E' una domanda che viene effettuata spessissimo in medicitalia.it e - negli anni - ho potuto rilevare come fra i quesiti dedicati alla malattie sessualmente trasmissibili, questa sia senza dubbio, quello più ricca di particolari e di sfumature.

Probabilmente ciò accade, poichè non esiste ancora una parola chiara su questo tipo di rapporto sessuale, il quale molto frequentemente precede o accompagna la ritualità di un'ulteriore tipologia di rapporto sessuale.

In buona sostanza e surrogando la principale "vexata quaestio" gli utenti ci chiedono primariamente se il contatto con le mani possa fungere da veicolo infettante (mediante secrezioni o sangue) per il virus HIV o altri agenti virali e batterici.

Ecco pertanto una parola che auspichiamo chiara, sull'HIV:

tale tipo di contatto sessuale, in linea generale, non è assolutamente considerabile un rapporto a rischio HIV.

Ancora e sempre in ambito preventivo, il medesimo rapporto non è considerabile a rischio per Sifilide e per Herpes genitalis. 

Difatti la labilità del Virus HIV e del Treponema pallidum della Sifilide oltrechè dei Virus herpetici è tale da rendere praticamente impossibile, la permanenza del potere infettante di questi microrganismi, al contatto con l'aria.

Per altri agenti infettivi (in primo luogo, condilomatosi, molluschi contagiosi, gonorrea) il rischio infettivo è comunque molto basso, sebbene non calcolabile.

Al contrario, il rischio è da considerarsi come medio alto per contaminazioni batteriche, soprattutto a carico di coli fecali (escherichia coli - enteroccoccus faecalis in primis), molto spesso causa di balanopostiti e vulvo-vaginiti.

Nella speranza che tale news possa essere utile per chi cerca una risposta, nelle pur tante sfumature di questa tipologia di richiesta.

Per ulteriori dubbi è sempre bene contattare direttamente lo specialista delle Malattie sessualmente trasmissibili, quale il Venereologo.

 

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