Cause

Ad oggi non sono ancora del tutto chiare le cause che possono provocare la sindrome del colon irritabile (SCI), anche se dai risultati di molte ricerche scientifiche sembra ormai certa una correlazione diretta tra la malattia e il ripetersi nel tempo di condizioni di stress psicologico, di ansia e di agitazione. Queste condizioni psicologiche agirebbero più facilmente in un contesto di sedentarietà, alimentazione disordinata e povera di fibre, situazioni molto comuni nella società moderna.

Sintomi

Tra i sintomi, molto vari, della SCI dominano disturbi quali il dolore addominale, il meteorismo (sensazione di gonfiore per presenza di aria nell'intestino), la flatulenza e la tensione addominale. È sempre presente la frequenza variabile dell'attività intestinale con alterazione nella consistenza delle feci, dalla stitichezza ostinata, alla diarrea alternata a stitichezza e alla diarrea cronica. Spesso la sintomatologia di origine intestinale è accompagnata da disturbi del tratto digestivo superiore inquadrabili come dispepsia e ad altre manifestazioni extradigestive quali cefalea, depressione, ansia, stanchezza, difficoltà nella concentrazione o nello svolgimento delle normali attività quotidiane.

Trattamento e dieta

Il trattamento della sindrome dell'intestino irritabile è volta al miglioramento dei sintomi. L'arma più efficace è il miglioramento delle condizioni psicologiche, con una riduzione dello stress e la conduzione di una vita più tranquilla e rilassata. In genere i disturbi sono aggravati o innescati da particolari alimenti che possono essere molto diversi da paziente a paziente: le indicazioni generali spesso non funzionano ed è il paziente stesso, con l'aiuto del medico, che deve capire quali alimenti evitare e quali preferire.

Gli alimenti a rischio sono:

il latte, i formaggi stagionati, gli insaccati, i cibi molto grassi ed elaborati, la frutta secca, alcuni tipi di frutta (kiwi, melone, ciliegie, ribes, frutti di bosco, fichi, prugne fresche, banane, albicocche, uva, agrumi, anguria) e verdura (radicchio, indivia, sedano, funghi, peperoni, fave, melanzane, prezzemolo, porri, aglio, carciofi, asparagi, zucca, cipolla) fresca, bibite gassate e alimenti contenenti caffeina.