La presenza di sangue nelle feci è un evento che ci allarma, a volte anche in modo esagerato, perché spesso la prima cosa che viene in mente è il tumore. Altre volte, invece, trascuriamo il sintomo perché farci visitare in quella “zona” ci da fastidio e perché, in fin dei conti (pensiamo noi!) si tratterà di banali emorroidi.


E’ vedere il sangue rosso che ci allarma!

Il sangue nelle feci può essere visibile a occhio nudo (sulla carta igienica, dentro il water o frammisto alle feci, ecc) oppure può essere “occulto”, ossia non visibile e rilevato solo con apposito esame di laboratorio (ricerca di sangue occulto nelle feci).

Il sangue nelle feci è segno di emorragia in un punto dell'apparato digerente e il suo colore può darci un’indicazione sulla sede del sanguinamento.

Se le feci hanno un colore nero catrame si è in presenza di quella che viene chiamata “melena” e la causa del sanguinamento risiede nella parte superiore dell'apparato digerente ossia: esofago, stomaco, duodeno, piccolo intestino o la porzione destra del colon come il cieco. Il colore nero è determinato dalla presenza di pigmenti ematici derivanti dalle trasformazioni subite dall’emoglobina durante il suo passaggio nel tubo gastroenterico (sangue “digerito”). Le feci, oltre ad avere un colore nero piceo, emanano un odore particolarmente fetido, nauseante.

Se invece il sangue emesso, con o senza feci, è di colore rosso vivo o rosso brunastro si è in presenza di quella che viene definita “ematochezia” (dal greco, “aima” , sangue e “kezèin”, defecare) e la causa risiede nel tratto digestivo inferiore (colon e retto). Da considerare però che in presenza di un grave sanguinamento digestivo superiore, il sangue emesso può raggiungere velocemente il retto mantenendo un colore rosso inalterato.

 

Definizioni del sanguinamento rettale

L'emissione di sangue rosso vivo dall’ano viene definito con i seguenti termini.

  • Ematochezia.
    E’ un termine generico che indica un sanguinamento che può derivare da ogni parte del tratto digestivo anche se solitamente ci si riferisce al tratto inferiore. Il sanguinamento, di lieve entità, può accompagnare le feci (come “striatura”, “verniciatura”) oppure presentarsi isolato (alla fine della defecazione) come “gocciolamento”.
  • Rettorragia.
    Si indica un sanguinamento abbondante, a getto, spesso senza feci, di probabile origine rettale.
  • Proctorragia.
    E’ sinonimo di rettorragia che se il termine vuole indicare una causa anale (emorroidi, ragade) di sanguinamento (dal greco, “proctos”, ano).
  • Enterorragia.
    E’ un termine generico utilizzato per indicare un sanguinamento abbondante anche con emissione di coaguli la cui origine, si presuppone, sia più alta del retto (prossimalmente al sigma).

 

Medico e paziente

Il colore è rosso vivo, quindi, indica generalmente un sanguinamento basso, rettale, che potrebbe essere il sintomo di emorroidi, ragade, ma anche di polipi, di una forma tumorale o di una patologia infiammatoria o anche vascolare.

Il medico di fronte ad un paziente che riferisce sangue rosso nelle feci farà un’immediata valutazione considerando età ed eventuali sintomi associati.

Di fronte ad un soggetto giovane che dopo uno sforzo defecatorio riferisce di aver notato delle chiazze di sangue rosso sulla carta igienica o nella tazza è facile sospettare un sanguinamento emorroidario. Mentre se un paziente sopra i 50 anni (o anche più giovane!) riferisce di aver notato del sangue misto alle feci e se a ciò si associa la presenza di muco ed una eventuale alterazione dell’evacuazione (stipsi e/o diarrea), o anche una anemizzazione, ecco che il pensiero si fa più cupo perché c’è realmente il sospetto di una patologia tumorale.

