della sessualità umana. Riconosce la causalità multifattoriale della sessualità umana, orientamento, comportamento e stile di vita. Si riconosce la mancanza di efficacia scientifica dei trattamenti che tentano di cambiare l'orientamento sessuale e mette in evidenza i danni e gli effetti negativi di tali "terapie".

4. La WPA riconosce lo stigma sociale e la conseguente discriminazione delle persone con persone dello stesso sesso, per orientamento sessuale o identità di genere transgender. Esso riconosce che le difficoltà che devono affrontare sono una causa significativa della loro angoscia e prevede la fornitura di un adeguato sostegno della salute mentale.

5. La WPA sostiene la necessità di de-criminalizzare le persone con l'orientamento sessuale o il comportamento verso lo stesso sesso e le persone transgender per identità di genere, e di riconoscere i diritti LGBT di inclusione quali i diritti umani, civili e i diritti politici. Supporta anche la legislazione anti-bullismo; studentesche contro la discriminazione, l'occupazione e l'alloggiamento leggi; l'uguaglianza di immigrazione; pari età delle leggi di consenso; e sostiene le leggi che contrastano i crimini d'odio che forniscono sanzioni penali avanzate per la violenza pregiudizio motivati contro le persone LGBT.

6) La WPA sottolinea la necessità per la ricerca e lo sviluppo di interventi medici e sociali basati su prove che supportano la salute mentale delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.1. L'Associazione Psichiatrica Mondiale (WPA) è del parere che lesbiche, gay, bisessuali e transgender sono e devono essere considerati come membri preziosi della società, che hanno esattamente gli stessi diritti e le responsabilità di tutti gli altri cittadini. Questo include la parità di accesso alle cure sanitarie e dei diritti e delle responsabilità che vanno con vivere in una società civilizzata.

2. La WPA riconosce l'universalità di espressione dell'attrazione verso lo stesso sesso, attraverso le culture. Essa assume la posizione che un orientamento sessuale verso lo stesso sesso di per sé non implica alcuna disfunzione psicologica obiettiva o compromissione di giudizio, stabilità emotiva, o riduzione delle capacità professionali.

3. La WPA considera attrazione verso lo stesso sesso, l'orientamento e il comportamento, come normali varianti della sessualità umana. Riconosce la causalità multifattoriale della sessualità umana, orientamento, comportamento e stile di vita. Si riconosce la mancanza di efficacia scientifica dei trattamenti che tentano di cambiare l'orientamento sessuale e mette in evidenza i danni e gli effetti negativi di tali "terapie".

4. La WPA riconosce lo stigma sociale e la conseguente discriminazione delle persone con persone dello stesso sesso, per orientamento sessuale o identità di genere transgender. Esso riconosce che le difficoltà che devono affrontare sono una causa significativa della loro angoscia e prevede la fornitura di un adeguato sostegno della salute mentale.

5. La WPA sostiene la necessità di de-criminalizzare le persone con l'orientamento sessuale o il comportamento verso lo stesso sesso e le persone transgender per identità di genere, e di riconoscere i diritti LGBT di inclusione quali i diritti umani, civili e i diritti politici. Supporta anche la legislazione anti-bullismo; studentesche contro la discriminazione, l'occupazione e l'alloggiamento leggi; l'uguaglianza di immigrazione; pari età delle leggi di consenso; e sostiene le leggi che contrastano i crimini d'odio che forniscono sanzioni penali avanzate per la violenza pregiudizio motivati contro le persone LGBT.

