E’ stato recentemente presentato ed utilizzato presso il nostro Centro, in anteprima mondiale, un rivoluzionario strumento che consente l’esplorazione completa del colon in modo indolore, senza il rischio di complicanze e con la possibilità di eseguire prelievi bioptici e rimuovere polipi (Fig 1). AXEL è il nome che abbiamo dato a questo nuovo colonscopio, realizzato e sperimentato in Germania (con il nome di “Invendoscope”) dove sono in funzione dei prototipi.


Fig. 1 - Il COLONSCOPIO AXEL, estremamente flessibile e
fornito di canale operatore per prelievi bioptici e rimozione polipi.

Il colonscopio AXEL utilizza una tecnologia del tutto innovativa e diversa da quella della colonscopia tradizionale (Fig. 2). Lo strumento, estremamente flessibile, è rivestito da una guaina particolare che si riflette su se stessa (“inverted sleeve technology”) e che è alla base della progressione dello strumento. In pratica la guaina dello strumento (tramite una “drive unit”) allungandosi ed accorciandosi determina l’avanzamento o la retrazione del colonscopio.

Lo strumento, quindi, “scivola” a contatto della parete del colon ed avanza in maniera atraumatica (Fig. 3).
Questo tipo di movimento non determina pressioni e stiramenti sul viscere al contrario di quanto succede con gli endoscopi tradizionali che vengono fatti avanzare mediante “spinta” esterna che si trasmette su tutta la sonda e, quindi, sulle pareti del colon (con tutte le conseguenze che ne possono derivare: dolore, rischio di perforazione, ecc.). (Fig.4).


Fig. 2 – Rappresentazione schematica della progressione del colonscopio Axel.

In alto: la parte prossimale dello strumento viene inserita nella “Drive unit” che è composta da 8 piccole ruote deputate al movimento dello strumento.

In basso: lo strumento è coperto (C) da una particolare guaina (Inverted sleeve) che, grazie al movimento dell’ingranaggio nella “drive unit”, si estroflette (E) e si introflette determinando l’avanzamento e il ritiro dello strumento. Il movimento non è avvertito lungo il corpo dello strumento ma solo sulla sua parte possimale (G).

Fig. 3 - Il colonscopio AXEL non viene “spinto” dall’esterno, ma si allunga e si accorcia all’interno del colon.
Quindi lo strumento “scivola” a contatto della parete del colon ed avanza in maniera atraumatica.
Questo tipo di movimento non determina pressioni e stiramenti sul viscere.

Fig. 4 - Il colonscopio tradizionale viene fatto avanzare mediante “spinta” esterna che
si trasmette su tutta la sonda e, quindi, sulle pareti del colon (con tutte le conseguenze
che ne possono derivare: stiramento del viscere, dolore, rischio di perforazione, ecc.).

Il medico, mediante un joystick, gestisce il movimento in entrata ed in uscita della sonda (attivando la “drive unit”) e della direzione del puntale (Fig. 5). 
Lo strumento è dotato di un canale operatore di 3,2 mm mediante il quale è possibile inserire degli accessori per eseguire prelievi o interventi terapeutici. Axel, inoltre, è uno colonscopio monouso per cui non c’è alcuna possibilità di trasmissione d’infezione.


Fig. 5 – Axel al “completo” e la modalità di svolgimento dell’esame.

La colonscopia con AXEL, in definitiva è ben tollerata dal paziente che, al massimo, può avvertire durante l’esame una sensazione di gonfiore dovuta all’insufflazione di aria necessaria per osservare le pareti del colon.

 

Axel e le altre tecnologie per esplorare il colon

Fermo restando che la colonscopia tradizionale, in sedo/analgesia o sedazione profonda, resta al momento il mezzo diagnostico ed operativo per il colon più affidabile, pur tuttavia in quest’ultimo decennio gli specialisti del settore si sono prodigati a trovare tecnologie alternative meno traumatiche. La colonscopia tradizionale, infatti, è un esame poco gradito all’utenza in quanto esame traumatico, gravato da complicanze (anche se in bassa percentuale) e che necessita di sedazione (anch’essa con una certa incidenza di complicanze).

Le diverse tecnologie sviluppate in questi anni (TAC-colonscopia, Colonscopia con video capsula, Colonscopia robotica E-Worm/Endotiscs) pur essendo affidabili dal punto di vista diagnostico, anche se con differenze significative fra l’una e l’altra, non permettono di eseguire prelievi di mucosa e, quanto meno, di asportare polipi, per cui in caso di riscontro di una patologia bisogna sottoporsi ad un secondo esame definitivo (mediante colonscopia tradizionale).

Con Axel, invece, è possibile eseguire una colonscopia completa, sia diagnostica che terapeutica, in modo indolore, senza complicanze e senza il minimo rischio d’infezione (strumento “usa e getta”).

 

AGGIORNAMENTO del 30/01/2017

Abbiamo utilizzato il colonscopio robotico Axel (Invendoscope) per circa 1 anno, ma a causa del riscontro di difficoltà tecniche nell’impiego clinico (strumento non completamente indolore, trazione anteriore poco efficace, difficoltà nell’endoscopia operativa), non è più in uso ed è stato ritirato dal mercato. Al suo posto è stato sviluppato un device completamente nuovo che a differenza del precedente ha abbondonato la caratteristica spinta robotica esterna sostituendola con la spinta "manuale" del medico - come già avviene con il colonscopio convenzionale. Attualmente la società lo sta proponendo negli Stati Uniti solo come strumento monouso/sterile. Nessun report in letteratura di endoscopia operativa con tale tecnologia.

La nostra attività con la COLONSCOPIA ROBOTICA sta ugualmente continuando con lo strumento ENDOTICS (E-Worm) che da circa un anno è anche fornito di canale operatore per cui offre la possibilità di eseguire biopsie e di avvicinarsi all’endoscopia operativa ed in particolare alla rimozione di polipi.

Per maggiori dettagli si invia ad un recente artico sullo stato dell’arte della colonscopia robotica: http://www.medicitalia.it/news/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/6904-colonscopia-robotica-2017.html

 

Riferimenti bibliografici:

  • F. Cosentino et al. (2009). Functional evaluation of the Endotics System, a new disposable self-propelled robotic colonoscope: in vitro tests and clinical trial. The International Journal of Artificial Organs 2009; 32: 517-527.
  • Cosentino et al. (2011) Robotic Colonoscopy, Colonoscopy, Prof. Paul Miskovitz (Ed.), ISBN: 978-953-307-568-6, InTech 2011. (Articolo in pdf).
  • Cosentino (2011) La colonscopia robotica E-Worm: http://www.medicitalia.it/blog/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/437-colonscopia-robotica.html