Il paziente, nel riferire al medico dovrà indicare bene le caratteristiche e le modalità del sanguinamento (entità del sangue emesso, sintomi associati, presenza o meno di muco, ecc.) in quanto in base alle caratteristiche del sangue emesso è possibile formulare una prima ipotesi diagnostica. E’ bene però precisare che solo l’accertamento specialistico (visita proctologica, ano-rettoscopia, colonscopia, ecc.) può portare alla diagnosi definitiva.

 

Presentazione del sanguinamento rettale ed ipotesi diagnostica

  • Sangue sulla carta igienica (“paper bleeding”)
    Se le feci emesse sono normali e il sangue è visibile solo sulla carta igienica, nella fase di pulizia, si può supporre un sanguinamento emorroidario.
  • Sangue che “gocciola”
    Se le feci emesse sono normali ed il sangue è visibile alla fine defecazione e lo si vede “gocciolare” nella tazza molto probabilmente si tratterà di emorroidi.
  • Sangue e dolore
    Se il sanguinamento si accompagna a dolore anale, durante e dopo l’emissione delle feci, si può pensare ad una ragade anale (foto accanto) complicata da sanguinamento.
  • Sangue sulle feci
    Se il sangue è rosso vivo ed avvolge le feci con striature, molto probabilmente la causa è emorroidaria, ma non si può allontanare il sospetto di cause ben più gravi (tumori dell’ultimo tratto dell’intestino).
  • Sangue dentro (commisto) le feci
    Se il colore del sangue è rosso scuro ed è frammisto alle feci allora l'emorragia è a livello di intestino crasso (colon). Le patologie che possono provocare questo tipo di problemi sono polipi, forme tumorali, diverticoli, patologie infiammatorie e vascolari.
  • Sangue coagulato. Indica un sanguinamento lento, ma importante di una patologia a monte del retto (diverticoli, angiodisplasie, lesioni di Dieulafoy). Il paziente necessita di ricovero.
  • Sangue rosso vivo, abbondante e senza feci
    Si tratta di una causa grave di sanguinamento che porta in breve tempo ad instabilità emodinamica (calo della pressione, ecc.). Inizialmente il sangue si accompagna alle feci, ma dopo alcune evacuazioni si assiste alla fuoriuscita di solo sangue (usualmente è un’emorragia diverticolare o vascolare). Il paziente necessita di ricovero.
  • Sangue, muco (e feci diarroiche)
    L’emissioni di muco con sangue eventualmente in associazione a scariche diarroiche, è tipico della malattia infiammatoria cronica ( RCU)


 

Il “falso” sanguinamento

Ci sono alcuni alimenti che possono dare un colore rosso alle feci tale da simulare un sanguinamento digestivo. Si tratta di una situazione che, quando si verifica, manda letteralmente in crisi il paziente. Da tenere presente però che in caso di falso sanguinamento la carta igienica non si macchia di rosso, come invece succede nel vero sanguinamento. Può però verificarsi che l’acqua del water assuma una colorazione rossastra dopo aver consumato alcuni di questi alimenti (come le barbabietole).

Oltre al falso colore a volte è possibile notare nelle feci dei residui alimentari rossi (pomodori, peperoni, ecc.), ma anche in tal caso i “pezzettini, punti o granuli” non macchieranno la carta igienica.

Ecco una lista di alimenti che possono colorare le feci di rosso.

 
In sequenza: barbabietola, pomodori, liquirizia rossa,
ghiaccioli alla frutta, caramelle gelatina,  drink alla frutta,
torte con gelatina, peperoni rossi, mirtillo rosso. 

Considerazioni

In presenza di sangue nelle feci bisogna SEMPRE ricorrere al medico che prescriverà, dopo un’opportuna valutazione clinica (che deve comprendere l’ispezione anale e l’esplorazione digitale del retto) gli opportuni mezzi di diagnosi (rettoscopia, colonscopia).

L’errore comune del paziente (ed a volte anche dei medici!) è quello di sottovalutare la presenza del sanguinamento rettale perchè si tende spesso a minimizzare e pensare che si tratti di... banali emorroidi. Nella maggior parte dei casi si tratterà di emorroidi (o di altra causa benigna) ma lo possiamo dire solo dopo la VISITA SPECIALISTICA!

 

Per approfondire