6) La WPA sottolinea la necessità per la ricerca e lo sviluppo di interventi medici e sociali basati su prove che supportano la salute mentale delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

#115
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Dott. Guacci, tento io (nella mia ignoranza medica e di psicologia) di dare una spiegazione perché l'omosessualità è considerata normale e la pedofilia no: l'omosessuale è capace di intrattenere una relazione affettiva e amorosa duratura nel tempo con un partner adulto e consenziente, mentre un pedofilo cerca solo del sesso con un bambino/a o ragazzino/a e, anche se questo individuo si "innamora" di un bambino o pre-adolescente, appena questo cresce di qualche anno, non gli interessa più a livello sessuale e, quindi, alè, avanti un'altro/a! una coppia omosessuale, invece, può rimanere unita anche per tutta la vita. credo che sia questa la differenza sostanziale

#116
Dr. Luigi Guacci
Dr. Luigi Guacci

Guarda caso la WPA non usa mai il termine "naturale"........ , e non è lo stesso significato di normale che usa l'utente e tutti gli aggettivi che usa la WPA.
Io, lo ripeto, ho chiesto perchè l'omosessualità è naturale (come è stato scritto sempre in questa pagina ) e la pedofilia no. Io chiamo ambedue deviazioni sessuali, ma la pedofilia non potrebbe essere così punita se il paziente non la mette in opera. Faccio degli esempi: esiste chi ha la compulsione di rubare nel supermercato e c'è chi ha la compulsione di giocare sperperando tutte e solo le proprie risorse, e pur essendo ambedue compulsioni solo la prima può essere punita.

#117
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Mi sa che rubare in un supermercato è un reato meno grave che molestare sessualmente un bambino/bambina. poi, a tutti può balenare un "raptus" omicida o avere voglia di sgraffignarsi qualcosa (anche se a me, onestamente, non è mai successo)

#118
Dr. Manlio Converti
Dr. Manlio Converti

La pedofilia è naturale come l'omicidio e lo stupro.
Servono per garantire la sopravvivenza in condizioni estreme. Agli uomini della pietra insomma, le cui mogli morivano presto di parto.
Lei è un uomo della pietra? Lo stupro è ancora esaltato in epoca romana col mito delle Sabine, stupro etnico e l'omicidio è lecito con la guerra le azioni di polizia o la pena di morte.

L'omosessualità è amore come l'eterosessualità e siccome il 90% delle specie è ermafrodita si vede solo nei mammiferi e negli ovipari. Gli ovipari sono anche perfettamente transessuali in certe circostanze sempre per garantire la sopravvivenza, se ha presente Jurassic Park.
Nei mammiferi il transessualismo non può essere perfetto, esiste l'ermafroditismo, ma sono entrambi fenomeni limitati. L'omosessualità è diffusa come in tutte le specie animali, ma solo nella razza umana subisce l'omofobia e le perversioni ideologiche degli omofobi.

L'omofobia non esiste in altre specie animali.
Non è naturale! Uno studio italiano dimostra che è una malattia mentale.

Confondere o paragonare l'amore alla violenza è una perversione. Ovviamente L'amore e l'odio sono naturali. L'omofobia è un crimine d'odio come la pedofilia. L'omosessualità è vittima dei perversi omofobi. L'omosessualità è amore!

#119
Dr. Luigi Guacci
Dr. Luigi Guacci

Caro Converti, tu dai del lei ai colleghi? io no, o forse solo ai colleghi con opinioni diverse dalle tue....
Che c'entra ora l'omofobia!!! non vorrei che tu pensi di affibiare a me questo aggettivo, ma IO NON SONO OMOFOBO, anzi ho un amico gay.
Io cerco di osservare i problemi da medico, anche se non da psichiatra, e talvolta non mi trovo d'accordo con voi su problemi di cui vi siete appropriati escludendo i giudizi dei non psichiatri; ricordi per esempio il problema sulla somatizzazione che io ho proposto e che non ha mai trovato d'accordo con me nessuno di voi? E stranamente su questo argomento omofilia non ho mai visto, o almeno non ricordo, intervenire un collega non psichiatra. Non ti sembra strano?
Io sono un medico che vede la medicina uha materia fisica, tanto che per me anche il pensiero è fisico, ed è per questo che ho l'impressione che le ricerche su DNA, neurologia ed altro non siano stati fatti bene. Naturalmente posso essere io in errore, ma mi riesce difficile accettare la voce univoca degli psichiatri.
Saluti

