Un signore di anni 71 lamenta da un mese circa dolore ingravescente al ginocchio dx con difficoltà a scendere e salire i gradini, a mantenere le posture coatte e prolungate o ad eseguire cambiamenti posturali con la sua consueta elasticità. Riferisce inoltre rigidità mattutina con difficoltà ai movimenti ed impaccio della deambulazione con necessità ad appoggiarsi e riduzione di queste limitazioni dopo alcune ore dal risveglio; riferisce ancora peggioramento al termine della giornata e limitazione della capacità di movimento nei percorsi fuori dall’ambiente domestico e/o prolungati con necessità di un bastone.

L'esame clinico e funzionale evidenzia dolore al comparto femoro-rotuleo prevalentemente in emirima articolare interna con irradiazione alla zampa d'oca, termotatto positivo ++ con lieve ballottamento rotuleo per presenza di modico idrartro. La capacità di escursione articolare attivamente è possibile ma con una riduzione di circa 20° alla flessione; quella passiva risulta dolorosa al termine dell'escursione articolare.

Si prescrivono pertanto terapia farmacologica con FANS , ove le condizioni generali lo consentano, per sedare il dolore e migliorare la funzionalità e quindi la capacità di sopportare il carico e guadagnare in movimento ed ancora la radiografia delle ginocchia sotto carico in due proiezioni.

Al controllo clinico-funzionale, dopo dieci giorni, il paziente riferisce di aver tratto beneficio dalla cura farmacologica ma alla sua sospensione il dolore e la limitazione funzionale si erano nuovamente manifestati.

L'esame radiologico evidenziava la riduzione della rima articolare mediale, la sclerosi subcondrale con reazione osteofitica marginale segni inequivocabili di "osteoartrosi".

Appare, pertanto, necessario organizzare un protocollo terapeutico integrato per raggiungere alcuni obiettivi:

  • ridurre i sintomi
  • recuperare il ROM articolare

al fine di migliorare la qualità di vita e rallentare l'evoluzione della patologia articolare.

1) Terapia di fondo a lunga durata con farmaci ad attività strutturale ossia glucosamina- cloridrato e condroitin-solfato capaci di:

  • stimolare la sintesi dei proteoglicani e del collagene
  • conservare le condizioni di vitalità dei condrociti
  • inibire i processi degradativi cartilaginei

2) Terapia Fisica e riabilitazione:

  • Trattamento strumentale per emendare il dolore e la flogosi articolare mediante:
    1. Ultrasuonoterapia vibrazioni meccaniche impercettibili che producono calore in profondità, riducendo il dolore e il gonfiore.
    2. Tecarterapia corrente elettrica che va a stimolare i processi riparativi e antinfiammatori naturali.
    3. Laser a raggi infrarossi: produce un effetto antinfiammatorio e antidolorifico attraverso la vasodilatazione e l'aumento del drenaggio linfatico.
    4. Tens acronimo di Trans Cutaneous Electrical Nerve Stimulation (stimolazione elettrica nervosa transcutanea), applicazione sulla cute di lievi impulsi elettrici, che attivano fibre nervose di grosso diametro riducendo la percezione del dolore.
    5. Elettroterapia di stimolazione muscolare.
  • Trattamento riabilitativo per recuperare e migliorare il sistema muscolare di difesa del ginocchio costituito dal quadricipite (muscolo deputato all'estensione del ginocchio); dal bicipite femorale, semimembranoso e semitendinoso (questi ultimi tre consento la flessione del ginocchio) mediante:
    1. Stretching di tali muscoli
    2. Esercizi di rinforzo muscolare
    3. Esercizi di rieducazione propriocettiva
    4. Rieducazione al passo ed alla deambulazione

 

Considerazioni cliniche e conclusioni

Alla visita di controllo dopo un mese di protocollo terapeutico integrato farmacologico e fisioterapico il paziente si presentava senza bastone, riferendo una attenuazione importante della sintomatologia dolorosa ed un buon compenso funzionale e pertanto motivato a continuare periodicamente questo percorso.