Perché i maschi, quando fanno la pipì, schizzano?
Perché gli uomini schizzano quando urinano? È una domanda che mogli, madri e compagne pongono da sempre. C'è una risposta scientificamente fondata.
I ricercatori dello Splash Lab hanno applicato i principi della fluidodinamica allo studio dell'idraulica urinaria maschile, scoprendo che gli schizzi non sono casuali: seguono la legge di instabilità di Rayleigh-Plateau, per cui il flusso urinario si frammenta in micro-goccioline già a circa 7 centimetri dal meato uretrale esterno. Quando raggiunge la tazza del wc, non è più un getto continuo, ma è già pioggia di schizzi.
Lo studio apre anche a indicazioni pratiche su distanza dal bordo, angolo d'impatto e scelta dei detergenti. La ricerca continua: lo Splash Lab sta già valutando quali geometrie di toilette riducano strutturalmente il problema.
Uno studio sul flusso dell'urina
Anche quest’aspetto urologico molto particolare, che caratterizza la normale vita ed il comportamento di un maschio, sembra avere ottenuto alla fine una sua risposta con relativa spiegazione scientifica.
Questo è merito di uno studio che è stato condotto da un Istituto con un nome molto significato e centrato: Splash Lab.
Dietro a questa analisi, che apparentemente sembra essere una ricerca alquanto bizzarra, in realtà ci sono seri studi di urodinamica del flusso di urina che appunto caratterizza un maschio quando fa la pipì.
I ricercatori, accogliendo molto probabilmente le varie osservazioni e proteste di compagne, mogli e madri per il comportamento “minzionale” caotico dei loro uomini, si sono messi quindi a studiare l’idraulica che regola lo svuotamento della vescica maschile e, per questo, hanno messo a punto un sistema di serbatoi ed ugelli che simulano alla perfezione le vie urinarie maschili e, utilizzando dell’acqua colorata, hanno filmato, con una telecamera particolare, tutto, compreso il momento in cui il liquido colorato impattava sul bordo di una normale toilette.
Si è così visto che gli schizzi seguono una regola particolare ma precisa di fluidodinamica, conosciuta anche come legge di Instabilità di Ravleigh-Plateau; secondo questa legge un liquido in caduta libera si divide in una serie di gocce e in particolare l’urina, proiettata dai maschi, si “spacca” già a circa 7 centimetri dal meato uretrale esterno e, quando finisce sul vaso della toilette, il liquido, nel nostro caso l’urina, è già in forma di goccioline, meglio note come schizzi.
Quali sono i consigli che danno agli uomini i ricercatori?
Il primo è di urinare vicino al vaso perché cosi il flusso di urina è meno caotico e non schizza; quindi urinare seduti, ma qui entra in ballo un pregiudizio importante e atavico che dice: “ Chi non urina in compagnia o è un ladro o è una spia” e urinare seduti, in compagnia, è molto difficile!
Il secondo consiglio è poi quello di modificare l’angolo d’impatto che deve essere il più stretto possibile e quindi mirare alle pareti e non all’acqua in fondo alla tazza (consiglio questo più difficile da capire!)
Terzo consiglio bisogna stare attenti all’uso indiscriminato dei detergenti igienizzanti che tenderebbero a ridurre la tensione superficiale alle pareti del water aumentando così gli schizzi, quindi toilette più sporche meno schizzi!
Studio questo “pionieristico” certamente e i ricercatori dello Splash Lab ora hanno intenzione di andare comunque avanti e valutare anche quali toilette sono le più adatte per evitare gli schizzi.
Tutte le donne, mogli, madri ed altre figure femminili sicuramente sono ora in ansia e attendono la soluzione finale di questo annoso problema maschile.
Vedremo quali saranno le prospettive concrete che, in un futuro prossimo venturo, ci verranno date.