#120
Dr. Manlio Converti
Dr. Manlio Converti

Guacci lei non è al centro della conversazione. Le sue idee somatoformi non so dove le abbia scritte e cosa c'entrino col tema del blog. Non si capisce di cosa gli psichiatri non possano discutere da soli né quando si sia iniziato a parlare di metafisica e anima, se non come vaga metafora funzionale, in psichiatria o neuroscienze.
L'omofilia cos'è? Quali studi non sono stati fatti bene e come mai se ne è accorto solo lei?

Inerente al tema legga i miei numerosi interventi sul blog e su spazio MED oppure

http://www.psychiatryonline.it/node/6148

Oppure in inglese

http://www.wpanet.org/detail.php?section_id=7&content_id=1807

Oppure tradotte dal testo le Azioni specifiche sul tema:
1. L'Associazione Psichiatrica Mondiale (WPA) è del parere che lesbiche, gay, bisessuali e transgender sono e devono essere considerati come membri preziosi della società, che hanno esattamente gli stessi diritti e le responsabilità di tutti gli altri cittadini. Questo include la parità di accesso alle cure sanitarie e dei diritti e delle responsabilità che vanno con vivere in una società civilizzata.

2. La WPA riconosce l'universalità di espressione dell'attrazione verso lo stesso sesso, attraverso le culture. Essa assume la posizione che un orientamento sessuale verso lo stesso sesso di per sé non implica alcuna disfunzione psicologica obiettiva o compromissione di giudizio, stabilità emotiva, o riduzione delle capacità professionali.

3. La WPA considera attrazione verso lo stesso sesso, l'orientamento e il comportamento, come normali varianti della sessualità umana. Riconosce la causalità multifattoriale della sessualità umana, orientamento, comportamento e stile di vita. Si riconosce la mancanza di efficacia scientifica dei trattamenti che tentano di cambiare l'orientamento sessuale e mette in evidenza i danni e gli effetti negativi di tali "terapie".

4. La WPA riconosce lo stigma sociale e la conseguente discriminazione delle persone con persone dello stesso sesso, per orientamento sessuale o identità di genere transgender. Esso riconosce che le difficoltà che devono affrontare sono una causa significativa della loro angoscia e prevede la fornitura di un adeguato sostegno della salute mentale.

5. La WPA sostiene la necessità di de-criminalizzare le persone con l'orientamento sessuale o il comportamento verso lo stesso sesso e le persone transgender per identità di genere, e di riconoscere i diritti LGBT di inclusione quali i diritti umani, civili e i diritti politici. Supporta anche la legislazione anti-bullismo; studentesche contro la discriminazione, l'occupazione e l'alloggiamento leggi; l'uguaglianza di immigrazione; pari età delle leggi di consenso; e sostiene le leggi che contrastano i crimini d'odio che forniscono sanzioni penali avanzate per la violenza pregiudizio motivati contro le persone LGBT.

6. La WPA sottolinea la necessità per la ricerca e lo sviluppo di interventi medici e sociali basati su prove che supportano la salute mentale delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

#121
Dr. Manlio Converti
Dr. Manlio Converti

Poi se non capisce la differenza tra stupro e amore... Sesso consenziente e prostituzione...
Ecco... Non so.. Veramente non so che dirle!

#122
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Dott. Converti, le suggerisco di dare del "tu" ai suoi colleghi, altrimenti questi potrebbero offendersi. scherzi a parte, io condivido ogni parola che lei ha scritto. saluti e auguri di buona Pasqua (anche se passata)

#123
Dr. Luigi Guacci
Dr. Luigi Guacci

Chiedo susa, caro Converti, e tolgo il disturbo a questo blog per soli psichiatri.

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