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Emorroidi sintomi

Quali sono i sintomi delle emorroidi?

Emorroidi: i sintomi di un'infiammazione sono comuni e spesso si confondono con altri disturbi, per questo è importante ricorrere alla diagnosi tempestiva di uno specialista. La malattia emorroidaria può manifestarsi con sanguinamento, dolore anale, prurito, incontineza.

Revisione scientifica: Redazione Scientifica Medicitalia Data pubblicazione: 18 gennaio 2021 Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2021

I sintomi delle emorroidi infiammate sono spesso comuni ad altri disturbi, è quindi importante rivolgersi a uno specialista che possa ricondurre le manifestazioni alla malattia stessa.

Emorroidi: sintomi, cause, cura

Cosa sono le emorroidi?

Le emorroidi sono delle strutture vascolari dal tessuto spugnoso, delle specie di "cuscinetti", che si trovano nel canale anale con la funzione di permettere la corretta evacuazione e il contenimento di gas e feci. La loro consistenza estremamente vascolarizzata, infatti, consente a questi tessuti di gonfiarsi e sgonfiarsi: nel primo caso sono "a riposo", quindi consentono all'ano di chiudersi; quando, invece, si sgonfiano provocano un rilassamento che consente il passaggio e l'uscita delle feci.

Quando si parla del problema delle emorroidi, in realtà, si fa riferimento alla malattia emorroidaria che si verifica quando questi tessuti si infiammano provocando, allo stadio più grave, il prolasso delle emorroidi all'esterno.

Classificazione delle emorroidi

Si parla di emorroidi interne quando, appunto, i tessuti restano all'interno del retto e sono visibili solo con un apposito esame anoscopico; quando invece fuoriescono dal canale anale e sono visibili a occhio nudo si parla di emorroidi esterne.

In base alla gravità della patologia le emorroidi vengono classificate in quattro stadi:

  • I grado: non c'è prolasso e spesso neanche il dolore, l'unico sintomo è il sanguinamento;
  • II grado: il prolasso avviene solo sotto sforzo e tende a rientrare spontaneamente, si può avvertire dolore, prurito e sanguinamento durante la defecazione;
  • III grado: il prolasso è più evidente, ma è possibile farlo rientrare manualmente;
  • IV grado: la fuoriuscita dell'emorroide è completa ed è necessario intervenire tempestivamente e chirurgicamente.

Quali sono le cause delle emorroidi infiammate?

La malattia emorroidaria colpisce circa il 50% della popolazione tra i 45 e i 65 anni, in uguale misura tra uomini e donne. I fattori che possono causare la patologia delle emorroidi non sono del tutto chiari, anche se molto spesso si possono ricondurre all'ereditarietà.

Aumenta il rischio anche lo stile di vita: una dieta squilibrata, eccesso di consumo di alcol e fumo, scarsa attività fisica e obesità. A questi fattori si può aggiungere anche la stitichezza e il conseguente sforzo durante la defecazione che spinge i "cuscinetti" verso l'esterno.

Da non sottovalutare, inoltre, è la scarsa igiene anale, così come il ricorso a determinati farmaci come i lassativi o l'utilizzo di clistere.

Infine l'incidenza della malattia emorroidaria aumenta nelle donne in gravidanza: in particolare al nono mese, quando aumenta il peso del feto, cresce la pressione sul retto e sulla zona perianale. A questo si aggiunge anche l'aumento dei livelli di progesterone che provoca il rilasamento delle pareti intestinali e conseguente probabilità di stitichezza.

Quali sono i sintomi?

Nella loro condizione normale queste strutture vascolari hanno un colore rosso/violaceo dovuto alla fitta presenza di vene e capillari. Quando i tessuti si infammano possono causare il prolasso e, nei casi più gravi, ematomi o trombi. Questo si manifesta con il sanguinamento anale, anche a spruzzi o intenso durante l'evacuazione, possibile uscita di muco intorno all'ano, fastidio e bruciore nella zona del retto. 

Vediamo quali sono i sintomi più comuni delle emorroidi interne e quelli, invece, più gravi delle emorroidi esterne.

Emorroidi interne: sintomi più comuni

Le emorroidi interne si manifestano comunemente con:

  • sanguinamento anale, che si riscontra con la presenza di tracce di sangue sulla carta igienica
  • dolore anale e bruciore
  • incontinenza fecale
  • prurito all'ano
  • sensazione di ano umido, ossia di perdita di muco
  • percezione di un peso o di corpo estraneo all'altezza dell'ano

Per approfondire:Sangue occulto nelle feci: perché fare il test?

Sintomi delle emorroidi esterne

Quando la patologia emorroidaria evolve a uno stato più grave, i "cuscinetti" tendono a fuoriuscire dall'ano durante la defecazione per poi rientrare spontaneamente. All'ultimo stadio, invece, quando si parla di emorroidi di IV, grado queste restano all'esterno in modo permanente ed è per questo che si parla di emorroidi prolassate.

In questa condizione i sintomi delle emorroidi diventano più intensi come il dolore acuto, dovuto alla congestione dei plessi emorroidari oppure alla trombosi emorroidaria, principale complicanza della malattia, che consiste nella formazione di coaguli di sangue all'interno dei vasi delle emorroidi stesse.

Come si curano le emorroidi?

Quando si manifestano i primi sintomi delle emorroidi è fondamentale sottoporsi a un accertamento specialistico, al fine di poter avere una diagnosi tempestiva ed evitare l'evolversi delle emorroidi a stati avanzati.

Stile di vita e rimedi naturali

Il primo trattamento per le emorroidi è la prevenzione: nei casi non gravi, infatti, il primo rimedio consiste nel seguire una corretta alimentazione che favorisca la giusta motilità intestinale, a partire dall'assunzione di molta acqua.

Si consiglia, pertanto, di evitare cibi irritanti come le fritture, i condimenti eccessivi, le salse piccanti, i dolci e e cioccolato. Meglio preferire, invece, frutta e verdura e alimenti ricchi di fibre.

In commercio sono disponibili vari prodotti che regolano l'attività intestinale, come integratori a base di fibre e probiotici da assumere sempre dopo aver consultato il medico curante.

È, inoltre, fondamentale limitare la sedentarietà, mantenere una postura corretta, gli sforzi eccessivi e svolgere una regolare attività fisica evitando possibilmente gli sport da sollevamento di pesi elevati o quelli che obbligano a mantenere una posizione "da sella", come l'equitazione, ciclismo e motociclismo.

Infine, ma non certo meno importante, è il mantenimento di una corretta igiene intima, in particolare dopo la defecazione. Per alleviare il prurito o bruciore spesso può bastare anche solo l'utilizzo di acqua tiepida sulla zona anale per circa dieci minuti.

Farmaci e creme

I prodotti da banco che vengono utilizzati normalmente, come creme o supposte, sono quasi sempre anti-infiammatori che hanno lo scopo di alleviare il bruciore e il dolore. I farmaci anestetici o con corticosteroidi, per via topica oppure orale, devono sempre essere prescritti dal medico, anche perché un loro utilizzo a lungo termine può causare irritazione o ridurne l'efficacia.

Intervento ambulatoriale o chirurgico

Quando le emorroidi si trovano ormai a uno stato avanzato si possono manifestare complicanze, come la trombosi emorroidaria, ed è quindi necessario ricorrere alla terapia ambulatoriale (con legatura o con la scleroterapia) o, in casi più gravi, all'intervento chirurgico di asportazione.


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